Wilhelm Reich, l’inventore della liberazione sessuale

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Reich
Wilhelm Reich ebbe un’infanzia quasi melodrammatica e psicoanaliticamente affascinante: nato il 24 marzo 1897 in una fattoria in Galizia (territorio oggi ucraino), da genitori benestanti di origine ebraica, all’età di 12 anni scoprì la madre fare sesso con uno dei suoi insegnanti privati. Lo disse a suo padre, il quale picchiò violentemente la moglie, fino a che questa non si suicidò. Quattro anni dopo morì anche il padre e Wilhelm si fece carico, diciassettenne, di gestire l’impresa familiare ed i possedimenti agricoli, ma la guerra gli portò via tutto.

Inviato nell’esercito austroungarico durante la prima guerra mondiale, sul fronte italiano, con il grado di sottotenente, Reich constatò nell’impresa bellica “l’inumanità dell’uomo verso l’uomo” . Tornato a casa, si iscrisse a medicina presso l’Università di Vienna, mantenendosi agli studi grazie alle lezioni private che impartiva agli altri studenti. Poté laurearsi in breve tempo in quanto ai reduci di guerra era consentito concludere il corso di laurea in quattro anni anziché in sei. Trovava la medicina troppo meccanicistica e per questo si interessò subito di psicoanalisi.

Nel 1919 incontrò Sigmund Freud, il quale lo trovò un ragazzo molto brillante e lo introdusse al lavoro di psicoanalista, già all’età di 22 anni. Nel 1922 si sposò con una sua ex paziente e futura psicoanalista, Annie Pink (dalla quale ebbe due figlie). Nel 1926 morì il fratello minore Robert,  di tubercolosi, a soli 27 anni. In questi anni lavorò come Assistente presso la Clinica Psicoanalitica e come docente di Training Psicoanalitico a Vienna.

Nel 1927 Reich pubblicò il suo libro più importante: “la funzione dell’orgasmo”. Nel libro l’autore riprendeva le teorie di Freud, ma le sviluppava a suo modo. Partendo dal collegamento freudiano fra repressione sessuale e nevrosi (poi precisate nel saggio Disagio della civiltà, 1929), Reich teorizzava che fosse l’impossibilità fisica di arrendersi all’orgasmo ciò che portava le persone verso la nevrosi e la psicosi: non il difficile adattamento sociale, come sosteneva Freud. E’solo attraverso la comprensione della funzione dell’orgasmo e dunque del piacere sessuale, che l’uomo potrà tornare ad aspirare alla felicità.

L’approccio di Reich alla terapia andava pertanto oltre la talking cure freudiana: il suo metodo consisteva anche dell’utilizzo di tecniche di respirazione e di massaggio profondo, spesso estremamente doloroso, affinché il paziente potesse rilasciare il trauma sepolto. Il suo metodo terapeutico, denominato “analisi del carattere”, era progettato dunque per aiutare i pazienti a superare i blocchi fisici e respiratori che impedivano loro di sperimentare il piacere orgasmico, per lui assolutamente centrale per la salute psichica. Reich non amava la pornografia (“I giovani sono contaminati da un lato, da moralizzatori e sostenitori dell’astinenza e, dall’altro, dalla pornografia”, scriveva. “Entrambe le influenze sono estremamente pericolose, la prima non meno della seconda”), non vedeva di buon occhio neanche l’omosessualità, ma era piuttosto liberale nei rapporti con i pazienti, con i quali aveva spesso rapporti al di fuori dell’ambito terapeutico, anche chiedendo loro di spogliarsi durante la terapia, cosa che oggi sarebbe considerata una mostruosità. Peraltro, nella cerchia dei colleghi, Reich era considerato una sorta di bullo, tanto da essere soprannominato “il fracassatore di caratteri”.

