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Margherita Hackdi Giuliana Proietti

GP: Il sole ha circa cinque miliardi di anni ed irraggerà energia per altri cinque miliardi di anni. Se l’uomo nel frattempo non facesse nulla per autodistruggersi, lei pensa che la data dell’Apocalisse sarebbe prevista per quell’epoca?

MH: Ah si, certamente, perché allora il sole diventerà una ‘gigante rossa’, cioè aumenterà il suo raggio di circa cento o forse anche duecento volte e quindi potrà arrivare a lambire la terra.

GP: A proposito di terra: oggi il nostro pianeta sembra sull’orlo di una crisi di nervi, tra guerre preventive, effetto serra, buco dell’ozono, tropicalizzazione dei Continenti, tre miliardi di persone che vivono con meno di due dollari al giorno… Tutto questo era scritto nelle stelle ?

MH: Nelle stelle non c’è scritto nulla! (Ride). Il guaio veramente grave è che tre miliardi di persone vivono al limite della sussistenza. In quanto a tutto il resto (buco dell’ozono, effetto serra) certamente sono effetti che ci sono, ma non sono ancora catastrofici. Queste variazioni climatiche sono del tutto normali; sovrapposte a queste variazioni climatiche normali c’è l’effetto dell’attività industriale, che dal 1860 ad oggi ha prodotto un aumento di 0,7 gradi centigradi della temperatura media della terra. Quindi, c’è un aumento di gas serra, cioè anidride carbonica e metano, dovuto all’attività industriale, alle macchine eccetera, poi ci sono le variazioni casuali che si sono sempre verificate e che sono in parte anche legate all’attività solare. Si sa ad esempio che sulla terra, risalendo indietro di un migliaio di anni, nel medioevo (anni 1100-1200), ci fu un periodo molto più caldo della media, come nel 1600-1650 vi fu un periodo più freddo della media, chiamato ‘la piccola era glaciale’, che durò una cinquantina di anni: dal 1650 al 1715.

GP: Cambiamo argomento Professoressa Hack. Parliamo di astrologia. Lei più volte ha definito l’astrologia una superstizione del passato, che aveva un senso quando non si sapeva nulla dell’universo… Ma allora, perché nei mezzi di comunicazione di massa gli astrologi hanno ancora così tanto spazio? Perché la scienza non prende nei loro confronti una posizione più netta, per limitare la credulità popolare?

MH: Perché è la gente che vuole avere una guida, sapere il proprio destino, il proprio carattere e crede alle superstizioni. Non c’è solo la superstizione dell’astrologia… Quanti son superstiziosi se versan il sale, se versan l’olio, se gli traversa la strada il gatto negro… Ma assolutamente l’astrologia non ha proprio, assolutamente, nessuna base.

GP: A questo proposito: lei ha avuto il coraggio di definirsi ‘atea’…

MH: Io sono atea, non credo ci voglia un gran coraggio… Ai tempi di Galileo forse ci voleva il coraggio… Oggi nessuno mi manderà al rogo !

GP: Dunque anche la religione, a suo modo di vedere, può essere considerata una forma di superstizione?

MH: Ma secondo me si, perché c’è questo bisogno di immortalità, di avere un aldilà, di spiegarsi il perché di tante cose che la scienza non riesce ancora a spiegare, quindi Dio è il Deus ex machina, che spiega tutto, che consola, perché c’è la speranza di una vita eterna, di ritrovare i propri cari. Tutte cose che si capiscono, ma che veramente, secondo me, non hanno nessuna base. E’ la volontà di credere e la volontà di non voler morire.

GP: E senta, Professoressa, a questo proposito che ne pensa della psicologia? Secondo lei si tratta di una disciplina con consistenza scientifica? Oppure è più vicina alla veggenza che alla scienza ? Naturalmente lo dico con autoironia…

MH: No, la psicologia ha una certa valenza scientifica, ma è una scienza non esatta, come del resto la medicina, anche se questa sta diventando sempre più una scienza esatta. La psicologia evidentemente studia non il corpo, ma quella che chiamiamo ‘anima’ e che in realtà credo dipenda solo dal nostro cervello e che è molto più complessa degli altri organi, quindi è meno ‘scienza’: è più intuizione, è più rapporto umano, cercare di capire, di conoscere il proprio paziente, cercare di aiutarlo, capendo le sue difficoltà, la sua psicologia appunto. E’ un supporto, analogo a quello che una volta dava il prete…

GP: Le volevo fare una domanda a proposito di Trieste: lei vive a Trieste da tanti anni. Mi chiedevo se lei ha avuto l’opportunità di conoscere Franco Basaglia…

MH: Io vivo a Trieste dal 1964 e Franco Basaglia l’ho conosciuto, ma poco prima che morisse; comunque l’ho incontrato… Ha fatto una grandissima opera, si tratta di una persona straordinaria. C’è stata una liberazione, un modo di trattare i così detti ‘matti’ in maniera umana, cercando di recuperarli, di farli vivere in piccole comunità tipo famiglia, liberandoli da condizioni di oppressione che facevano impazzire anche chi pazzo non era.

