vita

Gentile dottoressa, le scrivo per avere un suo aiuto a capire ciò che sta succedendo nella mia vita e in quella della mia famiglia. Ho 50 anni e sono sposato da 21 anni con mia moglie che ne ha 48 ( ci conosciamo da circa 29 anni). Abbiamo un figlio di 18 anni. Il nostro rapporto è stato fino a qualche mese fa di quelli molto tranquilli, senza scossoni e, apparentemente (questo è ciò che percepivo e-credo- pensassero gli altri ) molto solido. Ad un tratto, alla fine dello scorso mese di Settembre, tutto è cambiato… E’ bastato che un giorno facessi notare a mia moglie che mi sembrava che fossimo un pochino tristi senza capire bene i motivi per cui ciò avvenisse. Alla mia constatazione seguiva un suo sfogo che per me è stato come un’onda di piena che mi ha investito e travolto. In pochi attimi e un discorso nemmeno troppo lungo, tutta la nostra convivenza è stata ri-analizzata arrivando ad affermare che lei si era annullata a causa dell’amore provato per me e che io avevo vissuto tutti questi anni prevaricandola, impedendole di essere se stessa, cercando di chiuderla all’interno di un recinto, riservando la maggior parte del mio tempo e delle mie energie al mio lavoro e ai miei libri ( sono un docente universitario e conduco un’attività di ricerca in campo scientifico). Dopo i primi attimi di autentico stupore ( era quanto di più lontano potessi immaginare!) ho realizzato la gravità della cosa ed ho cercato di capire che cosa si potesse fare. Ho proposto di rivolgerci immediatamente ad un terapeuta ma, pur non ricevendo un rifiuto netto, mia moglie mi ha fatto capire che riteneva molto più utile per lei, in quel momento, riflettere da sola sulla situazione e rimandare questa decisione. Inutile dire che da quel momento tutta la nostra vita intima è cambiata: niente più rapporti sessuali, coccole, baci ma solo qualche raro abbraccio o carezza ( ma solo in privato, in quanto in pubblico non vuole che le prenda neanche la mano!). E’ trascorso da allora un periodo di inferno durante il quale si alternavano momenti drammatici in cui lei piangeva e si disperava ( a suo dire in quanto in preda al rimorso per la sofferenza che mi stava infliggendo) a momenti in cui sembrava che potessimo ritrovare un’armonia. Molte volte mi ha accusato di “non fare niente”, ovvero di non riflettere sulla nostra situazione ma limitarmi semplicemente ad attendere una sua decisione che non arrivava. Mi ha ripetuto infinite volte che mi vuole un bene grandissimo ( e che me ne vorrà sempre) ma che qualcosa si è rotto che non sente più l’attrazione di pr Come vede, sono veramente molto confuso e ho grandi difficoltà ad andare avanti in questa situazione di grandissima incertezza. Dormo poco, cambio continuamente umore. Ogni tanto, quando la situazione mi appare troppo degradata perché possa pensare che qualcosa si potrà ricostruire, sono tentato di raccontare pacatamente a mio figlio la mia versione dei fatti e uscirmene da quella che mi appare ogni giorno di più una trappola, ma fino ad ora non ho mai trovato la forza per farlo. In ogni caso, La ringrazio anticipatamente per l’attenzione che vorrà riservare a questo mio sfogo. Distinti saluti Roberto

Gentile Roberto,

Sicuramente questo è un momento di grande confusione, ma è anche un momento in cui entrambi siete divenuti consapevoli che qualcosa nel vostro rapporto non va più bene e che c’è bisogno di fare qualcosa per ristabilire un minimo di serenità. Anzitutto va considerato che state vivendo un’età di transizione: vostro figlio sta diventando maggiorenne, il “nido” sta per svuotarsi e le abitudini nel tempo accumulate sembrano ormai non avere più alcun senso. Infatti, dopo tanti anni in cui vi siete occupati soprattutto della educazione e della sana crescita di vostro figlio, ora dovete ritrovarvi come coppia e questo non sempre è facile, perché ovviamente voi non siete più i ragazzi di un tempo: la vita vi ha necessariamente cambiato, nel corpo, nelle conoscenze, nelle esperienze, nelle esigenze. A questo punto dunque va completamente rinegoziato il vostro modo di stare insieme, i vostri rispettivi ruoli nella coppia, i compiti nella vita quotidiana. E’ possibile che sua moglie senta davvero tutte le cose che le ha detto, ma forse la loro portata è stata ingigantita da uno stato di leggera depressione, che la porta a guardare in modo pessimistico tutto ciò che la circonda. Avere delle discussioni e dei litigi è comunque un’espressione di vitalità nella coppia e voi dovreste prendere questo momento di riflessione come una opportunità che vi si offre per migliorare il vostro stile di vita ed essere entrambi più felici, non solo come famiglia, ma anche come coppia. Il consiglio che sento di darle, a parte quello di rivolgersi ad un esperto, cosa che peraltro lei ha già preso in considerazione, è quello di ascoltare le esigenze di sua moglie, di mettersi in discussione, di mostrarsi disponibile a modificare alcune sue abitudini, magari chiedendo in cambio altre cose da sua moglie, che la renderebbero più felice nel rapporto con lei. Cercate di trovare o ri-trovare degli hobbies da condividere, fatevi dei nuovi amici, tornate a manifestare attenzione verso le esigenze dell’altro. A livello personale le consiglierei, come del resto implicitamente le chiede sua moglie, di uscire dall’apatia in cui sembra precipitato: la sua casa, la sua famiglia, non sono una trappola, perché lei non è una vittima inconsapevole di questo sistema, ma un protagonista. Cerchi dunque di mostrarsi attivo e sereno, evitando, questo si, di tornare su discorsi poco costruttivi e inconcludenti, che si attorcigliano su sé stessi, senza produrre cambiamenti. Auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
Immagine: Banootah

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