Il benessere inizia nel presente.

Chi sta per iniziare un’attività sportiva o chi intende aggiungere qualità a quello che già sta facendo, fondamentalmente sta cercando.

Una volta chiarito a se stesso lo scopo che intende raggiungere, e una volta concordato, magari con l’aiuto di un esperto, il programma adatto a raggiungere tale obbiettivo, è bene rivolga la propria attenzione ad altro. A se stesso.

Nelle palestre, nei luoghi dedicati al benessere, incontro infatti spesso un paradosso: gente stressata dallo stesso programma che si è prefissata. Come se la soddisfazione venisse dal raggiungimento del risultato, piuttosto che dalla gioia di sentirsi vivi in un corpo in movimento.

Così facendo, lo sportivo corre il rischio di staccarsi dal momento presente, di alienarsi dall’esperienza stessa del puro e semplice piacere del movimento corporeo. Concentrarsi su obiettivi come il risultato da raggiungere o un certo canone estetico di riferimento, può diventare una distrazione che alla fine si paga con un maggiore sforzo mentale e muscolare.

Ho osservato quanto la consapevolezza di quel che uno sta sentendo mentre lo fa e la presenza dentro all’esperienza, siano fondamentali al benessere, mentre ci si impegna a raggiungere un risultato. Trasformare l’attività fisica in meditazione, comincia quando il soggetto sposta la propria attenzione dall’oggetto dei propri pensieri, a ciò che gli accade interiormente, in termini di pensiero e di sensazioni, durante il movimento.

Nel presente , infatti, non c’è sforzo, non c’è tensione, ma un atteggiamento di profondo rispetto, di curiosità per il proprio corpo; i limiti si superano con naturalezza allora, il movimento fluisce e il corpo risponde nel modo migliore. Anziché usare il corpo per il raggiungimento di uno scopo che promette di appagarci, ci mettiamo in ascolto attivo con il nostro corpo.

Attenti a cogliere i suoi segnali, disposti ad imparare dal corpo stesso, aperti al fluire della sua intelligenza profonda. Se questo interessa, ecco alcune chiavi che vi permetteranno di modificare il vostro atteggiamento interiore nei confronti dell’attività fisica che state per intraprendere.

Restare nel presente.

Una delle chiavi per restare nel presente è prestare attenzione alla propria respirazione. Respirare avviene sempre e soltanto nel presente; non si può respirare al passato o al futuro. Seguire il respiro ci riporta dunque sempre al qui e ora, dove abbiamo a disposizione il massimo dell’energia della vitalità. Pensare agli obiettivi da conseguire, ci porta nel sogno di un futuro probabile e ci separa dall’esperienza che sta accadendo nel presente.

Così, pedalare su una cyclette pensando al ritmo da tenere o ai km da fare, ci nega la consapevolezza stessa del pedalare; muoviamo le gambe, ma la mente è rivolta al tachimetro e al risultato da ottenere. Impedendoci così di riposare in noi stessi e nel movimento, ci si proietta altrove, ricreando quello stesso stato di stress a cui si vorrebbe rimediare, e perdendo il contatto con il presente. Essere consapevoli di ciò che “ è”, nella mia esperienza è l’unica chiave verso l’autoguarigione ed il benessere. Se fate fatica a mantenere un certo ritmo o sentite di dovervi sforzare per fare un esercizio, è bene che vi fermiate un momento a riflettere. Scoprirete che a vostra insaputa, stavate coltivando della sofferenza, nella speranza di un domani migliore.

L’armonia che nasce dalla sintonia con ciò che “ è” vi permette di godere del presente, non di soffrirne. Lo sforzo nasce dalla distanza tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere. Nel contesto dell’attività fisica a scopo di benessere, questo accade ogni volta che cerchiamo di raggiungere un ideale prefissato e, addormentati in questo sogno, dimentichiamo di seguire, di sentire, il nostro corpo in movimento nel presente, e ci allontaniamo così proprio dalla sorgente stessa del benessere.

Ad esempio, apparentemente non vi è differenza fra andare di fretta e muoversi velocemente, ma in realtà nella prima attività c’è stress, nella seconda no. Quando si ha fretta si vive nella tensione creata dal pensiero, dalla sensazione di non avere tempo abbastanza. Ma le cose vanno in modo ben diverso quando ci si muove con velocità prestando attenzione al presente; allora ci si sente internamente fermi, rilassati, mentre “all’esterno” ci muoviamo con rapidità.

Un altro esempio: se quando fate un esercizio di yoga vi preoccupate di realizzare alla perfezione una certa posizione, se ci fate caso, non siete presenti al vostro corpo, ma lo usate (con sforzo) per raggiungere una certa postura (e sentirsi “bravi” per esserci riusciti): fallite così l’obiettivo che si propone la pratica stessa dello yoga, limitandovi invece a fare un buon esercizio di ginnastica, non di meditazione.

Un beneficio completamente diverso dalla pura e semplice “soddisfazione” accade quando il movimento si accompagna alla presenza dentro a quello stesso movimento, e al respiro. Il respiro diventa così il veicolo capace di far convergere consapevolezza e movimento con le sensazioni del corpo.

Quando si crea questa sinergia, ci si rilassa e… si ottimizzano le prestazioni. Per fare un altro esempio, all’inizio di un riscaldamento, aiuta porre l’attenzione all’essere presente mentre si respira, mentre si riceve l’aria nei polmoni, seguendola nel suo percorso, apprezzandone la carezza interiore anche durante l’espirazione. Direi che è in fondo questa la differenza tra fare soltanto un esercizio ginnico e essere in meditazione.

Questo atteggiamento interiore di osservazione attenta e distaccata, di concentrazione rilassata e di non giudizio, ti torna poi utile nel vivere la quotidianità, Osservare la respirazione, pratica semplice e possibile per tutti, porta a prendere coscienza di sé stessi. Questo è già l’inizio del benessere: sentire piacere durante il cammino. Il raggiungimento della meta, anziché essere un momento di gioia perché finalmente usciti dalla sofferenza, diventa un altro momento ricco di serenità e di pace.

Cristina Piazza

Psicolinea.it © Ago 2010

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Wikimedia

Author Profile

Dr. Cristina Piazza
Cristina Piazza
Formazione sulle Costellazioni Familiari presso il Centro Studi Hellinger.
Insegna tecniche di meditazione, di comunicazione e di respiro.
Dirige i programmi presso la sede del Centro Studi Piazza di San Marino.
Specializzata in tecniche di respiro presso la Osho Breath Energy School International.
Formazione in Ipnosi Umanistica e P.N.L. Practitioner.
cristina.piazza@email.it

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