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Il calice pieno e la perpetua ubriaca: Intervista a Piergiorgio Odifreddi

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Il calice pieno e la perpetua ubriaca: Intervista a Piergiorgio Odifreddi

Piergiorgio Odifreddi

Intervista a Piergiorgio Odifreddi, di Giuliana Proietti

GP Molte persone si impegnano nella ricerca del trascendente per dare alla vita un senso più elevato: lei pensa che la scienza potrebbe essere capace di risolvere i problemi di fondo dell’essere umano, in modo che non vi sia più la necessità di avere questo tipo di aspirazioni metafisiche?

PGO La metafisica e il trascendente hanno importanza nella vita umana, e non c’e’ bisogno di eliminarle. Si possono però sostituire le loro versioni caricaturali, fornite dalle religioni, con le versioni mature che solo la scienza può fornire: ad esempio, la contemplazione della complessità dell’universo e della limitatezza dell’uomo è una forma elevata di
trascendenza.

GP Balzac diceva che una società di atei inventerebbe subito una religione: lei è dello stesso parere? Se la fede cristiana dovesse, per qualche ragione, essere spazzata via, lei pensa che le persone resterebbero laiche o assisteremmo alla nascita di nuove religioni?

PGO Non bisogna confondere religioni e credenze. e’ ovvio che non si può vivere senza credenze, ma non c’e’ bisogno di averne di irrazionali o di superstiziose. Il problema e’ riuscire a sostituire le religioni con qualcosa di più elevato, non di eliminare le religioni senza fornirne un adeguato sostituto intellettuale.

GP Negli anni settanta molti credevano ad una ‘religione civile’, fatta di valori umani, etici, per realizzare una società più giusta. Oggi queste fedi laiche del recente passato vengono liquidate con il termine, un po’ sprezzante, di ‘ideologie’. Cosa ne pensa?

PGO Non mi sembra che la religione o il capitalismo imperanti non siano ideologie. Ci sono però ideologie laiche e ideologie clericali, e io preferisco le prime.

GP Nel celebre articolo del 1942 “Perché non possiamo non dirci cristiani”, Benedetto Croce afferma che il Cristianesimo è stata la più grande rivoluzione che l’umanità abbia mai compiuto. E’ d’accordo?

PGO Croce diceva in realtà che non possiamo non dirci cristiani, perché il cristianesimo ha introdotto la nozione di spirito, che sta alla base della filosofia idealista, e dunque del suo pensiero: cioè, senza Cristo non ci sarebbe stato Croce. Dunque, avrebbe semplicemente potuto e dovuto dire: “perché io non posso non dirmi cristiano”. Ma ormai la filosofia di Croce è finita nel cestino dei rifiuti della storia, e con essa la sua giustificazione del valore intellettuale del cristianesimo.

GP Recentemente si è molto discusso dell’inserimento, nella carta costituzionale europea, delle così dette ‘radici cristiane’: i sostenitori di questa tesi ritengono che il cristianesimo rappresenti il completamento ed il perfezionamento del sapere filosofico greco-romano. Come la pensa in proposito?

PGO Paolo di Tarso diceva: “mentre i greci cercano la sapienza, noi predichiamo Cristo crocifissso, scandalo per i giudei e stoltezza per i pagani”. Il che significa che, per il suo stesso fondatore, il cristianesimo è contrapposto, e non complementare, alla filosofia greca. Ognuno può fare la sua scelta, ma non si può fingere che si possa avere
allo stesso tempo il calice pieno e la perpetua ubriaca.

GP Per definizione, noi europei apparteniamo al ceppo ‘indo-europeo’. Dalle sue riflessioni filosofiche e scientifiche, le sembra che le origini della nostra cultura possano essere effettivamente considerate quelle greco-romane (e poi cristiane) o permane qualcosa di più antico, come il pensiero orientale e in particolare indiano?

