Morire dal ridere

ridere

Può essere contagioso, può condurre alle lacrime. Può essere perfino curativo. Ma può anche far morire… O no? E’ solo un modo di dire? Ridere è sicuramente una cosa molto divertente. Da sempre linguisti e lessicografi tentano di darne una definizione concisa e soddisfacente, con più o meno fortuna. « Esprimere la gioia attraverso l’espressione del viso, alcuni movimenti della bocca e dei muscoli facciali, con espirazioni irregolari più o meno rumorose» : questa è la traduzione dal francese della definizione di ‘ridere’ data da Le Petit Robert.

Ridere è un’emozione, sollecitata dall’emisfero cerebrale destro e dalla parte inconscia del cervello, il che spiega perché il riso è così incontrollabile e comunicativo, ma anche perché non tutti ridono per le stesse cose. Nel ridere si attivano diversi muscoli: quelli del viso, della laringe, i muscoli della respirazione e il diaframma, gli addominali ed i muscoli degli arti. I piccoli muscoli del viso, come quelli zigomatici o i frontali, i temporali quelli che attivano le labbra o le pupille, tutti si contraggono. Gli angoli della bocca e delle pupille si inclinano verso l’alto ed appare il sorriso. Nello stesso tempo, i muscoli della mascella si rilassano e le corde vocali ed i muscoli della laringe si preparano alle ‘vocalizzazioni’ del ridere. Queste appaiono quando il diaframma inizia delle contrazioni più brevi, ma più intense, intervallate da profonde ispirazioni. I muscoli respiratori della gabbia toracica accompagnano il movimento. Ridere è come un’onda che solleva l’acqua immobile nella quale viene gettato un sasso e che si estende sempre più. Così il riso si diffonde in tutto il corpo ed in tutta la muscolatura. Le spalle si scuotono, la testa dondola, le mani si distendono e possono aprirsi e lasciar cadere ciò che tenevano. Anche le gambe possono ‘fare cilecca’ ed obbligare la persona che ride a mettersi seduta, per non cadere. Altra conseguenza del ridere è il ritmo cardiaco, che prima si innalza, per poi abbassarsi in modo durevole. Le arterie e le vene si dilatano e la pressione diminuisce. I bronchi si aprono e la ventilazione polmonare aumenta.

E’ tutto ciò che comporta i benefici effetti del riso.

Le conseguenze del riso interessano anche gli aspetti cerebrali, perché si permette la liberazione di endorfine e si stimola la produzione di catecolamine. Ridere fa bene per l’appetito, il sonno, le capacità intellettuali. La terapia del riso è ovunque apprezzata per i suoi benefici effetti, sia quando viene applicata all’interno di una struttura ospedaliera, sia quando la si usa per corsi aziendali.

I casi di decessi dopo una risata sono davvero pochi e pochissimo documentati. Ridere non esiste fra le cause della mortalità: non è contemplato.

Oggi sappiamo che non solo l’essere umano, ma anche altri animali ridono: ad esempio i roditori, che emettono dei suoni che noi non sentiamo, ma che sembrano assolutamente tipici del riso. A questo punto è solo l’umorismo, non la risata vera e propria, che resterà ‘tipico’ della specie umana?

Fonte: Le Figaro

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

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Dr. Giuliana Proietti
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