Adulterio

 

di Giuliana Proietti

Una volta il tradimento non era un atto privato, che nasceva e finiva all’interno della coppia: se era la donna a tradire, si parlava addirittura di crimine. Fino a meno di cinquanta anni fa, in Italia, un tradimento femminile poteva rendere legittimo il delitto d’onore, ovvero consentire al marito di poter ‘lavare nel sangue’ il torto subito, attraverso l’uccisione della moglie e/o dell’amante di lei.

Diversa invece era la posizione dell’uomo che, da sempre, usufruiva della possibilità di una doppia morale sociale e familiare, per cui non era importante essere fedele, ma ‘sembrarlo’. Se poi si veniva a sapere che tradiva la moglie con una o più amanti, o con prostitute, la cosa non faceva che accrescere la sua reputazione di ‘maschio’.

Poi si è diffuso sempre di più il matrimonio d’amore e si è sentita l’esigenza di un rapporto esclusivo fra i due partners, desiderosi di trovare nell’altro, in virtù del sentimento d’amore condiviso, tutto quello che poteva essere necessario alla coppia: affetto, sessualità, compagnia, svago, responsabilità familiari ecc.

Quando negli anni settanta, in piena rivoluzione culturale e sessuale, ci si rese conto che questo tipo di amore era troppo idealizzato e che vi erano difficoltà oggettive nel renderlo concreto in una coppia di lunga durata, che restava insieme non per dovere, ma per piacere, si è tentato di trovare una nuova stabilità affettiva aprendo la coppia stessa verso l’esterno.
I rapporti fra i partners dovevano, nelle intenzioni, rimanere inalterati, malgrado l’accordo esplicito sui reciproci tradimenti.

Erano i tempi delle comuni hippies, dove si praticava il libero amore. E così anche fuori e lontano da queste comuni, si cominciò a sperimentare la ‘coppia aperta’. Le persone si sposavano, o sceglievano di vivere in coppia, ma al patto, non ufficiale, di tollerare, più o meno di buon grado, i tradimenti del/della partner.

Anche queste nuove aperture però, si è visto, non hanno risparmiato alle persone interessate gelosie, sofferenze, depressioni, per cui la moda della coppia aperta è andata via via scemando.

La coppia aperta degli anni settanta non va confusa con la pratica attuale dello ‘scambismo’. In questo ultimo caso infatti i due partners ‘tradiscono’ insieme e con la massima complicità ed inoltre cercano solo rapporti sessuali con partners occasionali, non storie private da vivere intensamente. La coppia di oggi dunque è una coppia più fedele, rispetto al recente passato, ma è a tempo, ‘finché dura’: chi non è disposto a subire il tradimento dell’altro infatti, chi lo vive come una vergogna, come un inganno, si rivolge subito all’avvocato e chiede la separazione.

Non c’è nessuno sforzo per cercare di superare questo momento di crisi, di capire se vi siano dei motivi che hanno portato la coppia a sbilanciarsi, a traballare… Eppure un tradimento in molti casi può essere anche un momento di rinascita per una coppia, perché porta allo scoperto dei problemi che i due partners non riuscivano a fare emergere ed a comunicare all’altro/a.

Certamente, chi subisce un tradimento vive una situazione dolorosissima: è stato rotto un patto importante; si è creata una grossa ferita narcisistica, che produce effetti non solo sul tono dell’umore, ma anche sulla stima di sé stessi. La rabbia si sovrappone al dispiacere, la tristezza si mescola con la gelosia e tutto insieme diventa un mix esplosivo difficile da contenere e da gestire. Non è infrequente che, giunto/a a questo punto il/la partner tradito/a pensi a perpetrare un piano di vendetta.

Al contrario, chi tradisce, seppure spesso tormentato dai sensi di colpa, vive una sensazione di benessere, come sotto l’effetto di una droga: tutto è di nuovo bello intorno a sé, si sente più giovane, qualunque sia l’età reale, oltre che attraente, desiderabile.

Ma perché si tradisce? In primis, tutti lo sanno, il tradimento avviene sempre, o quasi sempre, quando la coppia è già in crisi, quando non ci si capisce più, non si comunica più e si è diventati estranei, non solo nel letto, ma anche nella vita.
A volte però la crisi segue il tradimento, non ne è la causa, almeno in apparenza: in apparenza infatti, tutto sembrava tranquillo, invidiabile, tanto era ‘perfetto’, eppure… Evidentemente le cose non stavano esattamente così. I motivi che inducono al tradimento sono molto diversi da caso a caso. Gli uomini in genere tradiscono perché cercano sesso: o perché la partner abituale non desidera più avere rapporti frequenti, perché è incinta, perché ha appena avuto un bambino ecc. Le donne invece vanno con un altro perché cercano romanticismo, passione, batticuore, complimenti ecc.

Ragioni completamente diverse, fra uomini e donne, che però diventano uguali quando ci si trova ad avere, insieme, un rapporto clandestino. Oltre che per attrazioni fatali, occasioni facili, desiderio sessuale, si può tradire per semplice desiderio di affermazione di sé, della propria libertà.

E’ un modo di mettere un confine nel rapporto simbiotico con l’altro che, se da una parte dava sicurezza, dall’altra rendeva la persona claustrofobica ed incerta sulla propria personalità e sulla propria vita. Altri motivi di tradimento sono il narcisismo, il gusto di sedurre, o di essere sedotti, il bisogno di trasgressione dovuto alla eccessiva routine, oppure la ricerca disperata di un mezzo per uscire dalla propria depressione: la speranza che una nuova storia, un nuovo amore, sia in grado di fare da propulsore ad una volontà ormai sbiadita, ad una vita ingiallita, che si consuma nella noia e nella tristezza. Ed a volte funziona.

Giuliana Proietti

Psicolinea.it © Febb. 06

Author Profile

Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

Scrive in un Blog sull'Huffington Post


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