PGO Purtroppo la nostra visione eurocentrica ci spinge a un’autarchia intellettuale, ma sicuramente ci sono state influenze del pensiero indiano nella cultura europea: basta pensare alla sillogistica di Aristotele, che gli storici ci dicono essere una semplificazione di quella indiana. O all’uso dello zero, che era ignoto ai greci e ai romani, e fu appunto
inventato o scoperto dagli indiani, e poi tramandatoci dagli arabi.

GP Parliamo di sperimentazioni su cavie da laboratorio: probabilmente queste pratiche hanno una radice culturale giudaico-cristiana, che consente all’uomo di avvicinarsi alla natura per sottometterla. D’altra parte, una concezione di assoluto rispetto per tutte le creature dell’universo, come nel buddismo, non avrebbe permesso la creazione di farmaci utili per la cura dell’essere umano (e degli animali stessi). Quale impostazione etica le sembra più giusta, in questo caso, per guidare la scienza?

PGO Credo che preoccuparsi del rispetto degli animali sia prematuro in occidente, visto che la nostra “civilta’ ” non si preoccupa ancora neppure di rispettare gli uomini. In ogni caso, preferisco coloro che rispettano gli uomini e non gli animali a coloro che fanno il contrario: come Hitler, che era vegetariano. Naturalmente, il rispetto sia degli uomini che degli animali è il vero obiettivo da raggiungere, ma per ora mi sembra avveniristico.

GP Platone riteneva che la matematica fosse la forza trascinante verso la verità, perché stimola la filosofia a raggiungere le vette più alte del pensiero. E’ ancora così?

PGO No, ma per colpa della filosofia e non della matematica. oggi i filosofi continentali non sanno nulla di matematica, e di scienza in generale (anzi, molti di loro non sanno nulla, e basta), e proprio per questo la loro filosofia appare come una caricatura del pensiero: nel loro caso, più che di vette parlerei di abissi…

GP Torniamo ai tempi moderni: oggi gli studenti di matematica sembrano essere tornati numerosi, dopo un periodo in cui vi era stato un abbandono verso questa disciplina. A cosa è dovuto questo ritorno di interesse? E’ giustificato? Vi saranno maggiori possibilità lavorative, in futuro, per i laureati in matematica? In quali settori?

PGO Già oggi la maggioranza dei laureati in matematica trova impiego entro sei mesi dalla laurea, e la totalità entro un anno. il problema delle iscrizioni a matematica non è certo dovuto a una carenza delle offerte di lavoro, ma al fatto che si tratta di una facoltà impegnativa e difficile, alla quale spesso si preferiscono scorciatoie inutili o dannose, a partire
dalle cosiddette scienze della comunicazione.

GP La matematica è una materia ‘difficile’ per molte persone: se un teenager ‘da grande’ volesse occuparsi di scienza, quale percorso formativo gli consiglierebbe di intraprendere?

PGO Studiare, studiare, studiare. non sono il primo a dirlo, ma la ricetta e’ sempre quella.

GP Cosa pensa del numero chiuso nelle Università?

PGO In teoria, le università dovrebbero limitare le iscrizioni a un numero di studenti adeguato alle loro possibilità, cioè in base alle strutture e ai docenti che hanno: altrimenti, finiscono per offrire un servizio inadeguato, come spesso appunto fanno. In pratica, questo dovrebbe significare però un potenziamento delle strutture e delle risorse, e non una limitazione dell’accesso.

GP Lei che ha modo di valutare il rendimento di studenti di sesso maschile e femminile, trova che effettivamente gli uomini siano più dotati delle donne di pensiero logico-razionale, come anche molti studiosi delle moderne scienze neurobiologiche sembrano portati a ritenere?

PGO Il pensiero razionale è tipico dell’emisfero sinistro, e quello istintivo dell’emisfero destro del cervello. Tutti li usiamo entrambi, a seconda delle situazioni, ma ciascuno di noi ha una propensione maggiore, più o meno spiccata, per l’uno o per l’altro: immagino però che questa propensione sia più individuale che sessuale.

GP Le scienze umane potranno, nel tempo, diventare oggettive, quanto quelle della natura?

