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una ripartizione arbitrara
della personalità, che non aveva alcun fondamento.
Sociometria. La teoria originaria del prof. Moreno si chiamò 'sociometria':
era un metodo di misurazione quantitativa delle relazioni
interpersonali dei gruppi, attuato mediante test (sociometrici o
psicometrici). I test permettevano di rilevare le strutture interne ai
gruppi spontanei in base alle scelte fatte dai membri del gruppo e
valutate con l'ausilio di uno strumento grafico, che permetteva di
costruire, appunto, un 'sociogramma'.Uno dei principali obiettivi
della sociometria consisteva, secondo l'autore, nel misurare
l'intensità e l'estensione delle correnti psicologiche che si
infiltrano in seno alle popolazioni e che le pervadono.
Nascita dello psicodramma. A queste tecniche si ricollegò poi
anche la tecnica della psicoterapia di gruppo (psicodramma) ispirata
al teatro, di cui Moreno era un appassionato cultore. Lo psicodramma
venne subito applicato da Moreno nella cura della malattia mentale, in
cui il rapporto medico-paziente veniva sostituito dal rapporto di
interazione reciproca, all'interno del gruppo terapeutico.
soggetto, nell'ambito di una
rappresentazione scenica improvvisata, di assumere un ruolo per lui
significativo,che gli permettesse di esteriorizzare sul palcoscenico i
suoi vissuti. Il ruolo doveva essere relazionato in modo
significativo al tipo di disturbo comportamentale da trattare, ma
anche alle esigenze motivazionali del soggetto o alle sue fantasie
Tecnica originaria. La tecnica originaria dello psicodramma
poggiava su tre basi:
- la spontaneità creativa come forza propulsiva (essa è normalmente
sacrificata dal ruolo sociale, ma può essere recuperata per mezzo
dell'azione scenica);
- la fiducia nei compagni,
- una comunità basata su questi principi e e realizzabile mediante
tecniche nuove.
Moreno, parlando delle sue tecniche diceva infatti che: 'il
vecchio divano dello psicoanalista è stato sostituito dal teatro della
spontaneità'. Recitando più ruoli, il paziente realizza la possibilità
di riportare alla luce anche le sue fantasie più represse L'Io emerge
da una catarsi psichica e si ricompone integrandosi nelle sue
componenti e nel sociale al quale appartiene.
Moreno era convinto che non può esservi terapia individuale se,
al tempo stesso, non si modificano le condizioni relazionali
collettive. Per il creatore dello psicdramma
Nella versione originaria, Moreno
prevedeva una scena dove si svolgeva l'azione, un protagonista della
rappresentazione, un'équipe psicodrammatica i cui componenti,
denominati 'io ausiliari' avevano la funzione di recitare quelle
parti di cui il paziente poteva avere bisogno per presentare
adeguatamente la propria situazione, dando corpo a persone reali
dell'ambiente del paziente, o a figure simboliche. Gli altri
protagonisti della rappresentazione erano gli spettatori, che come il
coro della tragedia greca facevano da eco al protagonista,
manifestando le proprie emozioni di fronte alle vicende rappresentate.
Lo psicodramma moderno. Lo psicodramma moderno è molto diverso
da quello messo a punto da Moreno. Dagli anni quaranta in poi infatti,
esso ha assunto via via una impostazione prevalentemente
psicoanalitica, allontanandosi dall'impronta dichiaratamente
antipsicoanalitica di Moreno e perdendo così il carattere i
psicoterapia catartica (ritenuta inefficace per trasformare la
struttura psichica profonda). Lo psicodramma psicoanalitico vieta il
contatto fisico fra partecipanti, assegna agli analisti presenti il
compito di costituire l'oggetto del transfert e ai partecipanti quello
delle identificazioni, mentre lo scopo della rappresentazione, che
avviene in assenza di pubblico, non ha in vista la catarsi, ma
l'interpretazione, non della realtà rappresentata, ma dell'immaginario
del paziente-protagonista sul piano simbolico. Le sedute si svolgono
in orari che sono regolarmente stabiliti, in spazi che non ospitano
accessori teatrali e sono condotte da due analisti, di solito di sesso
diverso, a cui spetta il compito dell'interpretazione dei conflitti
che lo psicodramma evidenzia.
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