disturbo bipolare

E’ piuttosto diffusa l’idea che il disturbo bipolare sia anche una fonte di intelligenza, creatività o perfino genialità. E’ bello pensare che una persona, durante la sua fase maniacale riesca comunque a creare opere artistiche o letterarie. Sull’argomento qualche anno fa, nel 1989, la psicologa Kay Redfield Jamison, che aveva anche la caratteristica di essere un soggetto bipolare, pubblicò il volume Touched With Fire in cui parlava proprio di questo legame fra malattia e creazione artistica.

Il problema in questo caso è quello di riproporre soprattutto degli aneddoti, non dei dati scientifici veri e propri, in quanto in realtà poco si sa sulle patologie di persone che hanno vissuto nel passato, come Virginia Woolf, oppure Ernest Hemingway, Charles Dickens, Paul Gauguin ecc.

Nel 2012 lo psichiatra Robin M. Murray e il suo team hanno condotto uno studio relativo ai risultati scolastici di un gruppo di 700.000 studenti svedesi che avevano 16 anni nel periodo 1988-1997. I ricercatori hanno anche studiato i dati ospedalieri relativi ai pazienti ricoverati per disturbo bipolare fino al 2003 (il che ha riguardato 280 degli studenti presi in esame nello studio) e per schizofrenia (483 studenti facenti parte del campione).

Risultati: coloro che avevano delle valutazioni scolastiche che superavano la media di più di due deviazioni standard correvano un rischio statisticamente significativo (tre volte tanto) di ammalarsi di disturbo bipolare.  Gli studenti con scarse valutazioni scolastiche (più di due deviazioni standard sotto la media), correvano ugualmente un rischio significativamente più elevato (due volte tanto), di ricevere una diagnosi di disturbo bipolare. Al contrario, il rischio per una successiva diagnosi di schizofrenia aumentava solo tra gli studenti che avevano uno scarso rendimento scolastico. Da questo punto di vista dunque, un alto rendimento scolastico all’età di 16 anni potrebbe apparire rassicurante riguardo ad un improbabile successivo sviluppo della schizofrenia.

Dopo aver presentato questa ricerca presso lo European College of Neuropsychopharmacology il Prof. Murray ha chiarito in un’intervista che lui non crede molto al legame disturbo bipolare-creatività (legame più folcloristico che scientifico, a suo parere). E’ vero, ha detto, può accadere di imbattersi in questo tipo di famiglie, dove disturbo psichiatrico e creatività coesistono. Va però detto, fa notare lo studioso, che i pazienti con disturbo bipolare provengono soprattutto da famiglie di livello sociale superiore, rispetto ai pazienti schizofrenici. E questo va tenuto presente. E’ ovvio che le persone che appartengono a livelli medio-alti della popolazione tendono ad essere più brillanti rispetto ad altri soggetti più svantaggiati.

Dunque, questa correlazione disturbo bipolare-creatività non è provato che ci sia ed inoltre potrebbe essere un errore considerare una persona con disturbo bipolare un “creativo”, in quanto potrebbe portare a sottovalutare i pericoli che la malattia comporta, per sé e per gli altri.

Dr. Walter La Gatta

Fonte:
Does a Bipolar Disorder and Intelligence Link Matter? FamilyPracticeNews
Immagine:
David Castillo, Free Digital Photos

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