Il pianto: a cosa serve?

pianto

Cosa è il pianto?

Il pianto è un comportamento espressivo, caratterizzato da secrezione lacrimale, modificazione della respirazione e compartecipazione di tutto il corpo che esprime, come il riso, una reazione emotiva tesa a scaricare la tensione.

Piangere fa bene?

Quando si piange a causa della tristezza o di altre emozioni negative, le lacrime aiutano a sentirsi meglio: è come una catarsi, una liberazione. Dopo un pianto ci si sente meglio.

Si può piangere senza lacrimare?

Si. Ad esempio nei neonati si può verificare un pianto senza lacrime, a causa del dotto lacrimale ancora non completamente costituito.

A cosa servono le lacrime?

Le lacrime hanno lo scopo di pulire e lubrificare gli occhi. In condizioni normali le ghiandole lacrimali producono modeste quantità di liquido, allo scopo di mantenere il trofismo della congiuntiva e della cornea, oltre che di allontanare corpi estranei dall’occhio. Durante il pianto l’attività delle ghiandole lacrimali aumenta.

Cosa pensavano gli antichi sul pianto?

Nell’Antico Testamento si afferma che le lacrime siano il risultato dell’indebolimento del cuore, che si trasforma in acqua. Ippocrate teorizzò che la funzione del pianto fosse quella di rilasciare gli umori negativi presenti nel cervello; Aristotele scrisse invece che piangere “purifica la mente”. Il pianto aveva dunque perlopiù una funzione positiva, in quanto permetteva di liberare la mente dalla tristezza e dal malumore, per riacquisire uno stato di benessere.

Quando sono state scoperte le ghiandole lacrimali?

Solo nel 1662; uno scienziato danese, Niels Stensen, scoprì che la ghiandola lacrimale era la zona corporea che dava origine alle lacrime. 

Il pianto è un comportamento tipicamente umano?

Sembra di si. Gli animali non piangono per emozioni complesse, anche se possono versare lacrime. Non si tratta in questo caso di un vero e proprio pianto, ma di una caratteristica del funzionamento ocualre.

Per quali ragioni piangono gli esseri umani?

Si piange quando si vivono emozioni difficili da esprimere a parole, che possono esprimere sentimenti vari, che vanno dal polo della felicità a quello della tristezza.

Perché i bambini piangono più spesso degli adulti?

Perché nei bambini il pianto ha soprattutto uno scopo comunicativo: in assenza di un linguaggio abbastanza vasto per poter esprimere con le parole le proprie emozioni, i bambini piangono per esprimere il loro malessere e cercare attenzioni.

Quando una persona piange, comunica qualcosa?

Si, il pianto è una forma di comunicazione sociale non verbale volta a suscitare assistenza,
conforto e sostegno da parte degli altri. Quando si vede piangere una persona, questo suscita risposte empatiche di condivisione.

Le lacrime di dolore e le lacrime accidentali, come quelle provocate dalle cipolle, sono uguali?

No. Le lacrime prodotte dalle emozioni, oltre ai consueti enzimi, lipidi, metaboliti ed elettroliti di cui sono formate contengono un maggior numero di proteine (Stuchell, Feldman, Farris, Mandel, 1984), oltre che di ormoni, in caso di stress (Frey, 1985): l’espulsione di questi prodotti potrebbe essere alla base dell’effetto catartico tipico del pianto.

Piangono più le donne o gli uomini?

Le donne: esse piangono in media 5,3 volte al mese contro l’1,3 volte degli uomini (Frey, 1980). Può sembrare molto: lo studio tuttavia include tutti i tipi di pianto possibili.

Ci sono differenze di genere nella reazione al pianto altrui?

Si, le donne tendono ad offrire risposte più empatiche al pianto rispetto agli uomini; in realtà anche gli uomini sono sensibili alle lacrime, anche se rispetto alle donne riescono a dominarsi di più, per ragioni di reputazione sociale (l’uomo non deve piangere in pubblico e non deve commuoversi facilmente: ne va della sua virilità).

Le lacrime femminili hanno effetto sugli uomini?

Si, le lacrime femminili, come dimostrano alcuni studi, possono spegnere l’eccitazione sessuale negli uomini.

Dr. Walter La Gatta

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