Tutto sui Vampiri, tra mito, biologia e cultura
Saluto del CIS - Dr. Walter La Gatta
La figura del vampiro è uno dei più persistenti archetipi del folklore mondiale. Sebbene non esistano organismi umanoidi realmente ematofagi, questo mito ha generato un ricchissimo corpus narrativo, antropologico e perfino biologico, capace di riflettere paure collettive, patologie reali e strategie alimentari osservabili nel mondo animale. Cerchiamo di saperne di più attraverso alcune domande fondamentali.
Che cos’è, davvero, il “vampiro” nel folklore?
La tradizione del vampiro, diffusa in tutto il mondo, descrive un’entità umanoide che si nutre di sangue per sopravvivere. In epoca moderna, l’immaginario è stato profondamente influenzato dal Dracula di Bram Stoker (1897), autore che trasformò il vampiro legato al folklore in un simbolo del gotico occidentale: aristocratico, predatorio e carismatico. Il personaggio, ispirato in parte al principe di Valacchia Vlad III l’Impalatore, ha attraversato epoche e generi culturali diversi, diventando ora figura erotica, o comica, o puramente commerciale; sebbene il conte Dracula si sia trasformato nel tempo, adattandosi a estetiche e mode diverse, ha comunque sempre mantenuto il suo fascino misterioso e ambiguo, che lo rende così attuale ancora oggi.
Come può un archetipo apparentemente fantastico integrare elementi reali di biologia e medicina?
Molte caratteristiche attribuite ai vampiri trovano spiegazioni in disturbi reali o in fenomeni naturali spesso fraintesi dalle popolazioni antiche.
Esistono malattie che ricordano i tratti tipici dei vampiri?
Sì. Alcune patologie hanno prestato i loro sintomi allo sviluppo delle caratteristiche dei vampiri. Eccone alcune:
- Aspetto pallido e intolleranza alla luce – Porfiria eritropoietica congenita, che provoca fotodermatite severa, lesioni cutanee e pallore.
- Anemia severa che causa debolezza, pallore e un costante bisogno fisiologico di “nutrimento”.
- Comportamenti aggressivi o notturni – Rabbia, che induce iperaggressività e alterazioni neurologiche.
- Fenomeni post-mortem – Prima dell’avvento della medicina moderna, alcuni fenomeni naturali della decomposizione venivano letti come “prove” di non-morte: gonfiore addominale, fuoriuscita di liquidi scuri simili al sangue, retrazione dei tessuti che rendeva i denti più visibili. Questi aspetti contribuirono alla credenza nei “ritornanti”.
- Epidemie e rituali funerari – Malattie come peste, colera e tubercolosi alterarono i ritmi di morte e sepoltura, alimentando l’idea di morti “inquieti” o “incompleti”.
Il Conte Dracula è davvero esistito?
In parte sì, in parte no. Figura storica: Vlad III di Valacchia, detto l’Impalatore, governante noto per la ferocia con cui puniva i nemici. Figura letteraria: Bram Stoker ne ha rielaborato l’immagine, trasformandola in un aristocratico immortale che si nutre di sangue. Il personaggio letterario, potenziato dal cinema, è diventato un’icona pop, spesso reinterpretata e talvolta banalizzata.
Perché il vampiro affascina così tanto dal punto di vista psicologico?
Il vampiro moderno incarna diversi archetipi psicologici: desideri inconsci (eros, immortalità, potere), paura dell’alterità e della perdita di controllo, attrazione verso il rischio “protetto”, dinamiche di dipendenza e seduzione. È una figura ambivalente, che può essere sia mostro, sia anti-eroe.

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Esistono i vampiri in natura?
Sì, se per “vampiri” intendiamo organismi ematofagi, cioè che si nutrono di sangue. L’ematofagia è una strategia evolutivamente vantaggiosa perché permette di ottenere nutrienti già pronti e ricchi di energia. Per questo si è sviluppata più volte e in linee evolutive molto distanti tra loro.
Quali animali invertebrati sono ematofagi?
