Psicologia della guerra e guerra psicologica

Psicologia della guerra e guerra psicologica

Cis- Fiss SessuologiaDr. Giuliana Proietti
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Dr. Giuliana Proietti
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Quale è lo scopo della guerra?

La guerra avviene quando un paese, una tribù o un gruppo etnico desidera aumentare il proprio potere e la propria ricchezza, conquistando e soggiogando altri gruppi e impossessandosi del loro territorio e delle loro risorse.

La guerra, in genere, si decide in pochi giorni o dipende da una attenta riflessione?

In genere la guerra è un’attività altamente pianificata e organizzata, per lo più pensata in periodi di calma e di pace.

A27

Ci sono stati periodi in cui gli esseri umani non si sono mai fatti la guerra?

Secondo l’antropologo R. Brian Ferguson ci sono prove convincenti per dimostrare che la guerra abbia solo 10.000 anni e sia diventata frequente solo da circa 6.000 anni.

Quali sono le spiegazioni psicologiche della guerra?

Il primo psicologo a indagare sulla guerra fu William James, che scrisse il saggio fondamentale “The Moral Equivalent of War” nel 1910. Qui James suggerì che la guerra era così diffusa a causa dei suoi effetti psicologici positivi, sia sull’individuo che sulla società nel suo insieme.

Quali sono gli effetti positivi della guerra sulla popolazione, secondo James?

A livello sociale, la guerra trasmette un senso di unità di fronte a una minaccia collettiva: unisce le persone, non solo l’esercito impegnato in battaglia, ma l’intera comunità. Porta, inoltre, ciò che James chiamava “disciplina”: un senso di coesione, con obiettivi comuni. Lo “sforzo bellico” ispira i singoli cittadini (non solo i soldati) a comportarsi in modo onorevole e disinteressato al servizio di un bene superiore.

Ci sono anche benefici a livello individuale?

Si, uno degli effetti positivi della guerra è che fa sentire le persone più vive, vigili e sveglie. Nelle parole di James, “riscatta la vita dalla degenerazione piatta”. Fornisce significato e scopo, trascendendo la monotonia della vita quotidiana. Come dice James, “La vita sembra proiettata su un piano di potere superiore”. La guerra consente anche l’espressione di qualità umane superiori che spesso giacciono dormienti nella vita ordinaria, come la disciplina, il coraggio, l’altruismo e il sacrificio di sé.

Dr. Giuliana Proietti
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Quali valori possono scatenare una guerra?

Tutti quelli che danno un forte senso di appartenenza e identità che possiamo riscontrare sul piano etnico, nel nazionalismo o nel dogmatismo religioso. Tutto ciò che incoraggia ad aggrapparsi all’identità del proprio gruppo etnico, del proprio paese o della propria religione, facendo provare un senso di orgoglio nell’essere cittadini di un determinato paese, oppure bianchi, neri, cristiani, musulmani, protestanti, cattolici, socialisti, fascisti e così via.

A cosa porta l’identificarsi esclusivamente con un determinato gruppo?

Identificarsi esclusivamente con un particolare gruppo crea automaticamente un senso di rivalità e inimicizia con altri gruppi. Siamo di fronte a una mentalità “in/out group”, che può facilmente portare a conflitti. In effetti, la maggior parte dei conflitti nel corso della storia sono stati uno scontro tra due o più gruppi di identità diversi: i cristiani e i musulmani nelle crociate, gli ebrei e gli arabi, gli indù e i musulmani in India, i cattolici e i protestanti nell’Irlanda del Nord, gli israeliani e i palestinesi, serbi, croati e bosniaci e così via.

Cosa è la “esclusione morale”?

Accade quando si escludono i diritti morali e umani per gli altri gruppi, declassati a “animali”: questo porta a negare loro il dovere del rispetto e della giustizia sociale. Gli standard morali, a questo punto, vengono applicati solo ai membri del proprio gruppo, escludendo i membri di altri gruppi dalla propria comunità morale, Diventa così facile sfruttare, opprimere o uccidere elementi appartenenti a gruppi avversi, senza sentire sensi di colpa.

