sacerdozio

Castità e sacerdozio sono davvero un binomio imprescindibile?

Recentemente Papa Francesco ha autorizzato le comunità cattoliche orientali in diaspora (cioè fuori dalla loro culla del Medio Oriente) a poter disporre di preti sposati. Forse è un primo passo verso l’abolizione del celibato sacerdotale: alcune fonti sostengono infatti che il Papa stia aspettando un segnale forte dalla base per decidersi a fare questa riforma, di cui da tempo si discute.

Quelle che seguono sono due missive ricevute da un giovane sacerdote cattolico che, suo malgrado, si trova a scontrarsi contro le sofferenze prodotte dal regime di castità cui si è votato. In calce la risposta.

Gentilissima dottoressa Proietti, mi chiamo XXX, ho XX anni e sono un sacerdote cattolico.
Ho avuto modo di leggere un Suo articolo riguardante l’astinenza sessuale e la castità e sono rimasto indignato nel constatare come certi Valori vengano derisi e considerati desueti. Premetto che non sono dedito all’uso del computer, al quale ho saggiamente fatto apporre un apposito filtro, poiché purtroppo questo moderno mezzo, trasuda oscenità, però ho deciso di risponderLe in merito all’articolo sopracitato.

Lei scrive che il valore della castità sta via via perdendo significato, purtroppo corrisponde a verità, ma non perché la castità non ne abbia , lo ha eccome, ma perché oggi, soprattutto i giovani, vengono letteralmente bombardati da un pansessualismo dilagante, oscenità che si possono vedere a qualsiasi ora in tv, su internet, per non parlare della procacità della moda femminile, microgonne, scosci e scollature sono ormai all’ordine del giorno anche in luoghi sacri (è di questi giorni la notizia che un sacerdote abbia giustamente affisso al portone della chiesa il divieto di entrarvi in minigonna ), la castità ha diversi significati profondi. Ad esempio di donare noi stessi per poi unirsi alla persona amata, alludo alla castità prematrimoniale.
Bisognerebbe fare chiarezza su quanto ha scritto Lei dottoressa, non solo astinenza sessuale e castità, ma vi sono anche altre virtù teologali, la verginità e la continenza. Lei scrive che tra i casti, è praticata la masturbazione, le assicuro che non è del tutto vero. Io ad esempio, ho XX anni, sono casto e vergine, e non mi masturbo da più di due anni! Questa si chiama continenza perfetta. Certo, è una prova estrema, ma è stato un crescendo graduale, prima qualche settimana, poi un mese, due, etc fino ad arrivare ad oggi, che sono quasi tre anni che non cado nel vizio della masturbazione, sono fiero di questa mia vittoria sulla carne, non è cosa facile, proprio perché la società in cui viviamo, a noi preti, offre tutto meno che aiuto e comprensione per una vita casta e pura. Non creda che io incarni lo stereotipo del pretino brutto e grasso, come tante, anzi troppe volte veniamo raffigurati, anzi, sono (purtroppo) un bel ragazzo-uomo e le garantisco che questo non giova alla lotta per mantenere la mia purezza, non ha idea di quante volte mi sia sentito dire da certe “signore”: ma che bel ragazzo, così carino e fai il prete, oppure: poverino e col sesso come fai? Si rende conto dottoressa, si rende conto! E che prova atroce sia il vedersi per la strada donne mezze nude e dovere resistere alle atroci tentazioni della carne, per poi sentirsi sminuire in questa lotta tremenda da articoli come il suo?! Certo, troppo spesso i componenti il Clero, non hanno dato prova di correttezza, ma vi sono persone, ed anche suore, che come il sottoscritto rinunziano in maniera totale ai piaceri della carne, e non credo, mi permetta che la mancanza di eiaculazioni si dannosa, di castità non è mai morto nessuno, di sesso… Insegniamo ai giovani, il valore di mantenersi puri, il valore della verginità, il valore dell’amore che vada oltre il piacere effimero del sesso.
Detto questo non mi resta che salutarLa con affetto, sappia che poche volte ho avuto modo di leggere tesi come la Sua, e soprattutto leggere parole come penetrazione, masturbazione…forse se vi fosse più castità anche nello scrivere, oltre che nel vestire, coloro che come me sono casti, vergini e continenti sarebbero più sereni nel servire i dettami di Santa Romana Chiesa, senza lottare come il sottoscritto. La Benedico ed aspetto Sua cortese risposta a questo mio disappunto.

