genitori depressi

Salve, sono una ragazza di 19 anni e mi chiamo Erica.
Di recente, sono venuta a conoscenza (vedendo i miei genitori che si comportavano in maniera strana) di una realtà che mi ha fatto molto male: mio padre soffre di depressione da tanti anni (io stessa non saprei dire quanti) e mia madre ha sempre cercato di risollevare questa situazione (inutilmente). Ora lui non volendo andare in vacanza, non volendo uscire, dovendo sempre far trovare scuse a mia madre per rimanere in casa, ha fatto crollare lei. Ed ora io mi trovo spiazzata in una situazione non di litigio (perchè neanche si parlano) ma di indifferenza totale, con una marea di rancore con cui si attaccano quelle poche volte che si parlano. Inizialmente mi era stato detto solo che me lo avevano detto perchè ero abbastanza grande per vedere le cose ma che non volevano mettermi in mezzo, ma a me sembra esattamente l’opposto: quando si dividono e sto nella stessa stanza con mia mamma lei si mette a piangere e non vuole neanche rispondermi, quando sto nella stessa stanza con mio padre continua a chiedermi di fare questo e quello per sistemare la situazione, viene persino a svegliarmi.
E quando cerco di uscire e svagarmi mio padre mi rinfaccia di avere troppa libertà e di dover stare con loro, non lasciandomi poi uscire. Ma stare con loro è l’ultima cosa che voglio. Non mi sento nè in dovere, nè abbastanza forte per risolvere la situazione, essendo anche figlia unica. Fin da piccola mi hanno sempre insegnato di dover saper badare a me stessa, non mi hanno mai aiutato con i miei problemi perchè dicevano che loro non dovevano entrarci e che dovevo “arrangiarmi” e non vedo perchè ora io devo essere il loro capro espiatorio trovandomi non con uno, ma con ben due genitori in depressione.

Gentile Erica,

La depressione si cura con dei farmaci o con delle psicoterapie: non può essere la moglie a curare il marito, altrimenti il risultato migliore che ci si può attendere è che diventi depressa anche lei, come è di fatto successo. D’altra parte, non è giusto che lei si tiri fuori dalla situazione come se non la riguardasse: questo poteva andare bene in passato, quando lei era una bambina o un’adolescente. Ora però lei è abbastanza grande per poter far sentire la sua voce. Se i suoi genitori le chiedono aiuto, è perché non sanno uscire fuori da una situazione in cui si sentono entrambi intrappolati ed avrebbero un disperato bisogno di un intervento esterno, che li possa aiutare a sbrogliare la matassa.
Poiché, d’altra parte, lei non si può improvvisare psicologa o assistente sociale, ciò che dovrebbe fare, come figlia, è invitarli, con pazienza e gentilezza, a pensare alla loro salute e alla loro felicità: suo padre deve farsi curare (probabilmente non è solo depresso: forse soffre anche di fobie sociali) ed insieme devono assolutamente fare una terapia di coppia, per ristabilire le cose fra loro. Il suo atteggiamento deve essere collaborativo ed accogliente con due persone che sono in chiara difficoltà, ma il suo ruolo non può che essere quello di insistere, con efficacia, affinché queste due persone accettino di farsi curare.
Cordialmente,

Dr. Giuliana Proietti, psicoterapeuta, Ancona

Immagine:

st.hanshaugenkru, Flickr

Author Profile

Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

Scrive in un Blog sull'Huffington Post


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