Relazioni e Vita di Coppia
Questa pagina raccoglie tutte le lettere della consulenza online relative a relazioni affettive, vita di coppia e rapporti interpersonali. Si tratta di una pagina tematica che organizza in maniera chiara e intuitiva l’archivio delle lettere pubblicate prevalentemente dal 2018 in poi. Grazie a questa riorganizzazione per argomenti, è ora più facile consultare i consigli e le esperienze dei lettori sugli aspetti più comuni della vita di coppia, dai conflitti quotidiani alla comunicazione e all’intimità, senza dover sfogliare l’intero archivio cronologico.

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Psicoterapia e Sessuologia clinica
Aiutiamo individui e coppie a ritrovare il benessere psicologico e relazionale, online e in presenza.
Il marito si guarda intorno
Mi chiamo Jenny ho 38anni sposata da 8, ed ho un bimbo di 4.Mio marito ha sempre tradito la mia fiducia “guardandosi” molto intorno e vivendo situazioni di relazioni di chat;nel frattempo sviluppava un avversione per i rapporti intimi e frequenti defaillance. Gli sto vicina anche se lui nega il problema e alla fine dopo 5 anni decide di andare da uno specialista il quale diagnostica un blocco mentale e niente di organico. Nel mentre fa le sue “prove” e mi tradisce. Me lo confessa penso solo perchè ha la fobia della malattie sessuali e agggiunge che voleva vedere se con un altra avrebbe avuto lo stesso problema. Perdo la fiducia e perdo la voglia di viverlo ancora. Non lo lascio ma non dimentico. Non gli dico più “ti amo” e non sono più dolce, prima per ripicca, ora perchè non riesco più. Non provo emozioni ne fuori ne dentro al letto. Lui ha riacquistato la padronanza del suo stato sessuale ma a letto è sempre freddo e non mi coinvolge e sono 2 anni che “si comporta bene”. Incontro un altro otto mesi fa che è più piccolo di me, ha 28 anni. Ci esco per 3 volte non facciamo l’amore ma lui da 3 mesi dice di essere innamorato di me. E’ fidanzato.
All’inizio lo respingo ma poi mi rendo conto di provare di nuovo emozioni…e che emozioni!ora lui vuole tornare alla nostra situzione originale, l’amicizia. Non voglio rinunciare alle mie emozioni intense e sento che quando non mi manda i messaggi mi manca il respiro e cado in depressione.In tutto questo mio marito, è assente vede il mio stato d’animo ma non mi chiede nulla come al solito regna sovrana l’apatia. e la mia solitudine.
cosa devo fare? rispettare mio marito..ancora? o sarebbe giusto che io mi vivessi fino in fondo questa storia con lui?
Cara Jenny,
Cosa significa che “si comporta bene”? Che non fa nulla? Se così fosse, questo spiegherebbe con chiarezza a che punto possa essere arrivato il vostro rapporto… Credo tuttavia che lei abbia buoni motivi per non aver lasciato suo marito (famiglia, interessi, casa, ecc.) e che la stessa cosa, visti i tanti tradimenti, valga anche per lui. A questo punto la vostra unione sembra più simile ad una società commerciale che ad una relazione d’amore: non è detto che sia necessariamente un male, visto che può essere comunque solida e consentire al vostro bambino di crescere in un ambiente protetto, con un papà e una mamma che non litigano e che più o meno si vogliono bene. Quanto all’altro genere di emozioni, la cosa migliore sarebbe parlarne e stabilire delle nuove regole, che vi permettano una certa libertà di azione. Se non siete così “svedesi”, non resta che la clandestinità e l’eterno dubbio su ciò che è male e ciò che è bene, se siano meglio i rimpianti o i rimorsi… Ma qui passiamo dalla psicologia all”etica ed io, da psicologa, non posso che chiamarmi fuori…
Cordialmente,
Dr. Giuliana Proietti
20-07-2011
Una terapia di coppia può aiutare?
Convivo da quasi un anno con un ragazzo + grande di me di 8 anni, lui ha un bimbo di 9 anni. nn é mai stato sposato ed é un disabile. é una persona sensazionale, a conoscerlo non si direbbe mai sia un disabile.. Ci siamo conosciuti nel suo ufficio ed é stato subito un colpo di fulmine, io dovevo sposarmi, ma per lui ho lasciato tutto e dopo 2 mesi sono andata a vivere con lui.. certo nn é stato facile, io ho attraversato un periodo di crisi e lui mi é stato molto vicino… ad agosto abbiamo concepito un bimbo, ma nn ho potuto tenerlo, per volere suo visto che al momento non aveva un lavoro, ci conoscevamo da poco, e c’erano tante piccole cose da sistemare compreso il rapporto con il bambino, cosi a ottobre ho fatto un IVG.
Dopo 10 gg lui ha cominciato ad andare in crisi dicendomi che non era piu’ sicuro di se stesso,di cio’ che ha fatto nella sua vita, e di amarmi…. io ho voluto stargli accanto lo stesso pensando che questi dubbi fossero dovuti solo alla frustrazione per la mancanza del lavoro.. ma i problemi sono piu’ seri, da dicembre va da uno psicologo per risolvere questo stato di depressione, a parere dei dottori accumulato in tanti tanti anni… La mia domanda é se é possibile che sia questa sua crisi che lo porta a mettere in dubbio l’amore forte che ci ha legato fino a qualche mese fa e che risolvendo i suoi problemi torni a essere quello di pochi mesi fa oppure no… Ora continua a dirmi che non sa cosa fare, che non ha le forze nemmeno per darmi una parola di conforto, il dottore dice che “ha il conto in rosso”…
Puo’ essere questa la causa della nostra crisi? Pensa che una terapia di coppia possa aiutare? GRAZIE…
Gentilissima,
Credo che non si tratti solo di depressione, ma anche di un forte stato di stress. Infatti, oltre ai problemi accumulati in tanti anni, che gli hanno procurato il conto in rosso, come dice chi lo ha in cura, la mancanza di un posto di lavoro e le conseguenti difficoltà economiche non mi sembrano da meno…
Se a questo quadro già così complesso aggiungiamo la possibilità di avere un altro figlio, la responsabilità di avere due famiglie, il fatto di aver consentito che lei mandasse a monte il matrimonio con un altro, ecc. possiamo sicuramente immaginare uno stato elevato di ansia e di stress che possono averlo confuso e reso insicuro sul futuro.
A mio avviso una terapia di coppia potrebbe aiutare a condividere i problemi, perché se sono quelli che ho in parte delineato più sopra, sarebbe sicuramente meglio discuterne in coppia ed anche trovare soluzioni condivise.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti
16-02-2009
Una goccia nel mare
Sto facendo una cosa che non sono solita fare: chiedere aiuto esterno. Ho 33 anni, sposata da 12, lo ho sposato perchè credevo di esserne innamorata, invece è stato solo un modo per fuggire da una situazione familiare “stretta”, per cambiare prigione: dalla casa paterna a un rapporto a due che non ha quasi mai funzionato; dal punta di vista intimo, mai; per il resto lui è un bambinone,
non partecipa alle decisioni, è totalmente dipendente da me per quanto riguarda qualsiasi cosa, è inaffidabile, e, peggio di tutto, è un gran bugiardo. Da oltre tre anni vivo con questa persona senza avere un rapporto sessuale, in casa vige l’indifferenza e un tacito disprezzo reciproco. Per fortuna non ci sono figli! Non litighiamo mai, semplicemente non parliamo. Il dialogo è impossibile da parte sua: ho provato, ma si blocca, si zittisce e non succede niente. Lavo, stiro, pulisco, cucino, e faccio anche la sua parte. Nel frattempo mi sono innamorata di quello che è sempre stato il mio più caro amico. Ho una storia segreta con lui, che quasi tre anni fa ha trovato il coraggio di dichiararsi. Una storia bellissima e complicata: per questioni morali non abbiamo mai fatto l’amore, anche se il desiderio c’è, ma per scelta comune è tutto fermo ad una forte amicizia, consapevole di non essere tale…Il mio dilemma è questo: vorrei lasciare mio marito (che peraltro mi tradisce da non so bene quando, e di questo ne sono certa), ma non trovo il coraggio: mi dispiace per lui, per i miei genitori, per i suoi, per la casa che sto ancora finendo di pagare e che abbiamo costruito assieme… Ma può una cosa materiale come un fabbricato, imprigionare assieme due persone in questo modo? Che razza di vita mi sto imponendo? una non vita. E tutto questo per rispetto ad un’istituzione qual’è il matrimonio che, nel mio caso, si concretizza in una facciata, un bel contenitore cieco che gli altri vedono da fuori, ma vuoto dentro… Ho paura perchè non so dove andare, se ce la farò a vivere da sola (economicamente, intendo). Grazie mille e mi scuso per scarsa chiarezza, ma in poche righe è difficile
riassume gli anni.
Una goccia nel mare.
E’ vero, è proprio una goccia nel mare questo suo sfogo. Difficile capire a pieno se il vostro rapporto può essere in qualche modo recuperato, cosa è in particolare che vi ha allontanato e se questi innamoramenti/tradimenti sono la causa o la conseguenza della vostra crisi di coppia.
Io sono sempre del parere che, prima di giungere a lasciarsi, occorre fare del tutto per ricostruire, per cercare di ritrovarsi. E la mia posizione non dipende da considerazioni morali: sono del parere che un matrimonio rappresenti comunque un progetto di vita e che dunque il suo scioglimento mostri tutta l’evidenza di un fallimento, che sarebbe meglio evitare, per una serie di motivi, non solo sociali, ma anche personali. Detto questo, ci sono delle coppie assolutamente incompatibili per vivere insieme. Una coppia come la vostra ad esempio non mi sembra più nemmeno una coppia. Non avete niente in comune: non avete rapporti sessuali, non avete figli e probabilmente nemmeno l’intenzione di averne insieme, siete innamorati di due persone diverse fuori della coppia…
L’unica cosa che vi lega sono gli interessi economici e la casa: bè, direi che è sicuramente troppo poco…
Però, in ogni caso, prima di prendere decisioni avventate, perché non tentate una terapia di coppia? A volte è possibile ritrovare la complicità e l’intesa attraverso la semplice comunicazione di pensieri, emozioni e sentimenti, troppo a lungo censurati, che aumentano lo stato di ansia e di insoddisfazione di entrambi i partners. Parlarsi, in ogni caso, è il primo passo da compiere, sia per ritrovarsi, sia per lasciarsi definitivamente. Cercate di farlo, e se non ci riuscite in modo civile, fatevi aiutare da un professionista.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti
31-07-2006
Voglio trasgredire con un’altra donna
da circa 10 anni stò con il mio ragazzo,circa tre mesi fà ho incontrato una donna,lei ha mostrato attenzione verso di me e non so come sia successo ci siamo scambiate baci e carezze anche intime.ho iniziato a tradire il mio lui con una lei.il rapporto con il mio ragazzo non era più quello di un tempo sie ra molto appiattito e l’idea di trasgredire mi piaceva talmente tanto che l’ho lasciato per vivere la storia con questa donna.l’idea di stare con lei mi piaceva,lei soddisfava le mie voglie e c’era una profonda intesa…ma dentro di me io provavo adrenalina ma nello stesso tempo stavo male.ad un certo punto non ce l’ho fatta più ho dovuto lasciare questa ragazza e ho richiamato il mio lui e ci sono tornata insieme.sono terribilmente confusa da tutto questo.provo sconforto e l’idea di essere stata fisicamente con una donna mi fa rabbrividire anche se quei momenti sono stati bellissimi.ora non credo che lo rifarò mai più. che cosa mi è successo? forse era l’intesa sessuale che non c’era con il mio ragazzo che mi ha portato a questo?o la voglia di trasgredire?
Gentilissima,
La bisessualità, come diceva Freud, è una caratteristica dell’essere umano. Non tutti sono bisex nella vita perché non tutti nel loro percorso trovano una persona dello stesso sesso che, come è successo a lei, mostra interesse e fa esplicite proposte. Altre persone invece, pure in presenza delle proposte, decidono di non trasgredire e restano ‘etero’ per tutta la vita. I motivi della scelta eterosessuale possono essere i più diversi : valori, tradizioni, paura, rispetto per l’altro, ecc.
Non credo che, se la tentazione le fosse venuta da un altro uomo anziché da una donna, lei non avrebbe accettato di vivere questa esperienza. In ogni caso, a questo punto c’è da guardare al futuro, alla nuova coppia che dovrete costruire insieme, che deve necessariamente tenere conto di questo senso di insoddisfazione di fondo. Cosa l’ha spinta ad affacciarsi per un momento alla finestra, per vedere chi passava dalle sue parti? Cosa può essere cambiato nella vostra coppia per non sentire l’esigenza di ‘affacciarsi’ di nuovo?
Dott.ssa Giuliana Proietti
03-12-2007
In crisi causa marito poco attivo
Salve sono Paola ho 32 anni, sposata da qualche mese ed in profonda crisi causa marito sessualmente poco attivo. Premetto che stiamo insieme da due anni e abbiamo presto deciso di sposarci, prima del matrimonio per varie ragioni non avevamo una vita intensissima ( i primi tempi lui aveva anche problemi di erezione… presto superati) ma comunque gratificante…. Da quando siamo sposati stare insieme è diventato un optional, Mio marito si limita al bacio della buona notte e non ha mai slanci di passione, neanche quelle poche volte che abbiamo rapporti. Dice che nonostante io fisicamente gli piaccio molto, lui è stanco e quindi è normale che si addormenti ….. La stanchezza perdura anche nei periodi di vacanza….. Premetto che ha fatto le analisi e sono OK…… Allora io comincio a preoccuparmi. … cosa posso/dovrei fare secondo voi? Da cosa può dipendere? Grazie mille
Cara Paola,
Forse quella che suo marito chiama “stanchezza” è invece depressione, noia, preoccupazione per qualcosa… Non creda che il primo periodo di convivenza sia sempre così felice come ce lo propongono i romanzi rosa ed i film: al contrario, è un periodo di grandi cambiamenti, di abbandono delle proprie sicurezze, di ansia per il futuro e per le nuove responsabilità che questa nuova condizione comporta. In attesa che la vostra condizione di stabilizzi dunque, provi lei per prima a dargli dei baci un po’ diversi da quelli che lui si aspetta per la buona notte e veda quello che succede… Lamentarsi non basta: a volte bisogna anche provare a cambiare la realtà attraverso un cambiamento del proprio comportamento.
Auguri!
Dr. Walter La Gatta
06-10-2008
Eppure le donne mi piacciono!
Buon giorno. Il mio problema è la mia identità sessuale: detto in altri termini, non ho ancora capito esattamente se sono attratto dagli uomini o dalle donne. Verso i 13 anni mi innamorai per la prima volta di una ragazza, per come ci si può innamorare a quell’età, ma a 15 mi venne il dubbio: “Ok, ti attraggono le ragazze, ma chi ti dice che non ti piacciano anche gli uomini?”Questa eventualità mi gettò nell’angoscia più profonda, da cui mi tirai fuori decisamente bene, poichè bene o male c’era sempre qualche ragazza che mi piaceva. Purtroppo però ero sempre troppo timido per provarci. Ogni tanto però,all’incirca una volta l’anno, il dubbio mi veniva e per qualche giorno stavo male. Le cose sono andate avanti così fino a quest’ estate, quando una ragazza a cui avevo fatto il filo, la prima con cui ci provavo davvero e di cui ero proprio perso, mi chiuse la porta in faccia. Stetti davvero malissimo, e,ricordo, una notte insonne sbottai: “Uffa, ma possibile che debba stare così male per una donna? Non è che devo indirizzarmi agli uomini?” Da quel momento l’angoscia non mi ha più abbandonato. Quello è stato un tappo che è saltato: spinto dal terrore che forse mi potevano piacere gli uomini, ho capito che mi ero sempre trattenuto e che avevo sempre vietato a me stesso di desiderare sessualmente una donna in carne e ossa, desiderando solo quelle finte alla Tv:addirittura non volevo toccare le ragazze, ritenendo la cosa sporca e da maiale. Ho scoperto di sapermi eccitare per le donne e di desiderarle. Però forse sono attratto anche dagli uomini. Così mi sono detto: “Ti piacciono gli uomini? Benissimo, desiderali, sognali! E quando lo stavo facendo dopo un po’mi veniva un senso di schifo istintivo e pensavo: “Beh, le donne sono ben meglio!” Però non riesco mai a trovare una risposta chiara, ogni giorno mi dico: caro mio, sei Gay! Poi però mi dico: eppure a me le donne piacciono!” Non so come muovermi, dovrei riuscire ad avere rapporti con le ragazze per capirlo davvero. é brutto perchè si vive nell’angoscia. Forse ho il terrore di finire come quelli che si sposano e poi lasciano moglie e figli per andare a stare con un uomo!!Grazie per l’aiuto!Giacobbe
Gentile Giacobbe,
Per una serie di ragioni che non starò qui ad elencarle, è impossibile provare tutte le esperienze che esistono al mondo prima di poter dire a sé stessi ‘so chi sono veramente’. Infatti, una volta sperimentato un rapporto omosessuale con un ragazzo, ventenne biondo e italiano, lei potrebbe chiedersi come potrebbe essere il rapporto omosessuale con un trentenne, moro e cinese, e così via… E da qui passare a tutti gli altri tipi di rapporti sessuali che esistono, fino ad arrivare a quelli, odiosissimi, con gli animali o con i bambini, solo al fine di poter ‘escludere’ questo tipo di desideri. Il problema, a mio parere, è un altro e non riguarda la sua attrazione o meno per altri uomini, quanto la necessità che sente di ‘trovare una risposta chiara’: perché doversi per forza dare un’etichetta prima di seguire il proprio istinto? In genere, prima si segue l’istinto e poi ci si dà un’etichetta. Inoltre, vorrei farle osservare, se lei vivesse una relazione, sentimentale o sessuale, con un altro uomo, non per questo non vi sarebbero problematiche del tutto simili a quelle che lei sperimenta con le donne… Le porte in faccia non hanno mica un sesso!
Questo suo insolubile dilemma sull’identità sessuale dunque potrebbe essere solo un meccanismo di difesa, una razionalizzazione, per darsi dei motivi, apparentemente validi e sensati, per non doverci provare con le donne, che la attraggono ma la spaventano, perché teme di essere rifiutato. E allora, forse più che un problema di identità sessuale, il suo potrebbe essere un problema di ansia sociale. Provi, se può, a parlarne con uno psicologo.
Dott.ssa Giuliana Proietti
20-02-2007
Stufa delle sue manie
Gentile Dott.ssa, il quesito non riguarda me, ma mio marito.Ha 36 anni, terzo figlio di una famiglia iper-protettiva, ha perso il padre per una malattia cinque anni fa. Da allora non riesce più a vivere sereno, si crea problemi e preoccupazioni su futili motivi, è ossessionato dalla paura disbagliare sul lavoro (è libero professionista), ha manie sempre più vistose del tipo controllare mille volte la chiusura delle porte, la cassetta della posta,etc ripete gli stessi movimenti in modo maniacale. I problemi si accentuano quasi sempre nei giorni di festa, nel fine settimana, quando non dovrebbe pensare al lavoro ed invece si fa venire ansie ed attacchi di panico improvvisi. Lui si rende conto della stranezza dei suoi comportamenti, ne soffre, ma non riesce a controllarsi.Sembra quasi che ogni volta che ha la possibilità di divertirsi e di rilassarsi, si senta in dovere di trovare un problema che lo faccia stare male e gli impedisca di essere felice.E questo è niente… Tutti i giorni va al cimitero sulla tomba del padre, ed anche lì le solite manie, rituali, etc. Considera un fatto di primaria importanza che sulla tomba non ci siano fiori secchi e non si spenga il lumino,se la cosa succede si fa venire una crisi. Se per caso un giorno “dimentica” di andare, perché assorbito dalla vita quotidiana, o non riesce ad arrivare in orario, si sente come se avesse fatto qualcosa di gravissimo. Parlando dell’argomento, ha detto che sarebbe capace anche di andare a dormire dentro il cimitero, perché è convinto che lì ci sia suo padre. Quando ci passa davanti in macchina, lancia baci e saluti dal finestrino… La madre ed i due fratelli più grandi sono anch’essi assidui “frequentatori” del posto, ma non li ho mai visti fare quello che fa lui. Siamo sposati da pochi mesi, io ho lasciato la mia famiglia ed il mio lavoro con mio padre, che mi dava grandi soddisfazioni, per stare con lui in un posto dove non ho grandi prospettive, perché lui non era in grado di stare lontano dalla sua famiglia. E’ stata una battaglia anche solo riuscire a farlo venire a vivere a qualche chilometro di distanza dalla famiglia, in una casa nostra indipendente, me lo rinfaccia come fosse un grande sacrificio, eppure tutti i giorni va a casa sua dalla madre e tutti i sabati e le domeniche siamo a pranzo dai suoi. Mi sforzo di comprendere la sua sofferenza per la perdita del padre, ma non riesco a capire le manie, che mi sembrano sempre più morbose, non riesco a capire perché inconsciamente si sente in colpa di essere felice dal momento in cui suo padre non c’è più. Come se sopravvivere a chi se n’è andato prima di noi, e cercare comunque di andare avanti, fosse una mancanza di rispetto.Mi sento estremamente delusa e sfiduciata, lo vedo immaturo, debole e non mi dà alcuna sicurezza. Mi sento come se avessi messo i piedi nelle sabbie mobili… Che posso fare? Grazie. C.
Cara C.,
Dalla sua lettera si capisce chiaramente lo sconforto, l’ansia e la delusione che sta vivendo in questo momento. E’ tutto comprensibile, ma questa non è, purtroppo, la condizione migliore per riuscire a guardare alla cosa con un certo distacco, giudicarla obiettivamente e prendere le decisioni più opportune.
Certamente c’è qualcosa che non va nel modo di vivere di suo marito ed anche nel vostro ménage di coppia e per questo le consiglio vivissimamente di contattare un terapeuta di coppia, in modo che sia possibile trovare il bandolo della matassa e riscrivere completamente le regole che stanno alla base del vostro rapporto. Probabilmente sarebbe opportuno, oltre alla terapia di coppia, che suo marito facesse anche delle sedute individuali (con altro terapeuta), per risolvere la sua nevrosi ossessiva ed i suoi sensi di colpa.
Detto questo, vorrei farla riflettere su due passaggi della lettera, che mi sembrano interessanti: 1. quando dice ‘si fa venire ansia e attacchi di panico improvvisi’. Queste parole, che non sono scelte a caso, fanno comprendere come lei senta i problemi psicologici di suo marito quasi come un dispetto nei suoi confronti, un segnale di mancanza di attenzione, di immaturità.
E’ ovvio che non è così: suo marito è una persona che soffre moltissimo e ‘non si fa venire’ queste cose, ma le subisce , contro la sua volontà, proprio perché ha momentaneamente perso la condizione di pieno equilibrio psicologico.
2. ‘Non riesco a capire le manie’: le manie non vanno comprese, non c’è niente di razionale in una mania, altrimenti non sarebbe tale. La mania è il sintomo di un disagio più profondo, e solo risolvendo questo disagio profondo sarà facile liberarsi anche delle manie.
