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Ipertimesia: ricordare nel dettaglio ogni giorno della propria vita

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Ipertimesia: ricordare nel dettaglio ogni giorno della propria vita

memoria autobiografica

Per la maggior parte di noi, è già abbastanza difficile ricordare quello che stavamo facendo la settimana scorsa, figuriamoci se potremmo ricordare nel dettaglio quello che abbiamo fatto esattamente in una giornata particolare di qualche anno fa… Eppure, c’è una persona che ha questa facoltà: è un ragazzo non vedente di 20 anni, conosciuto in letteratura sotto il nome di HK. Il dettaglio completo delle sue giornate parte dai suoi 11 anni. HK non è un genio, ma soffre di una rara malattia, conosciuta come ipertimesia e il suo è solo il secondo caso mai documentato nella letteratura scientifica (il primo è stato quello di una donna conosciuta come AJ,  segnalato nel 2006. Leggi pdf).

Brandon Ally e il suo team hanno somministrato dei test a HK ed hanno anche scansionato il suo cervello, mettendolo a confronto con altri 30 soggetti di pari età. Si è visto così che HK ha un’intelligenza normale, che ottiene risultati nella norma nei test relativi alla memoria di breve e di lungo termine, che ha normali capacità di apprendimento verbale. Infatti, la sua memoria incredibile riguarda solo le cose che gli sono accadute personalmente, la sua  biografia.

I ricercatori hanno valutato la memoria autobiografica di HK, scegliendo quattro date di ogni anno della sua vita, a partire dal suo primo ricordo (che risale al 1993 quando HK aveva tre anni e mezzo): in tutto 80 date. Per ognuna di queste date, i ricercatori si sono documentati sui fatti capitati alla famiglia del ragazzo e nel suo quartiere. HK è stato poi intervistato su ciascuna di queste 80 date. Ad esempio, gli è stato chiesto: “Mi puoi dire cosa è successo durante la giornata del 2 gennaio 2001”? Le sue risposte, spesso dettagliate, sono state trascritte e poi sono stati fatti dei controlli.

Il ricordo di HK della sua vita fra i 9 e i 12 anni è stato notevolmente più preciso e dettagliato, raggiungendo quasi il 90 per cento di precisione per le memorie risalenti all’età di 11 anni. Per alcune date, HK è stato interrogato di nuovo in una seconda sessione e la coerenza delle sue risposte è stata del 100 per cento.

Cosa significa avere l’ipertimesia? HK ha detto ai ricercatori che i suoi ricordi autobiografici sono ricchi di dettagli sensoriali ed emotivi e che lui li sente ancora come attuali, come se gli fossero accaduti il giorno precedente (invece risalgono a diversi anni prima).  Il ragazzo ricorda ciò che gli è accaduto partendo da situazioni del presente, luoghi, suoni, emozioni, che gli ricordano il passato, sia nelle cose belle che in quelle brutte. Per fortuna ha imparato a focalizzare la sua attenzione sui ricordi positivi.

In termini di struttura del cervello, il cervello di HK appare più piccolo rispetto alla media (probabilmente legato al suo essere nato prematuro a 27 settimane). Al contrario, la parte destra dell’amigdala è più grande, di circa il 20 per cento, rispetto ai soggetti di controllo. Egli ha anche delle migliori connessioni funzionali tra l’ amigdala e l’ippocampo destro e in altre regioni. L’amigdala è una piccola struttura sottocorticale e fa parte del sistema limbico, coinvolto nei processi emozionali. I ricercatori pensano che l’amigdala dilatata di HK e il suo notevole livello di connessioni crei una profonda rilevanza personale alle sue esperienze, più di quanto non sia normale, rendendole così indimenticabili.

Ally e il suo team hanno riconosciuto che “gli studi di casi unici come quello di HK non sono facilmente traducibili o generalizzabili nella popolazione normale”, e così dovrebbero essere interpretati con cautela. Detto questo, essi hanno sostenuto che i loro risultati forniscono ulteriori prove sul ruolo dell’amigdala nella memoria autobiografica. Inoltre, i risultati ottenuti potrebbero in futuro essere utilizzati per migliorare la funzione della memoria. “Infatti, la stimolazione cerebrale profonda delle strutture sottocorticali, legate alla memoria, ha mostrato risultati promettenti nei pazienti con malattia di Alzheimer.”

Dr. Giuliana Proietti

Fonte:

Ally, B., Hussey, E., and Donahue, M. (2012). A case of hyperthymesia: rethinking the role of the amygdala in autobiographical memory. Neurocase, 1-16 via Total recall: The man who can remember every day of his life in detail, BPS

Immagine:

Esther Spektor, Flickr

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Dr. Giuliana Proietti
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2 risposte

  1. pat ha detto:

    Anch’io non mi sento una malata! Io scherzo molto su questa memoria definendo il cervello con il sistema “Windows ” se si parla di un evento..ricordo i partecipanti cosa hanno mangiato e come erano vestito gli argomenti trattati ecc.ecc. sono felice di essere così i miei amici i contattano per ricordare cosa che hanno dimenticato. Non ricordo alcune date, ma molte si

  2. Anonimo ha detto:

    Scusate, io non riesco a capire perchè la chiamate sindrome o malattia l’ipertimesia? Anch’io ricordo molte cose del passato, ed anche nel dettaglio, e tutti eventi autobiografici, che hanno un significato particolare per me. Ma non è così tremendo come dite voi, anzi, vedendo altre persone che hanno delle qualità eccezionali, particolari… a me sinceramente mi fa piacere ricordare tutto… solo alle volte durante lo studio da un po’ fastidio, ma ho imparato a sfrutttare la cosa a mio vantaggio, basta associare a delle nozioni gli eventi autobiografici piacevoli e il problema non sussite più…infatti, si dice che in genere noi utilizziamo solo il 30% del nostro cervello, quindi ben venga chi è capace di migliorare questa percentuale, a volte il ricordare tutto ti limita un po’ nei rapporti sociali, ma anche qua il gioco sta tutto nel sfruttare la cosa a proprio vantaggio, si ti limita ma può permetterti di non fare gli stessi errori del passato, e ti permette di capire che cosa hai fatto di sbagliato (alle volte cose veramente stupide) così da non fa rifarle più, o quando stai commetendo gli stessi errori da idiota, te ne rendi conto e capisci che quello che stai facendo è al quanto stupido…
    Per gli psicologi, ho l’impressione che ci si inventano troppe malattie, che sono inesistenti, solo a scopo di lucro. L’ipertimesia non è una sindrome nè tanto meno una malattia.

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