La psichiatria e la corruzione istituzionale

Psichiatria

Libri sulla psichiatria.

Nel Blog Mad in America è stato pubblicato un pezzo che vale proprio la pena di leggere. Si tratta di un articolo, scritto da Robert Whitaker, per presentare un suo libro, Psychiatry Under the Influence,  di cui è coautore, insieme a Lisa Cosgrove.

Quella che segue ne è una sintesi, per i lettori di psicolinea, che sappiamo molto interessati all’argomento:

La scrittura di questo libro, dice Whitaker,  gli ha fatto comprendere, molto più che in passato, quanto la psichiatria, nel corso degli ultimi 35 anni, sia stata oggetto di una “corruzione istituzionale” che, secondo l’autore,  “ha prodotto un grande danno alla nostra società”, tanto che per lui la soluzione di questo problema è “una delle grandi sfide politiche del nostro tempo”.

Ma veniamo ai fatti. Nel 2011, Lisa Cosgrove, docente presso la UMass di Boston, stava terminando un anno di studio presso un laboratorio di ricerca dell’Edmond J. Safra Center for Ethics dell’Università di Harvard, dove aveva approfondito il tema della “corruzione istituzionale.”

La Cosgrove pensò di coinvolgere il collega Whitaker per studiare insieme l’argomento presso il laboratorio Safra nell’anno successivo, con l’idea di osservare l’American Psychiatric Association attraverso la lente della corruzione istituzionale e scriverci poi un articolo.

A metà strada però, durante l’anno della borsa di studio, i due ricercatori hanno optato per un più ampio progetto e deciso di trasformare l’articolo in un libro.

Il laboratorio Safra sulla corruzione istituzionale, istituito da cinque anni, è dovuto ad un’idea di Lawrence Lessig, docente presso la Harvard Law School e noto per il suo pensiero creativo e per l’attivismo politico su una serie di principi fondamentali che riguardano il welfare e la democrazia. E’ stato infatti uno dei fondatori di Creative Commons, con l’intento di espandere e proteggere l’accesso del pubblico alle opere creative, e ha anche fondato Rootstriker, gruppo di cittadini dedicato alla lotta contro la corruzione politica negli Stati Uniti. Nel suo libro del 2010, Republic, Lost, ha parlato dell’influenza corruttrice dei lobbisti e degli interessi particolari che vi sono nel parlamento americano. (Suoi libri pubblicati in italiano qui)

Come Lessing ed altri hanno notato, in questo campo di studio,  è importante distinguere la corruzione individuale dalla corruzione istituzionale. Il primo caso (la condizione del “quid pro quo“, termine di origine latina che indica uno scambio reciproco di beni e favori) è una storia di “mele marce”: per esempio, quando un politico prende una tangente in cambio di un favore politico. La corruzione istituzionale invece non è un problema di “mele marce”, ma è un problema di “cestino delle mele marcio”.

Il concetto di base della corruzione istituzionale è questo: ci sono “economie di influenza” che creano “incentivi” per motivare i comportamenti dei membri di una istituzione, i quali sono però antitetici alla loro missione pubblica. Quando questo accade, il comportamento “corrotto” può diventare “normale”, e persino non essere più riconosciuto come problema da coloro che sono all’interno dell’istituzione. La corruzione istituzionale è di tipo sistemico, sottile, ma in ultima analisi, corrosivo per la nostra democrazia.

Ad esempio, i politici in corsa per un incarico, devono raccogliere fondi per finanziare le loro campagne. In America essi possono ottenere tali finanziamenti dai lobbisti dell’industria o da comitati di azione politica (PAC) stabiliti da gruppi di interesse. Di conseguenza, gli eletti possono sviluppare una “dipendenza impropria” dai finanziamenti ottenuti per sostenere interessi particolari e sentirsi impegnati con questi finanziatori, invece che con i cittadini.

Secondo Lessig gli individui all’interno delle istituzioni sono innocenti: sono le influenze che subiscono che li portano a diventare ciò che sono.