Dunque, cara C., coraggio. Se ha scelto quest’uomo e ha fatto tutti questi sacrifici per stare con lui, c’è sicuramente un motivo. Non si lasci abbattere da queste prime difficoltà: i disagi psicologici possono essere curati perfettamente, al punto di poter restituire alla persona il giusto livello di benessere, che gli renda possibile guardare alla vita con altri occhi, apprezzare quello che ha e costruire dei progetti per il futuro.
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti
20-02-2007
Teatro-terapia
Buonasera sono michele e ho 30 anni,io in certe situazioni sono timido , anche nel consoscere nuove ragazze nei posti eccc….comunque un paio di storie sentimentali le ho avute di cui l’ultima una lunga 6 anni!!!comunque civorrebbe mille pagine x parlare bene della mia timidezza anche xhche e’ un postrana…..vi volevo chiedere se magar far teatroterapia o un corso di dizionepotrebbe aiutarmi nell’approccio con l’altro sesso. e nel darmi piu’fiducia..
cordiali saluti
Michele
Caro Michele,
Certo, mi sembra una buona idea. Tutto quello che ha a che fare con lo sviluppo del proprio sé (fisico, psicologico e spirituale) va sempre bene, purché si mantenga sempre il contatto con gli altri e non ci si chiuda verso il mondo, con la scusa, apparentemente razionale, dell’auto-conoscenza e dell’auto-sviluppo. Consulti il nostro sito, www.clinicadellatimidezza.it per trovarvi qualche suggerimento.
Cordiali saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti
09-08-2020
Le racconto la mia storia
Le scrivo perché sono molto triste e vorrei aiuto. Le racconto la mia storia: a 30 anni la vera unica prima storia, ed è per quest’ultima che le scrivo. Lui è un ragazzo più piccolo di me di 4 anni. La storia è nata in maniera semplice e dolcissima, lui aveva alle spalle qualche storia seria, diceva di non amare le avventure e io arrivavo dopo 2 anni di solitudine e di precedenti brevi storie che chiudeva per mancanza di innamoramento.Un ragazzo serio e maturo, profondo, con una grande capacità di analisi, di rara sensibilità, idealista come pochi. La nostra storia è cresciuta con i tempi e i passi giusti, con la sua giusta pazienza vista la mia totale inesperienza, ambedue non avevamo pretese, solo speranze, la speranza di stare bene insieme, aiuto e stima reciproca. La prima lite dopo 8 mesi, quando ad una cena in presenza di altre donne lui si “dimentica della mia presenza”. Le sue spiegazioni: “che vuoi le donne mi piacciono ma mai ti tradirei, sono solo più gentile con le belle donne tutto qui”. mi convince a continuare la storia dicendomi che tutti gli uomini lo pensano solo che lui è più “sincero” degli altri, e che in giro non troverò di meglio. Ho sempre sentito il suo amore, sapevo che mi amava. La storia cresce da altri punti di vista, io mi trasferisco in un’altra città per motivi di lavoro e finalmente riesco ad avere una stabilità economica, lui ancora no. Mi ha fatto innamorare di lui anche il fatto che non fosse un ragazzo incline alle avventure, con un senso dell’etica e della moralità, con una correttezza e una sincerità poco comuni. Un ragazzo che non si abbandonava a commenti e battute volgari sul sesso, serio ed educato, pur con esperienza alle spalle. Le liti cominciano perché ogni volta che si esce, che si va al mare, a cena o a fare una passeggiata…non fa altro che fare commenti su tutte le donne che passano, sul fisico: “che bel seno che ha quella…. , che bel sedere quell’altra…, quella è una poco di buono, io le donne belle le odio perché se la tirano e non le avrò mai….”. Io vado in crisi, e ad ogni uscita è un mio pianto, ogni volta che mi racconta di tutti i calendari con cui si trastulla io vado in crisi. Mi chiedo il motivo per cui deve mettermi al corrente di tutte quelle che trova essere meglio di me. Gli chiedo a che cosa spera che porti questo se non a darmi insicurezze, incertezze su di lui. Gli continuo a spiegare che il bello va guardato ma che non è possibile che mi debba rendere partecipe delle sue fantasie sessuali continuamente come se io fossi un compagno di caserma; le sue giustificazioni sono sempre le stesse: “tutti gli uomini lo fanno, io sono solo sincero, mio padre lo fa e non c’è niente di male, tu sei solo un’insicura complessata…ti dico che ti amo cento volte e che sei bella cento volte e poi vai in crisi lo stesso, sei insicura,io mi comporto con te come mi comporterei con i miei amici, senza filtri”. Ogni giorno mi dice che mi ama e che sono bella, ma , ogni giorno mi dice che il mondo è pieno di belle donne che io raggiungo la sufficienza(mi perdoni l’immodestia ma per i più io supero abbondantemente la media) e mi tortura su qualche mio presunto difetto fisico, salvo poi dire “ma io scherzo” oppure “che fortuna che hai a stare con un adone come me”, ma anche “ti amo”,”non pensavo che potesse essere così l’amore”, “con te ho raggiunto la maturità sessuale”,”il sesso con te è qualcosa di meraviglioso, non può esserci di meglio”. L’ho amato perché faceva l’amore con amore. Dopo un anno e mezzo di relazione il suo tormentone era:”io vorrei un harem, me le farei tutte, per stare con te devo rinunciare a tutte le altre” e non c’era una volta che si uscisse che non si distraesse con la prima ragazza che passasse, e visto che ci vedevamo due giorni al mese…io piangevo. Gli dicevo che dirmi in faccia continuamente chi si volesse fare era una cosa che non portava a nulla, non ci guadagnava nulla se non ferirmi, e che quindi se continuava a farlo e a farmi piangere voleva dire che voleva ferirmi. Gli chiedevo se gli mancava qualcosa, se non era soddisfatto, se voleva rompere per “godersi la vita” e lui rispondeva che non gli mancava nulla, che era appagato sotto tutti gli aspetti, che ero bellissima, sensualissima, “la donna più intelligente che avesse conosciuto” che con me aveva conosciuto il vero significato dell’amore e che la nostra affinità sessuale era strepitosa, che senza di me si sentiva perso, che non riusciva a camminare solo sulle sue gambe. E’ spesso nervoso , lavora moltissimo non esce quasi mai di casa, ha spesso un atteggiamento aggressivo e critico sia con me che con la famiglia. Lui stesso mi diceva che era talmente critico e nervoso con i suoi che spesso gli dispiaceva. Tante volte mi diceva che ero bella quante mi controllava se avessi rughe, mi diceva che ero bellissima e dopo 5 minuti trovava un altro difetto. Vedendo le foto di un po’ di anni fa in cui ero grassa, mi diceva che facevo schifo e che avevo un coraggio da leone a mostrargliele. Poi scopro che chattando con un suo amico, che per scherzo gli chiedeva quando ci saremmo sposati, lui gli comunicava che aveva conosciuto una che aveva cercato di invitare, alle mie richieste di spiegazioni lui rispondeva che non esisteva, che era solo una fantasia; era così,una fantasia. Poi sono cominciate le battute a sfondo sessuale, un’aggressività sessuale strana per lui, sempre “molto inglese”, e i discorsi sul fatto che era bellissimo e che se voleva poteva avere tutte le donne che voleva perché era l’uomo più intelligente che esistesse, discorsi frammezzati da altri che dicevano che eravamo una coppia perfetta, che lui non era un granchè, che aveva ricevuti molti rifiuti e che io ero il meglio che potesse sperare di avere perché io ero completa. Stanca delle continue critiche gli dicevo che se lo avessi fatto io lui avrebbe resistito poco perché non sopportava le critiche (anche per quelle minime esplodeva), e lui reagiva alterandosi e dicendomi di stare zitta gridandomi insulti irripetibili. Mi faceva rarissimamente regali, mi ritrovavo a dover mendicare attenzioni, a mendicare di venirmi a trovare (lo facevo sempre io) e quelle rare cose che ha fatto per me (cose che chiunque farebbe per la propria donna, o per il proprio amico) me le ritrovavo rinfacciate…. Dopo un paio di uscite in cui tornavo a casa “illesa” nell’ultima cominciano i commenti su tutte le donne della sala, sino a quando non si concentra su una cameriera…e tocca nuovamente il fondo dicendo:”ha il fisico meglio del tuo, me la porterei in bagno e…”, vista subito la mia espressione mi chiede scusa (e quando chiedeva scusa si sapeva fare perdonare), dicendomi che avevo ragione quando dicevo che tutta la sua cultura non gli sarebbe servita a nulla se non aveva educazione, che era solo un bicchiere di troppo…io rispondo che ero stanca e che avrebbe provato sulla sua pelle quello che voleva dire essere messo continuamente a paragone…..dopo 10 minuti…è scoppiato, dicendomi che per tutti i commenti fatti sugli altri uomini avrebbe dovuto lasciarmi. Tiriamo avanti per altri quattro giorni di felicità fino a quando non ricomincia con uno dei suoi soliti tormentoni: io non mi voglio sposare prima dei 40 anni, non voglio rinunciare a nulla delle cose che voglio fare, per allora tu sarai vecchia e non potrai avere figli, forse fra 4 anni ci penso….io comincio la guerra psicologica, gli dico che se è così, se non esiste un noi, io voglio poter frequentare altre persone perché neanch’io devo pagare per essermi innamorata di uno più giovane ed egoista….lui preoccupato, prima dice che forse si sarebbe sposato prima, che forse gli sarebbe venuta a lui la voglia di avere figli prima che a me, poi esplode, mi insulta e quando gli dico che lo avevo solo voluto ferire come lui puntualmente faceva con me, lui mi dice che vado punita e mi minaccia come al solito di lasciarmi(ogni volta che c’era una lite ero sempre io a tornare chiedendo scusa a torto o a ragione, umiliandomi e implorando, sentendomi dire che ero “in prova” finchè non avessi fatto l’ennesima predica sul rispetto che pretendevo). La sera lui mi chiama tesoro, poi mi vuol comprare cioccolatini (cosa che non ha mai, mai, fatto), poi mi deve far cenare, mi da un bacio, il giorno dopo risponde al telefono, poi….scompare, si rende irraggiungibile. Avevo passato gli ultimi giorni ad assisterlo, perché malato, con un amore che lui stesso mi riconosceva e avevo assistito alle telefonate che faceva ai suoi in cui li aggrediva e richiamava loro attenzioni, in cui gli dava a credere che era seriamente ammalato (una banale influenza!) e si lagnava di tutte le cose che andavano male…quando gli dico che esagerava lui mi risponde con aggressività,che non ho la più pallida idea di quante cose vanno male sul lavoro, che sono una privilegiata perché lavoro, e che visto che ho “i soldi e lui” non mi posso lamentare di niente e che ha lui “il coltello dalla parte del manico”…così scopro che con me non si confida…eppure credo di aver fatto tutto quello che una donna innamorata doveva fare… Scopro che non mi reputa all’altezza o che non mi vuole rendere partecipe dei suoi pseudofallimenti..mi domando e le domando, siamo una coppia? Questa coppia l’ho voluta fortemente tenere in piedi io e non c’è mai stata? Le mie richieste di “non mancarmi di rispetto” erano veramente “da sciocca insicura”? E’ giusto che un uomo che ama debba sempre tenere “sul filo dell’equilibrista” la propria donna ricordandole che è vecchia e che se mi lascia mi rovina la vita o era veramente eccessivo scrupolo nel mettermi in guardia che poteva non esserci il lieto fine nella nostra storia? Ma soprattutto come giudicare il fatto che è scomparso senza dare spiegazioni nel nulla? Io dopo un paio di tentativi andati a vuoto, visco che non risponde al telefono e al citofono non l’ho più cercato, dopo 15 giorni gli ho mandato una mail spiegando i comportamenti suoi che mi facevano star male e che non avrei fatto più nulla, che stavolta era lui a dovermi dare quelle dimostrazioni che sempre cercava da me e la storia è finita da due mesi….la mattina mi ha mandato un sms con la scritta ti amo, si è commosso dichiarandomi amore e la sera…è scomparso…. Spero mi risponda
Gentilissima,
Come vede ho lasciato molto spazio a questa sua bella e intensa lettera. La risposta che mi sento di darle è che PER FORTUNA questo mostro, non saprei come altro chiamarlo, è scomparso dalla sua vita… Forse la solitudine durata due anni, la poca esperienza, l’hanno portata a sopportare una storia che ben poche donne oggi sopporterebbero. Le tante umiliazioni, le offese gratuite, l’aggressività, mostrano che questo “signore” è completamente diverso da quello che lei ha visto o ha tentato di vedere, in forza dell’amore (… dove sono lo stile ‘inglese’, l’educazione, la cultura?) A me sembra sia solo una persona immatura, piena di complessi, che ha bisogno di continue conferme per capire il suo valore e che è capace di essere forte solo con chi è più debole, ovvero con le persone che gli vogliono bene.
Sicuramente lei merita molto, ma molto di più…
Cari saluti e tantissimi auguri!
Dott.ssa Giuliana Proietti
22-04-2008
Lui di Marte, lei di Venere
Salve. Il mio quesito è semplice quanto banale ma vorrei riuscire a dare una risposta alla mia domanda.Sintetizzo in poche righe la mia situazione attuale. Separata in casa ho una meravigliosa bambina di tre anni e stiamo entrambi intelligentemente (spero) cercando di mantenere equilibrio in famiglia.Non posso raccontare tutto ma qualche mese fa ho conosciuto un uomo, molto più grande di me. Affascinante mi ha saputo corteggiare. Infiniti messaggi diurni e notturni. Passano i mesi, pochissimi incontri ma tanti contatti. Fino all’ultimo incontro. Bello, passionale. Poi quest’uomo è sparito.Ho creduto fin dall’inizio che lui mi avrebbe comunque dato poco credito per un rapporto futuro per questa forte differenza di età ma perchè sparire. Non voglio ridurre tutto al sesso come le amiche attaccano, ma vorrei una risposta più articolata, sensata, cosa si scatena nell’animo umano per prendere atteggiamenti del genere. Non ho intenzione ne di aggredirlo verbalmente nè di assillarlo ma vorrei solo capire io. Vi ringrazio per l’attenzione. Sonia
Gentile Sonia,
Leggendo la sua lettera mi è venuto in mente il famoso libro di John Gray, Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere. Infatti, la sessualità maschile è diversa da quella femminile: le donne, anche le più emancipate, si sentono soddisfatte di una storia quando, oltre al sesso, c’è anche un po’ di infatuazione. Per gli uomini spesso conta solo il piacere sessuale. Probabilmente quest’uomo è fuggito perché ha capito che con lei la storia non poteva essere di solo sesso.
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta
21-05-2010
Una storia fra due donne
Salve Dottoressa, scrivo per avere una consulenza in merito alla mia storia durata 5 anni. PAlro di una storia tra 2 donne, lei all’epoca 19 enne io 23 enne..mai litigi, sempre tutto perfetto. A dicembre litigammo per una stupidaggine e dalla stupidaggine finimmo ll’impossibile. Mi chiese una pausa per far clamare il nervoso e la tensione tra di noi, solo che io non la rispettai perchè stavo troppo male, e dopo 1 settimana facemmo la pace. Nel corso di questi mesi aveva alti e bassi, ed io avvertivo la freddezza nei miei confronti. Così un giorno decisi di parlarle ( a luglio di quest’anno) e lei mi disse che non provava + la magia dei primi anni e che non sapeva il perchè se non mi vedeva stava male e le mancavo mentre quando mi teneva davanti nin sempre mi dava le attenzioni che merito. Così mise in emzzo la pausa e siamo state 40 giorni senza vederci e ci siam spentite solo 4 volte. Dopo questi 40 giorni ci incontriamo e lei decide di lasciarmi. Dicendo che è cresciuta, che non rimpiange nulla di quello che ha fatto con me e che sa cosa perde perchè siamo molto simili, non abbiamo grilli per la testa e ci piace ad entrambe la vita tranquilla. Disse che voleva pensare un pò a lei, finire l’università e che vuole stare da sola e che con il tempo l’amore è andato a sciamare. Ho abbreviato molto il racconto, non so se può bastare. Vorrei sapere è possibilie che abbia avuto dei dubbi? E’ possiblile che sia stressata e lo stress le abbia portato a questa soluzione? Lei era pazza di me proprio come io di lei. Può finire tutto così? Sono disperata.
Gentilissima,
Credo proprio di si, che possa finire anche così. L’amore non è un’assicurazione sulla vita: è qualcosa di molto fragile che, da un momento all’altro, può infrangersi e sciogliere legami che apparentemente sembravano indissolubili. In ogni caso, visto che l’altra volta c’è stata tra voi una rappacificazione un po’ forzata, dovuta alle sue insistenze, questa volta le consiglierei di aspettare e vedere cosa fa la sua amica: quando si è in crisi, del resto, è necessario avere il modo di mettere in ordine i propri pensieri e capire bene in che direzione si desidera andare. Voler abbreviare i tempi di questa riflessione, come ha visto, non è auspicabile, né risolutivo.
Cordiali saluti e molti auguri.
Dr. Giuliana Proietti
25-10-2010
E lui spingeva
Salve dottore, sono una ragazza di 15 anni e ho bisogno di una spiegazione e un aiuto.
Sono ignorante per ciò che riguarda il sesso…
io e il mio ragazzo siamo andati un po’ oltre, ci siamo coccolati, abbracciati e stretti al che mi sono trovata con il vestito tirato su, slip contro boxer.. e lui spingeva.
è possibile che sia incinta??
il ciclo è in ritardo di 14 giorni
Ciao,
Per il momento puoi stare tranquilla, ma ti consiglio di documentarti meglio sui rapporti sessuali, per il futuro. On line puoi trovare molte informazioni e suggerimenti: puoi, ad esempio, cominciare da qui.
Ciao, ricorda di prenderti cura di te. Se non lo fai tu… 😉
Dr. Walter La Gatta
17-10-2011
Come faccio a capire se non mi ama più?
Salve,
ho 25 anni e sono da poco diventata madre di una bimba che compie ora 8 settimane. Sono rimasta incinta dopo aver iniziato da pochi mesi una relazione con il mio compagno che ho conosciuto quando mi sono trasferita in Olanda. Lui pochi mesi prima è uscito da 3 anni di carcere e conoscermi gli ha dato la cosidetta “botta di vita”. Tutto era perfetto, la comunicazione tra noi, il feeling, la sessualità ecc. Poi sono rimasta incinta ed innamoratissimi abbiamo ovviamente deciso di cercare casa insieme e di mettere su famiglia, mi aveva chiesto di sposarlo ed eravamo convintissimi di aver trovato l’anima gemella. Poi arrivano le difficoltà, lui inizia a fare un lavoro che non gli piace con orari solamente notturni, non troviamo una casa fino ai miei 7 mesi di gravidanza e lo stress di entrambi aumenta tanto da farci allontanare moltissimo. Io mi sentivo molto sola e scombussolata dagli ormoni e lui vedeva in me una persona che non conosce ed inoltre lentamente ha iniziato a sentirsi molto giù per via di tutte le esperienze passate in carcere (in totale è stato in carcere 6 anni, di cui gli ultimi 3 in un paese latino americano). Negli ultimi mesi di gravidanza abbiamo avuto un sacco di discussioni che spesso finivano con frasi dell uno o dell altro “me ne vado, ci lasciamo” e poi i pianti di entrambi e il cercare di recuperare e fare pace. E’ nata questa bellissima bambina e lui, pur essendomi stato vicino al momento del parto, non si è mai preoccupato di me quando sono rientrata a casa e la notte si è arrabbiato perche non riusciva a dormire a causa del pianto di sua figlia ed è andato a dormire in salotto. Io mi sono sentita abbandonata perchè era tutto nuovo anche per me ed era inconcepibile che lui si arrabbiasse. Lui mi spiega successivamente che in carcere non poteva dormire senza che qualcuno gli guardasse le spalle per non rischiare di essere ammazzato. In poche parole, in queste settimane con la bambina lui ha iniziato a brontolare subito che in casa doveva fare tutto lui.
Io a questo punto, Le chiedo qual è la cosa più giusta da fare? Andare via per un po di tempo e lasciargli il tempo per riflettere e vedere se gli manco? Ho paura che mi trattiene dal lasciarlo solo per nostra figlia e non per me.
Io amo quest’uomo, nonostante tutto, anche se neppure io adesso sento chissà quali brividi di passione, ma vedo la mia vita al suo fianco.
Lui è chiuso in un mondo tutto suo, ha dei picchi di entusiasmo e poi dei cali velocissimi, è sempre stanco, sempre di cattivo umore e chiuso in se stesso, non ha appetito sessuale (tra l’altro dice che la prima volta che abbiamo avuto rapporti dopo la gravidanza non era più lo stesso… ma mi sembra che molte coppie hanno questo “problema” dopo il parto?), insomma, non so più da che parte prendere e questa situazione mi fa soffrire e mi toglie energia che invece vorrei dedicare a mia figlia e al recupero del nostro rapporto. Ma come faccio a capire se veramente non mi ama più o se è depresso/confuso a causa del suo passato??
Spero che Lei mi possa chiarire un pochino i miei dubbi. La ringrazione anticipatamente, già solamente per aver letto il mio papiro!
Saluti,
Claudia
Gentilissima Claudia,
Va detto anzitutto che non deve essere facile, per il suo compagno, ricominciare a vivere una vita “normale” dopo sei anni di carcere, oltre tutto in precarie condizioni di lavoro, con turni di lavoro in orari antisociali, con un rapporto di coppia non ancora del tutto consolidato.
C’è poi anche la bimba, che avete accolto con calore, ma che, come avete visto, è tutt’altro che un peluche da accarezzare: ha le sue esigenze, i suoi modi spesso disturbanti di comunicare, che non tengono conto della stanchezza dei genitori, del loro umore e delle loro preoccupazioni.
In questa situazione, anche il più bello e il più grande degli amori potrebbe vacillare e dunque è normale che viviate un iniziale periodo di “adattamento”. Che fare? Anzitutto non scoraggiatevi e, forti della responsabilità genitoriale che vi siete assunti nei confronti di vostra figlia, cercate di impegnarvi a consolidare “il nido” dove la piccola dovrà crescere: in pratica ciò significa cercare/migliorare il lavoro, organizzare il tempo libero, trovare delle cose da fare insieme, anche elaborando dei progetti di vita dettagliati, da realizzare insieme. Nel fare questo, non dovreste dimenticare di prendervi cura anche della vostra coppia. A che serve, ad esempio, dormire separati? Provate a ristabilire un dialogo fra voi, parlate apertamente delle vostre preoccupazioni, per il presente e per il futuro e cercate di trovare dei modi per superarle insieme. Se in questo momento non c’è molto desiderio sessuale, visto lo stress e le difficoltà, almeno non rinunciate alle coccole, alle tenerezze: nei momenti difficili della coppia, queste manifestazioni di affetto e di complicità sono perfino più importanti della stessa sessualità, per continuare a sentirsi vicini e ad avere fiducia nella propria relazione. Credo che andarsene per farlo riflettere sarebbe un errore: su che cosa deve riflettere? Ormai la scelta l’avete compiuta e, prima di dichiarare fallimento, dovreste darvi qualche altra possibilità. Infatti, non tutte le cose nascono belle sin da subito; a volte è necessario un po’ di rodaggio, di sperimentazione: se avrete fiducia in voi stessi, ma soprattutto nel vostro amore, se cercherete di dare importanza a ciò che vi ha unito, anziché discutere continuamente su ciò che attualmente vi divide, quasi sicuramente riuscirete a rimettere in piedi la vostra giovane e, al momento, fragile coppia. Infine, l’amore: una persona si sente più innamorata quando è felice, serena, soddisfatta, rilassata, mentre se la persona è depressa, ansiosa o sotto stress la sensazione di essere innamorata può essere la prima a scomparire. Datevi dunque modo di ricostruire, per quanto vi è possibile, delle condizioni di vita soddisfacenti intorno a voi e vedrete che prima o poi ritroverete la luce, alla fine del tunnel.
