Paura di tornare a scuola – Consulenza on line

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Ho paura di tornare a scuola…mi piace molto ciò che studio e cerco di approfondire tutti gli argomenti ma ogni volta che devo andare a scuola misveglio e ho mal di pancia, credo per l’ansia, sono stata bocciata un annoperchè alle interrogazioni facevo scena muta pur studiando.quest’anno avevo lamedia dell’8 ma ad aprile non sono riuscita ad andare più a scuola e i mieivoti sono diventati tutti 6 e due 5..giustamente. ho troppa paura di tornare a scuola ma ho voglia di imparare…che faccio??

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PSICOLOGIA - PSICOTERAPIA - SESSUOLOGIA

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Gentilissima,

La risposta è una, e una sola: non mollare! Capisco quanto ti sia difficile affrontare la vita scolastica, le interrogazioni, i professori, i compagni e poi gli esami… Ma questa è la vita, e tutto quello che provi oggi nella scuola, lo proverai un domani anche fuori, in altri luoghi, sia di lavoro, sia di svago. La cosa che devi risolvere dunque, non è il problema scolastico, ma il tuo stato ansioso. Per fare questo puoi rivolgerti allo psicologo scolastico, se c’è, oppure consigliati con i tuoi genitori per trovare la soluzione più adeguata.
Un altro suggerimento è quello di assecondare sempre questa tua voglia di imparare, perché nella vita più si impara, più ci si sente sicuri di sé. Coraggio!

Dott.ssa Giuliana Proietti

 

Dr. Giuliana Proietti

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Un commento

  1. Vorrei rispondere alla ragazza che ha scritto postando la mia esperienza personale.
    Anch’io avevo, grossomodo, gli stessi problemi di cui lei scrive di soffrire. Mal di pancia, ansia, disagio fisico nello stare seduto sui banchi e nel tragitto per andare a scuola, e molti altri di cui non sto ora qui a scrivere.
    Sono ormai tre anni che ho sostenuto l’esame di maturità, e tutto questo è finito il giorno dopo che l’ho conseguita. Per cui mi permetto di non condividere su quanto scritto dalla dottoressa, secondo la quale “questa è la vita” e che “il disagio che oggi provi nella scuola lo proverai un domani anche fuori”. Finita la scuola, infatti, sono finiti i disagi, i malesseri, le frustrazioni.
    A distanza di tempo, posso dire tutto ciò era dovuto alla privazione di libertà alla quale la scuola mi sottoponeva: alle amicizie forzate con i compagni di classe, che nella logica del gruppo tendono ad isolarti, a parlar male ed a pettegolare di te se sei “diverso” (se non ti droghi, se non frequenti il centro sociale, se non appartieni anche tu ad una delle loro sottoculture suburbane, ecc.); al continuo giudizio da parte dei professori ed alle continue umiliazioni che si debbono sopportare se gli si vuole piacere, agli orari forzati.

    A distanza di tre anni dalla maturità, sono uno studente universitario di successo. Sono in regola con tutti gli esami e sto mettendo da parte qualche soldo per gli studi lavorando col servizio civile. Ora scelgo le mie amicizie (cosa che a scuola non m’era consentita), persone con le quali sto a mio agio e che non mi giudicano. Il pettegolezzo, che mi dava tanto fastidio, oggi non esiste più: se qualcuno pettegola su di me, posso troncare ogni relazione. Studio molto più oggi che quando andavo a scuola, ma lo faccio in una materia che mi piace e senza forzature, con spirito d’erudizione e di ricerca. Scelgo i miei orari; vado a studiare nelle biblioteche dell’università e del centro, posti splendidi nei quali la cultura e lo studio si respirano e si odorano. Non sono più pressurizzato nell’edificio scolastico brutto, di periferia, massificante, costruito in stampo sovietico.

    Alla nostra amica vorrei anch’io consigliare di tenere duro. Supera questo scoglio – che purtroppo ci è dato affrontare – ma vedrai che poi riacquisterai tutta la tua felicità e la tua libertà. Come è accaduto a me, appena sono potuto uscire dal gulag della scuola.

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