consulenza

Gentile dottoressa, ho quasi 50 anni e da quasi otto ho una relazione con una donna che io trovo molto particolare, attiva e intelligente. Con lei ho stabilito un rapporto profondo, ma ora di difficile gestione. Mi spiego meglio: il primo anno è stato come si può immaginare tutto fuoco e dalla mia parte, non solo nonoestante, ma proprio grazie al fatto che ci comportassimo in maniera “libera” nella nostra vita – quindi con altre storie più o meno durature e parallele – ho sviluppato un’enorme dialogo e attenzione nei suoi confronti e una grossa profondità di rapporto. Poi la cosa si è modificata: lei ha cercato di spostare l’asse di equilibrio sull’amore e io mi sono sentito tradito. Tradito perché ho visto un gioco pianificato, un gioco di conquista che prevede la “cattura” dell’uomo con il sesso èer traghettarlo sul piano della relazione stabile e costruttiva. Dapprima fu un enorme delusione, poi visto che il rapporto era comunque intenso cercai di seguirla su quella strada. Ma così facendo senza saperlo segnai l’inizio di una situazione tormentata che prosegue tutt’ora. L’interesse sessuale pian piano verso di lei è svanito sino a raggiungere dei minimi spaventosi, sino al rigetto. Mentre il sentimento nei suoi confronti è sempre rimasto uguale. Ho bisogno di sentire la sua voce e di sapere che è viva e che sta bene, e passare il tempo con lei è bello e piacevole, solo che dopo due giorni assieme rientro a casa – abitiamo in differenti città – e ne passo altrettanti in depressione. Fisicamente dormiamo anche assieme e mi sveglio che sogno di fare del sesso con chiunque tranne che lei. Quelle rare volte che la tradisco il fisico ringrazia, ma non riesco a godermela perché mi sento in colpa pensando che a lei farebbe del male saperlo… e via così. Lasciarla e dimenticarla mi sembra un’ eresia e un atto contro ogni valore umano, e il famoso “sano egoismo” non mi sembra che debba ricevere un tributo tanto pesante. D’altra parte così non ho una vita sessuale che si possa dire vissuta… Tutto questo senza contare che anche lei è coinvolta in questa scomoda ruota che gira senza fine e che come donna credo che non la viva meglio di me.. Per quante parole abbiamo speso, non riesco a trovare una soluzione che si possa realisticamente applicare.

Gentilissimo,

Anzitutto non mi sembra giusto attribuire alla sua compagna il progetto di irretirla attraverso una sorta di adescamento sessuale… Siete persone adulte e se lei non voleva coinvolgersi in un rapporto sentimentale, ma avere solo storie di sesso, poteva benissimo troncare la relazione rivolgendosi ad altre persone. Mi sembra che lei senta questo legame come una sua colpa, o come una sua debolezza, il che secondo me è un atteggiamento sbagliato, dal momento che una vita intensamente vissuta, come quella che lei vorrebbe avere, non è fatta solo di soddisfazioni sessuali, ma anche di affetti, di relazioni.
Quello che oggi succede al vostro rapporto di coppia è quello che, purtroppo, succede quando la routine e la scontatezza del rapporto supera l’attrazione fisica che c’è fra i due partners. Che fare? Tradirla, come lei dice, non la soddisfa interamente perché la fa sentire in colpa, lasciarla non le è possibile perché ha bisogno di sentire che è viva e che sta bene (sic!)… Se stabilisse una nuova relazione con un’altra persona, dopo qualche anno/mese si troverebbe ancora nella medesima situazione. Una soluzione vera e definitiva dunque secondo me non c’è. Detto questo, si può comunque cercare di migliorare la qualità della propria vita cambiando atteggiamento mentale, riducendo ad esempio le aspettative. Infatti, se una persona si aspetta che la sua vita sessuale debba essere sempre e comunque vissuta ad altissimi livelli non può che vivere di frustrazioni, visto che la realtà è ben diversa da questo ideale di perfezione. Forse varrebbe la pena prendere quello che c’è, goderselo, impegnandosi sempre per migliorare. Fra le cose che le suggerisco per migliorare c’è sicuramente una terapia di coppia, ma anche un dialogo diverso con la sua partner, la quale, forse, prova la sua stessa noia, se non di più. Perché non parlarne con lei?
Cordialmente,

Dott.ssa Giuliana Proietti

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Author Profile

Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

Scrive in un Blog sull'Huffington Post


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One thought on “Lei non mi attira più – Consulenza online”

  1. Buon giorno, la mia fidanzata sin dall’inizio mi ha’ detto di aver avuto rappori completi.Da subito nn ho’ dato peso, poi con il passare del tempo mi sono accorto che e’ un grosso blocco per me.non riesco a superare questo ostacolo, come posso fare. grazie x l’attenzione.

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