violenza domestica

La violenza coniugale (o domestica) ha luogo quando un membro della coppia tenta di dominare l’altro, attraverso varie forme di violenza, fisica o psicologica.

E’ un fenomeno che si riscontra in tutte le culture e che, seppure molto più raramente, viene perpetrata anche a danno dei soggetti maschili.

Se le violenze non sono gravissime o sono comunque sopportabili, la vittima spesso sceglie di subire in silenzio, per non compromettere la rispettabilità sociale del/della partner o l’onorabilità della propria famiglia.

La famiglia infatti è, da sempre, la forma di rappresentazione più importante dell’ordine sociale, una sorta di santuario simbolico dei valori e dell’onore: buttare fango sulla propria famiglia potrebbe avere ricadute sugli aspetti lavorativi, economici, sociali, relazionali, o sui propri figli. Dunque è molto frequente che chi subisce i maltrattamenti in ambito domestico decida di non mettere a repentaglio l’ordine familiare e la sua onorabilità, per salvare almeno le apparenze.

Oggi si parla molto più spesso di quanto avveniva un tempo dei casi di ‘violenza intraconiugale’: per questo essi possono sembrare moltiplicati rispetto a quanto accadeva nel passato (In ogni caso si stima che diventi di pubblico dominio solo un caso di violenza familiare ogni quattro).

La violenza domestica si esprime in varie forme: violenza fisica, abusi sessuali, abusi psicologici, intimidazioni, deprivazione economica.

Ci sono anche forme di violenza indiretta: ad esempio quando si rubano o si distruggono oggetti che appartengono al/alla partner, o si fa del male a persone a lui/lei legate da vincoli familiari o di amicizia, oppure si fa violenza ai suoi animali domestici.

La violenza verbale riguarda scenate a voce alta, in pubblico o in privato, insulti di ogni genere, specie riferentisi alla famiglia della vittima. Questo è un elemento fondamentale della violenza psicologica: isolare la vittima dal suo gruppo familiare, impedendole di vedere amici o conoscenti, sabotando qualsiasi attività relazionale da essa intrapresa, metterla in ridicolo o in imbarazzo di fronte agli altri, umiliarla e negarle la possibilità di gestire il proprio denaro.

Dal punto di vista economico infatti, la vittima viene costretta a chiedere una sorta di elemosina, la quale viene concessa sempre in misura minore di quella attesa. La violenza economica si basa sul ricatto: il marito non manda a lavorare la moglie per non farle avere del denaro personale, il che significa impedirle di avere una sua autonomia e la possibilità di gestirsi. Se lei decide comunque di trovarsi un lavoro, lui le crea tali e tanti disturbi di fronte ai colleghi, che la moglie, per non sentirsi umiliata in pubblico, finisce per licenziarsi.

La violenza psicologica porta la persona alla disistima più totale, fino a farla arrivare al punto di non riuscire più, con le sole parole, a spiegare che cosa veramente prova, il suo stato di profonda umiliazione e di annullamento della sua personalità. Questi forti sentimenti autosvalutativi, instillati in tanti anni di violenze e soprusi, possono poi portare la vittima, paradossalmente, a giustificare il suo aggressore.

Ovviamente chi mette in atto tali violenze soffre, a sua volta, di disturbi psicologici: si tratta infatti di personalità borderline o paranoiche. Spesso alla base di questi comportamenti vi è un’autostima molto scarsa, sentimenti di inadeguatezza, timidezza cronica, ecc.

Anche i fattori socio-culturali hanno la loro influenza, come ad esempio lo stress lavorativo o la povertà. A volte la violenza sul partner fa parte della cultura familiare ed è così trasmessa di generazione in generazione.

La sessualità è anch’essa uno strumento di dominio e di sottomissione. Da qui rapporti sessuali forzati, stupri, incesti, ecc.

Di solito tuttavia, la violenza domestica non è mai l’unica: quando c’è un problema di questo genere, vi possono essere altre forme di violenza che vengono praticate, anche fuori della famiglia.