GP: C’è una forma di ‘follia’ anche nell’universo ?

MH: L’universo… (Ride) E’ difficile parlare di follia per l’universo. L’universo obbedisce a leggi fisiche , è vario, violento anche, ci sono esplosioni. Si conosce la vita delle stelle, come si formano, come muoiono, anche in maniera esplosiva qualche volta, quelle molto più grosse del sole e però parlare di (ah!) ‘pazzia dell’universo’, non ha senso. Certamente non è quell’universo calmo, regolato, matematico, perfetto che a volte gli antichi si immaginavano. E’ spesso imprevedibile.

GP: E dell’ “energia cosmica”, che va tanto di moda negli ambienti psicologici, cosa mi dice? Secondo alcuni testi New Age questa ‘energia’ sarebbe capace di allargare la coscienza ad un livello che supera la dimensione personale, per arrivare, secondo queste teorie, all’autoguarigione, al benessere… Che mi dice dei cristalli che, secondo alcuni ‘assorbono energia dai raggi solari per poi rilasciare questa energia sulla nostra pelle e guarirci…’ Lei che è una scienziata, che ne pensa di tutto ciò?

MH: L’unica energia che conosco è l’energia elettromagnetica che proviene dal sole e dalle stelle, anche se quella delle stelle è completamente trascurabile rispetto a quella del sole; ci sono campi magnetici, ci sono tante forme d’energia, misurabili, che si conoscono. Questa è l’energia cosmica. Quanto a questa ‘energia cosmica’ della New Age, ne ho sentito parlare: fa parte di tutte le varie filosofie molto campate in aria che fanno il paio con l’astrologia.

GP: Lei ama molto gli animali: cosa ne pensa della vivisezione? Come mai tanti scienziati si dichiarano a favore?

MH: Io penso che la vivisezione sia una cosa tremenda e che, se in qualche caso fosse indispensabile, dovrebbe esser fatta sotto anestesia ed in modo da non far soffrire l’animale. Infatti ci sono delle leggi secondo cui un animale dovrebbe essere utilizzato una sola volta, sotto anestesia. Altrimenti è una barbarie, specialmente oggi che può essere sostituita dallo studio in vitro, senza far soffrire gli animali. Oltre a questa sofferenza fisica poi, c’è anche una sofferenza psichica dell’animale tenuto in gabbia, in condizioni completamente innaturali e che si potrebbe per lo meno questo evitare… Se molti scienziati si dichiarano ancora favorevoli è perché l’amore per gli animali ancora non tutti ce l’hanno e perché è tanto comodo seguitare sulla vecchia strada; soprattutto però c’è l’insensibilità verso gli animali.

GP: E degli OGM che ne pensa?

MH: Penso che ci sia troppo allarmismo contro gli OGM. Gli organismi geneticamente modificati ci sono stati ‘naturalmente’ fin dall’antichità, quando una specie vegetale è stata modificata ed anche gli innesti in fondo sono una specie di OGM. D’altra parte ci sono milioni di persone che ormai da anni si nutrono di OGM e non è successo nulla, non c’è nessuna evidenza che siano tanto dannosi. Ci sono tante altre cose che potrebbero essere dannose: tutti questi cibi che durano anni per esempio, conservati con la chimica. Anche questi dovrebbero far paura, tutto dovrebbe far paura, si dovrebbe tornare a mangiare solo quello che nasce da sé, senza alcun intervento umano. L’uomo è sempre intervenuto nell’agricoltura, l’ha modificata ed anche grandemente. D’altra parte questi (gli OGM n.d.r.) permettono di dare da mangiare a milioni di persone che oggi muoiono di fame.

GP: Lei si è apertamente schierata contro le antenne dei telefonini, asserendo che c’è una correlazione fra campi elettromagnetici…

MH: No, io non mi sono espressamente schierata… Non si sa, probabilmente non sono affatto così dannosi come tanti temono, però non devono superare certi limiti, stabiliti per legge. Sono leggi europee. Sembra ci siano degli aumenti di casi di leucemia, però è qualcosa che ‘sembra’, non c’è una statistica certa, quindi siccome non siamo certi, ci vuole cautela, però io non credo sian così terribilmente dannosi come si dice. Certo se si infetta in maniera esagerata l’etere di telefonini o di onde elettromagnetiche, può darsi che faccia male, comunque è una cosa da prendere in studio sul serio, non con i ‘si dice’.

GP: Quale è il pericolo più grande che potrebbe incontrare l’umanità? Viene dalla terra o dal cielo?

MH: Credo venga dalla terra, il pericolo più grande ce lo stiamo facendo da noi, distruggendo tante specie, questa diversità biologica che è fondamentale, cambiando il clima, devastando le foreste. Il grosso pericolo viene proprio da noi; noi stiamo maltrattando il pianeta. Il pericolo potrebbe venire da fuori se si incontrasse un asteroide, cioè un piccolo pianeta con diametro di 10-100 metri che potrebbe cadere, impattare sulla terra, con velocità da 10 a 40 km al secondo e quindi sarebbe paragonabile all’esplosione di una bomba atomica, ma sono probabilità molto rare. La probabilità è bassissima e comunque ci sono dei gruppi di ricercatori che fanno un continuo monitoraggio dei diversi pianetini, delle loro orbite, per vedere se c’è qualche rischio e nel caso di un rischio di un impatto si potrebbe veramente, con le tecnologie attuali, sparargli contro delle cariche nucleari per deviarli dalla loro orbita.

