La sindrome delle vacanze finite

Vacanze finite

Perché sono utili le vacanze? Cosa si intende per sindrome delle vacanze finite?

Le vacanze sono estremamente utili per la salute mentale e fisica delle persone, e sia in campo medico, sia psicologico, sono state condotte molte ricerche su come far durare gli effetti positivi della vacanza. Questo perché, come tutti abbiamo sperimentato, le emozioni positive nate in vacanza possono già terminare durante il viaggio di ritorno.

La sindrome delle vacanze finite esprime sotto forma di sintomi fisici quello che è un disagio puramente psicologico. La stanchezza, la mancanza di appetito e di concentrazione, la mancanza di sonno, dolori muscolari, tachicardia sono i disturbi somatici più frequentemente lamentati da chi rientra  dalle vacanze e deve aspettare un anno prima di poter pensare ad un altro periodo di riposo dalla routine lavorativa.

Perché le vacanze fanno bene alla salute?

In vacanza si abbandonano finalmente gli stress quotidiani e questo migliora il sonno, la pressione sanguigna diminuisce, ci si sente più rilassati.

Cosa si può fare per far durare gli effetti positivi di una vacanza, dopo il ritorno a casa?

  1. Quando si è in vacanza concentrarsi su quello che si sta facendo e vivendo, perché si tratta di esperienze nuove o insolite, che possono essere utili come spunto per modificare alcune abitudini o comportamenti sbagliati nella propria vita. Queste esperienze della vacanza dunque saranno tanto più interessanti se forniranno una motivazione a cambiare le abitudini di vita sbagliate o non soddisfacenti;
  2. Invece di lasciarsi andare alla nostalgia, programmare subito la prossima vacanza. Anche l’attesa per una vacanza o la sua preparazione possono rappresentare una gioia, soprattutto nel cercare i modi per fare meglio di quanto si è fatto nell’ultima vacanza (es. scelta di un hotel migliore, di una spiaggia meno affollata, un volo meno costoso ecc.);
  3. Considerare la fortuna che si ha nel potersi concedere delle vacanze: non tutti possono permettersele e dunque essere nati nella parte giusta del mondo, o nella famiglia giusta, quelle cioè in cui sono contemplate le vacanze, dovrebbe essere un aiuto psicologico che permette di apprezzare di più il tempo trascorso in ferie, lontani dalla propria abituale casa;
  4. Suddividere il periodo complessivo della vacanza in più segmenti: questo riduce l’ansia e dà l’impressione che la vacanza sia più lunga;
  5. Stabilire un periodo di ri-adattamento al lavoro, ritornando a casa qualche giorno prima la fine della vacanza, invece di tornare all’ultimissimo momento. In questo modo si potrà tornare alle vecchie abitudini, abbandonando quelle prese in vacanza, come l’andare a dormire tardi o fare il sonnellino pomeridiano.
  6. Infine, non attribuire troppa importanza a questi malesseri post vacanza e cercare di contrastare la malinconia pensando che la vacanza ci ha permesso di essere più forti e carichi per affrontare un nuovo periodo di lavoro, cercando di trarne dei benefici.

Dr. Giuliana Proietti

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Dr. Giuliana Proietti
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Psicoterapeuta Sessuologa
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