la bellezza

Che cosa è la bellezza

Si tratta soprattutto della percezione di un’armonia, di sensazioni piacevoli che provengono da uno stimolo di diversa natura: un’opera d’arte, un oggetto, un animale, una persona, ecc. L’emozione che segue alla percezione del bello è estremamente positiva e per questo vi è una ricerca e un’attenzione, conscia e inconscia, di tutti noi verso tutto ciò che ci appare bello, in quanto provoca una immediata sensazione di gioia e di appagamento.

Bellezza soggettiva e oggettiva

Spesso si dice che la bellezza sia negli occhi di chi guarda, cioè di una bellezza soggettiva, intendendo dire che non è l’oggetto in sé ad essere bello, quanto l’idea di bellezza che viene stimolata nella mente dell’osservatore. Questa idea di bellezza è perlopiù soggettiva e dipende, oltre che dalla propria personalità, anche dalle proprie esperienze, dalle conoscenze, dalle aspirazioni, dai pregiudizi, ecc. Vi è però indubbiamente anche una bellezza oggettiva, spesso largamente condivisa, che si basa su un concetto di armonia, il quale ripropone alcuni aspetti particolari della natura, secondo relazioni ancora non del tutto spiegate dal punto di vista scientifico. Sin dall’antichità sono state cercate queste proporzioni, dette anche ‘phi’ o ‘divina proporzione’, per applicarle nelle opere d’arte, ma senza successo.

Cosa determina la bellezza

Molti fattori possono avere un ruolo nel determinare l’attrattiva personale: il modo in cui ci si veste, ci si comporta, che dipendono in buona parte dalla volontà e dunque dallo stile personale, ma anche fattori indipendenti dalla volontà possono contribuire a creare la bellezza, come lo stato sociale e la ricchezza, l’etnia di appartenenza, le dimensioni e la forma del corpo.

Il viso

La prima cosa che viene valutata in una persona è il viso. Il cervello, tra le sue molte altre funzioni, ha anche quella di rivelare la bellezza: in questo caso i segnali positivi arrivano ben prima che, consapevolmente, si giudichi attraente la persona che ci si trova davanti.

A definire il concetto oggettivo di bellezza umana ci hanno provato, per quanto riguarda il viso, alcuni ricercatori della Università di Toronto e della Università californiana di San Diego, giungendo alla conclusione che è il rapporto tra gli occhi, la bocca e il bordo del viso ciò che determina la bellezza umana. In quattro esperimenti separati, i ricercatori hanno chiesto a degli studenti universitari di effettuare dei confronti, per valutare l’effetto di volti femminili con identiche caratteristiche del viso, ma con gli occhi “ritoccati” e posti a diverse distanze, fra loro e dalla bocca.

I “rapporti d’oro” riscontrati sembrano essere due: uno per la lunghezza e uno per larghezza. I visi femminili infatti sono stati giudicati più attraenti quando la distanza verticale tra gli occhi e la bocca era circa il 36 per cento della lunghezza del viso e la distanza orizzontale tra gli occhi era il 46 per cento della larghezza del viso.

Un uomo attraente, agli occhi delle partecipanti  ad altre ricerche psicologiche sull’argomento, è generalmente una persona con zigomi piuttosto prominenti, folte sopracciglia e una faccia relativamente allungata. Allo stesso modo, zigomi pronunciati, occhi grandi, naso piccolo, fronte alta, pelle liscia e un aspetto generale giovane, o anche infantile, aggiungono fascino alle donne, secondo la valutazione degli uomini.

Non esistono due visi uguali e non ci sono due metà di una stessa faccia completamente uguali. Innumerevoli piccole variabili rendono i visi un po’ asimmetrici: una mascella leggermente più larga su un lato, un occhio una frazione di un pollice più basso dell’altro, uno zigomo che sporge appena un pochino di più, una fossetta su una guancia, ecc. Alcune asimmetrie sono comuni in tutta la popolazione, ad esempio il lato sinistro dei volti di molte persone è leggermente più grande di quello destro. Altre asimmetrie sorgono invece quando il proprio programma genetico viene perturbato, durante lo sviluppo, da qualche problematica proveniente dall’ambiente.

