Psicologia

Il cervello e i suoi emisferi

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Molte persone credono che l’emisfero sinistro sia “logico e analitico” e quello destro “creativo e artistico”. Tuttavia, secondo il neuroscienziato Earl K. Miller del MIT, queste idee sono in gran parte miti: si pensa, in realtà, con tutto il cervello.

La vera divisione funzionale più concreta tra emisferi riguarda la percezione spaziale visiva. Cerchiamo di saperne di più.

Come sono nate queste teorie sul cervello diviso?

Lo “split-brain” è il risultato di una procedura chirurgica, la callosotomia, usata a partire dagli anni Quaranta per trattare l’epilessia grave. Questa operazione recide il corpo calloso, il ponte di fibre nervose che connette i due emisferi cerebrali, creando quindi un cervello “diviso”.

Cosa hanno scoperto Sperry e Gazzaniga?

Negli studi classici, gli emisferi sembravano agire indipendentemente: uno rispondeva solo agli stimoli del campo visivo destro con la mano destra, e viceversa. Questo ha portato alla teoria che potrebbero esistere due coscienze separate nello stesso cervello operando in autonomia .

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I pazienti con split-brain hanno realmente due coscienze?

No. Il lavoro di Yair Pinto e colleghi, pubblicato su Brain nel 2017, ha dimostrato che esiste un’unica coscienza nonostante la quasi totale assenza di comunicazione tra emisferi

Come funziona questa divisione nella percezione visiva?

Il cervello elabora ciò che appare nel lato sinistro del campo visivo nell’emisfero destro, e viceversa. Questa separazione persiste anche nelle fasi cognitive avanzate, come l’attenzione e la memoria di lavoro.

Perché il cervello divide la percezione spaziale tra i due emisferi?

Perché la capacità percettiva è limitata. Se ci si concentrasse solo su un lato, si rischierebbe di perdere stimoli importanti provenienti dall’altro. La divisione serve a ottimizzare la vigilanza e a evitare pericolosi punti ciechi percettivi.

Questa divisione arriva fino alla corteccia prefrontale?

Sì. Sebbene in passato si pensasse che la corteccia prefrontale integrasse completamente l’informazione visiva, studi recenti mostrano che anche in questa regione del cervello permane una codifica controlaterale (cioè legata all’emisfero opposto rispetto alla posizione dello stimolo nel campo visivo).

Quali sono le prove di questa separazione anche in processi cognitivi complessi?

Le registrazioni dell’attività cerebrale mostrano che onde gamma, associate all’elaborazione cognitiva, aumentano in modo asimmetrico negli emisferi quando si processano stimoli visivi controlaterali. Inoltre, anche compiti di memoria mostrano prestazioni migliori quando gli stimoli sono distribuiti tra i due emisferi, un effetto chiamato vantaggio bilaterale.

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In cosa consiste il “vantaggio bilaterale”?

Si riferisce al fatto che si riescono a ricordare più elementi se sono distribuiti tra entrambi i lati del campo visivo, piuttosto che concentrati su uno solo. Tuttavia, questo vantaggio non è perfetto: la prestazione cala se si tenta di ricordare più di un elemento per lato.

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Tutti elaborano le informazioni spaziali nello stesso modo?

No. Esistono differenze individuali nella capacità percettiva visiva. Per misurarle, Miller ha fondato la startup SplitSage, con l’obiettivo di aiutare chi svolge compiti visivi complessi a migliorare le proprie performance.

La divisione tra emisferi riguarda solo lo spazio?

Sì, secondo la revisione di Brincat e Miller, questa divisione si applica principalmente all’informazione spaziale (posizione degli oggetti). Altre caratteristiche visive come colore o forma vengono elaborate in modo più integrato da entrambi gli emisferi.

Se gli emisferi elaborano separatamente le informazioni spaziali, come mai percepiamo un mondo continuo?

Perché il cervello è in grado di “passarsi il testimone” tra emisferi. Quando uno stimolo attraversa la linea mediana del campo visivo, l’emisfero che sta per riceverlo inizia ad attivarsi in anticipo, mentre quello che lo sta “cedendo” continua ad elaborarlo ancora per un po’. Questo sovrapporsi dell’attività crea una percezione senza soluzione di continuità.

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Questo trasferimento ha un costo cognitivo?

Sì, anche se è fluido, comporta un piccolo costo in termini di prestazioni. Questo effetto è stato osservato anche in compiti attentivi e mnemonici.

Ci sono condizioni cliniche in cui questa comunicazione tra emisferi è compromessa?

Sì. Deficit nella connettività o nella sincronia tra emisferi sono stati rilevati in diverse patologie neurologiche e psichiatriche, tra cui Alzheimer, ansia, depressione, schizofrenia, disturbo ossessivo-compulsivo e disturbi dello spettro autistico.

Dr. Walter La Gatta


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Fonti principali:
Split brain: divided perception but undivided consciousness, Yair Pinto David A. Neville Marte Otten Paul M. Corballis Victor A. F. Lamme Edward H. F de Haan Nicoletta Foschi Mara Fabri, Brain, doi: 10.1093/brain/aww358, published 24 January 2017.

The how and why of the brain’s division across hemispheres, Science Daily

 

Dr. Walter La Gatta Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo Delegato Regionale del Centro Italiano di Sessuologia per le Regioni Marche Abruzzo e Molise. Libero professionista, svolge terapie individuali e di coppia ONLINE E IN PRESENZA (Ancona, Terni, Fabriano, Civitanova Marche) Il Dr. Walter La Gatta si occupa di: Psicoterapie individuali e di coppia Terapie Sessuali Tecniche di Rilassamento e Ipnosi Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali. Per appuntamenti telefonare direttamente al: 348 – 331 4908 (anche whatsapp) email: w.lagatta@psicolinea.it Visita la pagina Facebook e il profilo Twitter Visita anche www.walterlagatta.it

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