La violenza sessuale sulle donne
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La violenza sessuale sulle donne

La violenza sessuale sulle donne

Una intervista sull'anorgasmia femminile

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ANCONA FABRIANO TERNI CIVITANOVA MARCHE E ONLINE

La violenza sessuale è ancora oggi un fenomeno avvolto da stereotipi e credenze radicate che spesso finiscono per colpevolizzare le vittime anziché gli aggressori. Diversi studi internazionali hanno evidenziato come, in molti casi, persista una cultura del cosiddetto victim blaming, cioè la tendenza ad attribuire almeno in parte la responsabilità della violenza a chi la subisce.

Questo modo di pensare non solo alimenta la legittimazione della violenza, ma ostacola anche il percorso di guarigione delle vittime e il progresso verso una società più equa e rispettosa.

Quali sono i dati che mostrano la persistenza del victim blaming?

Uno studio condotto nel Regno Unito ha mostrato che circa un terzo degli intervistati riteneva che una donna che si comportava con leggerezza nei contesti sociali “meritasse” di essere violentata. Più di un quarto pensava che abiti considerati sexy o l’ubriachezza rendessero la donna responsabile dell’aggressione subita. Inoltre, una persona su cinque attribuiva colpevolezza alla vittima se era noto che avesse avuto molti partner sessuali, mentre più di un terzo la riteneva responsabile se non si fosse opposta in modo esplicito a un approccio indesiderato. I risultati di questo studio confermano il comun sentire dell’uomo (e della donna, come vedremo) della strada, anche in Italia.

Uomini e donne hanno opinioni diverse su questi temi?

Nella ricerca, gli uomini tendevano più delle donne a condividere atteggiamenti che colpevolizzavano la vittima, tranne nel caso dell’ubriachezza, dove le percentuali erano quasi identiche e in leggero aumento proprio tra le donne. Questo dato appare sorprendente e mostra come anche il genere femminile, in alcuni casi, interiorizzi stereotipi che finiscono per giustificare la violenza.

Perché alcune donne colpevolizzano altre donne?

Secondo diverse interpretazioni psicologiche, un meccanismo di difesa è quello di prendere distanza dal pericolo. Attribuendo colpevolezza alla vittima, si crea una distinzione netta tra “lei” e “me”: se lei ha sbagliato comportandosi in un certo modo, io – evitando quegli atteggiamenti – sono al sicuro. In questo modo si genera un’illusione di invulnerabilità.

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La violenza sessuale è davvero inevitabile, come se fosse un “istinto incontrollabile”?

Molte narrazioni sociali tendono a descrivere la violenza sessuale come una conseguenza “naturale” di comportamenti provocatori, paragonandola a un istinto animale. Questo pensiero si traduce nell’idea che “se si provoca, ci si deve aspettare una reazione”. In realtà, numerosi studi di neuroscienze e psicologia mostrano che il comportamento sessuale umano non è regolato da automatismi incontrollabili, bensì da processi cognitivi, culturali e relazionali.

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La violenza sessuale non è mai un impulso inevitabile, ma un atto intenzionale di abuso di potere e mancanza di rispetto del consenso (Jewkes et al., 2022).

Qual è il rischio di educare solo le donne a “proteggersi”?

Quando si insegna alle ragazze a limitare la propria libertà per non “attirare attenzioni sbagliate”, si rafforza il messaggio implicito che la responsabilità della violenza ricada su chi la subisce e non su chi la compie. Questo approccio non solo non previene la violenza, ma contribuisce a legittimarla, spostando l’attenzione dalla necessità di educare gli uomini al rispetto del consenso.


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Quali sono le conseguenze psicologiche del victim blaming?

Le donne che subiscono violenza e che vengono anche giudicate colpevoli rischiano una doppia vittimizzazione: da un lato vivono il trauma dell’aggressione, dall’altro l’isolamento sociale e la vergogna indotta dal giudizio esterno. Questo rende più difficile cercare aiuto, denunciare l’accaduto e intraprendere un percorso di cura psicologica.

Cosa dicono gli studi più recenti?

Ricerche internazionali confermano che il victim blaming è ancora diffuso. Ad esempio, un’indagine pubblicata sul Journal of Interpersonal Violence (Grubb & Turner, 2022) ha mostrato che la percezione della responsabilità della vittima è fortemente influenzata da stereotipi di genere e da atteggiamenti sessisti, con effetti negativi sia sulla volontà di denunciare che sulla credibilità attribuita alle testimonianze delle donne.

Quale dovrebbe essere l’approccio educativo e sociale?

Occorre ribaltare la prospettiva: non chiedersi perché la donna si è vestita o comportata in un certo modo, ma chiedersi perché un uomo pensi di avere diritto a un rapporto sessuale senza consenso. La chiave sta nell’educazione al rispetto reciproco, nella promozione di una cultura del consenso e nella decostruzione di stereotipi che normalizzano la violenza.

Dr. Giuliana Proietti

Intervento del 14-09-2024 su Sessualità e Terza Età
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Dr. Giuliana Proietti Psicoterapeuta Sessuologa TERAPIE INDIVIDUALI E DI COPPIA ONLINE La Dottoressa Giuliana Proietti, Psicoterapeuta Sessuologa di Ancona, ha una vasta esperienza pluriennale nel trattamento di singoli e coppie. Lavora prevalentemente online. In presenza riceve a Ancona Fabriano Civitanova Marche e Terni.

  • Delegata del Centro Italiano di Sessuologia per la Regione Umbria
  • Membro del Comitato Scientifico della Federazione Italiana di Sessuologia.
Oltre al lavoro clinico, ha dedicato la sua carriera professionale alla divulgazione del sapere psicologico e sessuologico nei diversi siti che cura online, nei libri pubblicati, e nelle iniziative pubbliche che organizza e a cui partecipa. Per appuntamenti: 347 0375949 (anche whatsapp) mail: g.proietti@psicolinea.it Visita anche: www.giulianaproietti.it Pagina Facebook Profilo Facebook Instagram

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