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Rilassarsi e divertirsi per prevenire le malattie cardiache

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Rilassarsi e divertirsi per prevenire le malattie cardiache

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E’ stato appena pubblicato uno studio molto importante sulla rivista leader mondiale della cardiologia in Europa, lo European Heart Journal. Lo studio è importante perché è il primo a dimostrare scientificamente che vi è una relazione tra emozioni e malattia coronarica.

La Dr.ssa Karina Davidson, che ha guidato la ricerca, ha affermato che è possibile fare qualcosa per prevenire le malattie cardiache, migliorando le emozioni positive delle persone. Tuttavia, ha precisato, sarebbe prematuro formulare raccomandazioni mediche, senza opportune sperimentazioni cliniche, per indagare ulteriormente i risultati.

“Abbiamo assolutamente bisogno di una rigorosa sperimentazione clinica in questo settore. Se le prove dovessero sostenere i nostri risultati, questi saranno estremamente importanti nel descrivere specificamente quello che i medici e / o pazienti potrebbero fare per migliorare la salute”, ha affermato la Davidson, che è Professore Associato di Medicina e Psichiatria e Direttore del Center for Behavioral Cardiovascular Health presso il Columbia University Medical Center (New York, USA).

Nell’arco di un periodo di dieci anni, la Davidson e colleghi hanno seguito 1.739 adulti sani (862 uomini e 877 donne) che avevano partecipato nel 1995 al Nova Scotia Health Survey. All’inizio dello studio, era stato valutato il rischio dei partecipanti di avere malattie cardiache: sia attraverso la compilazione di questionari, sia attraverso la valutazione clinica, sono stati misurati i sintomi di depressione, ostilità, ansia e il livello delle emozioni positive provate dai pazienti.

L’emozione positiva è definita come un’esperienza piacevole: ad esempio la gioia, la felicità, l’entusiasmo, la soddisfazione. Questi sentimenti possono essere transitori, ma di solito sono stabili e vengono a far parte del carattere, in particolare in età adulta (anche se, come capita a tutti, talvolta anche la persona più serena può manifestare segni di ansia, rabbia o depressione).

Dopo aver tenuto conto di età, sesso, fattori di rischio cardiovascolare ed emozioni negative, i ricercatori hanno scoperto che, nel periodo di dieci anni, vivere emozioni positive aveva inciso sul rischio di malattie cardiache del 22% per ogni punto su una scala a cinque punti che misurava le emozioni positive (da “Nessuna” a “Massima”).

I partecipanti che non hanno emozioni positive corrono dunque un rischio superiore del 22% per quanto riguarda la cardiopatia ischemica (infarto o angina) rispetto a quelli che hanno scarse emozioni positive, i quali a loro volta corrono il 22% di rischio in più rispetto a coloro che hanno moderate emozioni positive.

I ricercatori hanno inoltre scoperto che se una persona abitualmente positiva al momento del sondaggio prova sentimenti di depressione o negativi, questo non pregiudica comunque la percentuale di rischio complessiva.

I possibili meccanismi attraverso i quali le emozioni positive influenzano il comportamento, proteggendo dalle malattie cardiache riguardano probabilmente una maggiore igiene del sonno e lo smettere di fumare. Chi si prende lunghi periodi di riposo ha infatti un maggiore rilassamento fisiologico, che aiuta la regolamentazione del sistema parasimpatico. Inoltre, questi soggetti hanno la possibilità di recuperare più rapidamente dai fattori di stress.

Diminuire le emozioni negative dunque potrebbe essere un modo per prevenire le malattie cardiache.

Le persone, suggeriscono i ricercatori, dovrebbero imparare a garantirsi delle attività piacevoli durante la loro vita, senza esagerare, con moderazione e coerenza. Rilassarsi e divertirsi è dunque il modo migliore per ottenere la salute mentale, e migliorare la salute fisica.

Al momento sono in corso studi controllati per aumentare le emozioni positive in pazienti con malattie cardiovascolari, allo scopo di annullare il ‘circolo vizioso’ che collega le malattie cardiovascolari con la depressione: se questi studi avranno i risultati sperati questo potrebbe incentivare, in futuro, la collaborazione fra cardiologi e psicologi, per fare prevenzione.

Secondo i ricercatori questo è il primo studio prospettico che esamina il rapporto, valutato clinicamente, fra emozioni positive e malattia cardiaca.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

Fonte: Science Daily

Immagine: Pink Sherbet Photography

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Dr. Giuliana Proietti
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