PGO Lo stanno diventando. pensiamo ad esempio alle scienze cognitive, o alle scienze della decisione, che un tempo erano relegate nella sfera della psicologia e dell’etica, e oggi invece stanno diventando sempre più scientifiche e tecniche, e sempre meno ciarlone e superficiali.

GP Mi ha molto colpito, dopo aver letto il suo libro sul Cristianesimo “Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici), ed. Longanesi”, sentirla citare Freud ed altri concetti di psicoanalisi, per spiegare alcuni comportamenti umani. Come mai nel caso della psicoanalisi la sua vis polemica non è altrettanto energica come quella utilizzata per scandagliare i passi più importanti del Vecchio e del Nuovo Testamento, alla ricerca della validità e della coerenza del costrutto?

PGO Per smentirla, le cito le prime righe del mio libro “penna, pennello, bacchetta: le tre invidie del matematico” (Laterza, 2004), che suonano così: “secondo uno dei più noti dogmi di quella religione atea, o superstizione razionalista, che Sigmund Freud battezzò psicanalisi, e che Vladimir Nabokov più accuratamente descrisse come psichiatria vudù, … “.
A proposito di Nabokov, poi, cito ogni volta che posso la sua definizione della psicanalisi, come “una cura che consiste nello spalmarsi miti greci sulle parti intime”.

GP Papa Wojtyla vedeva i principali pericoli del nostro tempo nell’individualismo e nel totalitarismo, Papa Ratzinger invece, sin dal primo giorno, si è scagliato contro il relativismo. Se lei dovesse mettere questi problemi in un ordine matematico di ‘pericolosità sociale’, come li collocherebbe?

PGO 1. il cattolicesimo. 2. il monoteismo. 3. la religione.

GP Catone, dopo la distruzione di Cartagine, ebbe a dire: cosa sarà Roma senza i suoi nemici? Parafrasando l’autore latino e concludendo questa intervista vorrei chiederle: cosa sarebbe il pensiero laico se non vi fosse quello religioso?

PGO Libero dal doversi occupare di sciocchezze, e di potersi dedicare alle cose serie.

Giuliana Proietti

Chi è Piergiorgio Odifreddi?

Piergiorgio Odifreddi è nato nato a Cuneo il 13 luglio 1950. Si è laureato in matematica a Torino nel 1973; si è specializzato presso le Università dell’Illinois nel 1978-79 e della California nel 1982-83. È stato Visiting Professor di logica matematica presso le Università di: Novosibirsk (Unione Sovietíca) nel 1982 e 1983; Melbourne (Australia) nel 1989; Pechino (Cina) nel 1992 e 1995; e Nanchino (Cina) nel 1998. Dal 2001 è Professore Ordinario presso l’Università di Torino e dal 1985 Visiting Professor presso l’Università di Cornell, (Stati Uniti).

Il suo lavoro scientifico riguarda la logica matematica, e più in particolare la teoria della calcolabilità, che studia potenzialità e limitazioni dei calcolatori. Nel 1989 ha pubblicato il primo volume di Classical Recursion Theory e nel 1999 il secondo. Nel 1990 ha curato Logic and Computer Science.

Il suo lavoro divulgativo esplora le connessioni fra la matematica e le scienze umane. Ha vinto il Premio Galileo 1998 e il Premio Peano 2002 per la divulgazione scientifica. Collabora a Repubblica, L’Espresso e Psychologies.

Ha pubblicato vari libri di divulgazione, gli ultimi dei quali sono Perche’ non possiamo essere cristiani, e meno che mai cattolici (Longanesi, 2007) e Il matematico impenitente (Longanesi, 2008). Con Claudio Bartocci ha curato Le
matematiche: i luoghi e i tempi (Einaudi, 2007).

Sito: http://www.vialattea.net

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Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
Psicoterapeuta Sessuologa
ANCONA FABRIANO CIVITANOVA MARCHE
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E' possibile anche fissare degli appuntamenti Via Skype.
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