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Cosa spinge gli umani a fare la guerra secondo gli psicologi evoluzionisti?

Gli psicologi evoluzionisti suggeriscono che è naturale che i gruppi umani facciano la guerra perché sono costituiti da geni egoisti che richiedono di essere replicati. Quindi è naturale per gli umani cercare di impadronirsi delle risorse che aiutano a sopravvivere e combattere per esse contro altri gruppi.

Ci sono anche tentativi biologici di spiegare la guerra. Gli uomini sono biologicamente preparati a combattere le guerre a causa della grande quantità di testosterone di cui dispongono, poiché è opinione diffusa che il testosterone sia legato all’aggressività.

Cosa è la guerra psicologica?

La guerra psicologica ( in inglese PSYWAR ), indica qualsiasi azione praticata con metodi psicologici, con l’obiettivo di evocare una reazione emotiva in altre persone. Si attua attraverso l’uso tattico pianificato di propaganda, minacce, periodi di disordini geopolitici per fuorviare, intimidire, demoralizzare o influenzare in altro modo il pensiero o il comportamento di un nemico.

Quali tecniche vengono utilizzate?

Vengono utilizzate varie tecniche, che mirano a influenzare il sistema di valori, il sistema di credenze, le emozioni, le motivazioni, il ragionamento, o il comportamento del pubblico. Le tecniche psicologiche possono essere utilizzate anche per indurre confessioni o rafforzare atteggiamenti e comportamenti favorevoli agli obiettivi desiderati, come indurre le persone al desiderio di combattere il nemico, sostenere o distruggere il morale degli alleati o dei nemici.

A chi è destinato l’uso delle tecniche psicologiche di guerra?

I destinatari possono essere governi, organizzazioni, gruppi e individui isolati. Gli obiettivi preferiti sono persone insoddisfatte, appartenenti alle classi svantaggiate, movimenti rivoluzionari e minoranze nazionali.

Ci sono prove di guerra psicologica nel corso della storia ?

Si. Fin dalla preistoria, i signori della guerra hanno riconosciuto l’importanza di indebolire il morale degli avversari.

  • Nella battaglia di Pelusium (525 a.C.) tra l’ impero persiano e l’ antico Egitto, le forze persiane usarono gatti e altri animali come tattica psicologica contro gli egizi, che evitavano di fare del male ai gatti a causa delle loro credenze religiose.
  • Alessandro Magno conquistò con successo gran parte dell’Europa e del Medio Oriente lasciando alcuni dei suoi uomini in ogni città conquistata per introdurre la cultura greca e opprimere le opinioni dei dissidenti. I suoi soldati ricevevano una dote se sposavano ragazze del posto, nel tentativo di incoraggiare l’ assimilazione.
  • Gengis Khan, leader dell’impero mongolo nel XIII secolo d.C., ordinò a ogni soldato di accendere tre torce al crepuscolo, per dare l’illusione di un esercito schiacciante e ingannare e intimidire i nemici. A volte aveva anche oggetti legati alla coda dei suoi cavalli, così che, cavalcando su campi aperti e asciutti, sollevava una nuvola di polvere che dava al nemico l’impressione di un gran numero di soldati. I suoi soldati usavano inoltre frecce appositamente intagliate per fischiare mentre volavano in aria, creando un rumore terrificante. Un’altra tattica favorita dai mongoli era catapultare teste umane mozzate oltre le mura della città per spaventare gli abitanti e diffondere malattie nei confini chiusi della città assediata.
  • Nel Medio Evo i difensori, nei castelli o nelle città assediate, gettavano cibo dalle mura per mostrare agli assedianti che le provviste erano abbondanti. Un famoso esempio si trova nella leggenda dell’VIII secolo della signora di Carcas, che presumibilmente persuase i Franchi ad abbandonare un assedio di cinque anni con questo mezzo e di conseguenza diede il suo nome a Carcassonne, in Francia.
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Quali sono i principali metodi di guerra psicologica?