Il lavoro sviluppato presso il centro Safra offre anche una guida sintetica per lo studio della corruzione istituzionale. In primo luogo, vanno individuate le economie di influenza che possano creare incentivi “perversi” e documentare i comportamenti corrotti dei membri dell’istituzione (i quali, anche se non etici, dovrebbero essere almeno legali).  Questo processo di indagine è stato progettato per illuminare le possibili soluzioni per la corruzione: le economie di influenza che hanno portato l’istituzione fuori strada devono essere neutralizzate, sia attraverso norme governative, sia attraverso altri mezzi.

Per quanto riguarda l’istituzione psichiatrica, gli autori si sono concentrati sul comportamento della psichiatria a partire dal 1980, anno in cui l’American Psychiatric Association pubblicò la terza edizione del suo Manuale Diagnostico e Statistico (DSM). Fu questo il momento in cui l’APA adottò un modello di “malattia” per la diagnosi e il trattamento dei disturbi psichiatrici, ed è facile individuare due “economie di influenza” che erano già presenti sin da allora.

La prima è l’influenza dell’industria farmaceutica, che, in seguito alla pubblicazione del DSM III, aumentò in modo considerevolissimo la quantità di denaro fornita all’APA e agli psichiatri accademici, che sono stati pagati dalle aziende farmaceutiche per il loro ruolo di relatori e consulenti. Questa “economia di influenza” è ben conosciuta dal pubblico, visto che molti autori ne hanno parlato e si è già ampiamente discusso sui vari modi possibili per neutralizzarla. (Peraltro, vista la conoscenza del pubblico di questo legame fra industria farmaceutica e APA, questo fiume di denaro, fonte di corruzione, si è negli ultimi anni in parte interrotto).

La seconda “economia di influenza,” che non è così conosciuta dal pubblico, presenta un problema ancora più grave: si tratta in questo caso degli interessi degli ordini professionali , o delle “corporazioni professionali”, come ne parla l’autore.

Quando l’APA adottò un modello di malattia nel 1980, rivendicò l’autorevolezza sociale per esprimere la sua opinione in tre ambiti: diagnosi dei disturbi psichiatrici, ricerca delle cause biologiche e trattamenti farmacologici. Con la sua autorevolezza poteva informare il pubblico sulla validità delle sue diagnosi, sule ricerche biologiche promosse per comprendere la biologia dei disturbi psichiatrici, e sui farmaci utilizzati, garantiti come trattamenti sicuri ed altamente efficaci per questo tipo di problemi.

(Rilevano peraltro gli autori che, a differenza di altre specialità mediche, la psichiatria deve competere per la cura dei suoi pazienti con professionisti che forniscono terapie alternative, come ad esempio gli psicologi, e quindi si potrebbe dire che essa abbia una necessità particolarmente pronunciata di tutelare gli interessi della sua corporazione per prosperare in questo mercato).

Il problema dunque è questo: che l’istituzione psichiatrica, in base alla sua autorevolezza, poteva in realtà raccontare al pubblico una storia che nulla aveva a che fare con la scienza, e in questo modo tradire la sua missione pubblica.

Nel libro gli autori hanno cercato di capire se e fino a che punto l’istituzione psichiatrica abbia adempiuto al suo dovere verso il pubblico.

L’opinione pubblica si aspetta infatti che gli interessi dei pazienti vengano considerati prima di ogni altra cosa e che questo obbligo morale guidi la psichiatria nella sua conduzione e comunicazione delle ricerche, si dedichi a sviluppare linee guida per la pratica clinica, e le sue dichiarazioni al pubblico. La corruzione si manifesta quando l’istituzione psichiatrica, in quanto gestore unico di tali compiti,  privilegia gli interessi delle case farmaceutiche, o dei propri interessi corporativi, prima del dovere verso il pubblico.

Molti degli esempi specifici di corruzione descritti nel libro sono già conosciuti, eppure, presentando questi comportamenti nella loro cronologia storica, che si estende su tre anni e riguarda tutti i campi dell’attività psichiatrica, il risultato è mozzafiato, in quanto si capisce che questi comportamenti, all’interno dell’istituzione, sono diventati la norma.

