coito interrotto

Cosa è il coito interrotto?

L’atto sessuale, detto anche  ‘coito’, può interrompersi se il maschio estrae il pene dalla vagina prima dell’eiaculazione. Da qui il termine medico-scientifico di ‘coitus interruptus’.

Perché talvolta il coito interrotto viene chiamato anche “onanismo”?

Questo termine si diffuse nel Settecento e deriva dal personaggio biblico Onan. Questi utilizzò la pratica anticoncezionale del coito interrotto per evitare volontariamente la nascita di figli che non avrebbero potuto portare il suo nome. Questo è il passo biblico che illustra il comportamento di Onan: “Giuda prese una moglie per il suo primogenito Er, la quale si chiamava Tamar. Ma Er, primogenito di Giuda, si rese odioso al Signore e il Signore lo fece morire. Allora Giuda disse a Onan “Unisciti alla moglie del fratello, compi verso di lei il dovere di cognato e assicura così posterità per il fratello”. Ma Onan sapeva che la prole non sarebbe stata considerata come sua; ogni volta che si univa alla moglie del fratello, disperdeva per terra, per non dare posterità al fratello. Ciò che egli faceva non fu gradito al Signore, il quale fece morire anche lui.” Genesi 38,6-10

Onanismo è quindi l’atto diretto a impedire la generazione della prole mediante dispersione del seme: per questo motivo in alcuni casi è anche sinonimo di masturbazione, ma impropriamente.

Cosa pensava Freud del coito interrotto?

Sigmund Freud considerava pericolosa questa forma interrotta di rapporto sessuale in quanto poteva innescare nell’uomo una “nevrosi d’angoscia”. Leggiamo infatti in ‘Legittimità di separare dalla nevrastenia un preciso complesso di sintomi come ‘nevrosi d’angoscia’ (1894): “la tensione fisica aumenta, raggiunge il livello di soglia al quale può risvegliare un affetto psichico, ma per una ragione qualsiasi il nesso psichico offerto è insufficiente, non giunge a formare un’emozione sessuale, perché manca qualcosa nelle condizioni psichiche per questo. Così avviene che la tensione fisica, non essendo psichicamente legata si trasforma in angoscia”.

Chi usa più frequentemente il coito interrotto?

E’ un metodo ancora molto usato da coppie che non usano altro tipo di anticoncezionali. In Italia, anche per i noti pregiudizi che ci sono ancora nei confronti dei metodi anticoncezionali, si stima che almeno il 40-50% delle coppie ricorra, come sistema di contraccezione, al coito interrotto, malgrado se ne conosca ormai l’altissima percentuale di fallimento.

Quale è l’obiettivo del coito interrotto?

L’obiettivo del coito interrotto è quello di impedire allo sperma di entrare nella vagina e dunque per evitare la gravidanza della donna.

Tutti gli uomini sanno praticare il coito interrotto?

Non tutti: lo sanno fare solo i più esperti, cioè coloro che hanno acquisito un certo controllo sull’erezione e l’eiaculazione.

Il coito interrotto è un metodo efficace per prevenire la gravidanza?

No, non è una forma particolarmente efficace di controllo delle nascite. Lo sperma può entrare nella vagina se il pene non viene ritirato in tempo dalla vagina, o se il liquido pre-eiaculatorio contiene sperma.

Il coito interrotto previene dalle malattie sessualmente trasmesse?

Assolutamente no.

Perché il coito interrotto viene usato spesso dalle coppie se non è sicuro né per prevenire le gravidanze, né per prevenire le malattie?

Per questi motivi:

  • È gratuito;
  • E’  facilmente disponibile;
  • Non ha effetti collaterali;
  • Non richiede prescrizione medica.

Sul piano sessuale, il metodo è vantaggioso per la donna?

No. La donna, con il coito interrotto, non ha alcun vantaggio, perché deve interamente affidarsi alla capacità dell’uomo di controllare il suo orgasmo (e soprattutto una sua eventuale gravidanza). Questi elementi di preoccupazione possono verosimilmente impedirle un completo rilassamento durante il rapporto ed inoltre lasciarla insoddisfatta, dal momento che il ritiro del pene può avvenire proprio nei momenti in cui la donna prova il maggiore piacere.

Sul piano sessuale, il metodo è vantaggioso per l’uomo?

No. La tensione e la necessità di controllare le proprie reazioni toglie naturalezza e spontaneità al rapporto: per questo questa pratica è inadatta a chi soffre di eiaculazione precoce. Dal punto di vista andrologico poi essa potrebbe causare, nel lungo periodo, dei disturbi alla prostata.

Quali sono i rischi concreti di gravidanza?

Le gravidanze dovute all’utilizzo ‘perfetto’ di questo metodo (cioè avendo la sicurezza di aver estratto il pene assolutamente prima dell’eiaculazione) sono del 4%. Per quanto riguarda la sua utilizzazione ‘normale’ e dunque non sempre perfetta, la media di fallimento è invece del 27%. Questo significa che, anche facendo tutto alla perfezione, ben una coppia su quattro fra quelle che utilizzano questo metodo incorre in una gravidanza indesiderata.

Quando è consigliabile usarlo?

  • Se non si possono usare altri mezzi di contraccezione;
  • Se i due partners si conoscono molto bene ed hanno una vita sessuale attiva da anni;
  • Se non si hanno problemi nell’accettare un’eventuale gravidanza.

Precauzioni

  • Quando un uomo sente che sta per eiaculare, deve ritirare immediatamente il pene dalla vagina della donna;
  • Assicurarsi che l’eiaculazione avvenga lontano dai genitali della donna;
  • Se si ha intenzione di fare sesso di nuovo entro un breve periodo di tempo, è bene che l’uomo urini e pulisca con attenzione la parte superiore del pene. Questo aiuterà a rimuovere qualsiasi traccia di sperma rimanente dall’eiaculazione precedente.

Dr. Walter La Gatta

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Dr. Walter La Gatta
Dr. Walter La Gatta

Libero professionista ad Ancona ,Terni e Civitanova Marche

Si occupa di:

Psicoterapie individuali e di coppia
Terapie Sessuali (Delegato Regionale del Centro Italiano di Sessuologia per le Regioni Marche e Umbria) 
Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

Riceve ad Ancona,Terni , Civitanova Marche e via Skype, su appuntamento.

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Co-fondatore dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

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