Fare delle scelte – Consulenza online

fare delle scelte

Gentile Dottoressa,
ho quasi 31 anni e un pensiero che mi assilla da un anno o più. Non sono in grado di capire se desidero o no un figlio. E’ facile ridurre tutto ad una semplice frase, difficile spiegare i terrificanti moti interiori del mio animo. Ho una relazione stabile e felice con una persona estremamente paziente e comprensiva. Nel corso della mia vita ho sofferto (ma oserei dire soffro ancora) di depressione, dalla quale sono (forse) uscita ad intervalli irregolari, grazie ad una gentilissima dottoressa che ha saputo insegnarmi a scavare nel profondo. Sono molto insicura, o forse credo di esserlo. Mi guardo indietro e non mi capacito di tutto quello che sono riuscita a fare. Ho vissuto e lavorato all’estero, ho realizzato i miei sogni, anche se a volte mi sono resa conto che stavo scappando da una situazione familiare poco piacevole. Ma non mi pento di niente, rifarei tutto quanto. 

Ho avuto esperienze meravigliose e conosciuto persone altrettanto meravigliose, che ora fanno parte del mio piccolo tesoro che chiamo amicizia. Nonostante questo sento che mi manca ancora qualcosa, sento che sono alla ricerca di qualcosa e non capisco che cosa sia. Il confronto con le coetanee che si sposano e che diventano madri è quasi inevitabile. Sono atea. Mi piace l’idea del matrimonio, del progetto di vita insieme e so che prima o poi accadrà perchè è quello che voglio. Ma il pensiero dei figli mi tormenta. Le parole come GRAVIDANZA e PARTO sono per me difficili da pronunciare. Ed è difficile parlarne anche con il mio ragazzo. Mi altero senza motivo, mi innervosisco inutilmente e non capisco il perchè. Dato che il tema è molto delicato, abbiamo deciso di affrontarlo a piccole dosi. Inoltre ho una pessima opinione del mondo maschile. Non so bene da cosa sia causata, ma ho quasi la sensazione che gli uomini siano guidati fortemente dal loro istinto sessuale, e questo li riduce ai miei occhi a poveri animali senza cuore ne coscienza. Lo so, sono molto dura. Rabbrividisco all’enesima notizia che riporta l’ennesimo caso di stupro. Ma ancora non capisco cosa non va.
Dopo una lunga serie di riflessioni sono arrivata alla conclusione che non è tanto il bisogno di essere simile agli altri che mi fa stare male: sono quasi sicura che se decidessi di non diventare madre sarei in grado di farmi accettare, nonostante i pregiudizi di questa nostra ambigua società.
E allora cosa mi tormenta? Ho ripensato al rapporto con mia mamma. L’adolescenza è stata una bufera terribile, disastrosa e che ha lasciato diverse cicatrici dentro di me, ma ora è cambiato tutto: il rapporto è positivo, è diventata la mia confidente. Anche se mi rendo conto che non potremmo più vivere sotto lo stesso tetto, sono contenta che lei ci sia e temo molto il momento in cui dovrò dirle addio.
E allora proprio non capisco: mi piacciono i bambini ma non sono sicura di volermi assumere questa enorme responsabilità. Ho forse paura che scada presto il mio tempo a disposizione? Forse ho paura di pentirmi della mia scelta di non averne? O al contrario ho paura di pentirmi di averne e non essere in grado di amarli come vorrei? Non mi va che i figli passino attraverso i momenti difficili che ho vissuto io. Non mi va di farlo “solo perchè E’ ORA” come ho sentito dire a molte: questo mi fa molta rabbia. Per fortuna non ho pressioni da parte della mia famiglia, ne da parte di quella del mio ragazzo. Eppure a volte mi piacerebbe poter insegnare a crescere ad una personcina che è frutto dell’amore.
Sto scrivendo e mi rendo conto che sono più confusa di quando ho iniziato.
Ho fatto molta fatica ad accettare il mio fisico (magra e seno inesistente). Faccio fatica a definirmi DONNA, perchè in fondo mi sento una ragazza, un’adolescente con qualche conto in sospeso ancora da chiarire.
Probabilmente devo trovare un equilibrio dentro di me, ma COME??!!
Grazie per l’ascolto…
Spirito libero

Gentilissima Spirito Libero,

Quando, a livello inconscio, non si desidera affrontare le proprie difficoltà ed i propri disagi, la soluzione può essere quella di porsi un numero infinito di problemi: questo non solo genera una grande confusione, che stordisce come una droga, ma soprattutto evita alla persona di compiere delle scelte e di assumersi delle responsabilità.
Forse, dopo i trenta anni, sente più vicino il momento del matrimonio e questo acuisce in lei il timore di perdere la sua libertà, oltre che la paura di tornare a vivere una situazione familiare non facile, come quella che si è lasciata alle spalle.
Direi che, parlando in generale, è apprezzabile che una persona non voglia giungere al matrimonio e alla genitorialità semplicemente per caso, magari solo per far contente altre persone che premono in quella direzione, ma esagerare in tal senso potrebbe essere molto negativo e controproducente. Tutto infatti, nella vita, cambia, matura, si trasforma ed anche la scelta più convinta e consapevole potrebbe nel tempo rivelarsi un errore, così come a volte una scelta fatta “per caso” potrebbe, nel tempo, confermarsi valida e opportuna (o, quanto meno, non così sbagliata…)
Non bisogna avere paura della propria libertà di agire e di scegliere e quando c’è (se c’è) qualcosa che non va, occorre affrontarla e, se possibile, risolverla, evitando di trincerarsi dietro alibi e distrazioni mentali che sono solo un’offesa alla sua intelligenza.
Le faccio molti auguri.

Dr. Giuliana Proietti, psicoterapeuta, Ancona

Immagine: Andreas Praefcke, Wikimedia

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Dr. Giuliana Proietti
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Psicoterapeuta Sessuologa
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