sport e felicità

E’ molto tempo ormai che lo sport e l’attività fisica in generale vengono associati a numerosi vantaggi per la salute, anche mentale. Vi è un numero crescente di prove che mostra l’efficacia dei cambiamenti biochimici prodotti sul corpo dall’esercizio fisico: quasi tutte le persone possono beneficiare di una regolare attività fisica, anche quando viene svolta con moderazione.

La ricerca ha infatti dimostrato che la mancanza di una regolare attività fisica produce un aumento del tasso di obesità, lo sviluppo di malattie croniche e un calo globale del benessere fisico (JJ. Diehl; H Choi, Primary Care: Clinics in Office Practice,2008, 35(4), 803-816). Lo sport inoltre può anche aiutare le persone con gravi malattie mentali, fornendo risorse per ricostruire o mantenere un buon livello di autostima  (D Carless, ;K Douglas, Psychology of sport and exercise,2007 9 (5), 576-594).

Quanto allo stato di benessere e felicità, lo psicologo Seligman parla di PERMA, un acronimo che riassume i risultati della psicologia positiva. Gli esseri umani sembrano più felici quando possono avere:

1.Pleasure (PIACERE, cibi gustosi, bagni caldi, ecc),
2.Engagement (IMPEGNO o flusso, svolgere un’attività apprezzata e stimolante),
3.Relationships (RELAZIONI legami sociali, che si sono rivelati ottimi indicatori di felicità),
4.Meaning (SIGNIFICATO sensazione che la propria vita abbia uno scopo), e
5.Accomplishments (SODDISFAZIONI quando si realizzano obiettivi concreti).

Secondo Seligman la felicità è costituita da tre componenti: eccitazione positiva, soddisfazione di vita e assenza di emozioni negative, come la depressione e lo stress. Tutto questo può essere più facilmente raggiunto attraverso l’esercizio fisico, che è utile non solo alla salute fisica, ma anche alla salute mentale.

Uno studio iraniano pubblicato quest’anno ha messo a confronto un gruppo di atlete con un gruppo di donne che non svolgevano attività fisica, residenti nella città di Uremia, nel 2010. Ogni gruppo era composto di 360 partecipanti selezionati in modo casuale. Esse dovevano compilare un  Questionario di salute generale (General health questionnaire, GHQ), un test sulla salute mentale elaborato da Goldberg negli anni settanta ed ampiamente utilizzato in vari contesti e in culture diverse. Il test misura la salute mentale in quattro aree: depressione, ansia, sintomi somatici, e disfunzione sociale. Le risposte vengono valutate su una scala Likert a 4 punti, che va dallo 0 (‘per niente’) a 3 (‘molto più del solito’) e si riferisce ad una serie di sintomi registrati negli ultimi mesi. Più alto è il punteggio, minore è il benessere riferito.

La Scala della Felicità di Oxford (Oxford Happiness Inventory, OHI), elaborata da Argyle e Lu è un questionario di 29 domande, che
in base alle risposte determina un punteggio da 1 a 4. La scala ha registrato un criterio di validità molto alto rispetto ad altre scale simili.

Le “atlete” avevano un’altezza minima di 156 centimetri ed una massima di 176 centimetri con una media di 167,5. Il peso minimo delle atlete era 42 kg,  il massimo era 85 kg con una media di 67,3. L’età delle “atlete” variava da 27 a 51, con media di 34,7.
Le “non atlete”  erano alte da 153 a 178 centimetri con media di 165,3, peso da 48 a 88 kg, con media di 68,2 e un’età fra 24 e 56, con media 38,7.

Risultato: è stata dimostrata una differenza significativa quanto a emozioni positive, soddisfazione e felicità per le “atlete” rispetto alle “non atlete”. Le “atlete” hanno meno disturbi a livello fisico, minori problemi di ansia e depressione rispetto alle “non atlete”.

È ovvio, dicono i ricercatori, che una maggiore fiducia in sé stessi crei cambiamenti nelle proprie relazioni sociali, e questi cambiamenti favoriscono poi la salute mentale. Il modello che viene pertanto confermato dalla presente ricerca è quello detto “biologico”, il quale sostiene che i cambiamenti biochimici e biologici indotti dalle attività sportive determinano un migliore stato di salute mentale.

Fonte:  Ali Mostafai, The Comparison between athlete women and non athlete women regarding to mental health and happiness, Department of Psychology, PayameNoor University, Tehran, Iran, Annals of Biological Research, 2012, 3 (5):2144-2147

Questo studio è iraniano e forse, al di là di ciò che dimostra con i fatti, vuole essere anche un incentivo verso la parità dei sessi, che in alcuni Paesi si esprime anche nella partecipazione femminile alle attività sportive. Come abbiamo potuto osservare nelle recenti Olimpiadi, molte donne devono ancora lottare, per ottenere questo elementare diritto, allo svago e alla salute.

Dr. Giuliana Proietti

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Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona Civitanova Marche, Fabriano
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

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