consiglio

Buonasera,
un anno fa mi sono licenziato, ho lavorato alcuni mesi, poi sono stato inattivo per 6 mesi, ora sono 7 giorni che lavoro, ma con grande difficoltà. Mi spiego…. ho sempre la convinzione che la gente parli male alle mie spalle e che mi critichi nelle mie mansioni. Credo che questo sia dovuto ad un evento successo 3 anni fa; dei miei ex-colleghi mi hanno “pizzicato” con una donna e hanno iniziato a fare delle battutacce, visto che sono sposato. Allora ho confidato il tradimento a mia moglie e le ho chiesto perdono… ci sono stati mesi di crisi, ma poi ci siamo riserenati. Nonostante tutto i colleghi hanno sempre parlato male. So di aver sbagliato, ma ho sempre avuto il “vizietto” e ora credo che tutto il paese parli di questo mio episodio. Non riesco a toglierlo dalla mente e anche se mia moglie ha ribadito che tra noi due la questione è stata risolta non capisce perchè di questa mia teoria. TUTTI PARLANO MALE DI ME! A seguito di ciò non riesco a relazionare con nessuno. Aiuto un consiglio.

Luca B.

Gentilissimo Luca,

Quando una persona si sente in colpa per qualcosa, anche se viene perdonata dalla “vittima” del proprio comportamento sbagliato, non per questo ritrova la serenità. Mi sembra di cogliere nelle sue parole un giudizio severo (“vizietto”) sulla sua propensione al tradimento e dunque, fino a che lei non avrà imparato ad accettarsi così come è, oppure non sarà ricorso ai ripari, per cambiare questi suoi comportamenti, lei non si sentirà mai tranquillo.
A questo probabilmente si aggiunge una sua predisposizione a pensare che gli altri siano sempre contro di lei (pensiero paranoico), ma ciò che le capita potrebbe essere semplicemente una “proiezione”, cioè un meccanismo di difesa che la porta a notare negli altri i pensieri e i giudizi che lei stesso esprime su di sé (e che vorrebbe escludere dalla sua coscienza).
La soluzione, come le dicevo, non è nel perdono di sua moglie o in quello di tutti gli abitanti del suo paese: o lei impara ad accettarsi per quello che è, o fa qualcosa di concreto per cambiare (in entrambi i casi, può ricorrere ad una psicoterapia, individuale o di coppia). Credo però che sia urgente prendere sul serio la cosa, visto che un primo licenziamento c’è già stato e il suo malessere in questo nuovo lavoro potrebbe precludere ad un nuovo insuccesso professionale, il che condizionerebbe pesantemente le sue abitudini di vita.
Cordialmente,

Dr. Giuliana Proietti

Immagine:

Queen Anya, Flickr

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Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

Scrive in un Blog sull'Huffington Post


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