In primis le comuni zanzare: la loro efficienza alimentare dipende dal loro straordinario apparato boccale, una versione biologica di un ago ipodermico collegato a una pompa di aspirazione. Questi insetti sono capaci di rilevare i vasi sanguigni tramite chemiotassi e calore, sanno perforarli con precisione e ingoiare poi il sangue che fuoriesce dalla puntura. Le cimici dei letti (Emitteri e Omotteri) e le pulci (Sifonatteri) hanno anch’esse un becco succhiatore simile, ma con apparati boccali diversi. Tuttavia, forse la battaglia più disperata contro gli insetti è quella che combattiamo contro i pidocchi: non solo si nutrono di noi, ma vivono e si riproducono anche sulla nostra testa.
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Quale è il caso delle sanguisughe, una volta copiosamente utilizzate in medicina?
Questi invertebrati si assicurano dapprima che la preda non possa scappare, attaccandosi ad essa con potenti ventose. Al centro di una di queste ventose si trova la bocca, con potenti mascelle che tagliano la pelle e producono una ferita che sanguina copiosamente.
La loro saliva è complessa e multiforme, e contiene un anestetico che intorpidisce la zona sanguinante, rendendo la vittima completamente inconsapevole di ciò che sta accadendo. Contiene anche un vasodilatatore che causa un’emorragia profusa. Questa sofisticata formulazione chimica è completata con irudina, un potente inibitore della coagulazione. Per tutti questi motivi, e in un’epoca in cui si credeva che molte malattie fossero causate dal “sangue cattivo”, le sanguisughe venivano utilizzate in scene di salassi che sembravano più simili a un film horror che a una tecnica scientifica.
Esistono anche parassiti “interni” che bevono sangue?
Si. I nematodi (come Ancylostoma duodenale e Necator americanus) o i trematodi (come Schistosoma mansoni, S. haematobium o S. japonicum ) sono vermi terrificanti che possono parassitarci dall’interno dell’intestino o dei vasi sanguigni. Il nostro corpo non li rifiuta perché il loro adattamento parassitario è tale che sono in grado di produrre molecole immunosoppressive, consentendo loro di nutrirsi del nostro sangue senza essere eliminati dal sistema immunitario.
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Quali mammiferi sono realmente vampiri?
I veri vampiri mammiferi appartengono ai pipistrelli della sottofamiglia Desmodontinae: essi agiscono in modo piuttosto brutale e sanguinario. Con i loro incisivi affilati (non canini, come quelli del loro alter ego , il Conte Dracula), tagliano la pelle e il muscolo sottostante della vittima in modo che la ferita produca sangue.
Per garantire che il sangue continui a scorrere, usano anche la loro saliva anticoagulante (per prevenire la formazione di un tappo piastrinico, essi smettono spesso di succhiare e leccano la ferita). Francis Ford Coppola aveva ben compreso il potenziale potere del gesto. Nel suo film Dracula (1992), Gary Oldman lecca il filo del rasoio insanguinato in una scena di terrore indimenticabile.
Questi animali possono trasmettere malattie?
Sì. Molti ematofagi sono vettori di agenti patogeni: zanzare Anopheles possono portare alla malaria; le pulci possono portare alla Yersinia pestis (peste); le cimici dei letti possono produrre irritazioni e rischio di infezioni secondarie .L’ematofagia è quindi anche un fenomeno ecologico e sanitario con rilevanti conseguenze globali.
Cosa ci insegna la convergenza tra vampiri reali e vampiri immaginari?
Ci insegna che l’essere umano tende a trasformare alcuni fenomeni naturali, come malattie, predazione o parassitismo, in simboli culturali potenti, creando figure mitiche che resistono nel tempo. Il vampiro, pur non esistendo come creatura antropomorfa e pur essendo un personaggio di fantasia, affonda le sue radici in fenomeni biologici reali, patologie storiche, strategie evolutive osservabili nel mondo animale, ansie e desideri profondamente umani.
Dr. Walter La Gatta
IPNOSI CLINICA: una intervista al Dr. Walter La Gatta
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Dr. Walter La Gatta
Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo
Delegato Regionale del Centro Italiano di Sessuologia per le Regioni Marche Abruzzo e Molise.
Libero professionista, svolge terapie individuali e di coppia
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