Auguri.
Dr. Walter La Gatta
16-05-2011
Svegliarlo dal suo torpore
Ho 54 anni e ho una relazione stabile con un uomo di quasi 58 anni, viviamo in città diverse ma ci frequentiamo da 8 anni con una certa regolarità, purtroppo per motivi di lavori di entrambe non riusciamo a fare progetti di convivenza immediati, ma ci amiamo molto e per la prima volta, almeno per quanto mi riguarda, mi trovo a stare veramente bene con un uomo, tanto da pensare a lui come il mio “compagno di vita”. Io non mi sono mai sposata prima, nè ho mai convissuto, mentre lui è già stato sposato in passato e porta con se i segni di un rapporto antico insoddisfacente e poco gratificante. Abbiamo molte cose in comune e stiamo bene insieme, il problema è sotto il profilo sessuale. Lui dice che abbiamo una sessualità diversa, e che questa diversità gli impedisce di provadre deisderio nei miei confronti. Io ho avuto sicuramente un calo di desiderio in seguito alla menopausa, ma non per questo ho cessato di provare desiderio nei suoi confronti e anche se non frequentemente ho ancora voglia di fare l’amore con lui, lui invece con me è molto tenero, affettuoso, ma toralmente privo di desiderio sessuale. All’inizio non era cos’, ma questa fare iniziale è durata circa un anno, dopo (forse anche per l’avvento della mia menopausa) sono iniziati di problmei. Per diverso tempo ho cercato di avvicinarmi io a lui nei tentativo di “svegliarlo” da questo suo torpore, ma adesso mi sento umiliata da questo suo rifiuto e non so come fare ad affrontare questo problema, ammesso che si possa affrontare e risolvere. Chiedo a lei un aiuto Angela
Gentile Angela,
Ciò che mi racconta è davvero troppo poco e, con questi pochi dati a disposizione, mi è difficile poterle dare un consiglio. Se il problema fosse, per così dire “meccanico”, potreste usare un lubrificante, il che renderebbe il rapporto molto più piacevole per entrambi. Se invece il calo del desiderio fosse dovuto a mancanza di attrazione sessuale nei suoi confronti, il consiglio sarebbe, naturalmente, quello di cercare di curare di più aspetto, la forma fisica, l’abbigliamento, i profumi, ecc. Il fatto però che lui le parli di una “sessualità diversa” mi fa pensare che ci sia qualcosa di più: forse ha qualche desiderio sessuale che non riesce a confessarle? Forse, visto che vivete in città diverse, lui si è ormai rassegnato all’autoerotismo? Forse, vista l’età, non si sente più sicuro della sua erezione? Tante potrebbero essere le ragioni. Il consiglio è quello di parlargli apertamente di ciò che scrive qui: del fatto che si sente umiliata da questo suo rifiuto e che vorrebbe cercare un modo per conciliare queste due “diverse” sessualità. Ovviamente, per trovare una soluzione occorre anzitutto capire il problema: in che cosa queste due sessualità “differiscono”?
Cari saluti.
Dr. Giuliana Proietti
10-02-2011
Lui non è sicuro
Buongiorno dottoressa. Ho una storia un po’ complessa alle spalle e spero diriuscire a rendere bene l’idea della situazione. Ho avuto una storia di 6 annicon un ragazzo che oggi ha 35 anni. Il tutto è iniziato quando entrambi eravamofidanzati con altre persone ma ci siamo trovati ed è scoccata la scintilla… Oalmeno così sembrava. Solo dopo 2 mesi che stavamo insieme lui ha iniziato adavere ripensamenti nei confronti della sua ex, motivo per cui l’ho lasciato. Malui è tornato dicendo di amarmi, di non volermi perdere, per cui ho deciso didargli un’altra opportunità. Siamo tornati insieme e sono rimasta incinta. Nonl’ho cercato questo bambino e onestamente all’inizio ero indecisa… poiparlandone abbiamo deciso di tenerlo. Proprio nel periodo della gravidanza luimi ha tradita e mi è crollato il mondo addosso. Me ne sono andata di casa e nonne volevo più sapere ma lui come sempre è venutoa cercarmi, dicendo di volermisposare, di voler vivere tutta la vita con me. Ho accettato pensando alla famiglia, che per me ha un valore enorme. Oggi vivo sola con la mia bambina chequasi ha tre anni… ma io non riesco a farmene una ragione. Primo perché èstata una cosa inaspettata ed improvvisa. E secondariamente perché lui continuaa dirmi che non è sicuro, dice di sentire la nostra mancanza… però intantosta con l’altra… e con me allo stesso tempo. Lo so, sono io che gli permetto di fare ciò che vuole, ma come faccio a cancellarlo dalla mia mente e dal miocuore? Come posso interrompere questo circolo vizioso che va avanti da troppotempo? è amore o è solo ossessione… un attaccamento eccessivo che ho nei suoiconfronti… e che forse non voglio interrompere…
Carla
Salve Carla. Credo proprio che lei si senta insicura ed abbia paura di affrontare la vita da sola insieme alla sua bambina, e per questo cerca di attaccarsi a qualsiasi offerta di amore, anche se sa perfettamente quanto essa sia bugiarda. Lei ha avuto un grande coraggio a mettere al mondo questa figlia, senza una famiglia vera: è per lei che dovrà ora essere forte e buttarsi alle spalle tutto ciò che ha reso instabile la sua vita e precario il suo equilibrio, psicologico e affettivo. Deve assolutamente guardare avanti, per dare alla sua bambina la giusta serenità familiare, magari trovando un nuovo compagno, che probabilmente potrà ugualmente amarvi molto, sia lei che la piccola. Forse più del padre naturale.
Che se ne fa di un uomo che vale così poco, che non riesce ad assumersi delle responsabilità, che non sa tenere fede agli impegni che prende, che non sa gestire le sue emozioni e le sue passioni? Ne ha già una di figlia, no?
Cari saluti e… Coraggio!
Dott.ssa Giuliana Proietti
31-05-2006
Una questione spinosa
Buonasera Dottore, le vorrei sottoporre una questione spinosa (e dolorosa) che solo in parte è già stata trattata in precedenza, ma non mi fornisce elementi esaustivi alla miglior comprensione del mio caso. Da qualche anno ho una relazione con un uomo molto più grande di me, del quale sono stata sicuramente innamorata nei primi tempi ma verso cui nutro sentimenti contrastanti da parecchi mesi. Il motivo principale della mia confusione affettiva si può attribuire alla grave superficialità con cui il mio compagno mi ha esortata a lasciare la mia città, lavoro ed amici, per trasferirmi da lui, proponendomi di costrurci una famiglia. Ben presto è emersa la sua totale incapacità di far fronte alle esigenze economiche di una coppia, tantomeno di un’intera famiglia. Le difficoltà sono cresciute a tal punto e così rapidamente da obbligarmi a rinunciare alle mie aspirazioni professionali per far fronte a mia volta al mantenimento di entrambi. Ora lui vive una situazione lavorativa precaria, aggravata da precedenti debiti gravosi di cui ero all’oscuro fino a poco tempo fa, ed io, non sopportando più la situazione, ho lasciato il lavoro frustrante che mi ero trovata per sostenerlo e mi sono presa un periodo sabbatico tornando a far base temporanea dalla mia famiglia, più che mai decisa a rimettere insieme i frammenti della mia vita a partire dal settore professionale, in cui mi sono buttata a capofitto con già qualche primo risultato gratificante.
E’ però accaduta una cosa impensabile che mi ha completamente messa sottosopra: dopo poche settimane, si è rifatto vivo il mio ex “storico”, l’uomo più importante della mia vita, dal punto di vista emotivo e professionale, con cui la storia era finita in seguito al suo comportamento patologicamente anaffettivo, lasciandomi un grosso senso di vuoto e di sconforto. Non ci sentivamo nè vedevamo da anni, impossibile sapesse la mia situazione (non abbiamo mai avuto amici in comune), eppure è arrivato proprio ora… Ci siamo rivisti, è accaduto quanto era prevedibile e non me ne dispiace, credo anzi riaccadrà. E’ stato bello ed emozionante per entrambi. Ora però mi trovo fra due uomini dei quali uno mi ama ed io non so cosa provo, mentre probabilmente amo l’altro che però non sa cosa prova. La soluzione migliore sarebbe proobabilmente allontanarmi da entrambi, ma so già che non lo farò. Quindi, in concreto, cos’è meno peggio: decidere di stare con un uomo che amo ma che non sa cosa prova (e che quindi non fa progetti a lungo termine e poi magari un giorno sparirà com’è già successo, e non per un’altra ma per star solo con se stesso), o vivere accanto ad uno che mi ama e ci sarà sempre, ma mi rende impossibile provare emozioni e -come l’altro anche se per motivi diversi- fare progetti di vita? Mi scuso per la prolissità e ringrazio per l’attenzione
Gentilissima,
A mio avviso non vi è un “meglio” e un “peggio” netto e definito: quello che ad esempio potrebbe essere meglio per la sua vita sentimentale potrebbe essere peggio per la sua carriera o per la sua situazione economica, e così via. Del resto, è difficile e spesso impossibile scegliere di stare insieme a due persone che, come in questo caso, si completano a vicenda. Il suggerimento che appare più opportuno dunque, come lei stessa evidenzia, è quello di allontanarsi da entrambi. Poiché però lei sa già che questo non lo farà, le dico che sicuramente la scelta che appare più rischiosa è quella di mettersi nelle mani di chi “non sa cosa prova”: se fosse lei a non sapere cosa prova, potrebbe comunque prevedere varie opzioni/soluzioni, mentre nell’altro caso non le resterebbe che accettare gli eventi.
Auguri.
Dr. Walter La Gatta
14-02-2011
La magia di un incontro
Il mio nome è Ester, ho 34 anni e lavoro come commessa, sono fidanzata ma sorvioliamo sul tipo di rapporto non riguarda il motivo della mia e-mail. Consultando il vostro sito e cercando disperatamente un aiuto, un consiglio di una certa competenza, riguardante ciò che mi è successo e che posso ancor oggi esserne protagonista,pertanto sottopongo alla sua cortese attenzione tale episodio: Circa 9 mesi mesi fa frequentando l’università e precisamente un corso riguardante il mio penultimo esame in giurisprudenza mi è capitato qualcosa di magico , dirigendomi al corso e non sapendo chi fosse il docente, entrai nell’aula, a lezione già iniziata ed aperta la porta, sentii una scarica di non so cosa, indescrivibile che mi attraversò tutto il corpo, rimasi come iptonizzata da quell’uomo che sedeva in cattedra e da quella stessa postazione vidi che lui si alzò di scatto, quasi per vedermi meglio e poi si risedette. Da quel giorno in poi ci furono; sguardi, ammiccamenti, sorrisi tutto ciò che viene descritto durante questa fase, ma l’imbarazzo, la timidezza forse di entrambi, la difficoltà di approccio derivante dal contesto accademico difficile, forse la differenza sociale, l’età lui 53 io 34 hanno reso impossibile l’approccio. Il corso si concluse. ma la magia di questo incontro continuò, precisamente 15 giorni fa sono tornata nei paraggi del suo ufficio, con la speranza di incontrarlo,e l’ho incontrato, mi ha riconosciuta, ci siamo nuovamente guardati, desiderati, mi ha quasi avvicinata ma nuovamente l’approccio concreto non c’è stato, mi sento disperata lo penso, desidero conoscerlo ma la timidezza, l’incertezza, la paura di sbagliare mi blocca. Si tratta di cosa, mistero, illusione, colpo di fulmine mi consigli lei la prego. Sicura di una sua gradita risposta la saluto distintamente, Ester.
Cara Ester,
L’attrazione sessuale non ha niente di magico, perché è stata ormai spiegata scientificamente, studiando gli effetti dei fattori neurochimici sul nostro organismo. Ciò che spesso rende “magico” un incontro è la nostra attesa, la nostra aspettativa perché questo evento si presenti. Quando accade, così fulmineamente e così visibilmente , come è successo a lei, l’evento lascia sicuramente una traccia indelebile, oltre che una forte emozione. Ciò detto, questo significa solo che vi è una forte attrazione sessuale tra voi, non che siete due persone scelte dal Fato perché debbano vivere insieme il resto della propria vita, “felici e contenti”. E’ probabile che in lei vi sia un interesse per questa persona dovuto non solo alle sue caratteristiche fisiche e di personalità, ma anche al suo status sociale (lui è docente universitario, lei una semplice studentessa) o al suo essere una persona apparentemente protettiva (c’è una forte differenza di età fra voi). Inoltre, probabilmente questa persona è completamente diversa dal suo fidanzato e forse più simile a suo padre. Lui potrebbe avere una famiglia, oppure, data la grande frequentazione di ragazze giovani che il suo ambiente gli permette, potrebbe essere il tipo che lancia sguardi ammiccanti a tutte le ragazze che gli piacciono… Il consiglio che sento di darle dunque è quello di godersi la sensazione magica di questo incontro, ma senza cercare di renderlo più concreto, perché temo che questo non solo la deluderebbe, ma le creerebbe una serie di problemi. Se il rapporto con il suo ragazzo è in crisi infatti, è assolutamente meglio cercare di affrontarlo: non cerchi di risolverlo attraverso i sogni e l’astrazione, perché certe “magie” succedono, ahimé, solo nei romanzi rosa e nei serial tv.
Cordialmente,
Dr. Giuliana Proietti
12-01-2011
Una questione che gli sta a cuore
Salve! Vorrei esporre una questione che mi sta a cuore.
Una mia amica, più piccola di me, è sentimentalmente innamorata e molto legata al suo ragazzo, poco più grande di lei. Lui anche è innamorato di lei, ma è capitato più volte di assistere a delle situazioni poco piacevoli. Mi spiego meglio. Mi è capitato di vedere lui pieno di entusiasmo nel fare alcune cose ed essere così sicuro che anche a lei andava di farle, mentre sul viso di lei era più che evidente il disappunto e la non voglia di fare quelle cose!!!Cose ad esempio, come andare sempre nello stesso bar o pub per incontrare sempre gli stessi amici che alle volte sono più noiosi e pesanti di un’asteoride gigantesco, difficili da digerire…però lei dice di sì, e segue il ragazzo, alla quale si sente fortemente legata, credo più psicologicamente che sentimentalmente!E non riesco a capire se lei è attratta da lui anche fisicamente o meno!!! Tra l’altro lei si lamenta che spesso lui è pigro, o assente, e mi è stato possibile constatare di persona che molte volte lui non la pensa proprio, non la considera proprio…ovvero penso piuttosto che lui la consideri “di sua proprietà privata” ma con quale diritto???, e lei che si lascia ingannare dai pochi gesti di fugace attenzione nei suoi confronti…lui lo vedo comunque sempre più preso in quelli che sono i suoi interessi da condividere di più con i suoi amici invece che con lei e gli amici di lei!!…allo stesso modo io e la mia amica abbiamo una fortissima affinità e un grande affiatamento, e il nostro è uno stupendo rapporto di amicizia vera e molto sincera e affettuosa!!!!….non nascondo che mi dispiace molto per lei e il rapporto un pò particolare con il ragazzo…e confesso che se lui non ci fosse sicuramente mi fare avanti e le dichiarerei il mio più profondo affetto che provo per lei!!!La mia domanda è questa: cosa devo fare???Continuare a vedere la sua insofferenza verso una relazione in cui lei comunque crede molto, e quindi farmi da parte, aspettando l’evolversi in futuro dei loro rapporti, e anche del mio con lei, oppure dirle come la vedo io, cosa ne penso veramente, sperando che lei capisca (anche se so benissimo che mi dirà che forse ho ragione io su alcune cose, ma che poi in fin dei conti lui è il suo uomo! oppure mi dice che ho torto e parlo così solo sulla base di visioni distorte della realtà, di una realtàche non mi appartiene, visto tra l’altro che loro sono di un’altra città diversa da dove abito io), nonostante questo possa procurare anche una decisa rottura nel nostro (mio e di lei) rapporto d’amicizia, nato da poca frequentazione d’entrambi per la distanza abitativa, che però è anche l’ultimisissima cosa che vorrei accadesse, dopo la mia grandissima generosità e i miei numerosi regali d’effetto e d’affetto, viziandola magari, però sapendo benissimo che erano e sono stati molto apprezzati, anche se si sono trattati di doni molto simbolici, proprio a cementare ancor di più la nostra sincera e fedele amicizia??????
Spero di essere stato abbastanza chiaro nell’illustrare la situazione in cui mi sono ritrovato senza volerlo!!!Le chiedo sinceramente un parere più che spassionato e una sua idea a tal proposito, e confido in lei sulla possibile eventuale soluzione della vicenda.
Grazie della cortese attenzione,
Orlando Innamorato!
Gentile Orlando,
Il parere spassionato è quello di non immischiarsi nelle relazioni altrui. Se un giorno la ragazza, dato il vostro rapporto di amicizia, sentirà il bisogno di confidarsi, lei potrà rendersi disponibile ad ascoltarla ed anche a darle dei suggerimenti, ma sarebbe inopportuno sollecitare ora tale momento di conmfidenza, perché questa intrusione potrebbe anche non risultare gradita. Quanto alla “eventuale soluzione della vicenda” che si aspetta da me, non riesco a capire cosa intenda e cosa potrei davvero fare per lei… Forse, tradotto, mi sta chiedendo se le consiglio di provarci o no? Se così fosse, la risposta è no, se non altro per la distanza e per le tante altre difficoltà fin qui emerse. La soluzione ideale, in qualsiasi cosa, è sempre la più semplice.
Cordialmente,
Dr. Giuliana Proietti
09-03-2011
Doveva essere il periodo più bello della nostra vita
Sono una ragazza sposata da soli 9 mesi e sono incinta da 4 mesi e mezzo da circa 2 mesi ci sono dei problemi con mio marito, un giorno e l’altro di punto in bianco ha cambiato il suo atteggiamento verso di me, questo doveva essere il periodo piu’ bello della nostra vita , però non è cosi all’inizio lui diceva che non lo sapeva nemmeno lui cosa aveva , invece circa 10 gg fa mi ha detto che è uscito con un’altra ragazza, mi ha detto che non ha fatto niente di che che c’e stato solo qualche bacio… Adesso lui si sente (giustamente) in colpa verso di me, si vergogna e non riesce a guardarmi piu’ negli occhi.. Io gli ho detto che sono disposta a perdonarlo anche se non è facile , però ci metto tutta la buona volontà per amor suo e di questo bimbo che sta nascendo.Io quando sto con lui mi faccio forza e mi sforzo a non pensare quello che mi ha fatto soffrire, gli parlo anche della piu’ cosa stupida cosa, invece lui niente mi saluta quando parte e quando torna e basta, siamo come due sconosciuti… Cosa devo fare faccio bene a insistere a rimettere piano piano in piedi il matrimonio? Grazie.
Gentilissima,
Il periodo della gravidanza non è per tutti ‘il periodo più bello della vita’: al contrario, l’esperienza clinica e la cronaca ci dicono che è un periodo in cui la coppia va spesso in crisi, ci sono incomprensioni anche profonde fra i partners e ci possono essere perfino allontanamenti nella sfera sessuale che durano poi tutta la vita, a meno che non si desiderino altri figli.
In genere le donne vivono la gravidanza in modo diverso dagli uomini, perché se loro sono testimoni dirette, nel proprio corpo, di questa grandissima esperienza della vita, gli uomini sono più distaccati, meno coinvolti, ed i loro pensieri vanno spesso a quello che la gravidanza e la futura nascita comporterà per loro, in termini di assunzioni di responsabilità, abbandono del proprio ruolo di figlio – per assumere quello, non sempre amato, di ‘padre’ – oltre alla non facile necessità di accontonare le pulsioni erotiche, sia durante la gravidanza, sia in seguito, quando il bambino imporrà con vivacità ed intransigenza i suoi tempi, i suoi ritmi, il suo bisogno di essere accudito, ecc. ecc.
E’ possibile che suo marito provi spavento per ciò che lo aspetta e che dunque inconsapevolmente si senta spinto a ricercare esperienze capaci di dargli delle conferme, circa le sue capacità e le sue possibilità, anche nel campo della seduzione.
Mi sembra che lei abbia, al riguardo, un ruolo molto più maturo e saggio di quello che ha al momento suo marito e dunque sta a lei cercare di rimettere a posto le cose nella coppia (a meno che non voglia farsi aiutare da uno psicologo), tranquillizzando suo marito su quello che sarà il vostro futuro, di genitori e di coniugi. Del resto non bisogna mai dimenticare che, anche mettendo al mondo dei figli, i partners devono mantenere comunque dei tempi e degli spazi di intimità per condividere sentimenti, affetti, emozioni.
Cominci dunque lei a non comportarsi da estranea nei riguardi di lui: cerchi di essere sorridente, accogliente, propositiva e magari anche seducente… Se vede che proprio non ci riesce provi a proporre una terapia di coppia, ma non aspetti la nascita del bambino.
Cari saluti e augurissimi.
Dott.ssa Giuliana Proietti
22-01-2008
Lasciarlo
mi chiamo R., sono nata a V., sono sposata dal 1994. Lo conosco dal 1990 (20anni). Io per anni ho avuto problemi con i meii genitori che ni hanno sempre umiliato.Lavoravo a casa e nell’attività commerciante con loro (ambulanti), ma non potevo avere nessuna attività mia perchè femmina e dovevo avere figli epensare alla famiglia.. Da quando sono sposata mio marito mi ha considerato un po’ una scappata di casa, Della serie se i tuoi non ti vogliono, ti raccolgo dalla strada.
E comunque mi ha sempre umiliato anche davante alle mie figlie (15 e 11 anni)
Mio marito ha un’attività in proprio.E’ artigiano. Io smesso quasi subito di lavorare (come impegata) per poter aiutare lui, e la casa . Ora la ditta di mio marito e cresciuta negli anni io ho sempre cercato di fare della buona contabilita, mi lascia gestire tutto cio che riguarda le pratiche cartacee e bancarie. Ma non sento coinvolta nel suo lavoro, nelle varie decisioni o nelle scelte dei lavori. (sara anche il tipo di lavoro).Le nostre filgie le ho cresciute, con un padre ombra, io le ho sempre portate (macchina/moto) a scuola, dentisti, dottore, riunioni varie, spese varie, palestre etc. l’ho sempre gestito io.
Ma negli ultimi anni stà peggiorando. Ogni cosa che provo a dire ,dico stronzate, cazzate, ((anche davanti a loro). negli anni mi sento di aver perso completamente me stessa..
Credo di non esistere più, e stò cercando per quello che riesco a leggere libri sull’autostima, Ma anche l’adolescenza di mia figlia mi stà vomitando le stesse cose del padre.
Devo lasciarlo…
Come devo fare..
