propaganda

Massimo Chiais (1961) è docente e giornalista. Terminati gli studi in Lettere e in Scienze Strategiche, ha conseguito il dottorato di ricerca e collabora con la cattedra di Studi Strategici dell’Università di Torino. Autore di numerosi articoli e saggi (Rivista Militare, GQ, Storia e Futuro, Pagine di Difesa), si occupa prevalentemente del rapporto tra comunicazione, disinformazione e potere politico e in particolare dell’analisi dei linguaggi della propaganda.

Ne parliamo perché è da pochi giorni in libreria il suo ultimo lavoro: “Menzogna e Propaganda. Armi di (dis)informazione di massa”, edito da Lupetti – Editori di Comunicazione. L’obiettivo del libro è quello di “denunciare i mezzi e i linguaggi di una comunicazione deviata e manipolata, ma anche quello di far riflettere sui pericoli che tali informazioni possono rappresentare”.

Le domande che si pone Chiais sono le seguenti: Un potere politico che si serve della menzogna per raggiungere i suoi scopi, spesso in contrasto con gli interessi della società che dice di rappresentare, può ancora definirsi “democratico”? Ed ancora: Fino a che punto la manipolazione dell’informazione e la costruzione di una realtà modificata ad uso propagandistico possono essere accettate dall’opinione pubblica?

Il volume, frutto di alcuni anni di ricerca dell’autore come giornalista free lance e ricercatore presso il corso di Laurea in Scienze Strategiche dell’Università di Torino, coniuga gli aspetti della ricerca sociologica e storica con quelli dell’analisi della cronaca più recente, approfondendo lo studio del linguaggio dei media, dei criteri di selezione dell’informazione e delle modalità di diffusione delle notizie.

Ciò che il libro si propone di dimostrare è che l’informazione che viaggia sui media è spesso una costruzione, qualcosa di assai diverso rispetto alla realtà dei fatti.
Da cosa dipende? secondo l’Autore una spiegazione c’è ed è la “formidabile capacità di trasferire notizie su scala globale e in tempo reale, che, rendendoli gli unici strumenti di conoscenza della realtà, circonda i media di un’autorità difficile da contestare”.

In queste condizioni, non stupisce che la storia possa essere trasformata senza alcuna obiezione, attraverso operazioni di vera e propria “ingegneria storica” finalizzata alla costruzione di una realtà fittizia, ma in linea con gli interessi di chi la manipola.

L’autore si pone l’obiettivo di instillare una doverosa perplessità nei riguardi di quanto viene proposto come Verità inconfutabile, insegnando come individuare tematiche, modelli e linguaggi menzogneri, nel tentativo di riuscire a valutare quanta menzogna si nasconde proprio dietro le verità ufficiali, o spacciate per tali dai mass media.

Per saperne di più: M.Chiais,” Menzogna e propaganda. Armi di (dis) informazione di massa”, Lupetti, Milano 2008.

Redazione di Psicolinea.it

 

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