Numerosi studi hanno rilevato che quando a uomini e donne viene chiesto di confrontare versioni di volti più o meno simmetrici, quelli simmetrici ottengono punteggi significativamente più alti nei valori di bellezza,  sensualità e salute, e sono percepiti come più desiderabili, pensando a dei potenziali partner (Rhodes, Proffitt, Grady, & Sumich, 1998; Shackelford & Larsen, 1997). In una bella faccia del resto si può ammirare l’arte dei buoni geni e quindi il viso simmetrico può essere percepito anche come segnale di buona salute.  (Penton-Voak et al., 2001).

Ecco perché avere occhi grandi e labbra carnose può non essere sufficiente a suscitare l’idea di bellezza, in quanto la condizione delle “esatte” proporzioni del viso potrebbe non essere rispettata. Secondo i ricercatori la percezione di bellezza in un viso umano è il risultato di un processo cognitivo, attraverso il quale gli individui misurano istintivamente queste distanze e le confrontano con il rapporto di larghezza e lunghezza ideali.

E’ molto più facile, ad esempio, trovare la bellezza in un volto dipinto da Botticelli che da Picasso.  I volti  considerati più attraenti sono inoltre quelli le cui caratteristiche sono più vicine alla media della popolazione, cioè sono più prototipiche.

La bellezza nella storia

Nel corso dei secoli, anche i canoni della bellezza si sono modificati moltissimo: basti pensare, per quanto riguarda il corpo femminile, alle prosperose donne ritratte nel passato. Quelle donne, oggi considerate non attraenti per il loro sovrappeso, che deforma le proporzioni considerate attualmente come “ideali”, erano considerate ai loro tempi attraenti e desiderabili in quanto quella semi-obesità era, in epoche passate, segno di buona salute, fertilità, agiatezza.

Preferenze etniche

In uno studio presentato al Convegno del 2009 dell’American Academy of Otolaryngology – Head and Neck Surgery Foundation (AAO-HNSF) svoltosi a San Diego, alcuni ricercatori hanno dimostrato che le preferenze estetiche di un gruppo di soggetti brasiliani erano nettamente diverse da quelle di altri soggetti che vivono in altre zone del mondo. Per effettuare la ricerca, sono state richieste le preferenze estetiche relative a tre tipi di naso, visualizzati attraverso immagini computerizzate e tratte dai profili di sei donne di età compresa tra i 18 ed i 30 anni.

Si è visto così che la posizione bassa della radice del naso, tra la piega della palpebra superiore e il livello della pupilla, è quella considerata “più attraente” dai brasiliani (53%), mentre la posizione considerata “regolare” è solo al secondo posto (36%). Per definire il “peggior profilo” i brasiliani hanno invece scelto compatti la radice alta del naso (73%). Evidentemente la letteratura scientifica sull’argomento è stata fin qui scritta soprattutto da ricercatori provenienti dal Nord America e dall’Europa, e non andrebbe tout court, dal momento che il background culturale ed etnico ed i conseguenti gusti estetici risentono delle abitudini di vita delle varie zone del pianeta.

I vantaggi della bellezza

A tutte le età e in tutti i settori della vita, le persone attraenti vengono giudicate in modo più favorevole, trattate meglio e considerate di più. Perfino le madri sembra che diano maggiore affetto ai bambini più belli e lo stesso fanno gli insegnanti, che addirittura attribuiscono ai più belli anche una maggiore intelligenza.  Nel mondo del lavoro si conferma questa tendenza: gli adulti più attraenti vengono pagati di più per il loro lavoro e hanno un migliore successo anche nella vita privata, per quanto riguarda la loro relazione di coppia. Nei tribunali le giurie trovano con minore probabilità un comportamento colpevole in una persona di bell’aspetto e, nel caso, chiedono punizioni più attenuate quando lo fanno.

La ricerca di ammirazione

Molte persone sentono il bisogno di sentirsi sempre attraenti: si tratta di una vera e propria pressione psicologica, che nasconde la paura di essere rifiutati dagli altri. Questo problema storicamente ha sempre riguardato le donne, in quanto il corpo della donna è stato sempre molto valutato da questo punto di vista, non solo per ragioni estetiche, ma anche perché per lungo tempo si è creduto che la bellezza esteriore fosse in realtà l’unica dote femminile (visto che pregiudizialmente era considerata priva di capacità intellettive, attribuite solamente agli esseri umani di sesso maschile). Oggi non è più così: non solo perché alle donne viene riconosciuta una possibilità di esprimersi e realizzarsi anche in base alle sue potenzialità cerebrali, ma anche perché anche alcuni uomini accettano ormai senza vergogna di poter essere osservati e valutati secondo dettami puramente estetici.