E pensare che adesso che mia madre non c’e più (da 10anni) io qualche volta vado a trovare mia padre che vive da solo a V. e continua a fare i mercati. Mio marito me fa pesare anche questo…
Non ce la faccio più aiutatemi..!!!
Gentilissima,
Tutto quello che lei lamenta, sembrerebbe di capire, è che suo marito non l’aiuta molto a condividere i problemi legati alla gestione delle due figlie e che, quando parla, non è troppo gentile con lei. Sicuramente lei sarebbe più felice se tutto questo non vi fosse ma, francamente, in una coppia di lunga durata, che oltre tutto condivide non solo il tempo della famiglia, ma anche quello del lavoro, direi che qualche piccola incomprensione è naturale che vi sia… Per il resto, sembra che lei sia più arrabbiata con sé stessa che con lui, soprattutto per la sua incapacità a farsi trattare e rispettare come sicuramente meriterebbe. Fa bene dunque a leggere dei libri sull’autostima (ma sarebbero interessanti anche dei libri sulla comunicazione interpersonale), perché non possiamo prendercela con gli altri se noi per primi non abbiamo fiducia nelle nostre possibilità e abilità sociali. Cerchi di migliorare il suo modo di porsi e vedrà che suo marito dovrà per forza cambiare molti dei suoi atteggiamenti.
Cordialmente,
Dr. Giuliana Proietti
02-11-2010
Ho conosciuto un’altra
Gentilissima Dottoressa G. Proietti Le scrivo perchè improvvisamente mi sento colpito da un problema che mi turba in modo costante. Da più di 2 anni sto felicemente insieme alla mia ragazza ; tutto va bene, anche se qualche alto e basso, come è normale, c’è stato. Tuttavia nell’ultimo periodo sentivo che qualcosa era cambiato; forse c’erano meno occasioni di intimità, lei aveva sempre meno voglia di uscire o fare attività diverse dallo stare in caa e in alcune occasioni ho sentito un po’ come un peso andare a passare dei pomeriggi che sapevo per certo non sarebbero stati granchè (purtroppo). In questi ultimo mese mi è capitato di conoscere una ragazza per motivi di lavoro che è completamente diversa come modo di fare da quella con cui sto attualmente. La cosa mi ha molto colpito e mi ha messo in crisi. Di solito sono sempre stato io il punto fermo, forse perchè più grande di 6 anni, quello più “forte” diciamo, che dava sicurezza nella coppia. Il più delle volte sono io che scelgo cosa fare e lei mi segue, ma non prende iniziativa, tende anzi a chiudersi nel suo guscio. Ho cercato di parlare di questo problema, di smuoverla, ma è molto difficile, perchè vorrei che fosse più autonoma. Ultimamente è spesso depressa per via del lavoro, che non trova, ed è difficile fare fare attività insieme. Certo è dolcissima ed affettuosa, ma nel lato pratico delle scelte o del supporto psicologico quando c’è qualcosa che non va, sono sempre io a darle sicurezza e il contrario non accade sempre. Per lavoro mi è capitato di incontrare una persona. Conoscere una persona indipendente, sempre presa da mille attività e con mille interessi è stato come un fulmine a ciel sereno. Ha messo in crisi quello che ho fatto in questi due anni. Il fatto che mi attrae anche fisicamente complica ancora di più la cosa, perchèmi capita sempre più spesso di pensarci. Forse ho sbagliato a cercare di cambiare una persona a cui sono legato da un forte legame affettivo, però credo che per amore si possa provare a tirare fuori il meglio da ogni persona. Alla domanda “se sono felice con questa persona” io rispondo che so che potrei essere più felice di così. Il problema è capire come. Anagraficamente e fisicamente entrambe sono ventenni, ma caratterialmente mi subito parso evidente che siano agli antipodi, una cerca lavoro, l’altra studia, una si appoggia di più alle mie scelte, l’altra le prende. Io ho fatto innumerevoli sforzi per venire incontro ai problemi della mia ragazza, ma, anche se è brutto doverli soppesare, sono stati più i miei dei suoi. E non so cosa fare. Perchè la conosco e ci tengo. Buttare tutto all’aria per una persona che conosco a malapena, che però mi attrae e mi affascina proprio per i motivi opposti a quelli che mi legano alla mia attuale fida In attesa di risposta le porgo distinti saluti
Gentilissimo,
Poiché nessuno in natura è strettamente monogamo, in un rapporto di lunga durata questo dubbio le verrà molte, molte volte e sarà difficile, ogni volta, darsi una risposta certa su quello che, in quel dato momento, le converrebbe fare. Ciò che è nuovo infatti è sempre più emozionante di ciò che si conosce già ed inoltre, della persona attraente, conosciuta da poco, chiunque vedrebbe solo i tanti pregi e nessuno dei suoi difetti. Solo dopo due anni di frequentazione con questa nuova ragazza lei potrebbe effettivamente dire chi, fra queste due donne, sia la più adatta ad un rapporto di coppia stabile con lei. Poiché è impossibile provare a frequentare tutte le persone attraenti che nella vita ci capitano, direi che occorre soppesare molto bene la scelta da fare (e le sue conseguenze), accettando il rischio solo se si è veramente convinti di fare bene.
Cordialmente,
Dr. Giuliana Proietti
10-12-2010
Preoccupata
salve sa sn davvero preoccupata e spero di avere presto una risposta.Ho 18 anni e uso la pillola…per la prima volta ho avuto un rapporto sessuale completo cn il mio ragazzo…penso di aver perso la verginità anche se senza alcuna perdità di sangue.Il rapporto è avvenuto in parte cn il preservativo e in parte senza..nel momento in cui il rapporto era privo di preservativo il mio ragazzo nn ha eiuculato…nn è arrivato a eliminare lo sperma…però il liquido che lubrifica può farmi restare incinta anche perche nell’assunzione della pillola un giorno ho saltato e lo presa + tardi e nn ricordo se e entro 12 ore la prego di darmi una risposta grazie distinti saluti
Cara diciottenne,
Intanto complimenti, perché non sei arrivata al rapporto completo, come fanno molte tue coetanee, senza le necessarie cautele che si devono avere, sia per quanto riguarda gravidanze indesiderate, sia per quanto riguarda le malattie sessualmente trasmesse.
Visto che ti capita di dimenticare la pillola, parlane con il tuo ginecologo : potrebbe consigliarti altri mezzi anticoncezionali (es. cerotto) che potrebbero essere più adatti.
Finchè non conosci bene questo ragazzo e non sai che genere di vita conduce, è comunque consigliabile avere rapporti SOLO con il preservativo.
La perdita della verginità non comporta sempre delle perdite di sangue.
Eventuali dubbi su una possibile gravidanza in atto te li potrai togliere con un test di gravidanza (si compra al supermercato o in farmacia), già a partire dal giorno stesso delle mancate mestruazioni (meglio ancora se fatto qualche giorno dopo).
Non dimenticare un controllo ginecologico almeno una volta l’anno.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti
Verginità pillola preservativo
salve sa sn davvero preoccupata e spero di avere presto una risposta.Ho 18 anni e uso la pillola…per la prima volta ho avuto un rapporto sessuale completo cn il mio ragazzo…penso di aver perso la verginità anche se senza alcuna perdità di sangue.Il rapporto è avvenuto in parte cn il preservativo e in parte senza..nel momento in cui il rapporto era privo di preservativo il mio ragazzo nn ha eiuculato…nn è arrivato a eliminare lo sperma…però il liquido che lubrifica può farmi restare incinta anche perche nell’assunzione della pillola un giorno ho saltato e lo presa + tardi e nn ricordo se e entro 12 ore la prego di darmi una risposta grazie distinti saluti
Cara diciottenne,
Intanto complimenti, perché non sei arrivata al rapporto completo, come fanno molte tue coetanee, senza le necessarie cautele che si devono avere, sia per quanto riguarda gravidanze indesiderate, sia per quanto riguarda le malattie sessualmente trasmesse.
Visto che ti capita di dimenticare la pillola, parlane con il tuo ginecologo : potrebbe consigliarti altri mezzi anticoncezionali (es. cerotto) che potrebbero essere più adatti.
Finchè non conosci bene questo ragazzo e non sai che genere di vita conduce, è comunque consigliabile avere rapporti SOLO con il preservativo.
La perdita della verginità non comporta sempre delle perdite di sangue.
Eventuali dubbi su una possibile gravidanza in atto te li potrai togliere con un test di gravidanza (si compra al supermercato o in farmacia), già a partire dal giorno stesso delle mancate mestruazioni (meglio ancora se fatto qualche giorno dopo).
Non dimenticare un controllo ginecologico almeno una volta l’anno.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti
16-03-2018
Problema con la ex
Sono una ragazza di 24 anni fidanzata da qualche mese con unragazzo che mi piace moltissimo. Premetto che sono di carattere timida e moltoinsicura. Arrivo al punto: il mio ragazzo ha parecchi amici, e ogni tanto escoanch’io con la sua compagnia. Il problema è che spesso è presente anche una exdel mio fidanzato, (si erano lasciati neanche 1 mese prima che iniziasse auscire con me) con la quale è stato circa 6 mesi, una storia iniziata persesso, che poi invece lo avevo coinvolto molto e che poi lui ha deciso diinterrompere perchè lei lo avevo tradito. Il fatto è che io già in compagnia dipersone nuovo non mi sento a mio agio, in più la presenza di questa ragazza micrea un fastidio e una gelosia inspiegabile!! Me la sogno anche di notte! Misogno che lui mi tradisce con lei o che io ci litigo. Come posso fare perrisolvere questo problema, che mi blocca e che mi sta ossessiondando? Aggiungoinfine che il mio ragazzo mi ha detto che non le interessa più, anzi non ciparla praticamente mai…ma questo non fa sparire la mia gelosia nei suoi confronti!Spero di essere stata chiara, Grazie mille dell’attenzione.
Carissima,
La gelosia è un sentimento umano e, purtroppo, procura moltissimo dolore.
Non saprei cosa consigliarle, sul piano pratico, perché bisognerebbe conoscere meglio la situazione ed i personaggi. Dal punto di vista psicologico le posso dire però che le persone più sicure di sé sono anche le meno gelose. Dunque, potrebbe essere un’idea quella di concentrarsi su sé stessa anziché sulla sua rivale, per migliorare la sua autostima e rendersi più forte, non solo in questa situazione, ma nella vita in genere.
Purtroppo è impossibile cancellare tutti i problemi della vita, ma è possibile cercare di rendersi più forti e preparati per affrontarli senza esserne travolti.
Dunque, si dia da fare.
Tanti auguri e cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti
10-10-2006
Promessa di separazione
Gentilissima dottoressa, mi rivolgo a lei nonostante abbia più e più volte letto nella Sua rubrica di analoghe situazioni… però ogni storia è unica e, a volte, si ha il bisogno di sentire una risposta direttamente indirizzata… forse solo per sapere che c’è qualcuno che ascolta…Ci stiamo separando e viviamo una situazione assurda: siamo ancora sotto lo stesso tetto, non litighiamo mai, non ci parliamo se non di stupidaggini (tanto per “tirare avanti”), non abbiamo rapporti da circa 4 anni (nè li vorrei, mi dà fastidio il solo pensiero… nemmeno lui li cerca…), non dormiamo neanche assieme, ma conduciamo una vita domestica “normale”: io faccio le faccende di casa, metto in ordine tutta la sua roba, tengo pulito, sistemo il giardino,ecc; lui sta sul divano… servito e riverito (n.b.. lavoriamo tutti e due, io non sono una casalinga…)Eppure io ho nei suoi confronti un materno senso di tenerezza e protezione (il mio pensiero è: ora ci sono io che lo tengo in ordine, lavo, stiro, sistemo,ecc… e poi? come farà abituato com’è ad essere servito? ma, d’altro canto, è giusto che gli faccia da balia?). Lui si comporta con gentilezza davanti, ma poi è tutta una bugia… Ad esempio: per S.Valentino mi ha portato un cioccolatino (che tenero!), ma non solo a me…!!!Alle volte penso: forse basterebbe che io decidessi di non separarmi, e lui ne sarebbe felice; in effetti non ci sarebbero nè litigi, nè discussioni. Ma la nostra vita dovrebbe continuare senza ideali, senza complicità… in apatica calma… non mi spaventa tanto il pensiero di restare da sola, ma mi dispiace lasciare solo lui.E vivo in un marasma di sensazioni e sentimenti contrastanti… forse ho solo aspettato troppo (sa, per fare le cose con calma…) ed ora mi trovo comunque ad essermi “abituata” a questo stile di vita, che mi fa male, che mi logora… forse sarebbe ora che imparassi a pensare un po’ di più a me, al mio di bene,… Qualche anno fa sono stata male, non si è nemmeno preso la responsabilità di portarmi all’ospedale: dopo un po’ di tempo, quando mi sono ripresa, sono andata in pronto soccorso da sola… e mi dice che lui vuole bene a suo modo.Ma è amore questo? anche l’indifferenza è amore? Ha senso andare avanti o, a questo punto, meglio prendere atto e ricominciare una nuova vita, magari più serena? Sono domande che mi pongo quotidianamente, (e le risposte sono ovvie!!!sono io che non sono ovvia!) nonostante la decisione sia presa, mi sento smarrita nella nebbia e ho un grande senso di solitudine, io… e i miei pensieri… (non è vero: non sono sola: ho amici e persone che mi vogliono bene. e vuol dire tanto… ma non è sufficiente per darmi forza); Ma la cosa che mi rode di più è che, in fondo, non so nemmeno cosa pensa lui (ho provato a parlargli ma, l’ultima volta, mi ha detto che “devo finirla di rompergli i …”- ne abbiamo parlato tre volte in quattro anni, non mi sembra di averlo tediato- E non so se è proprio così o solo un modo per dirmi che ci sta male…) Questo mio scritto è una grande e generica confusione, ma potrebbe scrivermi qualche riflessione? Magari servirà anche a qulcun altro… Grazie infinite.
Rosa
Carissima Rosa,
Leggendo la sua lettera viene una grande tristezza: siete due persone che vivono insieme, senza amarsi, chi per comodità (suo marito), chi per paura della vita (lei).
Continuare questa relazione, almeno in questo modo, mi sembra che non abbia alcun senso. Il problema tuttavia non è quello di cambiare le proprie abitudini domestiche, che tutto sommato vi garantiscono una convivenza abbastanza serena e tranquilla, quanto di porsi degli obiettivi da realizzare fuori dalla coppia.
Lei dovrebbe cercare di crearsi degli interessi personali, che riescano a riaccenderle qualche entusiamo per la vita: si iscriva a dei corsi, frequenti persone nuove, intraprenda delle nuove attività. Non basta infatti scambiarsi la promessa di ‘reciproca infedeltà’ o di ‘separazione per il resto della vita’, quasi come se fosse un matrimonio al contrario: bisogna passare dal pensiero all’azione, dalle idee ai fatti. E, per fare questo, non c’ bisogno di rivoluzionare, tutto insieme, tutta la vita: cominci, passo dopo passo, a ricostruirsi un’esistenza autonoma, collezionando esperienze e conoscenze che accrescano la sua autostima. Ciò le permetterà, quando sarà il momento, di trovare in sé stessa la forza per volare da sola.
Un abbraccio.
Dott.ssa Giuliana Proietti
Crisi coniugale
salve, sono sposato da 10 anni padre di due bambini. Da un anno vivo unaprofonda crisi coniugale, riconosco i miei difetti (irritabile, geloso) lavoroper migliorarmi, e credo di aver fatto dei progressi, ma questo non basta permia moglie che da un mese dorme nel divano e sostiene di non volersi rifidaredi me mai più, ma viviamo comunque assieme. Io credo che di grande importanzasiano stati, una violenza che ha subito prima che ci conoscessimo e due abortivolontari dopo la nascita del secondo bambino, e da questi i nostri rapporti sessuali sono sempre stati tesi e pochi. Lei è molto indecisa se andare da uno psicologo. Sono sempre più innamorato ma lei mi allontana, come posso aiutarlaa superare questa crisi e come riavicinarmi a lei? grazie
Salve. Non comprendo proprio quale possa essere il motivo dell’indecisione: il vostro rapporto coniugale si può dire ‘alla frutta’, visto che sua moglie non si fida più di lei, la allontana e rifiuta i rapporti sessuali… Cosa dovrebbe/potrebbe succedere perché le cose si rimettano a posto da sole, senza un aiuto esterno? Se anche la decisione finale dovesse essere la separazione, almeno provateci a salvare questo matrimonio, se non altro per i vostri figli!
Cordiali saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti
09-02-2007
Qualche aiuto chimico per ritrovare il desiderio
Sposato da 10 anni da qualche anno (3) non riesco ad avere rapporti sessuali di nessun tipo con mia moglie. Stiamo bene insieme, non litighiamo praticamente mai se non per questo motivo. Naturalmente non è successo da un giorno all’altro ma un po alla volta ho perso il desiderio di avere rapporti con mia moglie. Non sono sicuro che qualche aiuto chimico possa servire a qualcosa…o no?Saluti Lorenzo
Gentilissimo Lorenzo,
No, non credo che qualche aiuto chimico possa aiutarla a ritrovare il desiderio sessuale per sua moglie. L’aiuto chimico infatti può avere effetto sul suo organo genitale, ma non sul suo cervello.
Il desiderio nasce dal piacere di stare insieme, dall’ammirazione che si prova per una persona, oltre che dalla curiosità, dal mistero, dalla complicità ecc.
Quando tutto questo viene a mancare il desiderio cala e non si può riaccendere.
Mi permetto dunque di consigliarle di non tardare a prendere ‘l’ultimo treno’, per cercare di salvare il vostro rapporto. Questo ultimo treno è, a mio avviso, una psicoterapia di coppia, che vi aiuti a riscrivere le regole del vostro matrimonio ed a ritrovare il piacere di stare insieme.
Prima di ritrovare il piacere nel sesso infatti, dovrete fare un lungo percorso che richiederà molta dedizione, ad esempio nel cercare di provare piacere ‘sessuale’ anche senza fare sesso, nel fare lunghe passeggiate insieme parlando di voi, nel frequentare situazioni piacevoli per entrambi, cosa che probabilmente appartiene ormai al vostro passato. E così via.
La coppia stabile e felice non è più fortunata delle altre: è solo quella in cui i due partners ci mettono più impegno.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti
26-09-2006
Matrimonio bianco
Gentilissima dottoressa, dopo aver letto centinaia di lettere che assomiglianoalla mia situazione mi sono decisa a scrivere.Io e mio marito(siamo sposati daquasi 2 anni) non abbiamo mai fatto l’amore, non completamente almeno e questoperchè non riesco a rilassare l’entrata vaginale.Ultimamente ho fatto deiprogressi:sono riuscita a mettere dei tampax e anche le dita e diciamo ancheche una delle tante volte in cui abbiamo provato a fare l’amore è entrato ancheuna parte del pene.Credo che questo sia importante!O no?Abbiamo deciso diprovare con calma e tranquillità a prenderci cura dei nostri corpi, sperandoche tutto ciò funzioni(io sono fiduciosa!) altrimenti andremo da un dottoreperchè vogliamo tanto avere un figlio!Grazie dello sfogo e a presto!
Gentilissima,
Va tutto benissimo, continuate così. Per rilassarsi ulteriormente potrebbe utilizzare una crema vaginale che faciliti la penetrazione ed una tecnica di rilassamento per lasciarsi andare completamente. In più, cercate di non fermarvi alla prima posizione che avete provato, ma sperimentatene diverse, per trovare quella che meglio si adatta al vostro scopo.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti
07-08-2006
Non sono più sicuri del loro rapporto
gentile d.ressa, mi chiamo luigi sono sposato da 9 anni ed abbiamo un figlio di 7 . Sono disperato perché innamoratissimo sia di mia moglie che del piccolo G. e mi sono sempre dedicato con amore a loro. Purtroppo è successo che qualche mese fa (per un periodo di circa 2-3 mesi) le mie attenzioni si erano spostate verso il gioco del poker on line tralasciando la famiglia. Sia chiaro che al momento ho cancellato veramente tutto dal fatto che mi ha spaventato perdere ciò che ho più caro al mondo, ma mia moglie da quel periodo si è impuntata sul fatto che non mi ama più, è fredda (lo è sempre stata), e l’iniziativa dei nostri rapporti sessuali nasce solo ed esclusivamente da me. In pratica lei si concede solo per i miei piaceri ma anche lei ha il suo orgasmo. La questione è che sia io che lei non siamo più sicuri del nostro rapporto, io perché mi vien detto Ti voglio solo bene però non mi sento importante, lei perché ha la fissazione che io pensi solo al sesso. Le chiedo gentilmente un aiuto! Grazie in anticipo.
Gentilissimo,
Se sua moglie rifiuta il sesso, o lo evita come può, ciò significa che evidentemente non lo considera un piacere, perlomeno non allo stesso modo in cui lo considera lei… Altrimenti avrebbe un atteggiamento diverso, le pare? Se per l’uomo la soddisfazione sessuale si basa prevalentemente sulle sensazioni fisiche, per la donna il piacere sessuale è qualcosa di molto più complesso, che riguarda non solo il raggiungimento dell’orgasmo, ma molto, molto di più. Ad esempio, se non si tratta di sesso occasionale, è importante che la donna provi sentimenti positivi verso il suo partner: che lo stimi, che lo apprezzi, che lo senta complice e non nemico. Se sua moglie ha perso la stima di lei nel periodo del poker online, lei farebbe bene ad impegnarsi di più per riconquistare questa fiducia, invece di lamentarsi per le “fissazioni” di lei. D’altro canto, va anche detto che la sua “sbandata” per il poker potrebbe essere stata causata dalla una sua insoddisfazione sessuale, che l’ha spinta a cercare qualche emozione in più nel gioco d’azzardo. Per fortuna le cose sono andate bene, se lei ha veramente smesso di andare su quei siti: ora non resta che ritrovarvi, cercando entrambi di fare uno sforzo per concentrarvi su ciò che vi unisce e non su ciò che vi divide. Ci vuole un po’ di impegno ed eventualmente, se non ci riuscite da soli, una terapia di coppia.
Saluti e auguri.
Dr. Giuliana Proietti
23-09-2010
Mi sento trasparente
Scrivo perchè mi sento sola e poco amata. Quando ho conosciuto mio marito, ha fatto di tutto per conquistarmi, io ero riluttante perchè lui era separato con figli ma lui si è mostrato magnifico, mi ha illuso che fosse il famoso principe azzurro arrivato solo per me. Subito ci siamo sposati, ed ora è un’altra persona! passa le sue nottate ed i fine settimana chiuso in una stanza davanti al PC, a ciattare, a giocare. Io ed i nostri bambini non esistiamo, passa pochissimo tempo con noi, ha perso ogni interesse. Al contrario ha una vita extra familiare molto attiva, trascorre ore al telefono con amici e soprattutto amiche. Faccio inoltre presente che viviamo una situazione economica di grande difficoltà e che lui non contribuisce minimamente alle spese domestiche, nè a quelle dei bambini perchè ha a carico un altro figlio e quello che guadagna non è sufficiente per le spese di casa nostra alle quali devo provvedere io da sola. A questo si aggiunge che ormai da tre anni non ricevo più un regalo, so che è una fesseria, apprezzerei anche solo il gesto di pensare a me!! Come posso essere felice di questa vita? Se provo a parlare con lui, dice che non ci sono problemi, che ha bisogno dei suoi spazi ed io glieli devo concedere. Penso proprio di aver fatto un grosso errore a farmi raggirare da lui. Sono veramente delusa!! A volte mi sento trasparente. Spero possa darmi un consiglio.
