depressione e Alzheimer

I sintomi della depressione in tarda età sono stati associati ad un aumentato rischio di malattia di Alzheimer, ma ancora non è chiaro se la depressione sia la causa o l’effetto della malattia. I ricercatori hanno ipotizzato che, in alcune persone, il morbo di Alzheimer possa essere un lungo processo che inizia molti anni prima della comparsa effettiva della perdita della memoria: in questo caso la depressione sarebbe dunque uno dei primi sintomi, nella fase iniziale della malattia. In alternativa, c’è l’ipotesi che la depressione possa in qualche modo danneggiare il cervello, rendendolo vulnerabile ai danni del morbo di Alzheimer.

Nel loro studio, gli scienziati della University of Washington hanno deciso di chiarire la relazione tra depressione e morbo di Alzheimer attraverso lo studio di 3.410 anziani residenti nella zona di Seattle. All’inizio dello studio, meno di uno su 10 dei partecipanti aveva sintomi di depressione. Più di uno su cinque aveva però avuto problemi di depressione in precedenza. Gli uomini e le donne, dai 65 anni in su, sono stati seguiti per una media di sette anni. Durante questo periodo, 658 di loro, cioè circa il 19 per cento, si sono ammalati di Alzheimer, o di un’altra forma di demenza.

Risultato: coloro che avevano sofferto di depressione dopo i 50 anni avevano una maggiore probabilità, in termini statistici, di sviluppare il morbo di Alzheimer durante il periodo di studio. Il rischio è aumentato anche quando i ricercatori hanno preso in considerazione l’età, la scolarizzazione e altri fattori di rischio noti per il morbo di Alzheimer.

Altre ricerche mostrano che la malattia di Alzheimer è preceduta da un periodo in cui la persona si preoccupa per la perdita di memoria e di concentrazione. Ad esempio, potrebbe rispondere “Sì” a domande quali : “Pensi di muoverti più lentamente di quanto facevi prima?”, “Ti senti più stanco del solito?” e “Hai problemi di concentrazione?” Del resto le preoccupazioni circa la perdita della memoria possono, comprensibilmente, far sentire le persone depresse.

Questo studio ha cercato di chiarire se i sintomi della depressione siano un segno precoce del morbo di Alzheimer: se le persone che erano state depresse in giovane età si fossero ammalate di morbo di Alzheimer in età avanzata, questo avrebbe potuto essere visto come un’evidenza del fatto che la depressione può essere causa della malattia. In questo studio tuttavia si è riscontrato che una storia di depressione avuta prima dei 50 anni non ha aumentato il rischio di sviluppare il morbo di Alzheimer in età anziana, il che dimostra che i sintomi della depressione in età avanzata possono essere segni precoci della malattia. Le persone che raggiungono un alto punteggio in un test sulla depressione, così come quelle che avvertono dei cambiamenti psico-motori corrono infatti un rischio maggiore di sviluppare la malattia.

La comprensione dei meccanismi che collegano la depressione con il morbo di Alzheimer potrebbe suggerire in futuro nuovi approcci, allo scopo di ritardare l’insorgenza della demenza. In ogni caso, saper riconoscere esattamente i sintomi della depressione potrebbe essere utile, anche perché questi, a differenza dell’Alzheimer, possono essere curati.

I sintomi della depressione sono i seguenti:

* Sentirsi tristi, apatici, o disperati per settimane o mesi

* Perdita di interesse nelle attività quotidiane, in particolare quelle che un tempo si svolgevano con piacere

* Scarso appetito e perdita di peso, o aumento dell’appetito e eccessivo aumento di peso

* Sonno agitato, risvegli ripetuti durante la notte, o aumentato fabbisogno di sonno

* Sensazione di essere ansiosi o agitati

* Disturbi del pensiero e difficoltà di concentrazione

* Concentrazione su disturbi fisici non gravi

Dr. Giuliana Proietti

Fonte: Ge Li; Lucy Y. Wang; Jane B. Shofer; Mary Lou Thompson; et al: Temporal Relationship Between Depression and Dementia: Findings From a Large Community-Based 15-Year Follow-up Study. Archives of General Psychiatry. Sept. 2011; Vol. 68(9): pages 970-977, via Depression in Seniors Linked to Increased Alzheimer’s Risk, Alzinfo

Immagine:

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Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
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