Atti di violenza e disturbo post traumatico da stress

Atti di violenza e disturbo post traumatico da stress

Atti di violenza e disturbo post traumatico da stress

Relazione sulle Coppie Non Monogamiche

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Cosa provoca un DPTS (disturbo post traumatico da stress)?

Il DPTS può svilupparsi in persone che hanno vissuto direttamente o assistito a un evento traumatico, catastrofico o violento. Non è necessario essere stati feriti fisicamente: anche l’esposizione emotiva o il sentirsi impotenti di fronte a una minaccia grave può risultare traumatica. La probabilità di sviluppare il disturbo aumenta quando il trauma è improvviso, ripetuto, particolarmente violento o quando la persona non ha ricevuto supporto emotivo adeguato dopo l’evento. Fattori come precedenti difficoltà psicologiche, isolamento sociale o stress prolungato possono contribuire ulteriormente all’insorgenza del DPTS.

Quali sono i sintomi di DPTS?

Le persone affette da DPTS possono manifestare un’ampia gamma di sintomi, che coinvolgono sia la sfera emotiva sia quella fisica e comportamentale. Tra i più comuni vi sono difficoltà nel controllo delle emozioni, irritabilità, scoppi di rabbia improvvisi o stati di confusione emotiva. Sono frequenti anche sintomi di ansia e depressione, insonnia, incubi ricorrenti e pensieri intrusivi legati all’evento traumatico. Un altro aspetto centrale del disturbo è l’evitamento: la persona tende a evitare luoghi, situazioni, persone o pensieri che possano ricordare il trauma, nel tentativo di ridurre la sofferenza emotiva. Tuttavia, questo meccanismo spesso finisce per mantenere o aggravare il disturbo nel tempo.

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Gli individui con DPTS possono essere violenti?

Sì, alcune ricerche hanno evidenziato che le persone con DPTS presentano una probabilità maggiore di manifestare comportamenti aggressivi o abusanti rispetto a chi non soffre di questo disturbo. Questa associazione è stata riscontrata sia negli uomini sia nelle donne. È importante sottolineare, però, che la maggior parte delle persone con DPTS non compie atti di violenza. Il disturbo non determina automaticamente comportamenti violenti, ma può aumentare il rischio in presenza di altri fattori, come l’abuso di sostanze, la depressione o difficoltà nella gestione della rabbia.

Cosa si intende per atti di violenza, in questo contesto?

In questo ambito, per atti di violenza si intendono comportamenti volti a infliggere o minacciare di infliggere gravi danni fisici a un’altra persona. Rientrano in questa definizione azioni come picchiare qualcuno, spingere o colpire il partner, costringere fisicamente a un rapporto sessuale, oppure usare o minacciare di usare armi come coltelli o pistole. Questi comportamenti rappresentano manifestazioni estreme di una difficoltà nel controllo degli impulsi e delle emozioni, spesso legata a un profondo stato di sofferenza psicologica.

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Quali ricerche sono state condotte fra atti di violenza e DPTS?

Le principali evidenze epidemiologiche sul rapporto tra violenza e DPTS provengono da studi condotti sulla popolazione generale degli Stati Uniti e su campioni di veterani di guerra. Molte di queste ricerche sono state realizzate dopo gli attentati dell’11 settembre, sia negli Stati Uniti sia nel Regno Unito, quando l’attenzione scientifica verso il trauma psicologico è aumentata in modo significativo. 

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Quali sono i risultati di questi studi?

Secondo i dati raccolti, la prevalenza di comportamenti violenti tra gli adulti statunitensi con DPTS varia dal 7,5% all’8,6%, mentre sale fino al 19,5% tra i veterani nel periodo successivo all’11 settembre. Negli stessi studi, la prevalenza della violenza tra gli adulti senza disturbi di salute mentale risulta notevolmente più bassa, oscillando tra il 2,0% e il 3,0%, e arrivando al 6,4% tra i veterani senza DPTS. Un ampio studio epidemiologico condotto a metà degli anni ’80 sui veterani del Vietnam e dell’era del Vietnam ha analizzato la violenza all’interno della coppia (da comportamenti come schiaffi e spinte fino all’uso di armi). I risultati hanno mostrato che il 33,0% dei veterani con DPTS aveva ricevuto una denuncia per violenze dal partner nell’ultimo anno, rispetto al 13,5% dei soggetti senza DPTS.

Per quale motivo alcuni individui con DPTS hanno la tendenza a essere violenti?

Uno dei principali fattori di rischio è l’abuso di alcol e sostanze, che può ridurre ulteriormente il controllo degli impulsi e amplificare le reazioni emotive. Un altro elemento rilevante è la depressione: le persone che soffrono contemporaneamente di DPTS e depressione possono sperimentare intensi sentimenti di rabbia, frustrazione e disperazione, con maggiori difficoltà nel gestire tali emozioni in modo adeguato. Anche l’iperattivazione tipica del DPTS, che mantiene l’organismo in uno stato costante di allerta, può contribuire a reazioni aggressive sproporzionate.

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 Come si cura il DPTS?

Il trattamento del disturbo post-traumatico da stress prevede generalmente un approccio psicoterapeutico strutturato. Molti interventi si concentrano sul miglioramento della gestione della rabbia, sull’apprendimento di tecniche di rilassamento e sulla regolazione delle emozioni. Un aspetto importante della terapia è aiutare la persona a riconoscere le conseguenze, sia negative sia positive, a breve e lungo termine, dei propri comportamenti, così da favorire un maggiore controllo degli impulsi. In alcuni casi, il percorso psicologico può essere affiancato da un supporto farmacologico, sempre sotto supervisione specialistica, per ridurre sintomi come ansia, insonnia o depressione. 

Dr. Walter La Gatta


Ipnosi Clinica

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Fonte dei dati: PTSD: National Center for PTSD



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Dr. Walter La Gatta

Dr. Walter La Gatta Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo Delegato Regionale del Centro Italiano di Sessuologia per le Regioni Marche Abruzzo e Molise. Libero professionista, svolge terapie individuali e di coppia ONLINE E IN PRESENZA (Ancona, Terni, Fabriano, Civitanova Marche) Il Dr. Walter La Gatta si occupa di: Psicoterapie individuali e di coppia Terapie Sessuali Tecniche di Rilassamento e Ipnosi Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali. Per appuntamenti telefonare direttamente al: 348 – 331 4908 (anche whatsapp) email: w.lagatta@psicolinea.it Visita la pagina Facebook e il profilo Twitter Visita anche www.walterlagatta.it

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