la sua storia

Le scrivo perché sono molto triste e vorrei aiuto. Le racconto la mia storia: a 30 anni la vera unica prima storia, ed è per quest’ultima che le scrivo. Lui è un ragazzo più piccolo di me di 4 anni. La storia è nata in maniera semplice e dolcissima, lui aveva alle spalle qualche storia seria, diceva di non amare le avventure e io arrivavo dopo 2 anni di solitudine e di precedenti brevi storie che chiudeva per mancanza di innamoramento.Un ragazzo serio e maturo, profondo, con una grande capacità di analisi, di rara sensibilità, idealista come pochi. La nostra storia è cresciuta con i tempi e i passi giusti, con la sua giusta pazienza vista la mia totale inesperienza, ambedue non avevamo pretese, solo speranze, la speranza di stare bene insieme, aiuto e stima reciproca. La prima lite dopo 8 mesi, quando ad una cena in presenza di altre donne lui si “dimentica della mia presenza”. Le sue spiegazioni: “che vuoi le donne mi piacciono ma mai ti tradirei, sono solo più gentile con le belle donne tutto qui”. mi convince a continuare la storia dicendomi che tutti gli uomini lo pensano solo che lui è più “sincero” degli altri, e che in giro non troverò di meglio. Ho sempre sentito il suo amore, sapevo che mi amava. La storia cresce da altri punti di vista, io mi trasferisco in un’altra città per motivi di lavoro e finalmente riesco ad avere una stabilità economica, lui ancora no. Mi ha fatto innamorare di lui anche il fatto che non fosse un ragazzo incline alle avventure, con un senso dell’etica e della moralità, con una correttezza e una sincerità poco comuni. Un ragazzo che non si abbandonava a commenti e battute volgari sul sesso, serio ed educato, pur con esperienza alle spalle. Le liti cominciano perché ogni volta che si esce, che si va al mare, a cena o a fare una passeggiata…non fa altro che fare commenti su tutte le donne che passano, sul fisico: “che bel seno che ha quella…. , che bel sedere quell’altra…, quella è una poco di buono, io le donne belle le odio perché se la tirano e non le avrò mai….”. Io vado in crisi, e ad ogni uscita è un mio pianto, ogni volta che mi racconta di tutti i calendari con cui si trastulla io vado in crisi. Mi chiedo il motivo per cui deve mettermi al corrente di tutte quelle che trova essere meglio di me. Gli chiedo a che cosa spera che porti questo se non a darmi insicurezze, incertezze su di lui. Gli continuo a spiegare che il bello va guardato ma che non è possibile che mi debba rendere partecipe delle sue fantasie sessuali continuamente come se io fossi un compagno di caserma; le sue giustificazioni sono sempre le stesse: “tutti gli uomini lo fanno, io sono solo sincero, mio padre lo fa e non c’è niente di male, tu sei solo un’insicura complessata…ti dico che ti amo cento volte e che sei bella cento volte e poi vai in crisi lo stesso, sei insicura,io mi comporto con te come mi comporterei con i miei amici, senza filtri”. Ogni giorno mi dice che mi ama e che sono bella, ma , ogni giorno mi dice che il mondo è pieno di belle donne che io raggiungo la sufficienza(mi perdoni l’immodestia ma per i più io supero abbondantemente la media) e mi tortura su qualche mio presunto difetto fisico, salvo poi dire “ma io scherzo” oppure “che fortuna che hai a stare con un adone come me”, ma anche “ti amo”,”non pensavo che potesse essere così l’amore”, “con te ho raggiunto la maturità sessuale”,”il sesso con te è qualcosa di meraviglioso, non può esserci di meglio”. L’ho amato perché faceva l’amore con amore. Dopo un anno e mezzo di relazione il suo tormentone era:”io vorrei un harem, me le farei tutte, per stare con te devo rinunciare a tutte le altre” e non c’era una volta che si uscisse che non si distraesse con la prima ragazza che passasse, e visto che ci vedevamo due giorni al mese…io