Cosa spinge le persone a cercare approvazione sul piano estetico? Si desidera piacere fisicamente perché ci si sente apprezzati e non criticati dagli altri. Inoltre, si soddisfa il desiderio di somigliare ai modelli imposti dalla moda, dalla pubblicità e dallo showbiz, anche se questo può porre dei limiti oggettivi al proprio potenziale di sviluppo, minando l’autostima e facendo vivere la persona in uno stato di insoddisfazione, non appena si discosta dai canoni estetici dominanti (per motivi di età, di incidenti, di mancato controllo del peso, di operazioni chirurgiche ecc.). Inoltre, questi modelli cui si aspira sono quasi sempre irraggiungibili, anche per le persone fisicamente più dotate, perché comunque “drogati” ed esaltati dal sapiente uso delle luci di scena, dal make up, dal foto-ritocco, ecc.

La bellezza e le esperienze di vita

Le preferenze verso la bellezza vengono acquisite principalmente attraverso l’esperienza di vita. il concetto di bellezza è già presente nell’infanzia: i bambini di sei mesi preferiscono guardare le espressioni attraenti degli adulti (Rubenstein, Kalakanis e Langlois, 1999). A livello individuale la percezione della propria bellezza raggiunge il top dopo la trentina, precisamente a 32 anni, cioè quando iniziano già le prime rughe, spunta qualche capello bianco, la linea del corpo non è più quella che si aveva in adolescenza… Ma a 32 anni le persone possono finalmente far tesoro di molte esperienze di vita che rendono più consapevoli, regalano una maggiore libertà di scelta nella vita sentimentale e sessuale così come nel tempo libero e nello shopping.

La bellezza per gli uomini e per le donne

In generale le preferenze degli uomini tendono ad essere più pronunciate nei riguardi della bellezza (Rhodes et al., 1998). I maschi possono attribuire maggiore importanza alla bellezza fisica quando si tratta della scelta della partner, mentre le femmine possono considerare anche altre caratteristiche, come il potere e lo status sociale. Le donne che si considerano più attraenti desiderano la simmetria anche negli uomini , cioè una bellezza più pronunciata (Little, Burt, Penton-Voak e Perrett, 2001).

Il ciclo mestruale tuttavia cambia i gusti femminili: alcuni psicologi dell’Università del Messico hanno studiato le mutevoli preferenze delle donne per gli uomini, scoprendo che la preferenza per la bellezza maschile aumenta drasticamente nel periodo dell’ovulazione, quando una donna è più fertile e la possibilità di concepimento è più alta (Gangestad, Thornhill e Garver-Apgar, 2005).

La bellezza femminile può confondere gli uomini. Alcuni ricercatori della  McMaster University hanno infatti scoperto che guardare fotografie di donne attraenti (ma non di donne poco attraenti) può causare una perdita di prontezza intellettiva, inducendoli ad esempio a scegliere una ricompensa immediata più piccola rispetto a una maggiore, ma dilazionata nel tempo (Wilson & Daly, 2004). È interessante notare che la visione di uomini attraenti non sembra influenzare le decisioni delle donne. Di fronte alla bellezza femminile, dunque, gli uomini possono perdere il loro autocontrollo.

La cosmesi, per diventare più belli

Per le donne, il trucco è importantissimo. In uno studio, le donne truccate venivano avvicinate di più da uomini in un locale di ritrovo, come un bar  (Gueguen, 2008b). Il trucco pesa infatti molto sui giudizi di bellezza (Osborn, 2006).

Un trucco fondamentale per la bellezza è tuttavia il sonno. Un gruppo di ricercatori svedesi e olandesi ha condotto un esperimento in cui gli osservatori hanno valutato l’attrattiva (così come la salute) dei partecipanti, che erano stati fotografati sia dopo un periodo di privazione del sonno, sia dopo una buona notte di sonno (Axelsson, 2010). Non sorprendentemente, le persone private del sonno erano valutate significativamente meno attraenti di quelle che avevano avuto un buon riposo. Inoltre le persone che avevano dormito poco venivano considerate meno sane.