Il danno prodotto alla società, che è da considerarsi parte lesa, è vasto e profondo. Dicono infatti gli autori del libro che l’istituzione psichiatrica, con il suo modello di malattia, ha cambiato radicalmente la società nel corso degli ultimi 35 anni: ci ha dato una nuova filosofia dell’essere, ha alterato il modo in cui consideriamo i bambini e gli adolescenti e i loro comportamenti. Ha toccato ogni angolo della nostra società, e questo cambiamento sociale è sorto a causa di una storia raccontata al pubblico sotto l’influenza degli interessi economici delle case farmaceutiche e non in base ai risultati scientifici. Questa è la natura del danno fatto: la nostra società si è organizzata intorno a un racconto “corrotto”.

Il primo pensiero è un problema di riforma delle istituzioni, per far si che le “brave persone” che fanno “cose ​​cattive” a causa dell’ambiente danneggiato possano essere esse stesse promotrici di una riforma. Tuttavia, la teoria della dissonanza cognitiva prevede che sia difficile per le persone all’interno dell’istituzione il riuscire a promuovere le proprie azioni in questa luce. La citazione preferita dagli autori per riassumere questo problema di percezione viene da Sinclair Lewis: “E ‘difficile trovare un uomo che ti faccia capire qualcosa se il suo stipendio dipende dal fatto che egli non capisca quel qualcosa”.

Dato che la riforma dall’interno non è probabile, la responsabilità è affidata alla società, che deve risolvere questo problema. In molti casi di corruzione istituzionale, la soluzione può essere la riforma della regolamentazione che vincola giuridicamente il comportamento dell’istituzione. Nel caso della psichiatria, è evidente che la società deve trovare il modo per neutralizzare le due economie di influenza che producono corruzione: l’influenza farmaceutica e gli interessi corporativi degli psichiatri.

Ci sono molte strategie proposte per neutralizzare l’influenza farmaceutica, che, come notato in precedenza, è diminuita negli ultimi anni. Tuttavia, c’è stato poco dibattito pubblico su come neutralizzare gli interessi della corporazione psichiatrica. Gli autori credono che l’unica soluzione possibile sia togliere autorevolezza al settore psichiatrico e affidarla ad un gruppo di professionisti più ampio ed eterogeneo e soprattutto promuovere il dibattito pubblico sulla corruzione.

Gli autori prendono come modello Lessig, che ha denunciato pubblicamente la corruzione del Congresso dovuta ai finanziamenti delle lobbies e, successivamente, ha lanciato il “Mayday, Stati Uniti” a finanziamento pubblico, per finanziare candidati politici che promettono di mettere in atto riforme per eliminare l’influenza dei lobbisti e dei loro finanziamenti. La sua può essere una battaglia donchisciottesca, ma è una lotta, in sostanza, per salvare la nostra democrazia e creare un Congresso che debba molto ai cittadini, piuttosto che a coloro che hanno interessi particolari.

Gli autori del libro hanno deciso dunque di dar vita ad una campagna pubblica per pubblicizzare questo problema, sul fatto cioè che la psichiatria non abbia adempiuto ai propri obblighi etici nei confronti del pubblico. L’articolo si conclude infatti con un : “presto ne saprete di più”.

… E noi di psicolinea seguiremo come andranno le cose (e ve le racconteremo).

Per concludere il nostro articolo, credo sia bene offrire ai lettori qualche informazione in più anche riguardo all’autore di questo articolo: si tratta di Robert Whitaker, giornalista scientifico vincitore di numerosi premi, come il George Polk Award for Medical Writing e il National Association for Science Writers’ Award per il miglior articolo pubblicato su una rivista. Nel 1998, ha scritto articoli riguardanti la psichiatria per il Boston Globe divenendo finalista al Pulitzer Prize for Public Service. Anatomy of an Epidemic vinse nel 2010 l’Investigative Reporters and Editors book Award per il miglior giornalismo investigativo.

Libri dell’autore pubblicati in italiano: qui.

Dr. Giuliana Proietti

Fonte:

Psychiatry Through the Lens of Institutional CorruptionMad in America

Immagine:
copertina del libro

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