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uomini e donneMolte situazioni ci impongono di prendere decisioni categoriche, ma le persone sono molto diverse fra loro: c’è chi prende decisioni in modo impulsivo, chi le considera da ogni punto di vista, chi le guarda nell’insieme, chi si concentra solo su alcuni aspetti del problema.

Una nuova ricerca suggerisce che il genere sessuale giochi un ruolo in queste decisioni, poiché gli uomini tendono a organizzare il mondo in categorie distinte, mentre le donne vedono le cose con maggiore flessibilità, e più sui toni del grigio.

Gli psicologi dell’Università di Warwick hanno chiesto ad un gruppo di uomini e donne di giudicare 50 oggetti: rientravano in una certa categoria, oppure non vi appartenevano, o vi appartenevano solo in parte? Per esempio, un cetriolo è un frutto? Un cavallo è un veicolo? Dopo aver dato il proprio parere, i soggetti dovevano dire quanto erano convinti della propria decisione.

Conclusioni: Gli uomini hanno considerato gli oggetti in modo globale ed hanno deciso in fretta se ciò che stavano valutando apparteneva o meno ad una determinata categoria, mentre le donne più spesso degli uomini hanno dichiarato che gli oggetti considerati appartenevano ad una determinata categoria, ma “solo in parte”. La scoperta più intrigante, però, è stata quella che uomini e donne sono ugualmente fiduciosi nelle decisioni prese. Questo significa che la differenza di genere non è dovuta al fatto che gli uomini sono più decisi nelle cose rispetto alle donne, come si tende a credere, ma semplicemente che uomini e donne percepiscono il mondo in modo diverso.

Questo può accadere per un paio di motivi. Una possibilità è che i ruoli di genere promuovano una visione del mondo in bianco e nero, tipicamente maschile, o piena di sfumature, come per le donne.

Tradizionalmente, le culture hanno premiato gli uomini per il loro essere decisi e propositivi, anche se ciò significa saltare alle conclusioni senza aver terminato l’analisi. Al contrario, le donne sono educate ad essere più riflessive e ricettive delle opinioni altrui, anche se questo significa essere più autocritiche. Questo tipo di addestramento sociale non solo influenza il comportamento e la personalità, ma anche i colori delle nostre percezioni. Per esempio, le donne percepiscono un rischio maggiore in molti scenari reali ed ipotetici rispetto agli uomini, anche perché l’assunzione di rischi è una componente centrale del ruolo di genere maschile e non femminile.

L’inclinazione a dare giudizi categorici può avere importanti implicazioni: per prima cosa, influenza le scelte professionali, soprattutto per i lavori che richiedono decisioni da prendere frequentemente e senza esitazione.
Parlando della situazione americana (che comunque è assai migliore, da questo punto di vista, di quella italiana), nella ricerca si osserva che molte professioni sono in genere occupate da uomini, nella misura di due uomini per ogni donna.

Parliamo in particolare dei professionisti della salute, come i medici e i para-medici, gli operatori del pronto soccorso ecc., devono osservare una serie di sintomi prima di giungere ad una diagnosi; dei giudici, che devono prendere decisioni circa la legalità delle prove che hanno in mano: testimonianze, obiezioni sollevate, ecc; dei managers e gli amministratori delegati, che devono prendere decisioni più e più volte… Non sempre, in questi lavori, è necessario prendere decisioni immediate: quando c’è più tempo per considerare le cose, le donne potrebbero fare un lavoro migliore degli uomini.
Consideriamo un secondo studio, per capire la differenza di genere nella categorizzazione. Nella ricerca venivano dati 3 oggetti (ad esempio: gabbiano, scoiattolo, e albero) e si chiedeva ai partecipanti di selezionare i 2 oggetti che potevano meglio essere abbinati.

Chi sceglie il gabbiano e lo scoiattolo pensa agli oggetti in termini di categorie (animali), ma altri potrebbero selezionare “scoiattolo ed albero”, ignorando le categorie e considerando piuttosto la relazione fra gli uni e gli altri, in un contesto particolare (gli scoiattoli si trovano spesso sugli alberi).

Si tratta di approcci molto diversi per capire le cose che riguardano l’ambiente intorno a noi. Il primo approccio utilizza le categorie per fare inferenze sulle caratteristiche di un oggetto. Per esempio, se si vuole capire chi sia il nuovo capo, si può considerare il genere sessuale, il titolo di studio, lo stato civile, la religione, ecc. Sapendo queste cose, ci si lancia in supposizioni astratte, utilizzando gli stereotipi di quei gruppi e ci si fa un’idea su come potrebbe essere effettivamente questa persona. Le informazioni ottenute da queste generalizzazioni, però, sono di natura astratta.

L’altro modo per capire chi sia il nuovo capo è quello di concentrarsi sul suo rapporto con le altre cose. Per esempio, forse si sa se è amico del precedente capo, si sa se è fedele o meno alla moglie, se si impegna o meno nel lavoro… A differenza delle informazioni stereotipate, questi rapporti sono limitati a un contesto particolare (le sue amicizie, la sua vita, l’amore) e non generalizzare anche ad altre situazioni (ad esempio come si comporta verso i suoi dipendenti). Ciò che si sa di lui è legato ad un contesto specifico e su questo ci si forma una opinione.

La ricerca rileva che gli uomini ragionano di più con il pensiero astratto su molti argomenti, lavorando mentalmente su categorie e generalizzazioni, mentre le donne sono maggiormente disposte a pensare al contesto specifico, in termini di situazioni concrete e di relazioni.

Ciò è evidente, ad esempio, nei giudizi morali. Gli uomini tendono ad essere legati a principi astratti di giustizia, dovere, correttezza, ecc. e li applicano a tutte le persone, in tutte le situazioni. I giudizi morali delle donne invece danno maggior peso alle relazioni specifiche tra le persone e prendono in considerazione anche le circostanze attenuanti, in una data situazione; i giudizi morali sono dati tramite sensazioni soggettive, piuttosto che in base a principi astratti.

Naturalmente, tutte queste descrizioni sono delle enormi semplificazioni, ma servono a mettere in luce le differenze di genere; in realtà, le differenze fra i generi sono “lievi, ma consistenti”.

Un’altra conferma che va nella direzione del famoso libro di John Gray, Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere…

A cura di :
Dr. Walter La Gatta

Fonte:

Women More Likely Than Men to See Nuance When Making Decisions, Scientific American

Immagine:

Mr. Thomas, Flickr

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Libero professionista ad Ancona e Terni Si occupa di: Psicoterapie individuali e di coppia Terapie Sessuali (Delegato Regionale del Centro Italiano di Sessuologia per le Regioni Marche e Umbria)  Tecniche di Rilassamento e Ipnosi Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali. Riceve ad Ancona,Terni e via Skype, su appuntamento. Per appuntamenti telefonare direttamente al: 348 – 331 4908 Co-fondatore dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità. Contatti e Consulenza con il Dr. Walter La Gatta Tweets di @Walter La Gatta Visita il nostro Canale YouTube Per le collaborazioni con i media visita la pagina Media e Social Media Perché sceglierlo come Terapeuta: Visita la pagina 9 ragioni per sceglierci come Terapeuti

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