La chirurgia estetica

Che dire poi del ricorso alla chirurgia estetica per apparire più belli? I giornali che si occupano di bellezza, ma ora anche alcuni programmi TV, dedicano un numero sproporzionato di articoli all’intervento al seno, e ad altri ritocchi estetici, rivolti ad una fascia di età che va dai 19 ai 34 anni. L’intervento di chirurgia estetica viene presentato come se fosse una pratica “normale” per migliorare o mantenere la bellezza e così divenire più attraenti stare meglio con sé stessi, migliorando anche la salute psichica.

A. Polonijo ha condotto una ricerca su questo argomento, concentrando il suo studio su cinque riviste femminili, scritte in lingua inglese, tra le più popolari in Canada: Chatelaine, Cosmopolitan, O: The Oprah Magazine, Flare and Prevention. Il risultato è stato che questi magazines comunicano alle lettrici i rischi fisici che l’intervento di chirurgia estetica comporta, ma non parlano che raramente dei rischi psicologici cui si va incontro in interventi di questo tipo, dimenticando o sottovalutando gli stati ansiosi depressivi che si vivono anche dopo un intervento “riuscito” di chirurgia estetica (se non fosse riuscito le conseguenze sarebbero prevedibili).

Le riviste femminili presentano in genere due candidate “ideali” alla chirurgia estetica: la donna insicura, infelice, sola, che cerca di migliorare la sicurezza di sé e l’autostima e la donna di successo, attraente, sicura di sé, con un alto livello di autostima, che ricorre alla chirurgia estetica per mantenersi sempre perfetta, mentre la maggior parte delle donne si colloca fra queste due motivazioni estreme.

Sentirsi brutti

La nostra, del resto, è una società basata sull’immagine, sulla salute, sulla capacità di competere: quando ci si sente brutti si sta molto male con se stessi e si provano difficoltà nelle relazioni sociali, perché viene a mancare uno dei più importanti pre-requisiti del successo e della realizzazione personale. Per le scarse doti estetiche si può soffrire moltissimo, ci si può isolare dal gruppo sociale, ci si può sentire disprezzati o rifiutati. La persona che si considera “brutta” sente di vivere una vita di serie B, perché impossibilitata a raggiungere quel successo che viene presentato e promesso dai media: si sente prigioniera ed ostaggio di un corpo che non ama e che non si è mostrato utile per raggiungere la tanto desiderata affermazione sociale.

Le emozioni che potenziano la bellezza

Come quelle truccate, le donne sorridenti erano capaci, in un bar, di attrarre più uomini (Gueguen, 2008a). I volti attraenti che sorridono producono infatti ulteriore attività nella corteccia orbitofrontale, rispetto a facce attraenti che mostrano espressioni neutre (O’Doherty et al., 2003).

Come essere belli in modo naturale

Le persone, come i libri, vengono insomma giudicate dalla “copertina”: in mancanza di doti particolari e, volendo rinunciare ai trucchi per diventare più attraenti, le uniche cose che possiamo consigliare sono: una buona igiene del sonno, un sano stile di vita, serenità ed emozioni positive. Tutto questo contribuisce, non poco, a migliorare la propria bellezza.

Dr. Giuliana Proietti, psicoterapeuta

Fonti:

Polonijo et al. Representations of Cosmetic Surgery and Emotional Health in Women’s Magazines in Canada. Women s Health Issues, 2008; 18 (6): 463

American Academy of Otolaryngology — Head and Neck Surgery(2009, October 5). Brazilians, North Americans Judge Facial Beauty Differently, via Science Daily.

Researchers discover new ‘golden ratios’ for female facial beauty, Vision Research, Università di Toronto

Lora E. Park, Ann Marie DiRaddo, Rachel M. Calogero. Sociocultural Influence And Appearance-based Rejection Sensitivity Among College Students. Psychology of Women Quarterly, 2009; 33 (1): 108 via Science Daily

University of Hawaii a Manoa, Weight Stigma in Existing Relationships. Journal of Sex & Marital Therapy, July 2009 via Science Daily

Beauty is in the Mind of the Beholder, aps

Immagine: Pexels

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Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

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