Carissima signora,
Spero mi abbia scritto questa e-mail in un momento di tristezza e che ora stia già meglio. La sua lettera esprime molta amarezza e delusione nei confronti di suo marito, ma vorrà perdonarmi se osservo che mi sembra un po’ carente di autocritica. Infatti, quando un rapporto entra in crisi, salvo casi eccezionali, le responsabilità sono di entrambi i partners, mai di uno solo. Probabilmente suo marito si è chiuso in quella stanza perché anche lui, a sua volta, non riesce ad essere felice nel suo mondo reale e rifugiarsi nel mondo virtuale potrebbe essere come una droga, per non perdere completamente la sua autostima. Non guadagnare abbastanza infatti, dover mantenere anche un’altra famiglia, potrebbero essere motivi di forte frustrazione per suo marito, anche se ufficialmente non lo ammette e anzi le dice che ‘non ci sono problemi’.
Paradossalmente, credo che lei potrà ritrovare il suo Principe Azzurro solo se per prima tornerà a guardare alla vita con maggiore ottimismo e serenità. Il mio consiglio è dunque questo: reagire con energia e coraggio, anche andando apparentemente contro sé stessa, cercando attivamente la felicità nelle piccole cose. Non dimentichi poi la sua vera fortuna, che è quella di aver avuto i suoi due splendidi bambini. Per il resto, se il suo rapporto di coppia non si dovesse ricomporre, sappia che il mondo è pieno di altri mille potenziali ‘Principi Azzurri’ (ma occorre fare attenzione alla data di scadenza…)
Dott.ssa Giuliana Proietti
25-02-2008
Confessione
Salve, mi chiamo Alberto e ho 31 anni, da 11 anni sto con una ragazza, e in questi ultimi 4 anni abbiamo iniziato a progettare un futuro insieme, tra cui una casa che attualmente stiamo costruendo. Ed è proprio 4 anni fà che dentro di mè scaturi’ qualcosa che ancora a oggi mi porto dentro, infatti e come se inconsapevolmente appunto nel 2006 iniziai una sorta di “esame di coscienza involontario” dove mi misi ad analizzare il mio comportamento all’interno della mia relazione. Questo mio scavare nella mente portò a galla dei fatti commessi anni addietro di esperienze sessuali di tipo feticista, i quali sul momento dell’atto non ebbi nessun senso di colpa ma a distanza di 4 anni sono piombati nella mia testa come un chiodo che non vuole lasciarmi piu vivere serenamente, infatti sono perennemente agitato e ansioso, sopratutto quando sto con la mia ragazza, e in me avverto come un senso di vergogna e consapevolezza che non mi merito di stare con lei nè di ricevere il suo amore La mia domanda ora è : cosa devo fare? devo convivere con questo malessere interiore o devo raccontarle tutto? Grazie.
Gentilissimo,
Deve convivere con questo suo malessere interiore e, se non ce la fa, farsi aiutare da uno psicologo a sopportarne meglio il peso. Dopo tanto tempo infatti confidare alla sua ragazza questo suo momento di smarrimento, che poi è stato evidentemente superato, che senso avrebbe? Servirebbe forse alla vostra relazione? Vi aiuterebbe a costruire un futuro migliore? No: servirebbe solo a lei, per liberarsi la coscienza… Ma sarebbe, tutto sommato, un atto di egoismo, la soddisfazione di un bisogno suo personale e non della coppia. Talvolta alcune persone credenti trovano sollievo anche nel fare una confessione classica, di tipo religioso.
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta
03-06-2011
Innamorata del capo
Buongiorno, Il mio problema è il seguente: sono innamorata del mio capo. Lui lo è stato di me, ora ha un sacco di confusione in testa e non vuole vedere nessuno, nemmeno me. Risponde raramente al tel e ai miei sms. Comprendo il suo momento di confusione legati alla sua vita e al lavoro, razionalmente ci arrivo e cerco di rispettare il suo desiderio di solitudine. Ma non ho pace, per trovare un po’ di quiete dovrei stare lontana 24 ore al giorno sia dal lavoro che da casa mia. Come posso sopravvivere a questa situazione di incertezza che potrebbe risolversi in qualsiasi modo? Cerco solo qualche ora di pace nella mia giornata, ma non la trovo. Amici lontano che lavorano, con la mia famiglia non ho un rapporto così confidenziale per poterm parlare e trovare un po’ di affetto e comprensione, devo fingere che vada tutto bene. Ora come ora non posso cambiare lavoro, quindi passerei del tempo con il mio capo che cerca di evitarmi e quindi non ho voglia di rientrare dopo le ferie. Non pretendo certo che lui mi ami per forza, vorrei fare qualcosa per me, per stare un po’ meglio di come sto ora. Mi sforzo di vivere la mia vita e di fare delle attività, ma negli ultimi tempi il dolore è insopportabile. Chiedo un consiglio. Grazie infinite. Paola
Gentilissima,
Purtroppo non c’è un rimedio, né psicologico, né farmacologico, per i mali d’amore. Come per l’influenza, occorre sopportarli, fino a che passano da soli e, piano piano, si torna ad un nuovo equilibrio. Nel suo caso specifico però mi chiederei se questo suo innamoramento tardivo, capace di produrre stati ansiosi e pensieri ossessivi così dolorosi, non sia una reazione al rifiuto ottenuto (quando lui era innamorato di lei infatti, e lo dimostrava, lei era del tutto in pace con sé stessa…)
Cordialmente,
Dr. Giuliana Proietti,
19-03-2018
Un poema
Salve Dottore!! La prego, legga se può….Mi scusi…le scriverò un poema…spero lo legga e possa darmi una mano, se può…lei è la mia unica speranza…Sono un ragazzo di 25 anni ed ho passato un anno ed un mese con una splendida ragazza di 17 anni, che da due mesi ne ha compiuti 18. Inaspettatamente, dopo che lei si era lasciata per l’ennesima volta col suo ex-ragazzo, col quale stava insieme tra tira e molla, da 2 anni, ci siamo trovati, ed è stato, piano piano, scoprirsi Innamorati l’uno dell’altra, in maniera indissolubile, tanto che abbiamo sempre fatto spontaneamente progetti per il futuro insieme. Però, c’è stato sempre di fondo un problema mai risolto, il fatto che desiderassi ci vedessimo 2 volte alla settimana, che mi lamentassi spessissimo che avesse sempre qualche impegno e che mi sembrava non mi considerasse una delle sue principali priorità nella vita, se non più importante dello studio, quantomeno, sullo stesso piano, problema dovuto secondo me alla differenza di età, di maturità e di vita, io studente Universitario, più grande, con più libertà ovviamente, lei studentessa Liceo Classico, più piccola, donna e quindi soggetta a minore libertà anche a causa di genitori vecchio stampo.
Mi sono adattato completamente a questa situazione, per Amor suo, essendo più grande a cercando di fare il possibile. Le ho fatto sempre sorprese, trattandola veramente come una Principessa, tanto che lei mi diceva sempre che ero l’Uomo della sua vita…ma lei mi ha sempre fatto capire alla fine che se non stava bene con sè stessa, non riusciva a stare bene neanche con me, ma che il Suo Amore era uguale al mio, solo che lo dimostrava in modo diverso. Questo voleva dire dare comunque priorità quasi assoluta allo studio, alla famiglia e dare molta importanza alle amiche, con le quali comunque và a scuola in classe insieme e si vede tutti i pomeriggi dalle 16 alle 19.30-20.00 dal lunedì al venerdì per studiare, ed ora anche il Sabato per uscirci, visto che non stiamo più insieme. Guardi, nonostante la giovane età, lei è molto più matura delle coetanee, e mi ha sempre detto che mi vedeva come un futuro padre dei suoi figli ed un compagno perfetto, che mi voleva sposare e che un altro ragazzo come me non lo avrebbe mai trovato, che avrebbe rinunciato volentieri, per una storia seria, a fare alcune cose tipiche della sua età, tipo uscire sempre con le amiche, o cambiare ragazzo ogni secondo. Non mi sembra di averla soffocata, il problema è che alle volte mi comportavo da padre nei suoi confronti, mettendo becco nella gestione della sua paga mensile, poichè quando uscivamo, lei coi soldi stava sempre tirata, non perchè voleva che pagassi io, assolutamente, ma perchè si andava a comprare roba di accessori e abbigliamento, e magari poi doveva misurarsi al millimetro…poi mettevo becco nel suo modo di studiare, dicendole che se studiava così alle superiori figuriamoci cosa avrebbe fatto all’Università…ma lei vedeva queste cose come una violazione della sua libertà…e in ultimo forse la riempivo di lamentele, poichè ripeto, in palestra ci andava, al corso di patente và attualmente, quando alcuni giorni non aveva compiti usciva a fare shopping oppure a prendersi un aperitivo con le amiche in zona sua…però per me il tempo, tolto il sabato che era sacrosanto, era sempre difficile da trovare…o comunque ero sempre in bilico..non so spiegarmi come questa situazione abbia potuto prendere questa piega…Adesso, ho compreso i miei errori..il non aver voluto accettare un’altra persona, col suo modo d’amare, di essere, di comportarsi, aver esagerato coi consigli “paterni”, ed essermi concentrato troppo su di lei, trascurando me stesso, soffocandola….considerando, in ultima analisi, anche la sua giovane età ed il diverso modo di concepire le medesime cose…è la mia prima esperienza, ma non per mancanza di alternative, anzi, ma proprio perchè cercavo QUELLA persona con la quale condividere tutto donando tutto me stesso…
Gentilissimo,
Più che come una Principessa, lei trattava questa ragazza come potrebbe fare un tutore, un educatore: non si può pretendere che una diciassettenne faccia progetti per il futuro come potrebbe farli un venticinquenne, il quale dovrebbe essere ormai prossimo alla laurea, se non già laureato (e dunque pronto ad entrare nel mondo del lavoro, a costruirsi una vita propria). E’ vero, in molti casi l’età non conta, ma quando non conta è perché uno dei due partners accetta di comportarsi come potrebbe fare un coetaneo dell’altro. In questo caso la ragazza, saggiamente direi, non aveva voglia di farsi “educare” da lei e di assumere un atteggiamento adulto, che l’avrebbe completamente scollegata dalla sua realtà. Lei, altrettanto giustamente, non aveva né desiderio, né propensione a proporsi, alla sua ragazza e alle sue amiche, come un simpatico scavezzacollo, inconsapevole della sua età. Ecco perché è finita tra di voi e direi che, a posteriori, è forse meglio così…
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta
08-02-2011
Devo essere donna, amica, madre?
Siamo insieme da 8 anni e mezzo e conviviamo da quasi 5 anni. L’ho tradito qualche anno fa ed ora, mi ha tradito lui allo stesso modo. Stiamo cercando di ricostruire il rapporto ma, lui dice di non avere più desiderio sessuale. Mi dice anche che non dipende da me. Cerco di creare la situazione ma puntualmente lui la esaurisce dicendo o facendo in modo di sfuggirla. Abbiamo parlato di questo, non molto perchè io ho paura che lui possa arrivare a dire che il rapporto è finito. Lui dice che sta bene così e che non gli spaventa pensare di invecchiare con me. Gli ho chiesto un figlio già da tempo ma non vuole. Dice che non scaturisce da un conflitto e che potrebbe essere perchè lui ha sempre interrotto il coito (non usiamo contraccettivi). Gli ho proposto di andare da uno psicoterapeuta ma lui è contrario. Come devo affrontare il problema? Devo essere donna oppure amica oppure madre? E soprattutto, c’è qualcosa che io possa fare?
Gentilissima,
Le direi che dovrebbe essere senz’altro ‘donna’, ma se il suo uomo non lo desidera credo sia inutile e controproducente insistere. D’altra parte, un rapporto come il vostro è in forte crisi e, se non vi saranno cambiamenti, potrebbe in poco tempo giungere al capolinea.
Penso che l’idea di provare con una terapia di coppia sia ottima, ma anche qui, se uno dei due partners non ne è convinto e non collabora, c’è poco da fare.
Forse l’unica strategia valida a questo punto è quella del ‘prendere o lasciare’, un ultimatum del tipo:
“o ci diamo da fare per migliorare insieme il nostro rapporto, oppure ci lasciamo per sempre”.
E’ vero che, così facendo, lei rischia di perdere una persona che ancora ama, ma considerando che il rapporto fra voi è ormai quasi spento, di metter su famiglia non se ne parla, altre prospettive non ce ne sono… A cosa serve restare insieme? Forse in quel suo tradimento di qualche anno fa c’era già il disperato bisogno di ritrovare un amore vero? Poi cosa è successo? E’ forse la paura di sbagliare, di restare sola, a frenarla? Se così fosse, non scarterei l’ipotesi di fare intanto una psicoterapia individuale di sostegno, per fare luce dentro di lei e decidere sul suo futuro con maggiore consapevolezza.
La saluto cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti
15-04-2008
Perché è così difficile essere felici?
Salve, complimenti per la rivista, davvero ben strutturata ed esaustiva. Forserappresento un caso atipico perchè anche dopo anni di studi in materieumanistiche, non riesco a risolvere in maniera personale, un problema che ormaiè quasi diventato una ragione di vita. Sono da mesi innamorato di una miacollega (lavoriamo nello stesso contesto anche se in settori diversi ma giàprima dell’innamoramento reciproco capitava di vedersi e parlarsi, prima alavoro, poi per emails ed infine più volte al giorno per telefono anche finoalle due, tre di notte fino a diventare anche se in maniera atipica, duepersone che stanno insieme e si amano). Premetto di essere fidanzato da 7 annimentre la mia collega da 9. Lei più piccola di me di 5 anni, in questo tempo incui ci siamo follemente innamorati, ha dovuto (dico dovuto perchè non è statacapace dalla vergogna di fermarsi alla richiesta di matrimonio del suo ragazzoche naturalmente anche se insospettito dalla freddezza di lei, ha fatto ditutto insieme ai suoi e ai genitori di lei di convolare a giuste nozze)sposarsi ed ora io non riesco a perdonarla anche se in principio forse ero io anon essere convinto di lasciare la mia ragazza e forse lei era a quel tempo piùconvinta di me ma adesso è troppo tardi. Penso sempre di aver sbagliato eadesso, anche se non riesco a perdonarla, l’amo più di prima e non riesco aimmaginarla con il suo lui. So bene che quel giorno ha mentito sull’altare maadesso è sposata ma io l’amo da morire cosa dovrei fare? Sarei pronto anche adaspettare il suo divorzio (se mai ci potesse essere anche se adesso è piùinfelice di prima) e non sposarmi pur di stare insieme a lei. Ci frequentiamoesattamente come prima già il giorno dopo il suo matrimonio e lei come me nonriesce a staccarsi (se me lo avesse chiesto l’avrei fatto subito anche se conmolto sofferenza). Dr.ssa mi dia un parere. Ma perchè è così difficile esserefelici?
Distinti saluti
Mario
Gentile Mario,
Sono sicura che, leggendo la sua lettera, molte persone si saranno riconosciute in questa storia di amori paralleli. E’ una situazione molto frequente perché non è vero che non si possa essere innamorati anche di due o più persone contemporaneamente. E le spiego perché.
Venendo alla sua storia, è chiaro che, malgrado l’interesse reciproco per questa situazione ‘atipica’, come lei la definisce, entrambi siete ancora molto legati ai vostri partners abituali, se non altro per le sicurezze che essi rappresentano nella vostra vita. Inoltre, un’altra considerazione: se una ragazza dei nostri tempi decide di sposarsi, seppure a seguito delle pressioni che può aver avuto dalla famiglia, lo fa perché pensa che quella, tutto considerato, è la scelta migliore che lei possa fare. Altrimenti, visto che ha un lavoro ed un nuovo amore, mollerebbe tutto e farebbe scelte diverse, le pare?
Si tratta dunque di amori diversi: con lei c’è la passione, l’entusiasmo, il mistero, il rischio; con l’altro c’è la prevedibilità, la sicurezza, l’amicizia, un passato da ricordare, una famiglia da costruire.
Nel vostro caso, vedendovi voi così poco e sempre in modo clandestino, la vostra storia d’amore rimane, e potrebbe rimanere a lungo, nella fase iniziale dell’innamoramento e dei batticuori, senza mai evolversi nella ‘fase due’ dell’amore. In questo è, a mio parere, la sua ‘atipicità’. Qualora questo vostro rapporto dovesse divenire ufficiale, normale, esso dopo pochi anni (o mesi) evolverebbe in un normale ed esclusivo rapporto di complicità, stima, amicizia, affetto, progettualità comune, solidarietà, rispetto ecc. ecc., mandando in soffitta la passione dei primi tempi (e soprattutto il pensiero ossessivo dell’amato/a, che nella prima fase dell’innamoramento è prevalente, e rappresenta quella che è stata definita una sorta di ‘dolce malattia’).
E’ nella natura delle cose. Ed allora, con un rapporto stabile in corso, potrebbero sempre presentarsi all’orizzonte nuovi amori, nuove passioni, nuovi batticuori…
Le decisioni sulla sua vita spettano a lei; mi auguro però di esserle stata utile nel fornirle qualche spunto di riflessione.
Dott.ssa Giuliana Proietti
14-03-2018
I genitori litigano
SALVE!
I miei ormai da due anni litigano in continuazione. Tutto ciò perchè 2 anni fa mio padre si è operato alla testa e da quel giorno mia madre si è presa le sue libertà ed ha pure trovato una ‘distrazione’ se così possiamo chiamarla. Mio padre è diventato gelosissimo (molto probabilmente ha capito) e non fa altro che urlargli contro, rinfacciarle le cose, mia madre gli risponde, e continuano così per ore, dimenticandosi che in questa casa ci sono anch’io. A volte litigano anche 24 ore su 24, a volte ci sono dei giorni in cui sembriamo anche una famiglia felice, e io non ce la faccio più ormai!! Non faccio altro che restare chiusa in camera a tremare dalla paura e a piangere in continuazione. Anche il mio carattere ne risente, sono suscettibile, lunatica, vado male a scuola, rispondo male, insomma sto sempre male. E non ho il coraggio di reagire, non ho il coraggio di parlarne con loro, sono figlia unica e non saprei su chi appoggiarmi se dovessero darmi contro. AIUTATEMI VI PREGO!
Gentilissima,
Purtroppo ti sei dimenticata di indicare quanti anni hai, ma penso tu sia una ragazza adolescente e non una bambina. In ogni caso, il consiglio è quello di parlarne anzitutto con qualche persona adulta di cui ti fidi (un insegnante, lo psicologo scolastico, i nonni, il parroco, ecc.), in modo da ricevere qualche consiglio utile e, molto importante, poterti confidare. Inoltre, ti consiglierei di trascorrere in casa il minore tempo possibile: piuttosto che rinchiuderti in camera a piangere, iscriviti a qualche palestra, vai a fare sport, vai ad imparare a suonare la chitarra, vai a studiare a casa delle tue amiche, ecc. Se i tuoi genitori sono persone così sfortunate ed infelici, nel bel mezzo di una grave malattia e di una crisi di coppia, tu non puoi fare nulla per risolvere la loro situazione, ma puoi fare molto per non rovinare la tua vita, che può essere comunque bellissima, anche senza l’affetto, le attenzioni e il sostegno che due genitori meno preoccupati e sfortunati potrebbero e dovrebbero dare alla loro unica figlia. Devi reagire, non ti lasciar condizionare da questa assurda situazione… Se ti fa piacere, scrivici ancora 😉
Dr. Walter La Gatta
05-11-2025
Tutto è cambiato in negativo
Sono una ragazza di 31, sposata da più di 5 con un figlio di appena 19 mesi . Da quando mio marito ha cambiato lavoro, tra l’altro in concomitanza con la nascita di nostro figlio, sono cambiate moltissime cose nel nostro rapporto e naturalmente tutte in negativo, a volte non sono neppure più sicura di continuare il nostro matrimonio oppure nò, ed ogni volta ci ripenso perché penso a nostro figlio che in teoria ha bisogno di mamma e papà (insieme e non separati!). Comunque, noi non riusciamo più ad avere rapporti sessuali se non una volta al mese, o anche due mesi, in periodi critici siamo andati anche ben oltre!. Litighiamo per come comunicare o educare nostro figlio, litighiamo continuamente per la sua famiglia, perchè crede che i problemi che nascono tra me e la sua famiglia riguardino solo me personalmente e non a lui tanto da continuare a fare la sua vita tranquilla con i suoi familiari con i quali tra l’altro lavora e infischiandosene se tra di me e loro non ci sono più buoni rapporti. A tutto ciò và aggiunto che lui stà creando da un lato un futuro con me e suo figlio mentre dall’altro si stà creando altre cose a livello lavorativo sempre con la sua famiglia tagliandomi fuori da tutto questo e non facendomi sentire partecipe nei suoi progetti futuri che per me era scontato che sposandoci tutti i nostri progetti sarebbero stati in comune e non separati. Sono molto confusa e delusa, non sò più che pensare, lui dice di amarmi molto e anche io lo amo molto ma da tutte le litigate ed i battibecchi non lo sopporto più!! vorrei scappare ma non posso per mio figlio. Mi aiuti Lei a trovare un barlore di luce in tutto questo buio. Grazie
Gentilissima,
Giustamente lei si sta rendendo conto che non è facile risolvere un problema se si è parte del problema. Infatti, bisognerebbe capire chi di voi due ha iniziato ad allontanarsi (e in che modo) e chi dei due reagisce a questo allontanamento (e in che modo).
Sarebbe opportuno che lei e suo marito provaste a spiegarvi meglio, ascoltando con calma ed interesse le ragioni dell’altro/a, negoziando sulle decisioni da prendere per il vostro presente e per le vostre aspettative future. Il vostro rapporto di coppia non può inoltre prescindere da un cambiamento importante nella vostra vita sessuale, perché continuando come fate ora vi farà allontanare sempre di più. Certo, dirà lei, non è facile, ma proprio per questo esiste la terapia di coppia. Il consiglio dunque è quello di affidare il vostro rapporto ad un terapeuta della coppia, nella speranza che le incomprensioni e le discordanze del momento possano essere superate. Almeno provarci!
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti
18-03-2018
Bellissime giornate insieme, ma poi?