La vittima si ammala tipicamente di depressione, disturbi alimentari, abuso di alcol o droghe.

Che fare in caso di violenza domestica?

La strada giuridica purtroppo non sempre è risolutiva: spesso è perfino dannosa, se si pensa che nel 50% dei casi ci sia remissione di querela e che, nell’altro 50%, solo il 15% dei soggetti denunciati venga condannato.

In ogni caso, anche restare passivi non è una soluzione: al contrario, questo produrrà solo l’aumento e l’intensificazione delle violenze.

– Non lasciarsi influenzare dai giudizi negativi espressi nei confronti della propria persona e della propria famiglia;

– Non isolarsi, non rinunciare alle proprie amicizie;

– In caso di ferite o lividi non curarsi da soli: farsi vedere dal medico curante, andare al Pronto Soccorso;

– Nei casi più gravi chiamare il 113 o rivolgersi ad una associazione che si occupa del problema o ad una casa di accoglienza per donne maltrattate.

Di case di questo genere per uomini che subiscono violenza domestica dalle mogli o ‘telefoni celesti’ non ne esistono, o ce ne sono davvero pochini. Facile capire perché.

Immagine di: neil, A.soul….

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Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
Psicolinea.it


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Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona Civitanova Marche, Fabriano
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

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14 thoughts on “Violenza domestica”

  1. Ciao a tutti, chi scrive è una ragazza di 22 anni, agli occhi di tutti il simbolo della felicità e della spensieratezza.
    Ho trovato questo sito in una delle tante notti in cui – invece- sola nella mia stanza i pensieri sono così tanti da soffocarmi.
    Sono stata testimone circa 15 anni fa delle ripetute violenze di mio padre nei confronti di mia madre.
    Se questo non fosse bastato a massacrare la stabilità psicologica di una bambina (e conseguentemente di un’adolescente caduta in depressione e con un ventaglio ampio di problemi alimentari), la dinamica dei fatti mi ha portata ad assumere che le colpe di quel misfatto appartenessero a me.
    Vivo con questo logorante senso di colpa, sono in terapia da quasi 4 anni e la mia vita è incredibilmente e costantemente in miglioramento.
    Nonostante ciò, sono tormentata dall’esigenza di condividere quella sofferenza che non ho mai espresso ai miei genitori.

  2. Per l’amica di Glasgow: si rivolga a qualche centro di aiuto per donne maltrattate. Ve ne sono sicuramente anche a Glasgow. In una rapida scorsa su Internet avrei trovato questo (ma ve ne saranno anche altri):

    Red Road Womens Centre
    Petershill Court,
    Glasgow, Lanarkshire G21 4PY

    telefono 01415575571 fax 01415573307

  3. Salve, mi trovo in una zituazione confussa, adesso sono in Glasgow. sono andata via di casa con la mia piccola bambina, dopo che sono stata pichiata a sangue del mio marito, di quella data nn sono piu tornata a casa… Il problema e nato da Quando o scoperto che lui a una amante, e adesso lui e proprio da lei. In Romania. da quando sono andata via lui nn a mai mandato soldi per la bambina trannne che a natale, la somma di 50 Euro, sono qui da piu di otto messi e dice sempre di n avere i soldi, pero adesso a i soldi per pagarsi il viaggio e stadia in romania… in piu lascia que questa donna minace la mia figlia di morte menacia anche me y mi insulta di tutti colori…
    Mi chiedo cosa posso fare?

  4. Io ho commesso un po’ di “violenza psicologica” (urlato) nei confronti della mia ex compagna. Ma per arrivare a fare quella che viene definita tale, ho subito violenza psicologica. Infatti all’inizio io ero molto amorevole. Ma la persona con cui stavo ha iniziato a comportarsi in maniera molto diversa rispetto a come si era presentata i primi due mesi, nonostante io fossi sempre calmo e amorevole. La mia pazienza ha avuto un limite e ad un certo punto sono esploso ed ho iniziato ad urlare (niente più). Ed ora sono solo. E mi dispiace. E vorrei tornare indietro e non aver mai urlato. Ma lei mi ha proprio messo alla prova. E adesso lei non si fida più di me e se n’è andata.

