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Assistenza psico-sociale applicata alla medicina

Un interessante studio dell’Università di Washington ha messo in luce che una persona che ha subito un lieve trauma cranico potrebbe beneficiare di soli 20 minuti di conversazione con uno psicologo o un operatore sociale, per ridurre significativamente il suo declino funzionale. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Brain Injury.

Il trauma cranico si verifica quando la testa è colpita da una forza esterna per cui l’impatto dell’urto sul cervello, all’interno del cranio, produce un’alterazione della coscienza e un danneggiamento del sistema nervoso. Chiunque sperimenta una caduta, dopo un incidente d’auto o di moto, così come una lesione alla testa durante la pratica di uno sport o in seguito ad una aggressione, ha come conseguenza un trauma cranico che nella maggior parte dei casi viene considerato di lieve entità.

Se le lesioni più severe sono abbastanza facili da diagnosticare, quelle lievi sono meno identificabili e spesso vengono scoperte dopo la presentazione di sintomi altrimenti inspiegabili di tipo fisico, cognitivo, comportamentale o emotivo. Sintomi tipici sono nausea, vomito, mal di testa, sensazione di instabilità, disturbi del sonno, facile affaticamento, ecc. Si tratta cioè di sintomi comuni, che possono essere provocati da tanti altri fattori e per i quali spesso non si richiede un trattamento medico.

Se il medico non si accorge di nulla, ma il paziente continua ad avere disturbi della memoria, stati depressivi o difficoltà a portare a termine compiti semplici e di routine, potrebbe essere utile un approfondimento psicologico, per fornire al paziente informazioni e strategie per far fronte ai propri malesseri. Stessa cosa per pazienti che soffrono di disturbi psico-sociali, come ad esempio gli alcolisti.

Dallo studio di Megan Moore si è constatato che basta un intervento di meno di 20 minuti, seguito da un interessamento degli operatori sociali, per ridurre il declino cognitivo o l’uso dell’alcol (il quale peraltro potrebbe essere la causa indiretta di ulteriori traumi cerebrali) anche indirizzando i pazienti in gruppi di auto-mutuo-aiuto o in terapie di tipo psicologico. Il suggerimento è quello di intervenire subito, già durante il ricovero ospedaliero.

Dr. Walter La Gatta

Fonte:
Megan Moore, Amy Winkelman, Sharon Kwong, Steven P. Segal, Geoffrey T. Manley, Martha Shumway. The emergency department social work intervention for mild traumatic brain injury (SWIFT-Acute): A pilot study. Brain Injury, 2014; 28 (4): 448 DOI: 10.3109/02699052.2014.890746, via Science Daily

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