Gentile dottoressa, non so perchè le scrivo, forse perchè, dietro una apparente tranquillità di vivere quello che sto per raccontarle, celo una leggera preoccupazione che mi fà rabbia perchè di sicuro riconducibile a pregiudizi di ragione sociale che non dovrei ascoltare soprattutto se sono “in ballo” sentimenti e che sentimenti!!!! Sono una donna di 33 anni, a febbraio mi sono separata e da nemmeno un mese mi freuqento con un ragazzo di 24 anni che conosco da 5 in quanto praticavamo lo stesso sport. Stiamo trascorrendo delle giornate bellissime, ancora non abbiamo fatto l’amore perchè ci piace scoprirci piano piano, baciarsi, insomma una cosa anche un po’ inconsueta x me e che non avrei mai creduto di trovare in un ragazzo di 24 anni; un rispetto per la mia persona a volte disarmanete perchè mi domando, ma chi me l’ha mandato questo qua?E’perfetto….e poi lui che mi dice, non preoccuparti lo so hai 33 anni, sognerai una famiglia, io conosco un sacco di amici che hanno la mia età e hanno dei figli e stanno bene, non preoccuparti, se il nostro rapporto andrà avanti e bene io non ho paura di certe responsabilità, sei il mio gioiello e non voglio rovinarti nè farti scappare. Dottoressa a volte mi domando cosa abbia fatto per meritarmi tutto questo e quanto sia giusto “vincolare” un ragazzo di 9 anni più giovane di me a stare con me, ma io lo vedo un uomo, a tutti gli effetti. Ha la responsabilità di un’azienda di famiglia, lavora da quando aveva 14 anni, forse è per questo che è così “diverso” dai suoi coetanei e ha attirato la mia attenzione; nei suoi confronti non ho nessun atteggiamneto di mamma, anzi sono stata io ad abbandonarmi completamente a lui. Crede che con questi presupposti possa esserci qualcosa di buono nel nostro futuro?Io ci credo tanto ma un po’ ho paura. Grazie per avermi ascoltata, già scrivere questi miei pensieri mi ha aiutata molto.
Gentilissima,
Sono contenta che già scrivere le abbia fatto bene. Lei però, mi sembra di capire, vorrebbe non solo ascolto, ma anche qualche rassicurazione in più, che però non ho elementi per darle, perché ogni storia è un caso a sé e sarebbe sbagliato generalizzare.
Credo che lei dovrebbe vivere intensamente questa storia, ben sapendo che potrebbe non essere duratura: questo non accade perché lui è più giovane, ma perché all’inizio di ogni storia c’è sempre un’idealizzazione del/della partner, che talvolta poi si trasforma in delusione.
Si goda dunque questo bel rapporto, mantenendo però un saldo rapporto con la realtà, anche perché dopo un matrimonio fallito un’altra storia intensa che finisce male proprio non ci vorrebbe…
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti
18-03-2018
Grosse divergenze
Buongiorno, ho una relazione da un po’ di mesi con un ragazzo e sembra ci siano le premesse per la costruzione di un rapporto duraturo. Tuttavia ci stiamo scontrando con grosse divergenze in materia di gusti sessuali. Io sono più per una sessualità “dolce” e non sento unrgentemente la necesssità di provare esperienze nuove e sempre più estreme. Al contrario lui sente come una necessità l’esplorazione di territori sconosciuti e sempre più estremi (sesso di gruppo, rapporti gay, bondage estremo, pratiche fetish), sulle quali invece io ho molto dubbi. Non mi sento pronta per esperienze di quel genere (e temo che non lo sarò mai). La questione è complicata perchè pur dicendoci che ci amiamo e che vorremmo condividere il resto della nostra vita insieme, ci sono queste sue spinte che io non penso proprio di essere in grado di soddisfare. Inoltre sono convinta che non possa esserci un compromesso, data la natura del problema. Cosa posso fare? Vale la pena di distruggere un rapporti molto bello e intenso e che ci rende felici per questa divergenza? E’ giusto da parte mia chiedergli chi dimenticare queste sue spinte e curiosità? Grazie.
Gentilissima,
Se anche lei gli chiedesse di rinunciare, non è detto che lui lo farebbe… Credo inoltre che lei riesca a definire questo vostro rapporto ‘molto bello e intenso’ solo perché dura da pochi mesi: viste le premesse infatti, e le vostre incompatibilità sul piano sessuale, è facile predire che, nel giro di pochi anni, per voi stare insieme potrebbe diventare molto difficile. Può darsi che il suo ragazzo ricerchi queste esperienze perché fanno parte del suo immaginario erotico ma che poi, all’atto pratico, sperimentandole realmente, non se ne senta più così attratto; può darsi che, nel tempo, lei possa cambiare idea e diventare sua complice in questo tipo di rapporti più trasgressivi. Non saprei dirle purtroppo, perché nessuno ha la sfera di cristallo. In ogni caso, se una coppia è troppo male assortita, non è più neanche una coppia, ma solo l’unione di due solitudini che si fanno compagnia: ne conviene?
Cordiali saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti
05-03-2018
Lui, lei e l’altra
Salve,sono una ragazza di 30 anni e da 2 ho una relazione! ho conosciuto questo ragazzo di cui mi sono innamorata quas subito,troncando la mia precedente storia durata 12 anni.Anche lui era fidanzato ma non ha lasciato la sua ragazza diventata sua moglie dopo un anno dalla nostra relazione. Il nostro rapporto è fatto di alti e bassi,lui cerca di lasciarmi preso dai sensi di colpa per la moglie che dice di amare ma poco dopo ritorna dichiarando che senza di me diventa tutto triste,privo di energia e si sente solo. Non mi ha mai esplicitamente detto di amarmi ma dice che sono parte di lui,il suo profondo desiderio,la sua aria,il suo respiro e tanto altro.Spesso mi chiede se è possibile amare due donne contemporaneamente e vuole sentire il mio amore per lui! io sono la sua dolcezza e il suo desiderio sublime. Sessualmente è un paradiso ma ultimamente non riesce più a gestire il suo piacere,dopo qualche minuto ha l’orgasmo e questo lo fa impazzire! Dice che il mio piacere e il calore del mio corpo sono troppo eccitanti. Il mio primo orgasmo me lo ha donato lui,ma dopo il sesso si allontana. Mi dice che si sente in colpa! io non gli ho mai chiesto nulla e lui mi ripete che non posso averlo in esclusiva,non vuole perdere nessuna delle 2.Cosa sta succedendo? Perchè ora il suo corpo reagisce a me così? vuole la mia verginità anale,sta diventano una richiesta costante ma per me è importante non rimanere emotivamente sola dopo! come mi devo comportare?
Gentilissima,
Premesso che non esiste una “verginità anale” se non nelle fantasie sessuali del suo uomo, credo che lei dovrebbe considerare i rapporti sessuali come qualcosa di piacevole e non come un modo per gratificare esclusivamente il partner, sentendosi poi “emotivamente sola”. Sembra di capire che lei, per qualche ragione, non si senta pronta o non desideri i rapporti sessuali che il suo uomo insistentemente le chiede e pertanto le consiglierei di soddisfare questa richiesta solo nel caso fosse ANCHE un suo desiderio. Mi permetta però di aggiungere, anche se non me lo chiede esplicitamente, che un maggiore ottimismo nella vita e una migliore autostima dovrebbero/potrebbero spingerla ad aprire gli occhi sulla realtà e a rendersi conto che la vita potrebbe offrirle assai di più di questa squallida e triste relazione clandestina. Ci pensi.
Dott.ssa Giuliana Proietti
18-03-2018
Una suocera fuori dalle righe
Buongiorno, Le scrivo per avere un consiglio a livello psicologico. Ho 20 anni e da 5 sono fidazata con un ragazzo. Sono stati 5 anni d’inferno, visto che ioe lui abitavamo a 1000 km di distanza e la mia famiglia si è sempre oppostaalla nostra storia per evitare che io potessi trasferirmi.Io e il mio ragazzo siamo sempre stati favorevoli alla convivenza, vista lasituazione..nel matrimonio naturalmente ci crediamo tanto, il fatto è chesposarsi oggi economicamente è una spesa grandissima e nè la mia famiglia nèsoprattutto la sua (visto che si è appena sposato il terzo fratello), nè noipossiamo affrontarlo. L’entusiasmo nell’andare a convivere naturalmente era piùsuo che mio, visto che comunque io mi ritrovavo in mezzo a due fuochi:lui e imiei genitori.Fortunatamente però a febbraio i miei hanno capito..ora volgiono vedermi felicee basta, ed è per questo che mi hanno dato il permesso di trasferirmi. I primitempi avevamo deciso io e il mio ragazzo di stare dai suoi per poi cercarecasa. Il problema è che io non riesco più a sopportare sua madre, ma visto chesono una persona introversa, incapace di reagire, mi sto facendo male da sola.Convivere con altre persone significa limitare moolto le proprie libertà, leproprie abitudini, il proprio modo di essere. Lui invece sembra non accorgersidi niente…l’argomento casa è praticamente top secret..guai a prenderlo inconsiderazione..l’entusiasmo che leggevo un tempo, quando questo ci eraproibito, oggi è svanito. Capisco lui..è a casa sua, con la sua famiglia, consua madre che gli fa tutto, con la ragazza..Ma è sempre casa sua..non mia..Non so cosa fare, come fargli capire che tutto questo mi sta uccidendo dentro.La sua risposta, ogni volta che cerco di prendere il discorso è:”Hai damangiare, da bere, che vuoi di più…” Mia suocera è molto fuori dallerighe…e con questo credo di essermi spiegata..Avrei bisogno di un Suo gentile consiglio da parte di una persona competente,per cercare di capire qualcosa che magari ai miei occhi è inspiegabile.Distinti saluti.Angelique
Carissima Angelique,
Credo che i tuoi genitori, se conoscessero la situazione che vivi, sarebbero ben contenti di averti dato questo famoso ‘permesso’ alla convivenza: altrimenti, a pochi mesi dal matrimonio si dovrebbero già preoccupare dei venti di crisi coniugale nella vita della loro giovane figlia.
Sicuramente vivere con una suocera ‘fuori dalle righe’ non sarà facile per te. Oltre tutto si tratta di persone che, vivendo a mille chilometri dalla tua terra d’origine, sono delle persone diverse, con le quali è difficile comunicare, sia a livello di linguaggio verbale che gestuale.
In più c’è questa teoria: hai da mangiare e da bere, hai una casa, che ti serve di più?
Ad esempio la libertà, il lavoro, il senso di autorealizzazione personale… Cose che non contano, evidentemente.
Il mio consiglio, cara Angelique, non può e non vuole entrare nel merito della tua vita personale: sono convinta che, col tempo, le cose ti appariranno sempre più chiare e sarai tu a prendere una decisione. Quello che invece vorrei davvero consigliarti, comunque vadano le cose, è di non perdere altro tempo e di cominciare ad occuparti seriamente del tuo futuro: la formazione, il lavoro, l’autonomia.
Ovunque tu sia, qualunque sia la tua condizione economica, ti consiglio di fare dei corsi, di prepararti al meglio e, se possibile, cercarti un lavoro. Solo quando non dovrai chiedere più permessi alla tua famiglia (sei maggiorenne!) e potrai contare sulla tua indipendenza economica potrai farti, con serenità, la fatidica domanda: ‘lo amo davvero?’
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti
14-03-2018
Imbranato con l’altro sesso: un libro per migliorarsi
Gentile Dott., da più di un anno mi è stata diagnosticata la fobia sociale. Sto svolgendo tutt’ora una terapia con una psicoterapeuta che mi sta aiutando molto e mi ha fatto fare molti passi in avanti. Inutile dire che sono sempre stato molto imbranato con le ragazze, solo che avevo sempre attribuito questo fatto alla timidezza, come mi dicevano tutti: “è molto timido”, non rendendomi conto di soffrire di una vera e propria patologia. Mi rendo conto che quando mi trovo ad avere a che fare con le ragazze mi sento venire invaso da una vera e propria forma di terrore!, soprattutto quando mi rendo conto che la ragazza potrebbe avere un interesse per me. Sembra paradossale ma se la ragazza mi sembra indifferente sto benissimo con lei e ci parlo tranquillamente. Se invece penso che fra noi potrebbe nascere qualcosa che va al di là di una semplice conoscenza sento subito l’ansia invadermi. Probabilmente ci sono delle ragioni profonde per questo fenomeno, ma volevo sapere se può consigliarmi su quali aspetti della mia personalità posso lavorare per cercare di migliorare in quest’ambito. Se magari ci sono della terapie o dei manuali specifici per affrontare l’ansia con l’altro sesso. Grazie.
Gentilissimo,
Non saprei dirle se questo libro che lei cerca esiste già: o meglio, sicuramente ce ne saranno moltissimi, ma non so quanto siano seri e basati su dati scientifici, visto che questo argomento non raccoglie, in ambito scientifico, un sufficiente interesse da parte dei ricercatori. Dopo il Convegno di Ancona del mese scorso, in cui mi sono interessata della così detta “timidezza d’amore” (vedi slides) ho preso molto a cuore questo argomento ed ho deciso di scriverci un libro, conducendo anche delle specifiche ricerche per confermare o smentire determinati luoghi comuni. Il libro sarà ricco non solo di dati ed informazioni, ma anche di suggerimenti e di testimonianze di persone che ce l’hanno fatta a superare questa particolare inibizione con l’altro sesso. Per il momento sono ancora in fase di raccolta dati/studi/testimonianze e penso che, altri impegni permettendo, nel tempo di massimo 12 mesi il libro potrebbe essere pronto per la pubblicazione. Su queste pagine ed ancor di più sul sito e sul blog della Clinica della Timidezza troverà sicuramente ulteriori notizie.
Nel frattempo, spero lei si aiuti un po’ anche da solo 😉
A presto.
Dr. Giuliana Proietti
25-02-2018
Per caso, un uomo più giovane
Sono una signora di 50 anni imbattutasi per caso in una storia d’amore con un uomo di dieci anni piu’ giovani ormai siamo insieme da un anno ma non facciamo che litigare e quando lo mando via dice di no e quando lo cerco io lui si allontana insomma che groviglio io ultimamente sono anche aggressiva ma lui ci mette anche del suo tipo come e’ carina quella oppure guarda e fissa altre negli occhi e io gli spiego che a 50 anni non si puo’ entrare in rivalita’ con le ragazze e che se non gli vado bene e’ libero ma nulla lo fa regredire e andarsene non viviamo insieme ma trascorriamo week end insieme che fare??
Gentile Signora,
La cosa importante da capire è anzitutto questa: lei ci tiene o no a questo rapporto? Dopo un anno di frequentazione e dopo aver smaltito la passione più travolgente, è ora di fare un bilancio. Questo rapporto la fa stare bene? Cosa ci guadagna e cosa ci rimette? Se deciderà che questo rapporto le è indispensabile, dovrà necessariamente cambiare atteggiamento: ad esempio, diventando meno gelosa e più tollerante nei confronti dell’attrazione sessuale che il suo partner prova per le ragazze più giovani. Giustamente, come lei dice, sarebbe del tutto inutile mettersi in competizione con delle giovani donne sul piano della bellezza, ma potrebbe comunque farlo sul piano della consapevolezza e della saggezza acquisite, oltre che sulle più raffinate capacità di comprensione, dovute alla maggiore esperienza di vita vissuta. Se invece sentisse di essere stanca di questa relazione, creata più dal caso che dal desiderio, direi che le converrebbe agire al più presto, per evitare di trascinarsi dietro una storia non piacevole e senza prospettive: sarebbe un inutile spreco di tempo e di risorse!
Cordialmente,
Dr. Giuliana Proietti
13-04-2011
Posso essere rimasta incinta?
Salve dottore le ho bisogno del suo aiuto.. L’ultima volta che io e il mio ragazzo abbiamo fatto sesso lui è venuto e io avevo le mani sporche del suo sperma quindi me le sono pulite con un fazzoletto.. la mani erano più umide nell’incavo delle dite e asciutte sui polpastrelli.. mentre mi rivestivo ho toccato x sbaglio la parte della mutanda che va a contatto con la vagina.. posso essere rimasta incinta?? altra cosa.. di solito noi usiamo il preservativo dall’inizio e quando deve venire lui esce da me e mi viene sulla pancia o lontano da zone “pericolose” è un buon modo x prevenire una gravidanza?? grazie 1000 risponda presto la prego!!!
Gentilissima,
Credo proprio che lei possa stare tranquilla. Per la seconda domanda, il preservativo è già considerato un mezzo di controllo delle nascite molto sicuro: se a questo si aggiungono ulteriori precauzioni, come fate voi, si aumenta ancor di più la percentuale di sicurezza.
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta
23-07-2018
Il marito ha rapporti anche con altri uomini
Buonasera Dott.ssa,
dopo 20 anni di matrimonio per me felice, mio marito mi ha confessato di avere sempre avuto rapporti con altri uomini.Sono distrutta, come donna , come essere umano……..non so come comportarmi io gli voglio bene e lui (ora è in cura) mi ha chiesto di dargli fiducia perchè vuole smettere e perchè non sopporta piuì questa doppia vita, e soprattutto vuole rimediare al male che ha fatto a me e al nostro figlio.Mi ha inoltre confessato di aver subito violenza all’eta’ di 10 anni e non è mai riuscito ad uscire da questo incubo.
Mi aiuti la prego sono disperata
Gentilissima,
E’ purtroppo molto difficile aiutarla a distanza. Quello che le posso dire però è che questi casi sono molto più diffusi di quanto non si pensi, anche se spesso le mogli non ne sanno nulla…
Alcuni uomini sposati possono avere rapporti con altri uomini per diverse ragioni, come la scoperta tardiva della propria identità sessuale, il desiderio di esplorazione o la presenza di dinamiche complesse nella relazione coniugale.
Se suo marito è giunto a questa confessione tardiva è probabilmente stanco anche lui di questa doppia vita, dovuta verosimilmente al trauma subito.
Non credo tuttavia che basterà la psicoterapia individuale per lui, perché voi possiate ritrovare un po’ di serenità. Credo che anche lei debba essere aiutata: a capire, a perdonare e a ricostruire il vostro rapporto.
Ci vorrà forse del tempo, ma potrete farcela. Una terapia di coppia, insieme alla terapia individuale di lui, o subito dopo, sarebbe consigliabile.
Cari saluti e auguri
Dr. Giuliana Proietti
23-12-2011
Ha senso un matrimonio senza sessualità?
Ho conosciuto mia moglie all’età di 20 anni (lei 18). Ci siamo frequantati assiduamente per 8 anni prima di sposarci ed ora lo siamo da più di 27. Tutto bene, allora? Mica tanto. Siamo arrivati al matrimonio senza avere rapporti sessuali: lei non li gradiva ed io ho pensato che rispettare le sue esigenze fosse un valore prioritario nonostante avessi una sessualità piuttosto viva.
Ero convinto che dopo il matrimonio tutto si sarebbe sbloccato ma questo non è avvenuto. Ho sbattuto contro un suo fortissimo disinteresse ma ho deciso di perseverare perchè l’amavo e perchè ero convinto che il tempo mi avrebbe consentito di cambiare la situazione.
Mi sono sentito cercato e desiderato solamente nel periodo in cui abbiamo concepito 2 figli (che amo in maniera profonda), ma al di fuori di questi brevissimi periodi la nostra vita sessuale è stata un nulla. Dopo il concepimento del secondo figlio (20 anni fa) i rapporti si sono praticamente azzerati.
Conosco bene e stimo mia moglie, ma mi son ritrovato a decidere di trovare un’altra donna. Gliel’ho detto ma non ho avuto sue reazioni. 7 anni fa h oiniziatouna relazione durata 6 anni e condotta senza nascondere nulla. Mia moglie non ha detto o fatto nulla per fermarmi tranne quando le ho annunciato che volevo separarmi per vivere pienamente questa nuova vita.
Ha avuto reazioni un po’ isteriche, ma son durate poco anche perchè vertevano soprattutto sulla paura “che si sapesse in giro” (è una donna “in carriera”,molto conosciuta, e con un’immagine pubblica che richiede il consenso della gente). Sostanzialmente mi ha lasciato solo ad affrontare la responsabilità di decidere cosa fare.
Non volevo avere impatti di nessun tipo sulle vite deif igli ed alla fine ho chiuso la mia relazione extraconiugale per non averei mpatti economici negativi sui figli.Ora mi trovo a 54 anni con la sgradevole sensazione di aver gettato la mia vita. Mi sento irrimediabilmente finito e sto lottando con me stesso per non odiare la persona che abita sotto il mio stesso tetto. Sono stato veramente un idiota oppure c’era un minimo di senso nel pensare che il sesso non era tutto?Ha senso un matrimonio senza sessualità? Si può ricominciare a 54 anni?
Gentilissimo,
La sessualità all’interno di un rapporto stabile di coppia non riveste un ruolo puramente facoltativo e marginale, ma viene ad assumere un significato centrale nell’accordo e nella stabilizzazione della coppia stessa.
Ritengo che la scelta di eliminare una soddisfacente vita sessuale nella coppia non contribuisca alla crescita dei partners e segnali invece un aspetto che dovrebbe essere migliorato fin dal momento della formazione della coppia stessa.
Non credo che il tentativo di trovare una moglie surrogata in altre donne rappresenti la soluzione del problema, che avrebbe dovuto invece essere discusso e risolto al suo esordio, probabilmente con l’aiuto dello specialista sessuologo.
Sebbene il trascorrere del tempo abbia sedimentato questo problema, è possibile, stavolta necessariamente con l’aiuto dello specialista, riprendere il percorso interrotto 27 anni fa e produrre un cambiamento che sia reciprocamente soddisfacente.
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta
22-02-2008
Desiderio di un figlio
Gentile dottoressa,
sono una ragaZza di 20 anni quasi, e sono fidanzata con un ragazzo di 30.. All’inizio la nostra storia non era molto stabile, ma ora posso dire con piena certezza quanto la mia storia sia solida e concreta. Lui desidera un figlio, come io del resto. All’eta’ di 17 anni io, subi’ un aborto , dovuto ad un’esperienza passata cn un’altro ragazzo. I miei naturalmente non la presero bene. A seguito di questa esperienza , ho conosciuto il mio attuale fidanzato. Ora da due anni a questa parte , siamo arrivati ad un punto il quale desideriamo un figlio. Il fattore economico direi che sia MOLTO a nostro vantaggio. Il problema e’ tutto il resto: i miei genitori e i suoi. Lei come pensa di poter affrontare questo desiderio sfrenato nel modo piu’ coscienzioso possibile? La ringrazio di cuore . Gaia
Carissima Gaia,
Credo che il desiderio “sfrenato” sia dovuto soprattutto alla voglia di dimostrare che sei grande: a te stessa, al tuo fidanzato, ai tuoi genitori e ai suoi. Personalmente ritengo che, nella società odierna, fare un figlio a 20 anni NON sia mai un bene: a 20 anni infatti occorre ancora prepararsi, studiare, trovarsi un lavoro, costruire la propria indipendenza, economica e familiare; poi verrà tutto il resto.
Le storie d’amore, anche le più promettenti, possono finire, si possono avere conflitti con i propri genitori e tanti altri imprevisti (come del resto ti è capitato in passato): solo se sarai forte, indipendente e sicura di te stessa potrai superare con fiducia tutte le sfide della vita, compresa l’esperienza genitoriale, che è, credimi, piuttosto impegnativa.
Tieni conto che un figlio non è un bambolotto ed ha i suoi diritti e le sue esigenze: sarebbe giusto, anche nei suoi confronti, fare delle scelte consapevoli, seguendo la ragione piuttosto che i “desideri sfrenati”. E, secondo te, è ragionevole impegnarsi fino a questo punto con una persona che conosci da soli due anni?
Vedi tu: in ogni caso, auguri.
