split brain

Un nuovo studio contraddice l’opinione, ormai consolidata, sul fatto che i cosiddetti pazienti “split-brain”, quelli cioè con il cervello diviso in due metà che non comunicano fra di loro, abbiano anche una coscienza divisa. I ricercatori hanno invece scoperto che, pur essendoci scarsa o nessuna comunicazione tra gli emisferi destro e sinistro, il cervello diviso non provoca affatto due percezioni coscienti indipendenti in un unico cervello. I loro risultati sono stati pubblicati nell’ultima edizione della rivista Brain.

Lo “split brain” è un termine usato per descrivere il risultato di una procedura chirurgica, usata per la prima volta negli anni quaranta del secolo scorso per alleviare l’epilessia grave nei pazienti. Durante questa procedura, il corpo calloso, un fascio di fibre nervose che collegano gli emisferi cerebrali destro e sinistro, viene reciso, per prevenire la diffusione dell’attività epilettica tra le due metà del cervello. La procedura consente di eliminare tutte le comunicazioni tra gli emisferi cerebrali, ottenendo dunque un ‘cervello diviso’.

Questa condizione è stata resa famosa dal lavoro del premio Nobel Roger Sperry e Michael Gazzaniga. Nel loro lavoro, Sperry e Gazzaniga avevano scoperto che i pazienti con cervello diviso potevano rispondere solamente a stimoli nel campo visivo destro con la mano destra e viceversa. Ciò è stato preso come prova del fatto che se si recide il corpo calloso, ciò porta ciascun emisfero a sviluppare una propria coscienza.

Per il loro studio, i ricercatori hanno condotto una serie di test su due pazienti che avevano subito una callosotomia completa. In uno dei test, i pazienti sono stati posti di fronte uno schermo e sono stati loro mostrati vari oggetti visualizzati in diverse posizioni. I pazienti dovevano poi confermare se un oggetto era fra quelli mostrati e in quale posizione era. In un altro test, i pazienti dovevano definire correttamente l’oggetto che avevano visto, una difficoltà conosciuta tra i pazienti con cervello diviso.

Con sorpresa dei ricercatori, i pazienti sono stati in grado di rispondere agli stimoli relativi a tutto il campo visivo, con tutti i tipi di risposta. Essi potevano indicare con precisione se un oggetto era presente nel campo visivo sinistro e individuare la sua posizione, anche quando rispondevano con la mano destra o verbalmente.

Questo accadeva nonostante il fatto che i gli emisferi dei loro cervelli non comunicavano fra loro.

Secondo il capo di questo gruppo di ricerca, il Dr. Pinto, i risultati presentano una chiara evidenza della unità di coscienza nei pazienti “split-brain”. Sebbene i due emisferi siano completamente isolati l’uno dall’altro, il cervello nel suo complesso è ancora in grado di produrre una sola coscienza. “Questo contraddice direttamente l’ortodossia corrente e mette in evidenza la complessità della coscienza unitaria”, concludono i ricercatori.

La ricerca continuerà, anche se i pazienti con cervello diviso stanno diminuendo di numero e dunque non sarà facile in futuro continuare a condurre queste ricerche.

Dr. Walter La Gatta

Fonte:
Split brain: divided perception but undivided consciousness, Yair Pinto David A. Neville Marte Otten Paul M. Corballis Victor A. F. Lamme Edward H. F de Haan Nicoletta Foschi Mara Fabri, Brain, doi: 10.1093/brain/aww358, published 24 January 2017.

Immagine:
Wikimedia, esperimenti su pazienti con cervello diviso.

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Dr. Walter La Gatta
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