La gestione del dolore: approcci, strategie e nuove prospettive
Saluto del CIS - Dr. Walter La Gatta
Il dolore è un’esperienza universale, complessa e multidimensionale che coinvolge aspetti fisici, emotivi e cognitivi. Non si tratta solo di un sintomo, ma di un’esperienza soggettiva che può influenzare profondamente la qualità della vita. La gestione del dolore, pertanto, rappresenta una sfida centrale in ambito medico, psicologico e sociale, soprattutto nei casi di dolore cronico. Cerchiamo di saperne di più.
Cos’è il dolore e come si manifesta?
Secondo l’International Association for the Study of Pain (IASP), il dolore è “un’esperienza sensoriale ed emotiva spiacevole associata a un danno tissutale reale o potenziale, o descritta in termini di tale danno”.
Quante categorie di dolore esistono?
Esistono due grandi categorie:
- Dolore acuto: generalmente di breve durata e con una causa identificabile (es. una frattura, un’ustione, un intervento chirurgico).
- Dolore cronico: persiste oltre il normale tempo di guarigione (oltre 3-6 mesi) e può diventare una patologia a sé, spesso indipendente dalla causa originaria.
Da cosa dipende la percezione del dolore?
La percezione del dolore non dipende solo dall’intensità dello stimolo nocivo, ma anche da fattori psicologici, sociali e culturali. Tra questi:
- Stato emotivo (ansia, depressione)
- Esperienze pregresse +
- Contesto sociale
- Significato attribuito al dolore
Quali farmaci diminuiscono il dolore?
I farmaci rimangono una componente importante, soprattutto nella fase acuta o in casi gravi. Tra i principali:
- Analgesici non oppioidi (paracetamolo, FANS)
- Oppioidi (morfina, tramadolo) – con attenzione al rischio di dipendenza
- Co-analgesici (antidepressivi, anticonvulsivanti) – usati soprattutto nel dolore neuropatico
La scelta del trattamento dipende dal tipo di dolore, dalla sua intensità e dalla risposta individuale.
Per gestire efficacemente il dolore possono bastare i farmaci?
No, una gestione efficace del dolore non può limitarsi alla somministrazione di farmaci, ma richiede un approccio bio-psico-sociale.
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Dal punto di vista psicologico ci sono terapie utili per la gestione del dolore?
Si. Le terapie psicologiche si sono dimostrate efficaci, soprattutto nel trattamento del dolore cronico. Tra le principali:
- Terapia cognitivo-comportamentale (CBT): aiuta a modificare i pensieri disfunzionali legati al dolore e a sviluppare strategie di coping efficaci.
- Mindfulness e meditazione: favoriscono l’accettazione del dolore e riducono lo stress correlato.
- Biofeedback : consente di regolare alcune funzioni corporee (frequenza cardiaca, tensione muscolare) per ridurre la percezione dolorosa.
- Ipnosi.
Ci sono altre terapie complementari?
Si. La fisioterapia, l’agopuntura, la stimolazione elettrica transcutanea (TENS) e altre tecniche possono contribuire a migliorare la mobilità, ridurre la tensione muscolare e migliorare la qualità della vita.
Come funziona il sollievo dal dolore tramite realtà virtuale?
Secondo un nuovo studio dell’Università di Exeter, ad esempio, immergersi in scene naturalistiche può ridurre significativamente la sensibilità al dolore, quasi quanto un farmaco analgesico. Lo studio ha mostrato, in particolare, che anche in assenza di uno scenario naturale, anche la RV poteva avere degli effetti.
La realtà virtuale immersiva attiva i percorsi cerebrali di modulazione del dolore, inducendo il cervello a sopprimere il dolore grazie alla sensazione di essere immersi nella natura.
Che tipo di scene sono state utilizzate nello studio?
I partecipanti sono stati immersi in esperienze VR a 360 gradi, in particolare in una scena delle cascate dell’Oregon, scelta per il suo potenziale terapeutico.
Quanto è durato l’effetto analgesico dopo l’esperienza VR?
Gli effetti antidolorifici si sono mantenuti per almeno cinque minuti dopo la fine dell’esperienza immersiva.
Quali sono stati i risultati rispetto ai video 2D?
Le scene in VR si sono dimostrate quasi due volte più efficaci rispetto a quelle in 2D nel ridurre il dolore.
Qual è il ruolo della presenza nell’efficacia del trattamento?
Maggiore è la sensazione di essere presenti nella scena naturale virtuale, più forte è l’effetto di riduzione del dolore.
Quali evidenze neurofisiologiche supportano questi risultati?
Le scansioni fMRI hanno mostrato che i partecipanti con una connettività cerebrale più efficace tra insula e talamo hanno sperimentato meno dolore, indicando un coinvolgimento dei circuiti centrali nella regolazione del dolore.
Su chi è stato condotto lo studio?
Lo studio ha coinvolto 29 partecipanti sani, ai quali è stato indotto un dolore simulato tramite scosse elettriche o gel freddo, per analizzare la risposta al dolore e la sensibilità sviluppata.
Perché è importante questo studio per chi vive con dolore cronico?
Perché molte persone con dolore cronico non possono accedere facilmente alla natura. La RV rappresenta un’alternativa accessibile ed efficace per attivare meccanismi naturali di sollievo dal dolore.
Quali applicazioni future si prevedono?
Gli autori auspicano che scene naturali in RV vengano integrate in ambienti clinici, case di cura e ospedali, per aiutare nella gestione non farmacologica del dolore.
Quanto conta la relazione con il professionista che cura?
Moltissimo. E’ un aspetto spesso sottovalutato, ma forse è il più importante: il sentirsi ascoltati, compresi e coinvolti nel percorso terapeutico può influenzare positivamente l’esito del trattamento.
Dr. Walter La Gatta

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Fonte principale
Sonia Medina, Sam W. Hughes. Immersion in nature through virtual reality attenuates the development and spread of mechanical secondary hyperalgesia: a role for insulo-thalamic effective connectivity. Pain, 2025; DOI: 10.1097/j.pain.0000000000003701
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Dr. Walter La Gatta
Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo
Delegato Regionale del Centro Italiano di Sessuologia per le Regioni Marche Abruzzo e Molise.
Libero professionista, svolge terapie individuali e di coppia
ONLINE E IN PRESENZA (Ancona, Terni, Fabriano, Civitanova Marche)
Il Dr. Walter La Gatta si occupa di:
Psicoterapie individuali e di coppia
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