Per Reich l’ incapacità di arrendersi all’orgasmo portava le persone non solo verso la nevrosi, ma anche verso il fascismo e l’autoritarismo. Il carattere fascista, ad esempio, era dovuto ad un trauma precoce e ad un atteggiamento repressivo o offensivo nei confronti della sessualità, capace di indurre una certa “rigidità”, nel fisico e nello spirito. Questa sua convinzione portò Reich ad impegnarsi come attivista politico contro il fascismo, il che nell’Europa che si stava avviando al fascismo e al nazismo non venne visto molto di buon occhio.

Il fondatore della psicoanalisi era stato a lungo ambivalente verso il suo discepolo; nel 1926 aveva scritto di non essere d’accordo sul tentativo di risolvere il problema della nevrosi nei termini indicati da Reich; nel 1927 così scriveva all’analista e amica Lou Andreas-Salomé: “Abbiamo il Dr. Reich, un giovane degno, ma impetuoso, appassionato al suo cavallo di battaglia, che ora vede nell’orgasmo genitale l’antidoto ad ogni nevrosi”. In un altra occasione Freud parlò del libro di Reich, La funzione dell’orgasmo, di 206 pagine, come di “un mattone”. Si era in quegli anni consumato un allontanamento; senza il sostegno di Freud, la comunità psicoanalitica si disfece presto del giovane analista.

Reich non accettò il verdetto di Freud e chiese al suo maestro di essere da lui analizzato, ma Freud rifiutò, della qual cosa Reich rimase profondamente ferito. Deluso da tutto e da tutti, Reich nel 1926 entrò nel partito comunista. Testimoniò in quel periodo contro il comportamento della polizia, nella Rivolta del luglio 1927 a Vienna, la quale sparò indiscriminatamente uccidendo 84 lavoratori e ferendone 600.  I poliziotti, osservò Reich, non erano solo brutali, ma robotici, rigidi.

Nel 1928 fondò la Società Socialista per la Consultazione e le Ricerche Sessuali con la quale portò avanti l’attività di terapeuta e di conferenziere. Dal 1930 al 1933 soggiornò  Berlino, allora paradiso bohemien, giusto in tempo per assistere al sorgere del nazismo. A Berlino conobbe la sua seconda moglie, Elsa Lindenberg, ballerina presso l’Opera di Stato di Berlino, anche lei impegnata politicamente e con la quale ebbe un rapporto di coppia aperta. Dopo aver portato la psicoanalisi nella classe operaia, occupandosi anche di educazione sessuale e contraccezione, nel 1933 Reich fu espulso dal partito comunista tedesco ed i suoi libri furono bruciati dai nazisti. Nello stesso anno uscì la prima edizione di Analisi del Carattere, Psicologia di Massa del Fascismo, in cui l’autore descrive la responsabilità delle masse nell’instaurarsi delle dittature.

Reich decise allora di recarsi in Danimarca, paese allora neutrale, per insegnare la psicoanalisi come didatta. Ebbe tuttavia un permesso di soggiorno di 6 mesi, che non gli fu rinnovato. Si trasferì dunque in una città della Svezia meridionale, facilmente accessibile dalla Danimarca, per continuare il training psicoanalico ai suoi allievi, ma anche lì l’andirivieni di pazienti e psicoanalisti nella sua camera d’albergo fu ritenuta sospetta; le autorità gli negarono il prolungamento del permesso di soggiorno.

Quando Reich si presentò alla conferenza dell’Associazione psicoanalitica internazionale a Lucerna, nel 1934, apprese di essere stato espulso l’anno precedente. Fece comunque una relazione alla conferenza come ospite, ma l’episodio segnò la fine dei suoi legami con la comunità scientifica ufficiale.

Grazie all’aiuto della comunità psicoanalitica norvegese poté vivere in quel Paese fino al 1939. Nel 1936 pubblicò La Rivoluzione Sessuale. E’ in questo periodo che Reich sviluppò la teoria dell’energia sessuale, definita orgone, che si esprimeva non solo nella risposta orgasmica, ma era l’energia della vita stessa. Questa energia, a suo avviso, permeava la natura e il cosmo e si esprimeva in fenomeno atmosferico come l’aurora boreale. Reich affermava che l’orgone poteva essere osservato oggettivamente: era  composto da particelle di colore blu, chiamate bioni, osservabili al microscopio.