piangevo. Gli dicevo che dirmi in faccia continuamente chi si volesse fare era una cosa che non portava a nulla, non ci guadagnava nulla se non ferirmi, e che quindi se continuava a farlo e a farmi piangere voleva dire che voleva ferirmi. Gli chiedevo se gli mancava qualcosa, se non era soddisfatto, se voleva rompere per “godersi la vita” e lui rispondeva che non gli mancava nulla, che era appagato sotto tutti gli aspetti, che ero bellissima, sensualissima, “la donna più intelligente che avesse conosciuto” che con me aveva conosciuto il vero significato dell’amore e che la nostra affinità sessuale era strepitosa, che senza di me si sentiva perso, che non riusciva a camminare solo sulle sue gambe. E’ spesso nervoso , lavora moltissimo non esce quasi mai di casa, ha spesso un atteggiamento aggressivo e critico sia con me che con la famiglia. Lui stesso mi diceva che era talmente critico e nervoso con i suoi che spesso gli dispiaceva. Tante volte mi diceva che ero bella quante mi controllava se avessi rughe, mi diceva che ero bellissima e dopo 5 minuti trovava un altro difetto. Vedendo le foto di un po’ di anni fa in cui ero grassa, mi diceva che facevo schifo e che avevo un coraggio da leone a mostrargliele. Poi scopro che chattando con un suo amico, che per scherzo gli chiedeva quando ci saremmo sposati, lui gli comunicava che aveva conosciuto una che aveva cercato di invitare, alle mie richieste di spiegazioni lui rispondeva che non esisteva, che era solo una fantasia; era così,una fantasia. Poi sono cominciate le battute a sfondo sessuale, un’aggressività sessuale strana per lui, sempre “molto inglese”, e i discorsi sul fatto che era bellissimo e che se voleva poteva avere tutte le donne che voleva perché era l’uomo più intelligente che esistesse, discorsi frammezzati da altri che dicevano che eravamo una coppia perfetta, che lui non era un granchè, che aveva ricevuti molti rifiuti e che io ero il meglio che potesse sperare di avere perché io ero completa. Stanca delle continue critiche gli dicevo che se lo avessi fatto io lui avrebbe resistito poco perché non sopportava le critiche (anche per quelle minime esplodeva), e lui reagiva alterandosi e dicendomi di stare zitta gridandomi insulti irripetibili. Mi faceva rarissimamente regali, mi ritrovavo a dover mendicare attenzioni, a mendicare di venirmi a trovare (lo facevo sempre io) e quelle rare cose che ha fatto per me (cose che chiunque farebbe per la propria donna, o per il proprio amico) me le ritrovavo rinfacciate…. Dopo un paio di uscite in cui tornavo a casa “illesa” nell’ultima cominciano i commenti su tutte le donne della sala, sino a quando non si concentra su una cameriera…e tocca nuovamente il fondo dicendo:”ha il fisico meglio del tuo, me la porterei in bagno e…”, vista subito la mia espressione mi chiede scusa (e quando chiedeva scusa si sapeva fare perdonare), dicendomi che avevo ragione quando dicevo che tutta la sua cultura non gli sarebbe servita a nulla se non aveva educazione, che era solo un bicchiere di troppo…io rispondo che ero stanca e che avrebbe provato sulla sua pelle quello che voleva dire essere messo continuamente a paragone…..dopo 10 minuti…è scoppiato, dicendomi che per tutti i commenti fatti sugli altri uomini avrebbe dovuto lasciarmi. Tiriamo avanti per altri quattro giorni di felicità fino a quando non ricomincia con uno dei suoi soliti tormentoni: io non mi voglio sposare prima dei 40 anni, non voglio rinunciare a nulla delle cose che voglio fare, per allora tu sarai vecchia e non potrai avere figli, forse fra 4 anni ci penso….io comincio la guerra psicologica, gli dico che se è così, se non esiste un noi, io voglio poter frequentare altre persone perché neanch’io devo pagare per essermi innamorata di uno più giovane ed egoista….lui