Freud: nascita del concetto di ‘transfert’

Freud: nascita del concetto di ‘transfert’

Freudiana di Psicolinea

Freudiana

Un percorso dedicato alla vita, alle opere e al pensiero di
Sigmund Freud,
attraverso articoli, approfondimenti e video divulgativi chiari e accessibili.

A differenza di Breuer, Freud non fuggì di fronte all’attrazione sessuale che le pazienti manifestavano nei suoi confronti: con sorprendente rigore empirico considerò questi sentimenti come ulteriori dati scientifici forniti dalle sue pazienti isteriche, che andavano integrati e capiti.

Per Freud infatti, l’attrazione sessuale che le pazienti manifestavano nei suoi confronti rappresentava un modo di rivivere e di far rivivere antichi sentimenti sessualizzati, che erano stati associati con la nevrosi originaria del paziente. Egli riconobbe i sentimenti sessualizzati nel rapporto terapeutico come un’importante forma di resistenza: i sentimenti sessualizzati prendevano il posto dei precedenti sintomi nevrotici.

INIZIA SUBITO UNA TERAPIA DI COPPIA ONLINE
Con la Dott.ssa Giuliana Proietti

Ciò che lo portò a formulare il concetto di ‘nevrosi di traslazione’ (o transfert) fu il riconoscere che i sentimenti sessualizzati nei suoi confronti rappresentavano una forma nuova e mascherata della nevrosi originaria.

La nevrosi di traslazione era una forma nuova e particolare di nevrosi, legata specificamente al processo del trattamento in cui i sentimenti del paziente per il terapeuta sostituivano più antichi sintomi nevrotici.

Spiegando la traslazione (o transfert) in termini dinamici e considerando la nevrosi di traslazione come una forma specifica di resistenza, Freud iniziò la tecnica dell’analisi della traslazione come si usa oggi.

Leggi anche:  Freud e l’Ottocento: il contesto storico, politico e culturale

Fonte principale:

Zetzel E., MeissnerW.W., Psichiatria psicoanalitica, Boringhieri

Nb: ‘nevrosi di traslazione’, ‘transfert’ e ‘traslazione’ sono sinonimi nel linguaggio psicoanalitico

Dott.ssa Giuliana Proietti 

Immagine in evidenza:
Studio Freud, Freud Museum

Lascia un commento