Metacognizione e studenti di medicina

metacognizione

Il termine “metacognizione” significa “cognizione sulla cognizione”, o “pensare i pensieri”, o “sapere il proprio sapere”. La metacognizione comprende anche la memoria sui concetti memorizzati e dunque la “metamemoria”. [Dunlosky, J. & Bjork, R. A.]

Per fare un esempio pratico, ci si impegna nella metacognizione se ci si accorge di avere maggiori problemi di apprendimento nell’apprendere l’argomento A rispetto all’argomento B o, per fare un altro esempio, se ci si rende conto che si dovrebbe controllare di nuovo l’argomento C prima di accettarlo come dato di fatto.  (J. H. Flavell, psicologo dell’età evolutiva, che per primo conò il temine, negli anni settanta). I bambini piccoli non sono particolarmente bravi in questo; la capacità di regolare la propria conoscenza, e di massimizzare il proprio potenziale nel pensare, nell’apprendere e nel valutare cresce con l’esperienza.

Non si tratta di un’assoluta novità: teorizzazioni sulla metacognizione possono essere trovate già nei lavori di Aristotele, nel libro sull’anima e nella Parva Naturalia [Oxford Psychology Dictionary]. Alcuni psicologi evoluzionisti ipotizzano che la metacognizione sia stata usata come strumento di sopravvivenza, il che la renderebbe simile nelle varie culture. [Wright, Frederick. APERA Conference 2008 ]

Attraverso la metacognizione si prende sotto osservazione il proprio stile del pensiero, potendo valutare le proprie abilità di studio, le capacità di memoria e la possibilità di monitorare l’apprendimento. Solo chi sa regolare tali processi può essere abile nell’apprendimento. Per questa ragione un buon insegnante dovrebbe trasmettere non solo contenuti, ma anche le conoscenze che permettono di regolare i processi metacognitivi.

La metacognizione è classificata in tre componenti: [Flavell, J.H., 1979]
. Conoscenza metacognitiva (chiamato anche consapevolezza metacognitiva) è ciò che gli individui sanno di se stessi e degli altri;
. Regolamento metacognitivo, o regolazione della cognizione e dell’esperienza di apprendimento  attraverso una serie di attività che facilitano l’acquisizione di un concetto;
. Esperienza Metacognitiva, cioè ciò che ha a che fare con lo sforzo cognitivo nel momento in cui viene compiuto.

La conoscenza metacognitiva dovrebbe includere:
. conoscenza della persona (conoscenza dichiarativa), cioè la consapevolezza delle proprie capacità, e di quali fattori potrebbero influenzare la propria prestazione;
. conoscenza del compito (conoscenza procedurale), cioè capire la difficoltà di un compito e conoscere le strategie utili per affrontarle;
. conoscenza strategica (conoscenza condizionale), cioè la capacità di utilizzare delle strategie efficaci per apprendere le informazioni. In altre parole, consiste nel sapere quando e perché è utile usare la conoscenza dichiarativa e quella procedurale.

Allo stesso modo, anche il regolamento metacognitivo o “regolazione della cognizione” contiene tre competenze che sono essenziali:
. Capacità di pianificazione: cioè selezione appropriata delle strategie e corretta allocazione delle risorse che influiscono sulle prestazioni;
. Capacità di monitoraggio: cioè consapevolezza dell’apprendimento in corso;
. Capacità di valutazione: si riferisce alla valutazione dell’esito di un compito e dell’efficienza con cui è stata eseguita l’operazione.

Gli studenti che dimostrano di avere competenze metacognitive hanno prestazioni migliori agli esami e studiano in modo più completo ed efficiente in quanto sanno utilizzare i giusti strumenti di lavoro e modificare le strategie di apprendimento in base alla loro percezione interna di efficacia.

Le abilità metacognitive sono naturalmente un dominio di natura generale e non ci sono competenze specifiche per specifici settori: con le competenze metacognitive si può affrontare allo stesso modo un saggio di letteratura o uno di matematica [Gourgey, A.F., 1998].

Le strategie per la promozione della metacognizione sono l’auto-interrogazione (ad esempio, “Che cosa so già su questo argomento? Come ho risolto i problemi su questo punto prima d’ora?”), il pensiero ad alta voce durante l’esecuzione di un compito, fare rappresentazioni grafiche (ad esempio mappe concettuali, diagrammi di flusso) dei propri pensieri e conoscenze.

Esempi di strategie che possono essere insegnate agli studenti per migliorare la propria metacognizione sono le competenze nell’analisi linguistica, le strategie di lettura attiva, le capacità di ascolto, le capacità organizzative e la creazione di dispositivi mnemonici. [ Thompson, L; Thompson, M. 1998].

I concetti della metacognizione sono stati studiati in particolare per quanto riguarda le scuole di medicina, scuole in cui è importante sottolineare e riconoscere le competenze metacognitive degli studenti, anche perché questo permette agli studenti di adattarsi ai cambiamenti e alle incertezze tipiche della propria disciplina. Gli studenti di medicina, gli specializzandi e poi i medici infatti non possono basarsi solo su quanto appreso dagli insegnanti, ma devono essere in grado di pianificare e utilizzare autonomamente le loro conoscenze in varie attività.

I teorici della formazione ritengono che lo sviluppo della conoscenza metacognitiva inizi in giovane età e prosegua fino all’adolescenza (Schraw G, Moshman D., 1995): per gli studenti di medicina è essenziale aver acquisito questa capacità in quanto, per la loro professione, dovranno studiare tutta la vita in modo autonomo e quindi è per loro fondamentale essere in grado di valutare costantemente il risultato delle loro azioni per costruire nuove conoscenze.

Dr. Giuliana Proietti

Fonti:

Hong WH, Vadivelu J, Daniel EGS, Sim JH. Thinking about thinking: changes in first-year medical students’ metacognition and its relation to performance. Medical Education Online. 2015;20:10.3402/meo.v20.27561. doi:10.3402/meo.v20.27561.

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