  5. è vero Victor,sono prevenuta,a tal punto che credevo tu fossi lui.Ma per fortuna mi sbagliavo,cmque sbagli quando pensi io non mi sia documentata sull argomento,l ho fatto per mesi mentre cercavo di risolve la mia situazione,e il rapporto carnefice uomo – donna è sempre e cmque 200 a uno,mi dispiace certamente anche per gli uomini che subiscono tali nefandezze e mi vergogno da donna per le donne che adottano certe misure vergognose per vendetta o cattiveria arrivando addirittura a usare i figli,per carità le detesto.Però la mia storia,leggi tra le righe il mio primo post non è assolutamente uguale a tante altre come dici tu,leggi bene e capirai,cerca di afferrare quando dico”rispettabilissima e nera veste,non talare”,ok…è ciò che rende la mia storia ancora piu assurda,è ciò che se avrei denunciato con tutte le prove e le testimonianze che ho avrebbe portato la mia di storia ai clamori e non nell anonimato che in genere circonda purtroppo queste storie,ho scelto la via della discrezione per tutelare mio figlio e questa storia morirà con me ,ma da allora non ho piu fiducia in niente e nessuno,individui o istituzioni atte a tutelare,tutto qui,un saluto.

  6. x Anonima che vuole dimostrare a tutti i costi quanto sia prevenuta:
    a)non ho fatto nessun commento sulla tua storia che non conosco e non voglio conoscere.
    Non mi interessa conoscerla, per il semplice motivo che di donne e uomini distrutti dal partner ce ne sono migliaia e migliaia, quindi raccontarne una non aggiunge e non toglie nulla,
    altrimenti potrei raccontarti di un mio amico tradito dalla moglie con tre amanti contemporaneamente, mandato in galera su denuncia della dolce metà per abusi sulla figlia mai commessi (infatti assolto); arrestato da un funzionario di polizia che usciva di notte con la moglie;aggredito a mano armata tre volte sempre da lei(per questo condannata). Se vuoi fatti una ricerca sulla rete, si chiama Sergio Nardelli. Storie simili se hai interesse te ne passo quante ne vuoi.Giacché ci sei, in tema di documentazione, potresti anche ricercare in rete “violenza donne blog”.

  7. victor non commentare su argomenti che non conosci,o forse li conosci?che pena che fà un soggetto del genere,anche perchè purtroppo per lui non cambierà mai.Per un mostro equivale a una tigre sanguinaria chi si ribella a tali angherie,meglio che non ha piu fiducia in nessuna donna almeno non và in giro a rompere le sfere a una povera malcapitata,ma purtroppo per la malcapitata non ci credo,il pazzo è seriale e non rinuncia,magari gli capita una uguale a lui,altro che tigre,na jena gli ci vuole,e ben gli stà.

  8. Non fidatevi mai della >rispettabilità apparente di un >uomo,di qualsiasi veste egli sia >coperto,non fate il mio >errore,saluto cordialmente grazie.

    Cara amica di sventura, come te tantissimi uomini non hanno più fiducia in nessuna donna. Molti hanno visto la miracolosa trasformazione da “gattina affettuosa” a “tigre sanguinaria”