Dr. Giuliana Proietti
22-02-2012
Una coppia annoiata
Sono sposata da 11 anni non ho figli – mio marito e un uomo buono onesto tranquillo in tutti i sensi! E peggiorato e sempre stanco annoiato senza entusiasmo non gli va di fare nulla con me. Ho provato a dirglielo ma dice che è anche colpa mia e che lui e cosi e non puo farci nulla- Neanche con l’arma del sesso riesco a farmi notare io lo ignoro e lui mi ingnora ci sarebbe tanto altro ma per ora va bene cosi. mi sento terribilmente sola eppure vorrei solo un po di attenzzione e complicità
Gentile Signora,
Non è molto vantaggioso, nella vita, aspettare che siano sempre gli altri a cambiare… A volte il cambiamento, nel proprio partner, così come nel proprio ambiente sociale, può essere prodotto da atteggiamenti diversi, più efficaci nel raggiungere gli obiettivi desiderati. Infatti, se le cose fra voi sono arrivate a questo punto, non necessariamente le colpe sono tutte di suo marito… Come lui dice, anche lei ha sicuramente la sua parte di responsabilità!
Cerchi allora di prendere seriamente in considerazione le motivazioni di suo marito: perché si comporta così? Cosa gli manca per essere felice? Cosa si aspetterebbe da lei? Sicuramente molte delle sue richieste potrebbero essere soddisfatte senza particolari sforzi; altre potrebbero invece essere accordate in cambio di qualcosa che venga questa volta a soddisfare le sue aspirazioni, i suoi desideri. Nella vostra coppia occorre produrre un cambiamento: qualcuno deve prendersi la responsabilità di cambiare il suo modo di fare, per influenzare positivamente l’altro. Rimanere uguali a sé stessi, prendendosi come unica soddisfazione quella di lamentarsi, significa accettare questo stato di cose come se fosse un destino, una fatalità… E invece molto possiamo fare, nella vita, per stare meglio, per essere più felici, anche se, ovviamente, non possiamo desiderare l’impossibile. Auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti
14-12-2009
Quando le ho conquistate non mi piacciono più
Buonasera mi chiamo Giuseppe e ho 23 anni e scrivo da Venezia.Vi pongo brevemente il mio problema:quando avevo 19 anni mi sono innamorato e fidanzato con una ragazza di 17 anni.La nostra storia è stata turbata dal fatto che voleva arrivare vergine al matrimonio e questo io non lo volevo.Il problema è che spesso se succedeva qualcosa di più di un bacio lei piangeva e per questo io sono stato molto male mi sentivo come se in un certo senso la violentassi:Sono andato in cura da uno psicologo e ho dovuto ricostruire la mia sicurezza distrutta da quell’episodio.
Oggi sto uscendo con una ragazza con cui mi ci trovo molto bene e penso di essere innamorato di lei.Inconsciamente però mi viene da pensare che sia brutta e ciò mi dà molto ansia.Uno potrebbe pensare che ciò sia il significato che non sia innamorato di lei,ma questa situazione è successo già in passato con un altre mie ragazze e all’inizio con quella con cui sono stato a 19 anni.Io mi chiedo e se in realtà ho questi pensieri perchè sono insicuro ? se ho questi pensieri solo perchè ho paura di ciò che pensano gli altri della mia ragazza?
Come è possibile stare male per una ragazza che non ci sta e poi una volta conquistata pensare che sia brutta?io ho paura che questo problema ce l’avrei con tutte perchè non riesco a vivere con tranquillità una relazione traumatizzato da ciò che ho subito in passato!!la prego di rispondermi il più presto grazie!!!
Gentilissimo Giuseppe,
Ciò che racconta in questa lettera è certamente troppo breve per azzardare una possibile diagnosi della sua personalità, o del suo modo di sperimentare la relazione di coppia. Ciò detto, la sua lettera contiene diversi elementi che potrebbero far pensare ad un disturbo narcisistico della personalità: nei rapporti interpersonali infatti, lei sembra avere difficoltà a calarsi empaticamente nei panni dell’altro e appare eccessivamente concentrato su sé stesso (salvo poi sentirsi in colpa, come le è accaduto nella prima esperienza, quando si rende conto di aver pensato solo a soddisfare i suoi desideri e le sue pulsioni).
Da quanto scrive, sembrerebbe che lei sia interessato a queste ragazze solo nella misura in cui esse possono offrirle delle conferme al suo bisogno di perfezione e di onnipotenza. Il motivo della magica trasformazione delle sue Principesse in ranocchie potrebbe essere spiegato con il meccanismo difensivo della proiezione: i suoi difetti ed i suoi sensi di inadeguatezza infatti, quando non sono placati dalla sfida di seduzione e dal sentimento di conquista, diventano per lei troppo dolorosi da ammettere e da riconoscere come parti di sé stesso: per questo essi potrebbero essere proiettati fuori di sé, precisamente nei volti di queste ragazze le quali, dopo questa operazione difensiva, diventano improvvisamente insignificanti o perfino “brutte”.
Forse, concentrandosi più sull’altro (bisogni, emozioni, sentimenti, aspettative, desideri, ecc.) che su sé stesso, potrebbe riuscire a superare questo perenne senso di insoddisfazione e questo bisogno di perfezionismo, che le impediscono di godere del presente e di tutto ciò che di bello possiede, spingendola verso sempre nuove sfide e nuovi traguardi, nell’intima convinzione che l’erba del suo vicino sia sempre più verde: ovviamente non è così, ma per vedere davvero i colori della vita, spesso occorre togliersi dagli occhi tutti i filtri che distorcono la realtà.
Cordialmente,
Dr. Giuliana Proietti,
21-12-2010
Tradimento
Ciao a tutti.6 mesi fa ho conosciuto un ragazzo in chat. Premetto che entrambi siamo fidanzati da tanti anni. All’inizio è nata come amicizia virtuale,ora da tre mesi ci frequentiamo una volta alla settimana, (e mi vergogno a dirlo), all’insaputa dei nostri fidanzati.
Nei nostri incontri, sinceramente nn succede niente di intimo,parliamo,ci confrontiamo,ridiamo..come due amici. Il problema è che lui mi cerca tutti i giorni tramite mail,se per caso nn gli rispondo,mi chiama per sapere dove sono,cosa faccio.. Dice di star bene con me,gli piaccio in tutti i sensi. Quando esce con lei,spesso gli capita di avere la testa altrove,di pensare a dove sia io,cosa faccio…
Devo dire che all’inizio i nostri incontri,li facevamo al freddo,con la pioggia,seduti su una panchina,anche solo per vedersi e parlare,neanche un bacio….la voglia di vedersi ha sempre superato ogni cosa. Chiedo in continuazione a lui quale sia il suo scopo e lui mi dice che il suo scopo nn è quello di portarmi a letto,perchè altrimenti lo farebbe con la prima disponibile che gli capita,e l’idea nn gli piace,che nn starebbe ore al freddo e sotto la pioggia a parlare con una ragazza se il suo scopo è puramente sessuale!Mi chiede spesso conferme..del tipo..:-“Ma tu mi vuoi bene??”oppure…mi abbracci?oppure se mi vede pensierosa mi chiede il perchè,finchè nn ottiene una risposta sincera….- ..Anche nelle mail,alla fine di ogni discorso,scrive sempre di volermi bene. Il vero problema è che dice di nn avere il coraggio di lasciare la fidanzata più per un forte legame con la famiglia,nn per altro,ma allo stesso tempo, vorrebbe che lo scoprisse, per porre fine alla sua storia.
Ho detto a lui che deve provare a risolvere i loro problemi di coppia,come ha detto di avere.lei è sempre nervosa sul lavoro e se la prende poi con lui.Nn si preoccupa più di tanto se fa tardi con lei per stare con me. Dice che nn crede nella loro storia perchè quando lei cambia in meglio nei suoi confronti,poi dura poco questa stabilità. Ha tentato varie volte di farle capire che nn va,ma lei fa finta di nn capire(forse perchè pensa che lui nn la lasci mai).
Devo dire che anche io sto bene con lui,mi piace,ma rimango un pò diffidente nei suoi confronti,più che altro perchè vorrei capire il motivo più profondo che lo spinge a vedersi con me e perchè nn vuole tentare di risolvere i suoi probabili problemi con la sua compagna.Quando gli chiedo di parlarmi del loro rapporto,per cercare di capire qualcosa tra le righe,si limita a dire poche cose,anzi,quasi evita l’argomento.
Io gli ho detto che se la storia andasse avanti,nn voglio essere la sua seconda scelta,tanto meno l’amante.Se sta bene con me,poi deve fare una scelta..Per ora vedo che mi cerca,ha voglia di stare con me,percepisco che ha un costante bisogno di conferme da parte mia,come se colmasse un vuoto emotivo che nn riceve dalla sua compagna..ma nn riesco a capire perchè nn riesca prendere una posizione!Io aiutatemi..un parere!Grazie in anticipo.
Gentilissima,
Credo che per spiegare il motivo di questo vostro interesse e bisogno di stare insieme, di sentirvi continuamente e di abbracciarvi, anche senza avere rapporti sessuali, non valga la pena utilizzare un termine ricercato del lessico psicologico, quando esiste una parola molto comune, che spiega perfettamente la situazione: amore.
L’amore, come si sa, ha ben poco a che fare con il pensiero razionale ed è capace di turbare le coscienze, provocando instabilità e incertezze. Credo che questo incontro abbia provocato una crisi di coppia nei vostri reciproci fidanzamenti, ma ciò che più di tutto colpisce nella sua lettera è che lei si preoccupi dello stato della relazione fra questo suo ex amico di chat e la sua ragazza, mentre non dia un minimo di importanza alla sua storia attuale, che evidentemente è stata già mentalmente da lei “archiviata”, anche se è ancora in essere.
Parlando in generale, non è detto che un nuovo amore, con tutte le sue incognite, sia sempre meglio di ciò che ci si lascia alle spalle, ma va anche detto che, se tutto questo è successo, è probabile che le vostre reciproche storie erano ormai scarsamente soddisfacenti per entrambi.
Il tempo vi dirà se si trattava di un vero amore, o di una semplice infatuazione (come potrebbe accadere quando si conosce una persona in chat: sembra di sapere tutto di lei, visto che i discorsi sono in genere piuttosto intimi e profondi, ma poi quando la si frequenta nella vita reale può apparire diversa da quello che ci si immaginava…).
Con molti auguri,
Dr. Giuliana Proietti,
26-02-2025
Attrazione per il ginecologo
Buongiorno,
Nel 2022 mi é stato riscontrato un problema ginecologico abbastanza importante che ho risolto fortunatamente con un intervento.
Da qualche mese io nutro una profonda curiosità nei confronti del ginecologo che ho conosciuto e che mi ha seguito durante le varie fasi di questo mio problema. Io non l avevo mai visto prima, neanche lo conoscevo di nome. Durante tutti questi mesi ci siamo visti 3-4 volte e scritto diverse mail ovviamente per il mio intervento.
Ho avvertito fin da subito durante le visite nelle poche volte che ci siamo visti un piccolo imbarazzo a vicenda e degli sguardi molto veloci che ci siamo scambiati, questo è successo anche in ospedale durante il mio ricovero. Sono certa che l interesse verso questo dottore non è legato al mio problema di salute.
Lui è un uomo più giovane di me di una decina d’anni, non è il dottore classico piacione che tutte possono perdere la testa per bellezza e modi di fare. Assolutamente no e non farebbe per me. mi sembra anche un po introverso ma dalle maniere gentili ed educate.
Non capisco se sto malinterpretando io o davvero c e un interesse reciproco. Per quanto mi riguarda so di avere un grande interesse nel conoscerlo, semplicemente bere un caffè. Non sono solita invitare o corteggiare uomini, anzi capita spesso l opposto.
Vorrei potermi fare avanti in qualche maniera, tra due mesi probabilmente lo rivedrò per le visite di controllo.
Non so come comportarmi, se aspettare, se farmi avanti da subito scrivendogli una mail che riguarda il mio intervento e nel frattempo chiedere le va un caffè? Ho paura di sbagliare, di fare una pessima figura anche perché ci avrò ancora a che fare essendo ora il mio ginecologo, non so se si offende se é fidanzato dove vive Non so nulla!! Però vorrei almeno provarci, diventasse anche solo una conoscenza o un amicizia.
Non mi tolgo dalla testa questo pensiero.
Come posso comportarmi?
Grazie.
Sabry
Gentilissima Sabry,
Quello che le sta accadendo succede a molte donne, anche se non è frequentissimo. In uno studio del 1997 (Massimo Biondi), si riscontrò che il 2% delle pazienti si innamorava del proprio medico. I professionisti maggiormente interessati a queste attrazioni particolari sono in particolare i pediatri, i ginecologi, i medici di famiglia e gli psichiatri.
Dal punto di vista deontologico in Italia le relazioni fra medico e paziente non sono vietate (come lo sono per gli psicologi), ma all’estero lo sono, perché si tratta comunque di una questione di decoro professionale: avere una relazione con un/una paziente può essere visto come un abuso su una persona che sta vivendo un momento di fragilità, o che comunque è in una posizione di sudditanza rispetto al medico, proprio in ragione delle cure che sta ricevendo.
Questo per dirle che il suo ginecologo potrebbe non gradire le sue avances, fossero anche solo per una richiesta di amicizia, e lei potrebbe rimanere molto male nel constatare che potrebbe esservi stato un fraintendimento, scoprendo che quegli sguardi di complicità che le sembrava di aver ricevuto fossero invece dovuti ad altri pensieri nella testa del medico.
Detto quanto precede, è lei a dover scegliere come comportarsi. Tenga però presente anche il fatto che, con un uomo più giovane di dieci anni, la storia che eventualmente può aspettarsi è più probabile che sia una storia di solo sesso e non di grandi sentimenti: l’importante è non farsi illusioni.
Con molti auguri,
Dr. Giuliana Proietti
97-05-2025
Un problema con sua moglie
Salve Dottoressa, mi chiamo Fabio e ho un problema con mia moglie. Fidanzati da 7 anni e sposati da 5 con 2 figli piccoli ci siamo amati,dimostrandolo in modi diversi (io più romantico lei più d’atteggiamento) senza mai avere una flessione.
Ora circa 1 mese fa, sentendola distante, ho richiesto più attenzioni e lei mi ha risposto che avendo passato con me circa un anno di difficoltà legate al mio lavoro (ma che non avrei mai creduto potesse influire cosi tanto nel menàge visto che nonostante alcuni momenti di amarezza da parte mia non ho mai smesso di dimostrarle amore) e che ora si sente bloccata..
Premettendo che mia moglie è figlia unica di madre vedova con un carattere opprimente vs la figlia e che io probabilmente ho contribuito a questa oppressione con le mie, non ossessive sottolineo,richieste d’aiuto ,, ho pensato che forse si stia ribellando ad uno status di mamma,moglie figlia facendo di me però l’unico bersaglio.
Voglio ripeterlo, per non creare dubbi, che sono stato sempre presente e premuroso anche nei momenti più duri legati al mio lavoro.tra l’altro quando io cerco di parlarle (mai litigando lo giuro, sempre con toni pacati e commossi..) lei non riesce ad esprimersi ma questo è sempre stato cosi anche quando andava tutto bene.
L’ho già detto io sono più per le cose eclatanti, io le comunico cosa provo, lei me lo trasmette e ci è sempre riuscitaInoltre non credo, (ma chi lo può dire realmente?) che lei sia attratta da un’ altra persona ma se cosi fosse vorrei provare comunque a salvare il mio matrimonio. Aggiungo che lei a casa è serena (sembra,ma non ha mai finto e non vedo perchè una persona debba cambiare cosi nettamente), mi chiama, a volte,amore, fa battute che prevedono un futuro..ma non è come prima.
Mi aiuti la prego ad acquisire un atteggiamento positivo per poterla riconquistare perchè mi sto lacerando e non voglio che i bambini ne soffrano. Grazie anticipatamente
Gentilissimo,
La prima cosa su cui ragionare è che l’amore, in una coppia di lunga durata, non è mai uguale a sé stesso: si trasforma continuamente e per ovvie ragioni (maturazione personale nei due partners, influenze ambientali, nuove abitudini, nuovi interessi, ecc.). Dire dunque che la vostra relazione non è più come prima non significa necessariamente che essa sia “peggio di prima”.
Quando due persone vivono insieme e sono legate da un amore profondo, questo non esclude tuttavia che vi possano essere dei periodi in cui uno dei due partners, o entrambi, si possano trovare ad affrontare problemi e dilemmi nuovi, non sempre interamente condivisibili con il/la compagno/a di vita. In questo momento sta succedendo a sua moglie; in un altro periodo della vostra vita probabilmente succederà a lei e forse succederà ancora, ad entrambi, più e più volte (se vivrete insieme per lungo tempo).
Il consiglio dunque è quello di prepararsi con tranquillità a questi momenti, mettendoli nel conto di un rapporto “normale”, senza sentire, al primo segnale di inquietudine o di malessere da parte dell’altro/a, aria di fallimento e paura dell’abbandono. Cerchi, se le è possibile, di capire perché sua moglie in questo momento è turbata: se vi fosse qualcosa che lei potrebbe fare per renderla più felice, si mostri disponibile al cambiamento.
Se invece si trattasse di un momento di crisi interiore, di incertezza e di instabilità, dovuti all’influenza di qualcosa o di qualcuno, non c’è che da avere pazienza ed aspettare, come diceva De Filippo “che passi la nottata”, continuando ad essere, come sempre è stato, presente e premuroso. Infine, le ricordo che un po’ meno di prevedibilità nelle abitudini e negli atteggiamenti, un po’ di mistero, potrebbe contribuire a tenere vivo il desiderio dell’altro/a, anche fra due persone che soffrono la routine del rapporto.
Cordialmente,
Dr. Giuliana Proietti,
15-06-2025
Lei ama lei e la vorrebbe tutta per sé
Ho 40 anni e sono una donna,amante di una donna sposata ,da circa due anni.Il marito di lei sa di noi,e dopo una crisi al momento della scoperta,molto dolorosa per tutti e tre,la relazione tra me e la moglie è ripresa.Hanno ance due figlie. Io sono molto innamorata di questa donna,come lei di me. Ma non vuole rompere la sua famiglia.Ora è intervenuta anche una nuova circostanza in cui ,a quanto pare, lui ha una storia con una diciottenne.
Loro hanno anche fatto un percorso di terapia di coppia.Ecco, nonostante la mia “fidanzata” tenti di indurmi a conoscere una donna libera con cui vivere una relazione equilibrata e sana per me, io non ci riesco. Io amo lei, quello che vorrei è vivere la mia vita con lei.C’è una intesa mentale, emotiva,e sessuale completa ed intensa.E’ come se la conoscessi da sempre.A me pare che il loro matrimonio sia solo una questione di “facciata”, e un modo per “salvaguardare” le bambine.
Sarei ipocrita se non ammettessi che vorrei che si lasciassero, nonostante ,non riesca a volere male a lui,dal momento che lo conosco e frequento la loro casa come “amica” …ho speranze che un mutamento possa esserci? io la amo ,e la vorrei tutta per me (ovviamente nel senso di una separazione dal marito,non dalle figlie).
Gentilissima,
Purtroppo nessuno è in grado di dirle se un mutamento potrebbe esserci. Certamente il fatto che la sua “fidanzata” le abbia proposto di iniziare una relazione con un’altra donna farebbe pensare che per lei, almeno in questo momento, sia più importante conservare il matrimonio, seppure di facciata, in favore della serenità delle figlie.
Se lei facesse un passo indietro nella frequentazione di questa famiglia, potrebbe forse rendersi meglio conto, dalle reazioni della sua amica a questo suo allontanamento, di quali siano i reali sentimenti che lei prova per lei, e cioè se si tratti veramente di un sentimento d’amore profondo e condiviso, oppure se questa sia per la sua amica una banale situazione di convenienza (mantenere il matrimonio di facciata e avere l’amica-amante, che desta pochi sospetti e rende il marito meno geloso rispetto alla storia con un altro uomo).
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta
08-02-2011
Penso che mio marito sia bisex
Da anni ho avuto modo di dubitare che mio marito sia bisex (chat,sms ecc). Lui nega l’evidenza, per me è stato un trauma terribile, ma ci vogliamo molto bene e siamo ancora insieme. Ero una donna bella e sessualmente sana. Quando l’ho scoperto non ho avuto più alcun desiderio sessuale nè per lui, nè per altri uomini(credo di odiare gli uomini) Mi sono trasformata e da un anno sono ammalata (sto diventando sorda e mi gira spesso la testa). Un crollo pauroso.
Ora ho scoperto che lui si depila i genitali , scroto compreso. Lui dice che lo fa per igiene, che molti uomini (di 60 anni???) si depilano….Io credo che sia molto furbo e non voglia perdere nè me, nè il suo vizietto. E’ molto gentile con me e pieno di attenzioni.
Sarò ingenua io o diabolico lui???E’ normale che un uomo si depili i genitali e riceva sms del tipo “caro sono sotto la doccia e non vedo l’ora di prendere………da un bel maschione come te??” Perchè non ammette tutto invece di tenere il piede in due scarpe?? Perchè dice che io sono una visionaria??Perchè è così disonesto??Purtroppo il mio stato di salute non mi permette di reagire in nessun modo e per giunta non lavoro. Cosa devo fare???

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Gentile Signora,
Le consiglierei, visto che non è riuscita ad ottenere nulla da suo marito con le sue domande e con i suoi sospetti, di rivolgersi ad un terapeuta, per iniziare una terapia di coppia. Solo in questo modo potrete tentare di comprendere meglio cosa sta succedendo e salvare ciò che rimane di vivo nella vostra unione.
Il vostro rapporto infatti potrebbe essere diventato un legame di reciproca convenienza: lui ha forse scoperto che vi sono altri mondi, diversi da quello domestico, che lo attraggono di più e lei si è probabilmente resa conto che, senza un reddito personale, poche sono le strade da poter percorrere, per allontanarsi da questa situazione.
L’unica cosa che differenzia la sua posizione da quella di suo marito è che, mentre lui sta sta benissimo e cura la sua immagine, lei si sta ammalando. E per questo ha assolutamente bisogno di un supporto psicologico: se non sarà possibile la terapia di coppia, non rinunci a farne una a livello individuale per capire come reagire a queste incertezze.
Cordialmente,
Dott. Walter La Gatta
17-12-2007
Il mio ragazzo è nervosissimo
Buonasera dottoressa, spero tanto che mi rispondiate perchè sono molto preoccupata per il mio ragazzo e soprattutto non so cosa fare. Noi stiamo insieme da 3 anni però per cause esterne (ex fidanzati , mancanza di lavoro, ect) nell’ultimo periodo litigavamo spesso. Io ho subìto una profonda crisi tra i miei genitori che si stavano quasi per lasciare e che ora sta ancora in atto e anche lui contemporaneamente ha saputo dal padre che non è felice della sua vita di coppia e che non sa se sta ancora bene con la moglie,che è allo scuro di tutto ciò.
IL mio ragazzo è andato in crisi completa, dice che vuole stare lontano dalla famiglia, dagli amici e da me perchè afferma di riversare tutto il suo nervosismo su di me e pensa che questa cosa non è giusta perchè io devo essere serena; ma lui non si rende conto che allontanandosi da me che lo amo mi fa solo male per due motivi: il primo è che sono preoccupata per la sua salute e mi impedisce di aiutarlo; e il secondo motivo è che non penso che tenendosi tutto dentro e rimanendo da solo risolva tutti i suoi problemi, perchè poi quando lo chiamo lui si sfoga e mi dice tutto quello che gli accade e so inoltre da altre fonti che gli manco.