  • Demoralizzazione : distribuire opuscoli che incoraggiano l’ abbandono o forniscono istruzioni su come arrendersi
  • Shock e timore reverenziale: proiezione di rumori e musica ripetitivi e inquietanti per lunghi periodi ad alto volume verso gruppi sotto assedio
  • Stazioni radio di propaganda e uso di sistemi di altoparlanti per comunicare con i soldati nemici
  • Rinominare città e altri luoghi quando vengono catturati, come la ridenominazione di Saigon in Ho Chi Minh City dopo la vittoria comunista nella guerra del Vietnam
  • Terrorismo
  • Minaccia delle armi chimiche
  • Guerra dell’informazione

Esistono vari tipi di propaganda?

Si, le operazioni di guerra psicologica possono produrre tre categorie di propaganda:

  • Propaganda bianca (omissioni ed enfasi): veritiera e non fortemente parziale, dove la fonte dell’informazione è riconosciuta.
  • Propaganda grigia (omissioni, enfasi e pregiudizi razziali/etnici/religiosi): ampiamente veritiera, non contenente informazioni che possono essere smentite; la fonte non è identificata.
  • Propaganda nera (prodotta da commissioni di falsificazione): intrinsecamente ingannevole, le informazioni fornite sono attribuite a una fonte che non è responsabile della sua creazione.

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Quali sono i compiti della propaganda?

I compiti della propaganda sono quelli che, nel linguaggio popolare, chiameremmo “lavaggio del cervello”, 

Gli obiettivi della propaganda sono principalmente quattro: fronte interno (patria), fronte militare, pacifisti e nemici.

  • Sul fronte interno la propaganda deve suscitare l’odio del nemico, idealizzare i propri obiettivi di guerra, mettere in guardia sulle conseguenze della sconfitta, confermare la fede nella superiorità della patria, e convincere che la vittoria finale sarà certa. Inoltre, deve spiegare la gli incidenti, le atrocità, le battute d’arresto incolpando i nemici, in modo che il popolo non metta in discussione la guerra stessa e nemmeno il sistema sociale e politico che l’ha generata.
  • Sul fronte militare, la propaganda deve mobilitare la nazione, mantenere il morale e far combattere i suoi soldati fino alla vittoria sul nemico.
  • Per quanto riguarda i pacifisti, la propaganda dovrebbe conquistarli, incoraggiandoli verso la guerra, o almeno tacitare le loro opinioni non interventiste.
  • La propaganda contro il nemico ha lo scopo di demoralizzare i suoi soldati, incoraggiarli a disertare e incitare i suoi civili alla rivolta.

Quando è iniziata la moderna propaganda di guerra?

Nella prima guerra mondiale: i belligeranti, in particolare inglesi e tedeschi, iniziarono a distribuire propaganda, sia a livello nazionale che sul fronte occidentale.

Nell’agosto 1914, in Gran Bretagna David Lloyd George creò un’agenzia di propaganda a Wellington House che vedeva tra i suoi membri scrittori come Arthur Conan Doyle, Ford Madox Ford, GK Chesterton, Thomas Hardy, Rudyard Kipling e HG Wells. Durante la guerra furono pubblicati oltre 1.160 opuscoli, che ebbero un grande effetto sull’opinione pubblica generale in tutto il mondo. Negli opuscoli si documentavano le atrocità, sia reali che presunte, commesse dall’esercito tedesco contro i civili belgi. I testi erano illustrati con disegni volti a creare forti reazioni emotive.

In Francia, nel 1916, fu istituita la Maison de la Presse, che aveva una sezione speciale per il “Service de la Propagande aérienne” (Servizio di propaganda aerea), guidato dal professor Tonnelat e da Jean-Jacques Waltz , un artista alsaziano. I francesi tendevano a distribuire prevalentemente volantini di immagini.