Quando scoppiò la seconda guerra mondiale, Reich aveva 36 anni: fuggì in America, dove insegnò per due anni Psicologia medica presso la New School for Social Research a New York,. L’America aveva vissuto la sua prima rivoluzione sessuale nel 1920, in parte ispirata dagli scritti di Freud. Ma se Freud aveva una concezione poco consolante della sessualità umana, in cui la pulsione di morte faceva a gara con il vitalismo erotico, Reich sembrava ora promettere una nuova utopia orgasmica, per cui dalla metà degli anni quaranta si impose come il profeta del “nuovo culto del sesso e dell’anarchia”.

Nel dicembre del 1939 si sposò con Ilse Ollendorf ed ebbe un figlio nel 1944. Nella sua casa di Forest Hills, a New York, fondò l’Orgone Institute.

Le teorie di Reich erano considerate comunque eccentriche anche per gli standard degli analisti americani, più eterodossi, ma le maggiori perplessità vi furono quando l’ex psicoanalista escogitò (e cominciò a vendere ed affittare), un dispositivo per la concentrazione e la direzione terapeutica dell’energia “orgone” (ipotetica energia cosmica bioelettrica primordiale, la forza gioiosa della vita stess): si trattava di una cabina simile a quelle telefoniche, ricoperta da metallo e coibentata con lana d’acciaio. I materiali presenti nella cabina avevano, secondo la bizzarra idea di Reich, il potere di accumulare energia ed irradiarla all’interno della grande scatola di legno, in cui il paziente sedeva ed attendeva l’orgasmo, per liberarsi della sua nevrosi.

Reich cercò di dare un imprimatur scientifico a questa sua “scoperta” dell’ “accumulatore orgonico” (Einstein, invitato a sedersi nel box, affermò subito che il suo inventore era un ciarlatano) ma fu proprio questa sua invenzione a rovinarlo completamente.

Il 12 dicembre 1941, cinque giorni dopo Pearl Harbor, fu arrestato dall’FBI a Ellis Island, in base all’Alien Enemy Act. In seguito si capì che si trattava di un caso di omonimia con il proprietario di una libreria comunista nel New Jersey, che si chiamava ugualmente Wilhelm Reich, ma l’ufficio competente non riconobbe il suo errore che due anni dopo, nel novembre del 1943. Reich fu lasciato a dormire su un pavimento vicino al membri imprigionati della American Bund, un’organizzazione nazista americana. Non stupisce che in quel periodo Reich pensò che qualcuno, prima o poi, l’avrebbe ucciso. L’FBI rilasciò Reich dopo la sua minaccia di fare uno sciopero della fame, il 5 gennaio del 1942, ma il prigioniero restò sempre un sorvegliato speciale.

Nel 1948 pubblicò la Biopatia del Cancro, creò l’Associazione Americana di Orgonomia Medica (AAMO) e organizzò il Congresso Internazionale di Orgonomia ad Orgonon, Rangeley, Maine. Nel 1951 pubblicò“Etere Dio e Diavolo”, sul funzionalismo orgonomico e “Superimposizione Cosmica” sull’Orgono-accumulatore, dove veniva dewscritta l’ipotesi per cui la superimposizione di due sistemi energetici fosse alla base della formazione degli uragani, delle galassie, delle aurore boreali e della gravità.

