tipi psicologici

Oggi, sempre seguendo gli articoli del Guardian, parliamo ancora di Carl Gustav Jung, affrontando questa volta l’argomento dei Tipi psicologici e il test ad essi collegato, conosciuto come test di Myers-Briggs.

Jung fece delle riflessioni sistematiche sul temperamento, che sono ancora ampiamente diffuse.

Tra i vari tipi psicologici, due tipi sembrano particolarmente ben delineati: l’introverso e l’estroverso. Il Tipo Introverso, come era Jung, tende ad ascoltare di più la sua voce interiore, mentre l’estroverso, come era dovuto diventare Freud in quel periodo, si sente inesorabilmente attratto dalle cose esterne. Forse questo era, fondamentalmente, il motivo del loro dissidio, dal momento che, come sottolinea Jung, ciascun tipo psicologico tende ad interpretare la realtà secondo il suo modo di essere.

Tipo Estroverso. Ha bisogno di frequentare altre persone, di mettersi al centro dell’attenzione. Riesce a sopportare senza fatica rumori e agitazione, ha numerosi amici e conoscenti, “non troppo accuratamente selezionati”, è ottimista e positivo, e saranno per quanto riguarda l’introspezione come un alienato, più combattuto dalla chiarezza di prove verificabili: “tutto auto-communings gli danno i brividi”, spiega Jung. Quando si tratta di etica personale, saranno inclini ad esprimere una preoccupazione per gli altri e accontentarsi di decisioni di voto.

Tipo introverso. Ha bisogno di ritirarsi spesso in solitudine, non ama i luoghi troppo affollati, ha un carattere che può apparire sempre sulla difensiva, brusco, pessimista o triste. Tiene le sue buone qualità nascoste tanto che gli amici potrebbero dire “ci vuole tempo per conoscerlo”.

A questi due tipi, Jung ha aggiunto quattro tipologie funzionali, o ‘funzioni della coscienza’: pensiero (funzione razionale; comprensione logica e causale dei fatti) e sentimento (funzione razionale; valuta i valori delle persone, degli oggetti, delle situazioni ecc. II sentimento non va confuso con l’emozione, che è provocata dall’attivazione di un complesso. L’emozione, tuttavia, filtrata attraverso ripetute esperienze e la riflessione, si trasforma nel sentimento), intuizione (funzione irrazionale; percepisce per via inconscia le possibilità non ancora realizzate nel presente) e sensazione, (funzione irrazionale; trasmette l’esperienza diretta del mondo esteriore tramite i sensi).

Queste categorie sono state poi utilizzate nel test di personalità Myers-Briggs Type Indicator, che mostra una certa attendibilità, soprattutto nella sua applicazione in ambito lavorativo, anche se va preso soprattutto come griglia di partenza, per l’approfondimento della personalità, e non come valore assoluto.

Altri sviluppi del pensiero junghiano sono nel campo della spiritualità, dove sono stati individuati quattro temperamenti spirituali: ignaziano, agostiniano, francescano e tomista.

La spiritualità francescana è molto popolare tra gli uomini e le donne di azione che vogliono e hanno bisogno di fare le cose per gli altri. La spiritualità francescana è molto ottimista e vede la bellezza, la bontà e l’amore di Dio ovunque. Questi tipi di solito non amano la preghiera formale e preferiscono un rapporto libero e informale con Dio.

Il metodo ignaziano della preghiera è quello di immaginarsi negli stessi luoghi descritti dalla scena biblica, diventare parte di essa grazie alla propria immaginazione. Durante la contemplazione, si cerca di trarre qualche frutto concreto di riflessione per la propria vita, chiedendosi quali cambiamenti e sfide si possano prendere in considerazione.

La spiritualità agostiniana si avvale ugualmente della immaginazione, recependo le parole delle Scritture ed applicandole alla propria situazione di oggi. Ciò fornisce una riflessione personale sulla presenza di Dio nella sua Parola. Il Vangelo di Luca è di particolare interesse per questo tipo di personalità molto intuitivo, che come Gesù solidarizza con i peccatori e gli emarginati. Questo tipo ha bisogno di dedicare tempo alla preghiera e alla meditazione silenziosa, più di tutti gli altri.

Il tomista è colui che legge, medita, prega e contempla, cerca di guardare alle cose da diversi punti di vista e poi, dopo la meditazione, è capace di trovare soluzioni concrete per modificare la propria vita.

Va specificato che Jung non si riferiva a tipi di persone, ma a tipi di coscienza. La stessa persona può avere un diverso tipo di coscienza a seconda delle situazioni, come Jekyll e Mr. Hyde, ma tutte le persone posseggono le funzioni della coscienza dentro di sé, anche se alcune di esse sono esercitate nella pratica, mentre altre restano sepolte, come l’ombra.

Questo può essere preoccupante, anche se consente lo sviluppo della personalità, permettendole di divenire più realizzata, o “individuata”, come Jung l’ha definita. Per esempio, l’estroverso che va in un ritiro spirituale e riesce a terminare l’esperienza è probabile che la trovi rivelatrice, come una nuova fonte di energia, che riesce ad attivare le funzioni psichiche sepolte. Viceversa, un estroverso che trascuri a lungo la sua vita interiore è probabile che, prima o poi, venga a soffrire di una mancanza di interesse e significato per la vita – spesso chiamata la crisi di mezza età.

Jung sperava che la sua presentazione dei temperamenti potesse essere utile non solo per la psicologia analitica, ma anche per le relazioni umane, in generale. Molti malintesi e molti conflitti, secondo lo psicologo svizzero, potrebbero essere ridotti se coloro che ne sono coinvolti imparasseo a capire che spesso le altre persone con cui si viene a contatto è come se vivessero in mondi diversi. (… A questo proposito, lui stesso avrebbe potuto forse meglio capire la personalità di Freud, evitando il conflitto)

Dr. Giuliana Proietti, psicoterapeuta, Ancona

Fonti:

Carl Jung, part 5: Psychological types, The Guardian
Anna Mazzarella, Glossario di termini junghiani

Immagine:

John William Waterhouse, Wikimedia

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Dr. Giuliana Proietti

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