Easterlin Paradox

Easterlin Paradox: i soldi non fanno la felicità?

I ricchi sono in media più felici delle persone più povere e i paesi più ricchi sono più felici dei paesi più poveri. Eppure la crescente ricchezza nazionale non è sempre accompagnata da una crescente felicità, a livello nazionale: questo è il famoso Paradosso di Easterlin, dal nome dell’economista Richard Easterlin, che per primo osservò questo fenomeno. Tra il 1946 e il 1970, infatti, gli Stati Uniti avevano visto una notevole espansione economica; eppure i sondaggi mostravano che la sensazione di felicità provata dalla popolazione in tutto questo periodo del boom del dopoguerra non era aumentata.

Gli studi di Easterlin hanno riguardato non solo i paesi ricchi, ma anche quelli in via di sviluppo. “Con l’aumento così rapido del reddito in alcune nazioni in via di sviluppo, sembra incredibile che non si registri in questi paesi il netto miglioramento del benessere soggettivo che gli economisti ed i politici di tutto il mondo si aspettano di trovare” dice infatti l’economista.

Easterlin ha citato, nei suoi report, le ricerche condotte in Cile, Cina e Sud Corea. In questi paesi, il reddito pro capite è raddoppiato in meno di 20 anni, ma la felicità non sembra aver seguito lo stesso percorso. In Cina e in Cile sembravano esserci stati dei piccoli miglioramenti nella soddisfazione di vita, ma i numeri non sono risultati statisticamente significativi. Per la Corea del Sud c’è stato un aumento modesto, ancora una volta non statisticamente significativo, del livello di soddisfazione di vita nei primi anni Ottanta, ma poi è diminuito dal 1990 al 2005.

“A cosa ci conduce tutto ciò? Se la crescita economica non è la via principale per raggiungere una maggiore felicità, che cosa potrebbe essere?” dice Easterlin. “Potremmo aver bisogno di concentrare le politiche più direttamente sulle cose urgenti che riguardano le persone, come la salute e la vita familiare, piuttosto che sulla mera escalation di beni materiali.”

La pubblicazione dei risultati di Easterlin ha creato alcune controversie. Alcuni studiosi hanno respinto il paradosso e indicato paesi in cui la crescita economica è stata accompagnata da una crescente felicità. Altri studiosi,
Easterlin incluso, hanno fornito ulteriori esempi del paradosso: paesi in cui la crescita economica era accompagnata da tendenze alla felicità piatte o verso il basso. L’enigma è ancora irrisolto: non sappiamo quando e perché la crescita economica aumenti la felicità e quando invece questo fenomeno non si verifica.

Shigehiro Oishi e Selin Kesebir della Harvard University hanno tuttavia cercato di verificare se alcuni fattori, come la disuguaglianza di reddito potesse in parte giustificare i risultati contrastanti. Man mano che l’economia cresce, quella crescita non è in genere condivisa allo stesso modo. A meno che non vi siano meccanismi di ridistribuzione che si pongano come ostacoli, i ricchi vedono un aumento sproporzionato del reddito pro capite – o in termini più comprensibili, i ricchi diventano sempre più ricchi, e la disuguaglianza sociale cresce.

Vi sono molteplici motivi per ritenere che tali aumenti della disuguaglianza di reddito annullino e addirittura invertano alcuni degli effetti positivi della crescita economica sul benessere. Innanzitutto, la disuguaglianza è stata collegata a livelli più bassi di fiducia negli altri e ad un ridotto senso di equità (la fiducia e l’equità sono entrambe fattori predittivi della felicità).

In secondo luogo, la disuguaglianza di reddito è collegata a un minor numero di opportunità economiche, a una minore mobilità sociale, a una salute generale più povera e a livelli più elevati di criminalità. Tutte queste sono cause di stress e di ansia, che tolgono al cittadino il senso generale di sicurezza, e fanno percepire un minor benessere della società.

