ossessionata

Gentile Dottoressa, Mi chiamo Nadia ed ho 20 anni. Le scrivo per chiederle un parere.. Due anni fa ho conosciuto un ragazzo (Leonardo), siamo stati insieme, ed è finita nel giro di un mese per le classiche paure che assalgono gli adolescenti (non sentirsi pronti ad affrontare problemi, storie serie, desiderio di continuare ad essere “fanciulli ancora per un pò”, e così via). Io, avendo sempre vissuto male la mia vita familiare, dopo 7 mesi da quella rottura, decisi di lasciare la città dove vivevo per scappare altrove, lontana da casa, insieme ad un’amica. Dove me ne andai conobbi un ragazzo, con cui iniziai una storia piuttosto seria, durata fino a 6 mesi fa. Gli ero affezionata, ma con il tempo mi resi conto che quello che provavo per lui non era amore. Continuavo a pensare a Leonardo, e pur convincendomi che fosse solo un’ossessione, non riuscivo a fare a meno di non provare più il desiderio di restare accanto a quello che era il mio ragazzo attuale, con il quale, purtroppo, mi sono resa conto solo in questo periodo, sono stata solo per essere aiutata.. Sfogavo su di lui tutti i miei problemi, e pretendevo che fosse lui a risolverli per me.. Pretendevo dimostrazioni d’affetto che fossero teatrali, proprio perchè queste dimostrazioni mi sono sempre mancate, soprattutto a casa. Capito quali erano i miei sentimenti decisi di tornare a casa, sopportando la vita familiare, cercandomi un lavoro e andando avanti. E’ stato davvero difficile, specie all’inizio, ma con il tempo questo farmi forza mi ha aiutata moltissimo a superare gran parte delle mie ansie, seguite da attacchi di panico, che in passato avevo fin troppo spesso. Ovviamente, avendo capito che quello che provavo per Leonardo non era ossessione, ma sentimento, decidemmo di riprovare una seconda volta (non posso però non dire che mentre ero via, con l’altra ragazzo, questo Leonardo era tornato sui suoi passi dichiarandomi amore, e sperando in un mio costante ritorno. Ogni tanto ci sentivamo, lo cercavo, e spesso arrivava a dirmi quanto stesse male per me, e per la mia lontananza). Il risultato è che stiamo insieme da 5 mesi, e le cose vanno malissimo. Lui si sente la seconda scelta, non si fida di me e dei miei sentimenti, dice che la nostra storia manca completamente di romanticismo, che è squallida, continua a ripetermi che per colpa mia è stato male per un anno, e che questo malessere l’ha completamente distrutto.. Si arrabbia tantissimo quando provo ad aprirmi parlando con lui delle mie angoscie, dicendo che essendo io il motivo delle sue sofferenze, non posso permettermi di cercare un appoggio in lui. Mi odia e mi ama, anche se adesso sembra essere confuso al riguardo.. Dice d’aver questo bisogno di restare con me, anche se ormai non sa più nemmeno quel che prova.. Io dal canto mio so che starei male sia con lui che senza di lui, ma temo che ponendo fine a questa storia, io possa continuare a pensare a lui come in passato, ho paura che non potrei mai dimenticarlo. Capisco alcuni dei problemi di Leonardo, ma non riesco a trovarvi una minima soluzione per far si che la nostra storia vada avanti serenamente. Ha qualche consiglio? La ringrazio infinitamente. Nadia.

Cara Nadia,

Il consiglio che le dò è quello di non cercare appoggio nei suoi fidanzati. Se sente bisogno di essere aiutata, si rivolga piuttosto ad uno psicologo. Esistono infatti dei confini, anche nel rapporto di coppia, oltre i quali non è consigliabile andare. Non si possono svelare completamente all’altro tutte le proprie paure, le proprie angosce, i propri sensi di inadeguatezza, le proprie infelicità, perché così facendo l’altro si sentirà gravato di mille problemi e frequentarla non sarà più un momento di gioia e serenità, ma quasi un lavoro, che alla fine sicuramente stanca. Pensi per un attimo cosa proverebbe lei ad avere un fidanzato così problematico… Del resto nessuno è senza problemi e doversi accollare anche quelli degli altri, quando non si è opportunamente formati per farlo, può essere veramente difficile. Il consiglio che sento di darle dunque è di vivere queste sue storie d’amore con maggiore leggerezza, sforzandosi di vedere il positivo che esse le trasmettono e riservando tutti i suoi pensieri negativi agli incontri con lo psicologo. In mancanza, scriva un diario, apra un blog, si confidi con qualche amica. Metaforicamente parlando, come suggerisce l’immagine del post, provi a mettere dei fiori nei suoi cannoni: si renderà conto che funzionano, a livello di relazione con gli altri, molto di più 🙂

Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

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Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona Civitanova Marche, Fabriano
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

Scrive in un Blog sull'Huffington Post


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