Nell’Aprile del 1917, quando l’America dichiarò guerra alla Germania, il Presidente Woodrow Wilson dovette affrontare una nazione riluttante all’entrata in guerra. Per convincere gli americani della necessità della guerra in Europa, Wilson creò il Committee on Public Information (CPI), Nei 20 mesi di guerra, il CPI si incaricò di diffondere tutti gli annunci del Governo e 6.000 comunicati stampa, oltre che 1.500 volantini pubblicitari sulla guerra. Il Comitato convinse anche molti autori a scrivere gratuitamente “per la causa”.

Nella seconda guerra mondiale, Adolf Hitler fu fortemente influenzato dalle tattiche psicologiche di guerra utilizzate durante la prima guerra mondiale e attribuì la sconfitta della Germania agli effetti che questa propaganda ebbe sui soldati. Si impegnò nell’uso della propaganda di massa per influenzare le menti della popolazione tedesca nei decenni a venire. Chiamando il suo movimento ilTerzo Reich, riuscì a convincere molti civili che la sua causa non era solo una moda passeggera, ma la via del loro futuro. Joseph Goebbels fu nominato ministro della Propaganda quando Hitler salì al potere nel 1933 e dipinse Hitler come una figura messianica per la redenzione della Germania.

All’inizio della seconda guerra mondiale, gli inglesi istituirono il Political Warfare Executive per produrre e distribuire propaganda. Attraverso l’uso di potenti trasmettitori, le trasmissioni potevano essere effettuate in tutta Europa. Sefton Delmer gestì una campagna di propaganda nera di successo attraverso diverse stazioni radio, progettate per essere apprezzate dalle truppe tedesche e allo stesso tempo introdurre materiale informativo che avrebbe indebolito il loro morale sotto una patina di autenticità. Il primo ministro britannico Winston Churchill utilizzò le trasmissioni radiofoniche per la propaganda contro i tedeschi.

Gli Stati Uniti condussero un vasto programma di guerra psicologica durante la guerra del Vietnam. Il programma Phoenix aveva il duplice scopo di assassinare il personale del Fronte di liberazione nazionale del Vietnam del Sud (NLF o Viet Cong ) e terrorizzare qualsiasi potenziale simpatizzante o sostenitore passivo.

Cosa è la “propaganda delle atrocità”?

La propaganda delle atrocità sfrutta storie sensazionali di stupri, mutilazioni e omicidi atroci dei prigionieri. Nella prima guerra mondiale, ad esempio, i soldati tedeschi e austro-ungarici furono descritti come selvaggi disumani e la loro barbarie fu sottolineata come un modo per giustificare la guerra. Le illustrazioni grafiche, accompagnate da testimonianze di prima mano che descrivevano i crimini come selvaggiamente ingiusti, erano richiami convincenti per giustificare la guerra,

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La propaganda è cambiata con Internet?

Oggi su Internet i social media consentono l’uso della disinformazione su larga scala. Gli analisti hanno trovato prove di fotografie falsificate o fuorvianti diffuse dai social media durante la guerra civile siriana e l’intervento militare russo del 2014 in Ucraina. Nelle operazioni nel Mar Cinese Meridionale e Orientale, sia gli Stati Uniti che la Cina sono stati coinvolti in una “guerra cognitiva”, che prevede dimostrazioni di forza, fotografie modificate e disinformazione.

Lo sport può aiutare a prevenire le guerre?

Si. Lo sport è un buon esempio di ciò che William James intendeva per “equivalente morale della guerra“: un’attività che soddisfa bisogni psicologici simili alla guerra e ha un simile effetto corroborante e socialmente vincolante, ma non comporta lo stesso grado di violenza e devastazione.

Quali altri fattori possono prevenire le guerre?

Un altro fattore importante è l’interconnessione, l’aumento dei contatti tra persone di nazioni diverse a causa dei livelli più elevati di scambi e viaggi internazionali e (più recentemente) tramite Internet. È probabile che questa maggiore interconnessione porti a un declino dell’identità di gruppo e dell’inimicizia verso gli altri gruppi. Promuovere l’inclusione morale, espandere l’empatia rende meno possibile percepire gruppi diversi come “altri” da noi.

Dr. Giuliana Proietti

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