preoccupato, prima dice che forse si sarebbe sposato prima, che forse gli sarebbe venuta a lui la voglia di avere figli prima che a me, poi esplode, mi insulta e quando gli dico che lo avevo solo voluto ferire come lui puntualmente faceva con me, lui mi dice che vado punita e mi minaccia come al solito di lasciarmi(ogni volta che c’era una lite ero sempre io a tornare chiedendo scusa a torto o a ragione, umiliandomi e implorando, sentendomi dire che ero “in prova” finchè non avessi fatto l’ennesima predica sul rispetto che pretendevo). La sera lui mi chiama tesoro, poi mi vuol comprare cioccolatini (cosa che non ha mai, mai, fatto), poi mi deve far cenare, mi da un bacio, il giorno dopo risponde al telefono, poi….scompare, si rende irraggiungibile. Avevo passato gli ultimi giorni ad assisterlo, perché malato, con un amore che lui stesso mi riconosceva e avevo assistito alle telefonate che faceva ai suoi in cui li aggrediva e richiamava loro attenzioni, in cui gli dava a credere che era seriamente ammalato (una banale influenza!) e si lagnava di tutte le cose che andavano male…quando gli dico che esagerava lui mi risponde con aggressività,che non ho la più pallida idea di quante cose vanno male sul lavoro, che sono una privilegiata perché lavoro, e che visto che ho “i soldi e lui” non mi posso lamentare di niente e che ha lui “il coltello dalla parte del manico”…così scopro che con me non si confida…eppure credo di aver fatto tutto quello che una donna innamorata doveva fare… Scopro che non mi reputa all’altezza o che non mi vuole rendere partecipe dei suoi pseudofallimenti..mi domando e le domando, siamo una coppia? Questa coppia l’ho voluta fortemente tenere in piedi io e non c’è mai stata? Le mie richieste di “non mancarmi di rispetto” erano veramente “da sciocca insicura”? E’ giusto che un uomo che ama debba sempre tenere “sul filo dell’equilibrista” la propria donna ricordandole che è vecchia e che se mi lascia mi rovina la vita o era veramente eccessivo scrupolo nel mettermi in guardia che poteva non esserci il lieto fine nella nostra storia? Ma soprattutto come giudicare il fatto che è scomparso senza dare spiegazioni nel nulla? Io dopo un paio di tentativi andati a vuoto, visco che non risponde al telefono e al citofono non l’ho più cercato, dopo 15 giorni gli ho mandato una mail spiegando i comportamenti suoi che mi facevano star male e che non avrei fatto più nulla, che stavolta era lui a dovermi dare quelle dimostrazioni che sempre cercava da me e la storia è finita da due mesi….la mattina mi ha mandato un sms con la scritta ti amo, si è commosso dichiarandomi amore e la sera…è scomparso…. Spero mi risponda

Gentilissima,

Come vede ho lasciato molto spazio a questa sua bella e intensa lettera. La risposta che mi sento di darle è che PER FORTUNA questo mostro, non saprei come altro chiamarlo, è scomparso dalla sua vita… Forse la solitudine durata due anni, la poca esperienza, l’hanno portata a sopportare una storia che ben poche donne oggi sopporterebbero. Le tante umiliazioni, le offese gratuite, l’aggressività, mostrano che questo “signore” è completamente diverso da quello che lei ha visto o ha tentato di vedere, in forza dell’amore (… dove sono lo stile ‘inglese’, l’educazione, la cultura?) A me sembra sia solo una persona immatura, piena di complessi, che ha bisogno di continue conferme per capire il suo valore e che è capace di essere forte solo con chi è più debole, ovvero con le persone che gli vogliono bene.
Sicuramente lei merita molto, ma molto di più…
Cari saluti e tantissimi auguri!

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

Author Profile

Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

Scrive in un Blog sull'Huffington Post


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