GP: Professoressa, quando lei in una bella serata estiva guarda le stelle, si rilassa o pensa al lavoro?

MH: A parte il fatto che le stelle non si vedon più perché c’è l’inquinamento luminoso, io le stelle non le guardo perché le studio per professione… (Ride) Quando si lavora al telescopio non si guardano, perché il televisore permette di riconoscere il campo in cui si trova la stella o la galassia che ci interessa e poi ci sono strumenti elettronici che registrano le radiazioni che provengono da questo corpo.

GP: Di recente è uscita la sua autobiografia L’amica delle stelle, edito da Rizzoli. E’ più facile avere per amiche le stelle o gli esseri umani?

MH: Ah! Parlare delle stelle come amiche direi che non ha senso. Le stelle sono oggetti di studio, son belle a vedersi, sono un bello spettacolo, un bel panorama: lo posso ammirare, mi può far sentir bene, ma insomma, parlare di amicizia… Non posso dire che un panorama è ‘mio amico’: l’amicizia viene dagli esseri viventi, umani o animali che siano.

GP: Se dovesse firmare questa intervista con un ideogramma, lei che si chiama Margherita, ma è anche ‘amica delle stelle’, lo farebbe con un fiore o con una stella?

MH: Oh, bè, lo farei con una margherita… (Ride)

GP: Dunque si sente comunque più vicina ai fiori che alle stelle…

MH: Si, certo.

Giuliana Proietti

Leggi l’altra intervista di Margherita Hack concessa a psicolinea

Chi era Margherita Hack?

La prof.ssa Margherita Hack, astrofisica, è nota a livello internazionale per le sue ricerche nel campo della spettroscopia stellare e della radioastronomia. Laureata in fisica, è stata professore ordinario di astronomia dell’università di Trieste ed ha diretto l’Osservatorio Astronomico di Trieste dal 1964 al 1987. Dal 1985 al 1990 ha diretto il Dipartimento di Astronomia dell’università di Trieste ed attualmente è direttore del Centro Interuniversitario regionale per l’Astrofisica e la Cosmologia di Trieste. Ha fatto parte di vari gruppi di lavoro sia dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) sia della NASA. E’ stata ricercatore visitatore presso l’Università di Berkeley (California – U.S.A.), presso l’Institute for Advanced Study di Princeton (New Jersey – U.S.A.), L’Institut d’Astrophysique di Parigi (Francia), gli Osservatori di Utrcht e Groningen (in Olanda), professore visitatore presso l’Università di Ankara (Turchia), e di Città del Messico (Messico). E’ socio nazionale dell’Accademia dei Lincei, membro della Royal Astronomical Society, dell’European Society of Physics, della Società Italiana di Fisica, dell’Institute for Advanced Study di Princeton (New Jersey – U.S.A.), dell’Unione Astronomica Internazionale. Ha pubblicato libri, sia a carattere universitario, sia di taglio divulgativo, sull’astronomia generale e la spettroscopia stellare. In particolare ricordiamo: Le nebulose e gli universi-isole (1959), La radíoastronomia alla scoperta di un nuovo aspetto dell’Universo (1960), L’universo. Pianeti, stelle e galassie (1963), Esplorazioni radíoastronomíche (1964), L’universo violento della radioastronomia (1983), Corso di astronomia (1984), L’universo alle soglie del Duemila (1992), La galassia e le sue popolazioni (1992), Alla scoperta dei sistema solare (1993), Cosmogonie contemporanee (1994), la sua autobiografia: L’amica delle stelle (1998) ed infine Una vita fra le stelle, del 2003 ed. Di Renzo, un’autobiografia scientifica. Dal 1997 è in pensione e si dedica ad incontri e conferenze, allo scopo di diffondere nella popolazione una mentalità scientifica e razionale.

Psicolinea.it © Settembre 2003

La Prof.ssa Hack è deceduta nel giugno 2013

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● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

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4 thoughts on “Un fiore o una stella? Intervista a Margherita Hack”

  1. Margherita Hack era atea, io parecchio confuso, non l’ho mai conosciuta personalmente ma ho letto su di lei e ho ascoltato interviste, e credo che una considerazione vada fatta. La grande scienzata ha seguito costantemente e con grande coraggio il messaggio evangelico; umile e grande, alla ricerca continua della verità, anche se scomoda, rispettosa della natura e della vita, non credeva in Dio ma penso che credesse profondamente in quell’energia potente e oscura che viene chiamata amore.

  2. sono stati fatti tanti senatori a vita..
    non è stato trovato il modo di nominare una scienziata di tale livello,che tanta gloria ha dato al nostro paese
    anche questa è una tristezza

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