Allo stesso tempo mi continua a ripetere che sono una persona fondamentale nella sua vita, che mi vuole un bene dell’anima e che quando voglio lui ci sarà sempre; inoltre dalle sue reazioni vedo che è ancora geloso di me, e mi dice che non ha esigenza di stare con nessun’altra, e che non riesce ad immaginare me con un altro; però allo stesso tempo dice che vuole stare solo perchè deve trovare una pace interiore che non ha perchè basta una sciocchezza per farlo diventare nervosissimo, e questo gli impedisce di affrontare la nostra storia serenamente.
Sul suo stato di nervosismo incide anche il fatto che lui 2 anni fa ha perso un cugino di 21 anni e non è ancora riuscito ad accettarlo. Inoltre ha cominciato a soffrire di crisi di panico e di ansia, all’improvviso suda freddo e si sente di svenire. Io non ce la faccio ad abbandonarlo a sè stesso,ma come mi devo comportare con lui? Vi ringrazio tantissimo per la vostra risposta, Isabella
Gentile Isabella,
Il suo ragazzo probabilmente deve risolvere dei problemi con sé stesso: c’è qualcosa (né lei né io sappiamo in realtà di cosa possa trattarsi) che deve avergli tolto serenità ed equilibrio personale.
Può trattarsi di situazioni contingenti, di relazioni con altre persone (fra cui i difficili rapporti familiari), ecc. Può anche semplicemente trattarsi di problematiche personali non legate a tutto ciò, ma alla stima che ha di sé stesso, a qualche senso di inadeguatezza, o di colpa per il fatto che non riesce a dominare completamente la sua ansia ed i suoi attacchi di panico.
Credo non sia una buona idea insistere nel volerlo aiutare: semmai cerchi di consigliargli uno psicologo. Risolvere un disturbo d’ansia o da attacchi di panico può essere relativamente semplice e breve con una terapia cognitivo-comportamentale focalizzata sul sintomo.
Lei dovrebbe tenersi un po’ da parte, come il suo ragazzo le ha chiesto, cercando di guardare cosa accade, come se stesse in finestra. Si dia però un tempo massimo di attesa, perché certamente anche lei ha diritto di vivere la sua vita.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti
25-10-2025
Io amo lui e lui ama anche lei
salve ho 21 anni e sto da 2 anni con un ragzzo di 26 il quale ha già una relazione da 10 con una ragazza di 30.purtroppo la nostra storia non è mai uscita realmente allo scoperto perchè lui non è mai riuscito a chiudere realmente con lei,lui dice di non amarla più di star con lei per abitudine,e che con lei si sente soffocare,ma purtroppo non ha il coraggio di chiudere definitivamente il rapporto nonostante siano continuamente su di un altalena visto che ormai il rapporto è arrivato al capolinea. lui purtroppo non ha avuto un infanzia facile,infatti è cresciuto senza madre e padre,e diciamo che questa ragazza è entrata a far parte della sua vita quando ancora era un adolescente. lui dice di vederla come una sorella ,che non è amore,che cta male stando con lei,perchè non è se stesso.ma ripeto non riesce a staccarsi.io in tutto questo non so più come comportarmi,io lo amo,e credo che lui ami me,ma ho troppa paura che non trovi il coraggio la forza per chiudere con il passato e vivere il presente e il futuro con me, lui si è rivolto ad uno psicologo ,e spero che possa aiutarlo ad uscirne,nello stesso tempo io avrei bisogno di un appoggio,di un consiglio,perchè mi sento come se portassi un gran peso sulle spalle,senza mai riuscire a farlo cadere. grazie in anticipo
Gentilissima,
Quando una persona è molto innamorata, è normale che possa perdere il suo consueto senso critico e trovarsi ad accettare tutto, o quasi, di ciò che riguarda la persona amata. Ora però sono trascorsi due anni e lei dovrebbe cominciare a rendersi conto delle enormi difficoltà che presenta la storia in cui si è, seppure involontariamente, cacciata. Infatti, poiché l’altra ragazza è più grande, poiché lui l’ha conosciuta da adolescente, poiché il suo ragazzo non ha avuto un’infanzia facile ed è cresciuto senza figure di riferimento, è prevedibile che la sua rivale rappresenti per lui una relazione forte, dalla quale non sentirà mai la forza di staccarsi, e lei rimarrà per sempre la sua n. 2. Credo che lei abbia tutto il diritto, a 21 anni e dopo una storia di dolore e di umiliazione come quella che ha vissuto, di trovarsi un ragazzo che la faccia essere e sentire, a tutti gli effetti, la sua numero 1, in esclusiva.
Cari saluti
Dott.ssa Giuliana Proietti
31-08-2008
Mia suocera…
Buongiorno dottoressa, sono la mamma di un bambino felicemente sposata se non fosse per un grosso problema che sta compromettendo la mia serenità e la mia famiglia: mia suocera.La sua invadenza, sin dagli inizi del matrimonio, è qualcosa di impossibile!io e mio marito ci siamo sposati a 22 anni e per ragioni economiche abbiamo accettato di vivere nella csa a fianco sperando che facendo uso di buon senso e rispetto certe cose non si sarebbero verificate.. mi sbagliavo in pieno!Infatti ls sua presenza è costante:inizialmente si presentava da noi svariate volte al giorno, voleva sempre metter parola sulle decisione mie e di mio marito su cose rigurdanti la nostra famiglia e il bimbo. Per 3 volte mio marito l’ha pregata di lasciarci vivere la nostra vita.Ma lei in un modo o nell’altro è sempre più ingombrante ed insopportabile. Sono all’ordine del giorno musi lunghi quando la vedo, battutaccie e chiari comportamenti di gelosia nei miei confronti non solo per mio marito ma anche per il mio bambino! Si lamenta di non vedere abbastanza suo nipote (andiamo a trovarli 2/3 volte la settimana).Non solo, la becco spesso a spiarmi dalla finestra quando esco o rientro.Spesso non fa mistero di sentire che il mio bimbo piange o chiacchera o canticchia.. chiaro segnale che ascolta quel che facciamo nella nostra casa… Per farle un esempio pensi che l’hanno scorso quando abbiamo comunicato che avremo trascorso qualche giorno al mare questa s’è offesa e ha tenuto il muso come se le avessimo fatto chissà che!E’ da 3 anni che sono sposata e da 2 ho iniziato a soffrire di attacchi di penico tremendi- ora ho 25 anni- secondo me causati dal fatto che non mi sento libera a casa mi e non solo, mi sento condizionata nelle mie scelte!Mio marito si è sempre trovato in accordo con me ma ultimamente il clima di tensione per questo “fattore” esterno ci fa litigare spesso…Ciò che mi ha spinto a scrivere questa mail è per chiederle un consiglio circa l’esistenza di un modo per costituire una specie di “barriera” mentale in modo da non sof
La ringrazio per la Sua cortese attenzione
Elena
Gentilissima Elena,
Con le suocere c’è chi è più fortunato e chi meno, ma occorre farsene una ragione, dal momento che il marito si può scegliere, mentre la sua famiglia è semplicemente quella che capita. Se si capisce che, per abitudini, comportamenti, livello di istruzione ecc. non ci sono possibilità di frequentarsi in armonia, la cosa migliore da fare è quella di allontanarsi, per vivere la propria vita come lo si desidera. In genere quando faccio questo discorso alle mie giovani pazienti mi sento rispondere che ho ragione, però la suocera… Ehm… Guarda anche il bambino quando la mamma va a lavorare, oppure ha messo i soldi per comperare la casa dove vivono i due giovani sposi, oppure si presta per le faccende domestiche: lava, stira, fa la spesa, cucina… E alla giovane mamma che lavora, tutto questo può fare un gran comodo, oltre che rappresentare un risparmio notevole. Insomma, ciò che vorrei dire è che se si sceglie, per qualche convenienza, di andare ad abitare vicino alla suocera, poi bisogna imparare a sopportarla, prendendola come una sorta di “effetto collaterale”, che può essere attenuato, ma mai cancellato del tutto. Come fare a sopportarla ? Provi a fare il gioco della “piccola psicologa”: le pare normale essere gelosa di un figlio, tanto da mettersi a spiare la nuora dietro la finestra? Probabilmente questa donna non ha più affetti, non ha interessi, non ha passatempi e forse non ha neanche scopi di vita, al di là del legame con suo figlio ed il desiderio di crescere questo nipotino… Nel cercare di comprenderla per la sua situazione non certo felice, cerchi di riempire la sua vita di interessi, passioni ed obiettivi da raggiungere, affinché tra una ventina d’anni, quando suo figlio sarà cresciuto, non si trovi anche lei dietro alla finestra, a cercare di capire dove va il mondo.
Auguri.
Dr. Giuliana Proietti
28-03-2011
Lui ha una famiglia pessima
Salve, mi chiamo Simona ed ho 33 anni.Da 16 sono insieme ad un ragazzo di 32 anni, e da 3 anni conviviamo.Con la sua famiglia è sempre stato un inferno, hauna madre ed un padre orrendi, cattivi, egoisti e che hanno cresciuto i loro due figli maschi entranbi, come se fossero due robot.Purtroppo io mi sono innamorata di uno dei due figli e tutt’ora sono insieme ma non riesco più a provare l’amore di sempre e nemmeno a far l’amore con lui tanta è la rabbia chei suoi genitori hanno scatenato in me.
Lui sembra succube di loro, crede a cose mai dette…non ce la faccio più. Da mesi ormai c’è sempre più astio e pochis ono i momenti sereni tra me e lui.Lui non vuole che la nostra storia finisca,ha accettato di andare in terapia di coppia ma non so se servirà. E’ che sono stanca…ora analizzando il tutto mi rendo conto che ho perso così tanti anni e mi sento infelice.Lui vorrebbe sposarsi ed avere un figlio ma io sono diventata fredda e non ho nessuna volgia che si realizzi un legame così profondo anche con i suoi perfidi genitori.Ho un caro amico, il mio più grande amico verso cui non ho mai provato attrazione anche se gli voglio un bene dell’Anima, ma ora credo che io mi stia innamorando di lui, ma non so cosa fare perchè sono confusa, mi sono persa! Avrebbe senso andare in terapia? Grazie! Simona
Gentile Simona,
Comincio a risponderle dall’ultima domanda: si, certo che ha senso! Non si va a fare una terapia di coppia con l’obiettivo di rimettere sempre insieme i cocci, comunque sia… Talvolta da una terapia di coppia se ne esce con la decisione di una separazione fra i partners. In questo caso però si tratta di una separazione consapevole, che segue un periodo di riflessione profonda su sé stessi e sul proprio rapporto di coppia, oltre alla ricerca di un possibile cambiamento di ciò che non fa funzionare la relazione e che dunque determina la propria sensazione di infelicità.
Oltre tutto, lei ha bisogno di capire chiaramente se si sta innamorando (o è sempre stata innamorata) dell’amico del cuore, oppure se ama ancora il suo compagno.
Deve ad esempio riflettere su queste sensazioni di quasi-amore che prova nei confronti dell’altro: sono sincere, oppure sono soltanto la più facile soluzione che lei ha a portata di mano per risolvere i suoi problemi esistenziali?
Infine, la famiglia perfida di lui: non capisco per quale motivo il rapporto che lei ha con i ‘suoceri’ non possa essere ridotto ai minimi termini, specialmente in questo momento in cui non avete ancora figli e lei non ha, tutto sommato, nessun rapporto di parentela con loro…
Probabile che, come spesso succede alla giovani coppie, essi vi stiano aiutando, mettendovi a disposizione la casa, i soldi, i mobili e quant’altro: se così fosse si può anche scegliere di essere più poveri, ma più felici. O no?
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti
12-01-2008
Convive con un ragazzo meraviglioso, ma…
Salve, cercherò di essere sintetica. Da 3 anni, sono fidanzata,e convivo, con un ragazzo meraviglioso, buono, premuroso, e davvero dolce. Da tempo abbiamo intenzione di sposarci, siamo molto legati, ed eravamo in attesa di un nuovo lavoro. Fin qui tutto bene. Io sono molto riflessiva, mentre lui, è molto introverso, e spesso, pur avendo molti amici, una splendida famiglia alle spalle, ed io, che mi ritengo una buona ascoltatrice, non riesce a parlare dei suoi problemi. Lo scorso anno litighiamo pesantemente per un motivo banale, (un mio post pubblicato su un noto social network, ) e lui mi chiede di andar via di casa perché avevo tradito la sua fiducia.
A questo punto, penserete che vi siano altri problemi, ma in realtà,siamo molto compatibili caratterialmente, ed io, spesso, ho creduto che lui volesse prendere la palla al balzo, perché forse si era stancato, ma non aveva il coraggio di dirmelo. Sono razionale, e se qualcosa non va cerco di cogliere i segnali, ma in realtà andava tutto bene, stavamo addirittura progettando un viaggio, che poi abbiamo fatto. Questa discussione è durata circa 2 settimane, quando poi, lui riappare, sotto il mio ufficio dicendomi di aver sbagliato, di non riuscire a controllare la sua rabbia che secondo lui è scatenata da alcune sue insicurezze, e che comunque non riesce a starmi lontano. Gli dico che voglio tornare insieme a lui, ma che deve farsi aiutare, perché per un motivo così futile non si può chiudere una storia, se anche lui la riteneva importante, ma che si doveva cercare di comunicare, perché i problemi, se ci sono, vanno affrontati.
Passa un altro anno, in cui siamo stati un po’ nervosi, io con il mio lavoro, e con un mio familiare afflitto da una grave malattia, lui che non riesce a starmi vicino come vorrebbe. Mi dice che lo sto trascurando, poco sesso, me ne rendo conto, ma gli chiedo pazienza, è un momento delicato, mio padre dovrà affrontare un intervento importante , ma passerà. Dopo questo, si chiude in un silenzio che dura 1 settimana. Ho paura che mi dica di nuovo le terribili parole dello scorso anno, quindi lascio correre, anche perché ho problemi più seri a cui pensare. Abbiamo ospiti in casa, quindi non troviamo un momento per parlare. All’uscita dei nostri ospiti, gli chiedo spiegazioni, gli chiedo cos’è successo, che mi dispiace se l’ho trascurato. Lui non mi degna neanche di uno sguardo. Mi arrabbio moltissimo, ed in lacrime, gli dico che è un uomo senza p…e e che in un momento del genere dovrebbe starmi affianco invece di creare dei problemi che non esistono. Si infuria e mi dice che lui ha avuto i suoi problemi, e che io li stavo sminuendo.
Passa un giorno, e mi chiede di andarmene. Il problema è che non dice una parola e non vuole parlare di ciò che è successo. Gli dico che una storia del genere non può essere buttata nel secchio solo perché lui non vuole parlare. Gli dico “La vuoi finire qui?Vuoi che me ne vada? Ok,parliamone e poi andrò via” Ma non mi risponde. Non vuole parlare, né ascoltare. Si, lo so, sembra che stia parlando di un’altra persona, sembra che non sia il ragazzo gentile e pacato di cui accennavo all’inizio, ma è proprio lui. Si trasforma completamente, e mi sembra di non riconoscerlo. Ho letto che vi sono dei disturbi sulla personalità, e vorrei sapere se questo atteggiamento rientra in queste patologie.
Grazie
Alessia
Gentilissima Alessia,
A me francamente pare che la vostra situazione reale sia ben diversa da quella ideale che lei descrive all’inizio della lettera. Un ragazzo meraviglioso, buono, premuroso, e davvero dolce non le chiede di andarsene di casa semplicemente perché lei ha pubblicato un post su un noto social network… Poi, è vero, vi siete ravvicinati, avete fatto un viaggio, ma a questo è seguito un altro anno di “nervosismo”: lui completamente chiuso in sé stesso, lei presa da altre cose.
Stando a quello che lei stessa racconta, lei ha intuito il disagio di lui, ma contrariamente a quello che dice di fare e di essere (cogliere i segnali, essere una buona ascoltatrice, ecc.), in realtà ha fatto finta di non vedere (per paura di ascoltare le terribili parole dell’anno precedente) e si è concentrata sui problemi riguardanti il familiare ammalato, che ovviamente sono coinvolgenti e rappresentano una priorità, ma questo in una giovane coppia può influire molto negativamente su un rapporto che si nutre anche di tenerezza e di appagamento sessuale.
Quanto all’essere un “uomo senza p…” espressione che si è malauguratamente diffusa tra le persone più giovani, come se le “p…” significassero intelligenza e forza di carattere, negli uomini come nelle donne, direi che proprio perché il suo ragazzo ha quelle famose “p…” non è sempre capace di comprendere le preoccupazioni della propria partner, i suoi bisogni, i suoi desideri. E’ provato che negli uomini il desiderio sessuale non diminuisce, come accade nelle donne, di fronte alle avversità della vita e dunque possono sentirsi molto infastiditi e delusi, se trascurati sotto questo aspetto.
A questo punto dunque, piuttosto che gettare tutte le colpe su di lui, pensando addirittura ad un suo problema di personalità, direi che sarebbe molto più opportuno mettersi in discussione, chiedersi se vi sono stati dei comportamenti sbagliati, da entrambe le parti, e cercare di ricostruire il rapporto su altre basi. Credo tuttavia che da soli riuscirete con molta difficoltà in questa impresa, data la mancanza quasi totale di comunicazione e l’aggressività (manifesta o celata) ormai stabilmente consolidata nelle vostre interazioni. Per tentare di salvare il salvabile, non vedo altra soluzione possibile che una buona e partecipata terapia di coppia.
Saluti cordiali.
Dr. Giuliana Proietti,
17-10-2001
Lei è in crisi
Buongiorno Sono un ragazzo di 30 anni, dopo 14 anni di fidanzamento io e la mia ragazza (29 anni) l’estate scora ci siamo sposati. Il problema è che lei e in crisi, mi ha confessato di sentire un attrazione verso un altra persona, che per giunta e anche un nostro amico. Io sto male, perche penso che il sentimento che ci lega e molto forte e lei in questo momento lo sta facendo vacillare solo per delle sue insicurezze interiori. Mia moglie e una persona con poca autostima, sopratutto per quanto riguarda il suo aspetto fisico, io credo che questo nostro amico le abbia fatto dei complimenti, senza alcuna mira, e lei si sia sentita lusingata. Lei prima di me non avuto altri ragazzi, io dei piccoli flert, ma niete di serio, da un lato posso capire che ci possa essere curisita e che un altra persona nuova diversa da me possa fare provare nuove emozioni, come e capitato a me e come penso capiti a tutti , perche fa piacere quando qualcuno ti fa dei complimenti,mi auguro che sia solo un momento perche io la amo molto e non la voglio perdere.
Lei è una persona molto sensibile e rispettosa nei miei confronti, ora sta andando da uno psicologo perche si sente confusa, mi ha detto che non mi vuole perdere e vuole risolvere questa cosa primo per stare bene con se stessa e poi con me. Io apprezzo tantissimo questa cosa, ma vorrei fare anche io qualcosa per risolvere la situazione, per farsi che le cose tra di noi migliorino, ma non so come fare. Entarambi abbiamo preso atto che il nostro rapporto anche di tipo sessuale deve modificarsi, ilnquanto e entrato un po nella rutine, di preciso pero non sappiamo come fare.
Se lei mi potesse dare dei suggerimenti, sopratutto per cercare di riaccendere l’attenzione di mia mogle verso di me e non verso altri. Mi aiuti ha non perdere questa persona cosi importante per me, sicuramente abbiamo fatto degli sbagli entrambi, ma mi auguro che insieme possiamo trovare un modo per superare questo momento. Mi sono rivilto ha lei perche leggendo le sue risposte mi sono risollevato e ho pensato che ci possono essere delle soluzione basta impegnarsi. Per me è stato molto difficile scriverele sono una persona che ha difficolta ha esprimere i suoi semtimenti sia in positivo che in negativo. solo con mia moglie ci riesco per questo non la voglio perderla. Mi aiuti. Grazie Mario.
Gentile Mario,
Sono contenta di averla aiutata, seppure indirettamente, a ritrovare un po’ di ottimismo. Essere una coppia di lunga durata oggi è una cosa molto, molto difficile. Un tempo infatti si stava insieme per ragioni economiche e sociali, che impedivano di fatto qualsiasi altra scelta, qualsiasi alternativa. Oggi invece si sta insieme solo perché si crede profondamente nel proprio rapporto e perché ci si impegna a migliorarlo, giorno dopo giorno: non è semplice e spesso è anche molto faticoso.
Detto questo, è normale che sua moglie possa sentirsi confusa in questo periodo: quando si ama profondamente una persona, ma ci si sente attratti fisicamente da un’altra non è facile conciliare le due cose (peraltro, oggi la cosa capita a sua moglie, domani potrebbe capitare a lei…). Vorrei dirle pertanto che il male peggiore al momento non è che sua moglie abbia rapporti sessuali con questo amico, o che intrecci con lui una breve relazione: il male peggiore è che voi perdiate fiducia nel vostro rapporto e nella capacità di affrontare insieme tutte le tempeste.
Molte volte infatti, nel corso della vita, il vostro rapporto verrà messo duramente alla prova (questa è solo la prima!), e non solo per questioni di tradimento. L’importante è non perdere mai la fiducia e saper guardare oltre. Quanto ai consigli che mi chiede, direi che in questo periodo lei farebbe bene a lavorare anche su sé stesso: ad esempio provando ad essere più indipendente da sua moglie, nelle piccole e grandi cose (scelta degli abiti, palestra da frequentare, amici da incontrare, hobbies ecc.).
Quando si conosce tutto del partner infatti viene naturalmente a mancare quella parte di mistero che rende la persona attraente e sessualmente intrigante. Concludo ricordandole che tutte le tempeste sono destinate a passare: cerchi di guardare al futuro e a non perdere la fiducia nei vostri progetti.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti
30-10-2008
Un fidanzato che va in psicoanalisi
Buongiorno dottoressa, le chiedo un suo parere. Io e il mio ragazzo ci siamo lasciati 10 giorni fa in quanto lui è secondo me quasi totalmente incapace di esprimere i suoi sentimenti, è come se avesse un blocco e questa cosa lui l’ha finalmente capita e ammessa per questo sabato avrà la prima seduta dalla psicanalista. Ieri mi ha cercata dicendomi che vorrebbe parlare, chiarire, capire cosa sia successo tra noi due ma vorrebbe incotrarmi dopo la sua prima visita con la dottoressa sabato, forse vorrà chiederle un parere. La mia domanda è molto semplice, una persona con queste caratteristiche che va in psicanalisi sarebbe meglio rimanesse solo e non avesse relazioni sentimentali o questo non c’entra nulla? Grazie in anticipo. Cordiali saluti.
Buongiorno:
Non esprimo commenti sulla vostra storia perché le poche righe della sua lettera non mi permettono di farmi un’idea precisa, e quindi vengo direttamente alla domanda. A mio parere una persona che va in psicoanalisi (o comunque inizia una psicoterapia) è una persona motivata più delle altre a risolvere i suoi problemi e a cercare una maggiore felicità. Per questo ritengo che se il suo fidanzato (o ex fidanzato) ha intrapreso questo lavoro psicologico su sé stesso, questo sia un elemento che depone a suo favore e non certo una ragione per isolarlo dal mondo, dalle persone e dagli affetti.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti
22-10-2009