Don XXX

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Gentile dottoressa Proietti, non ho ricevuto ancora Suo parere su quanto ci siamo scritti, sono curioso di apprendere da chi scrive come Lei su temi riguardanti castità ed astinenza, cosa pensa di quanto le ho risposto, e della mia situazione di persona casta, vergine e pura. (…omissis). Oggi si celebra San XXX, uomo castissimo, il quale ha lottato tutta la vita contro le tentazioni della carne, ed al quale io prego costantemente di aiutarmi a resistere in questa continua lotta per mantenere intatta la mia castità. Sappia che la mia vita, è un inferno, per esempio questa notte non ho dormito quasi nulla, ho fatto parecchie docce gelate per non cedere alla tremenda voglia di masturbarmi, poiché purtroppo le tentazioni sono davvero troppe, ieri ad esempio, per raccontarLe un aneddoto, ero in treno, d’innanzi a me vi era una signora sulla cinquantina, truccatissima, con una minigonna così corta che si intravvedevano le mutande!!!Si rende conto dottoressa, non poteva sedersi altrove questa persona, vedendo che di fronte lei vi era un prete?! Si rende conto per il sottoscritto che non ha mai toccato una donna, vedersene una seminuda a meno di un metro, scosciatissima! Non vi è più rispetto, se solo sapessero il turbamento che ci infondono con certi abiti….Ma sono forte, ormai è una sfida, non cedo alle lusinghe della carne ed ai richiami del maligno. Le faccio queste confidenze, dottoressa, poiché possa capire cosa sia la vera castità, e la sofferenza di chi la vive in una società trasudante tentazioni. Attendo Suo riscontro, che San XXX stia al Suo fianco come spero stia al mio.

Don XXX

Gentilissimo Don XXX,

La ringrazio intanto per avermi inviato queste due lettere così intense, che trasudano una sofferenza fisica e psicologica ai limiti della sopportabilità. Non saprei come aiutarla dal punto di vista psicologico, in quanto la condizione di castità che lei descrive non mi sembra francamente ideale per la salute psichica delle persone e, soprattutto, ritengo che non tutti possano permettersela. (Tutti i sacerdoti probabilmente aspirano alla santità, ma i Santi sono assai meno numerosi dei preti, e questo avrà un significato…)

La castità inoltre non sempre rende migliori, così come l’anoressia non è sinonimo di maggiore forza interiore rispetto a chi si nutre regolarmente.

Poiché mi sembra, dalle sue parole, che lei abbia seguito una vera vocazione, tutti questi suoi turbamenti, queste notti insonni, questi sensi di colpa possono apparire un inutile spreco di risorse, che lei potrebbe più fattivamente dedicare alla sua comunità e alla sua missione, se potesse essere “liberato” da questa condizione non naturale della castità. Personalmente dunque auspico che la Chiesa cattolica, anche in concomitanza con l’accettazione al suo interno di preti sposati anglicani e cristiani, possa fare un ulteriore sforzo e abolire definitivamente la regola del celibato sacerdotale.

Una compagna di vita infatti non credo potrebbe in alcun modo deviare il sacerdote dall’attenzione che egli deve ai suoi riferimenti religiosi ed ecclesiali, esattamente come accade al chirurgo, allo psicologo, all’infermiere, i quali non sospendono le cure ai loro pazienti nel momento del bisogno, anche se hanno una vita coniugale e familiare che li rende soddisfatti.

Credo inoltre sia utile cercare dei modelli di vita, come lei fa, per trarne forza interiore e motivazioni, ma non mi sembra di aiuto ispirarsi alla vita di Santi vissuti tanti secoli fa, la cui esistenza peraltro è spesso raccontata in agiografie che tendono a mettere in luce non tanto gli aspetti umani dell’esistenza di queste persone, quanto quei comportamenti (…Quanto frequenti ed attendibili?) che giustificano la loro ascesa alla condizione di santità. Forse potrebbe essere utile ispirarsi a modelli più “umani” di sacerdoti di strada, sempre in prima fila quando si tratta di difendere gli ultimi e che, probabilmente, si fanno meno problemi riguardo alla castità. (Lo presumo, in quanto non ho mai sentito questi sacerdoti avanzare questo problema, sebbene abbiano la possibilità di comunicare attraverso i media ed avanzare proposte di cambiamento, anche all’interno della Chiesa).

La cosa inoltre non riguarderà lei, ma i frequenti casi di abusi sessuali in ambiente cattolico possono dipendere dalla troppo dolorosa condizione di castità che lei descrive: quello che si è per una vita sfuggito e demonizzato può diventare fin troppo facile da ottenere da chi non ha ancora la capacità di distinguere fra gioco e gioco e fra carezza e carezza.

In conclusione non la benedico, certo, ma le auguro, con la stessa intensità delle sue benedizioni, che lei possa trovare al più presto la serenità di cui ha bisogno per portare avanti il suo progetto di vita, la sua fede e la sua importantissima missione.

Che il Papa la aiuti!

Dr. Giuliana Proietti

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Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

Scrive in un Blog sull'Huffington Post


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One thought on “La castità e il sacerdozio – Consulenza online”

  1. Non sono d’accordo con il sacerdote. Io sono cattolico praticante (laico, non sacerdote) e single da molti anni.
    Un tempo tentavo, inutilmente, di resistere alla tentazione. Alla fine ho deciso di lasciar perdere ogni tentativo: ora convivo tranquillamente con la masturbazione, che pratico spesso e volentieri (la maggior parte delle volte guardando un filmino porno); sono molto sereno e consapevole di non far nulla di male, anzi il contrario.

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