Sebbene apprezzato da artisti del calibro di Norman Mailer, Allen Ginsberg e William Burroughs (il quale sosteneva peraltro che l’accumulatore di orgone aveva effettivamente funzionato su di lui), questo approccio eccentrico di Reich, oltre tutto favorevole alla sessualità, scandalizzò non poco il pubblico americano e, praticamente, mise fine alla sua carriera. Dopo molti anni di indagini, quando ormai la follia paranoica di Reich era a caccia di UFO e di immaginarie energie negative, Reich fu di nuovo imprigionato. La FDA infatti chiese a Reich, nel 1954, di comparire in tribunale per difendersi dalle accuse che gli venivano rivolte. Gli si imputava di aver creato questi accumulatori per frodare il pubblico e dunque se ne vietava la diffusione e si affermava che l’energia orgonica era solo un espediente per vendere gli accumulatori. Reich rifiutò di presentarsi davanti alla Corte di Giustizia, affermando che le verità scientifiche si evidenziano grazie agli esperimenti e non alle sentenze di un tribunale. Fu dunque emessa un’ingiunzione contro la vendita o il trasporto dei suoi dispositivi attraverso i confini di stato, e si bruciarono sistematicamente i suoi libri e e sue riviste e Reich stesso fu arrestato per oltraggio alla corte e condannato a due anni di carcere, presso il Penitenziario Federale di Lewisburg, nel marzo 1957. (Nel frattempo, nel 1955 si era sposato con la sua quarta moglie, Aurora Karrer, una biologa di Washington).

Il 3 novembre 1957, all’età di 60 anni, morì per un attacco cardiaco, nella prigione in Lewisberg, Pennsylvania, accusato dal governo di essere un medico impostore, impegnato nell’organizzazzione di attività sessuali illecite.

Così terminò l’avventura umana di uno dei più brillanti allievi di Freud, sopravvissuto a due guerre mondiali, che aveva fatto infuriare i nazisti e gli stalinisti, le comunità psicoanalitiche, mediche e scientifiche, in Europa e negli Stati Uniti. Non un solo giornale scientifico parlò della sua scomparsa. La storia del declino di Reich, da pseudoscienziato, impegnato in politica nei movimenti più radicali, a delirante paranoico, che pensava di aver trovato le origini della vita organica nelle sue creazioni, sarebbe solo un aneddoto a margine della storia della psicoanalisi, se le sue idee non fossero penetrate così a fondo nella cultura americana del dopoguerra.

Un decennio più tardi infatti, a metà anni sessanta, Reich divenne il profeta della rivoluzione sessuale. La nascente controcultura americana, centrata sul Greenwich Village, aveva mitizzato Wilhelm Reich, non solo per le sue idee come terapeuta, ma anche per le sue teorie sulla sessualità e per il suo attivismo sociale. (Gli studenti nel 1968 a Parigi e a Berlino tiravano il libro Psicologia di massa del fascismo di Reich e buona parte della rivolta degli anni Sessanta fu direttamente ispirata alla convinzione di Reich che vedeva nell’orgasmo una sorta di panacea universale).

Reich era stato decisamente contro la monogamia, sostenendo che le relazioni d’amore non dovessero essere codificate per legge, ma tenute insieme attraverso l’amore; qualsiasi altra cosa avrebbe invece portato a “ottundimento sessuale.” Si era scagliato anche contro lo stato economicamente dipendente delle donne, che rimanevano intrappolate in matrimoni forzati. Aveva suggerito che i piccoli fossero allevati da una comunità allargata, liberandoli così dalle nevrosi dei loro genitori biologici. (Paradossalmente, le sue compagne di vita lo considerarono un uomo crudele, infedele e geloso).

Le idee di Reich non sono mai state rivalutate dagli psicoanalisti e anche lo stesso allievo, Alexander Lowen, lo ha definito “fuori di testa” nel suo ultimo periodo di vita;  eppure, le sue idee terapeutiche sono filtrate nella comunità psicoanalitica più ampia prendendo nuova forma con nomi diversi: le teorie di Reich sono presenti nella psicologia del corpo, nella psicologia dell’Io, nella terapia della Gestalt di Fritz Perls e nella terapia “primal scream” di Janov (che, come la terapia di Reich, utilizza urla e vocalizzazioni per aprire la corazza del paziente).

 

Fonti:

Sexual revolution all boxed up, Irish Times

Adventures in the Orgasmatron: Wilhelm Reich and the Invention of Sex By Christopher Turner. Fourth Estate

The Scientific Assassination of a Sexual Revolutionary: How America Interrupted Wilhelm Reich’s Orgasmic Utopia, Motherboard

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