Quindi, le istanze del paradosso Easterlin possono essere più probabili quando la crescita economica è accompagnata da una crescente disuguaglianza di reddito.

Per testare questa idea, i ricercatori della Università di Harvard hanno esaminato modelli di reddito pro capite, disuguaglianza e felicità in due serie di dati provenienti da 34 paesi. Il primo gruppo era composto da 16 economie sviluppate come la Francia, la Finlandia, la Spagna e  il Giappone. Risultato: quando la disuguaglianza di reddito in un paese era bassa, in media un aumento del PIL pro capite era associato ad un aumento della soddisfazione della vita. Quando la disparità di reddito era elevata, un aumento del PIL pro capite era praticamente estraneo alla soddisfazione della vita. Per questo insieme di paesi, una volta controllato statisticamente l’effetto della disuguaglianza di reddito, la crescita economica era tipicamente associata ad un aumento della soddisfazione della vita.

I dati per la seconda serie di analisi sono stati presi in paesi dell’America Latina, come Argentina, Brasile e Colombia. Anche qui è stato visto che i livelli di disuguaglianza possono spiegare la relazione tra crescita economica e felicità. Ma c’era una novità: per questo insieme di paesi, la crescita economica era associata ad un effetto complessivo negativo sulla felicità.

Anche quando la disuguaglianza era bassa, l’aumento del PIL pro capite era associato a una lieve diminuzione della soddisfazione della vita. (Era associato a una maggiore diminuzione della soddisfazione della vita quando la disparità di reddito era alta.) In altre parole, la crescita del reddito era in media dannosa per la felicità in questi paesi nel periodo studiato, con l’aggiunta che la disuguaglianza aggravava ulteriormente l’effetto negativo della crescita economica sulla felicità. Questo è un caso tipico del paradosso di Easterlin.

Questi dati sembrano aver chiarito due cose: in primo luogo, in entrambi i gruppi di paesi, la disuguaglianza sociale era associata a livelli più bassi di felicità. In secondo luogo, l’ineguaglianza attenua anche l’effetto positivo dello sviluppo economico sulla felicità. Per la serie di paesi sviluppati, la relazione positiva tra crescita del reddito e felicità è scomparsa con l’aumento della disuguaglianza. Per i paesi dell’America Latina, la relazione negativa tra crescita del reddito e felicità si è addirittura rafforzata con l’aumento della disuguaglianza.

Perché la relazione tra crescita del reddito e felicità si è mostrata diversa nei due gruppi di paesi? Le risposte possono essere due: perché i paesi latinoamericani sono in media più poveri rispetto alle economie più avanzate, o perché sono molto più diseguali.

Oltre al dato delle disuguaglianze sociali, sarebbe utile considerare anche altri aspetti che incidono sulla felicità: ad esempio l’ambiente.

Ora, un nuovo studio pubblicato sul Journal of Environmental Economics and Management suggerisce infatti questa ragione per il mancato aumento della felicità in Cina: l’inquinamento atmosferico.

I ricercatori della Beijing Peking University e della Yale University negli Stati Uniti hanno estratto i livelli (self report) di felicità percepita nel China Family Panel Studies, un’indagine rappresentativa a livello nazionale, che include le informazioni geografiche degli intervistati e le date in cui sono stati intervistati. Sono state poi abbinate queste misure di salute psicologica con gli indicatori di inquinamento atmosferico per le aree corrispondenti alle persone intervistate.

Secondo la ricerca, non sembra esserci un effetto sulla soddisfazione nel lungo termine. La presenza del pesante inquinamento in Cina evidentemente fa sentire le persone meno gioiose, anche quando non si hanno effetti immediati sulla salute.

Ciò che, a questo punto si può dire con certezza è che è un errore equiparare il PIL al benessere. Non è scontato che la crescita dell’economia creerà per un popolo più felice.

Dr. Giuliana Proietti

Fonti:
The Guardian
Harvard Business Review
Quartz

Immagine:

Pixabay

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Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona Civitanova Marche, Fabriano
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

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