empatia

In molte scuole americane si stanno avviando dei programmi per l’apprendimento sociale e emotivo (SEL Social Emotional Learning) in classe. Ciò significa che i ragazzi potranno imparare a comprendere e a gestire le proprie emozioni, a stabilire obiettivi, a costruire relazioni sane, a prendere buone decisioni e ad avere empatia per gli altri.

I programmi si basano su cinque competenze chiave: autoconsapevolezza, autogestione, consapevolezza sociale, capacità relazionali e processo decisionale responsabile.

La decisione di inserire questi programmi nelle scuole deriva dal fatto che si è ormai compreso che  le abilità sociali ed emotive degli studenti possono influenzare il loro rendimento scolastico, oltre che prevenire gli episodi di violenza giovanile.

Una meta-analisi del 2011 ha mostrato che gli studenti che hanno partecipato ai programmi SEL hanno avuto progressi significativi nelle abilità e nei comportamenti sociali ed emotivi, oltre che un miglioramento nelle prestazioni scolastiche. Uno studio del 2017 ha mostrato che anche i comportamenti sessuali  dei ragazzi sono stati più sicuri, e questo anche 18 anni dopo l’intervento.

Le lezioni SEL non sono lezioni a parte, ma sono le stesse insegnanti a condurle. Ad esempio, esse accolgono ogni singolo bambino salutandolo per nome e dedicandogli un prolungato contatto oculare; tutta la classe fa ogni giorno esercizi di respirazione per giungere ad uno stato di rilassamento; si cerca inoltre di promuovere l’autoregolamentazione.

Alcuni allievi nascono con la naturale capacità di essere più empatici di altri, così come alcuni sono più portati per la matematica ed altri per le lettere. E’ normale avere caratteristiche e punti di forza differenti. Tuttavia, quando un ragazzo ha problemi con la matematica, non per questo si decide di escluderlo dalla lezione: si cerca anzi di facilitargli il compito e di seguirlo di più, affinché possa raggiungere il livello degli altri. La stessa cosa deve avvenire per quanto riguarda le capacità empatiche.

Per insegnare l’empatia, occorre anzitutto sviluppare delle relazioni autentiche, profonde, con ciascuno degli allievi, perché l’empatia non dipende dalla logica o dal pensiero razionale, ma è vicina alle emozioni e ai sentimenti. Per educare ai sentimenti è dunque necessario conoscere bene gli allievi e non pensare di poter insegnare questa materia dalla cattedra, come fosse la storia o la geografia.

Inoltre, per insegnare l’empatia, occorre proporsi come modelli: gli adulti non possono pensare di chiedere ai ragazzi di diventare migliori di quanto loro stessi sono disposti ad essere nei comportamenti sociali: empatia, gentilezza, considerazione, cortesia, gestione delle emozioni, capacità progettuale, ecc. si imparano con l’esempio. 

Articolo consultato:
Wahington Post
Dott.ssa Giuliana Proietti

Immagine:
Pixabay

 

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Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona Civitanova Marche, Fabriano
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
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● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

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