Freud e l’ipnosi: declino di Charcot e ascesa di Bernheim

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Freud e l’ipnosi: declino di Charcot e ascesa di Bernheim

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Nell’immagine: Hyppolite Bernheim

Charcot era famoso presso i suoi contemporanei per la sua attività legata all’isteria e all’ipnotismo. Il suo aprire le porte al mondo sconosciuto dell’inconscio, attraverso l’ipnosi, ispirò molti scrittori dell’epoca, come Alphonse e Leon Daudet, Zola, Maupassant e, più tardi, Pirandello e Proust.

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Il soggiorno di Sigmund Freud a Parigi, nel 1885, per imparare l’ipnosi da Charcot, segna un’importante rottura epistemologica nella sua carriera. Freud era infatti stato formato come neurologo nella scuola di medicina di Vienna, dai migliori luminari dell’epoca:  Ernst Brücke, Sigmund Exner, Theodor Meynert e Hermann
Nothnagel.

L’incontro con Charcot cambiò completamente il modo in cui Freud guardava alla medicina e fu il primo passo verso lo studio della psicologia del profondo.

Quando Sigmund Freud arrivò a Parigi faticò molto ad adattarsi, a causa del suo francese inadeguato e della sua tendenza all’introversione, come racconta lui stesso nella sua autobiografia. Quando seppe che Charcot stava cercando un traduttore in lingua tedesca delle sue Leçons sur les maladies du système nerveux si fece avanti, ed ebbe il prestigioso incarico. Freud dunque assistette alle lezioni di Charcot e studiò anche le sue teorie riga per riga, concentrandosi sulla traduzione.

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Jean-Martin Charcot era nato nel 1825 a Parigi. Si era laureato in Medicina presso l’Università di Parigi nel 1853 e lavorava alla Salpêtrière da trentatré anni. Era diventato professore di Anatomia Patologica nel 1872 e Professore di Neurologia nel 1882 presso l’Università di Parigi.

La sua reputazione internazionale era dovuta ai suoi studi clinici e alla classificazione di molte malattie. Solo a fine carriera iniziò a studiare l’isteria e ad usare l’ipnosi.

Il suo interesse per l’ipnosi, l’isteria e le malattie nervose non era solo importante per la neurologia, ma aveva anche implicazioni politiche. Charcot infatti era un anticlericale e i suoi studi sull’isteria rappresentavano la spiegazione scientifica relativamente alle antiche pratiche religiose dell’esorcismo.

Quando Freud arrivò a Parigi, Charcot era già famoso per le sue lezioni, quasi teatrali, dove dimostrava che gli isterici sono facilmente ipnotizzabili.

Sappiamo dalla testimonianza di un ospite americano che, all’inizio del 1893, Charcot era in pessime condizioni di salute, anche se ancora vivace intellettualmente. Nell’agosto dello stesso anno però, durante una vacanza a Vézelay, morì improvvisamente nella sua camera d’albergo.

La memoria di Charcot, per quanto riguarda lo studio dell’isteria, svanì presto e le sue opere furono in seguito ripudiate da molti discepoli.

Ma Charcot non fu l’unico, all’epoca, a utilizzare l’ipnosi in ambito medico.

La scuola di Nancy era stata fondata da Ambroise Liébeault,un medico che oltre che di medicina ufficiale si interessava anche di ‘magnestismo’, cioè ipnotizzava i suoi pazienti e provava a farli guarire attraverso la suggestione.

Il medico francese ipnotizzava invitando i suoi pazienti a guardarlo negli occhi, mentre suggeriva loro la sensazione di una sonnolenza crescente. Quando il paziente era leggermente ipnotizzato, Liébaeault lo rassicurava che tutti i suoi sintomi erano scomparsi. La maggior parte della clientela era costituita da povera gente. I colleghi medici lo consideravano invece un ciarlatano.

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Nel 1882 però un professore rinomato, Hyppolite Bernheim, fece visita al vecchio Liébeault e si convinse delle sue idee, tanto da introdurre il suo metodo nell’ospedale universitario.

Bernheim (1840-1919) era una persona minuta, dagli occhi azzurri, che parlava con voce dolce, ma dirigeva il suo reparto ospedaliero con molta autorità. E con altrettanta autorità ipnotizzava i pazienti.

In opposizione a Charcot, egli affermava che l’ipnosi non era una condizione patologica presente solo negli isterici, ma era invece un effetto della ‘suggestione’. Egli negava la validità della teoria dell’isteria di Charcot e affermava che le condizioni isteriche mostrate alla Salpetrière erano artefatte.

Con il passare del tempo, Bernheim si servì sempre meno dell’ipnotismo, sostenendo che gli effetti che si potevano ottenere con tale metodo erano ottenibili anche per mezzo di suggestione nello stato vigile, un procedimento che la scuola di Nancy chiamò “psicoterapia“.

Anche Freud si interessò a queste teorie: nel 1889, a Nancy, incontrò Hyppolite Bernheim ed il vecchio Liébeault, rimanendo molto colpito dall’incontro, tanto che decise di tradurre dal francese anche il libro di Hyppolite Bernheim sull’uso terapeutico della suggestione “Ipnotismo e suggestione” (1887).

Verso il 1900 Bernheim veniva considerato il più grande psicoterapeuta d’Europa, ma anche lui, dieci anni dopo, finì dimenticato.

Fonte principale: Ellenberger, La scoperta dell’inconscio, Boringhieri

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