  9. sono stata vittima e per fortuna mi sono salvata perchè ho avuto il coraggio di chiedere aiuto,ma non mi rendevo conto di essere giorno dopo giorno pressata psicologicamente,isolata,comprata quasi,e infine totalmente plagiata e soggiogata al fine di rispetare i desideri del signore e padrone ch si era ben venduto come il principe azzurro,e invece era un folle psocopatico con alle spalle(l ho saputo dopo )altre violenze sulle ex,era arrivatol punto di registrarmi dentro casa a mia insaputa e rifarmi ascoltare le registrazioni che innocuamente riportavano rumori domestici,mie telefonate ad amiche,la tv,la radio ..ma lui diceva che erano prove di una mia attività diciamo..mi intrattenevo con chissà chi e fare chissà cosa,e voleva gli raccontassi cosa per eccitarsi e io piangeo dicendogli che non era vero..un incubo durato diversi giorni fino a quando finalmente ho chiamato la mia familiare,sono per poco impazzita dal dolore e avevo paradossalmente io i sensi di colpa perchè mi sentivo di averlo abbandonato…ora non posso dire cose he mi fà male anche solo ricordare ma sorrido quando leggo che bisogna denunciare certe cose ..perchè…perchè..e qui ..insomma chi stà leggendo prenda una sedia e segga..a volte è proprio a chi si denuncia che…che…fà ste cose..non posso dire altro ma a buone intenditrici poche parole,cè un bellissimo film con Gian Maria Volontè..indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto..chi vuole capire capisce che ruolo sociale importante ricopre il mostro a volte…non sono tutti così ma..certi scandali non giovano a nessuno quindi chi stà intorno sà..sà..e preferisce tacere e nascondere.Non fidatevi mai della rispettabilità apparente di un uomo,di qualsiasi veste egli sia coperto,non fate il mio errore,saluto cordialmente grazie

  10. x Claudia
    Guardi che esiste il reato di maltrattamenti in famiglia, anche se qualche procura precisa che
    ottanta su cento delle denuncie risultano poi false.
    In ogni caso credo proprio che se venissero denunciate tutte le violenze psicologiche, quelle maschili e quelle femminili, ben pochi italiani e italiane sarebbero ancora incensurati.
    saluti

  11. Fino a che non sarà possibile perseguire penalmente anche nei casi di violenza psicologica alcune non avranno armi per difendersi…compresa la sottoscritta

  12. Gentile Vins,

    Ho autorizzato la pubblicazione del suo commento, ma non sono al momento in grado di verificare se i suoi dati sono corretti. Fornisco dunque qui di seguito il link alla fonte da lei citata, in modo che gli interessati possano controllare direttamente.

    http://www.unh.edu/frl/index.html

  13. Col permesso dell’autore del Blog-
    Per i tanti studiosi seri del problema, in attesa di dati e indagini serie in Italia, indico uno studio di una Università Americana (Il Laboratorio di Ricerche sulla Famiglia dell’Università del New Hampshire) sulle violenze domestiche. sono parte dati “veri”, come al solito del tutto ignorati dai mass media di tutto il mondo.

    http://violenza-donne.blogspot.com/2008/12/dati-sulle-violenze-domestiche-non_19.html

    un piccolo estratto: ……..
    22 mogli su 1000 affermano di aver subito lesioni gravi da parte del marito
    59 mogli su 1000 affermano di aver inflitto lesioni gravi al marito
    32 mariti su 1000 affermano di aver subito lesioni gravi da parte delle mogli
    18 mariti su 1000 affermano di aver inflitto lesioni gravi alla moglie
    20 coppie di mariti e mogli su 1000 affermano che la moglie ha subito lesioni gravi
    44 coppie di mariti e mogli su 1000 affermano che il marito ha subito lesioni gravi……..
    saluti

  14. >che subiscono violenza domestica >dalle mogli o ‘telefoni celesti’ >non ne esistono, o ce ne sono >davvero pochini. Facile capire >perché.

    Si signora, è molto facile capire perchè:
    Perchè un uomo, per un livido procurato dalla partner o per una padellata in testa, non si sognerà mai di ricorrere al medico o al pronto soccorso, al contrario di quello che Lei suggerisce alle sue lettrici.
    Tanto meno l’uomo si sogna di raccontare in giro le violenze psicologiche che subisce e le aggressioni per:
    -quanto denaro riesce a portare a casa;come veste;la sua inpacità o le sue esigenze sessuali;il legame troppo stretto con i suoi parenti;gelosia anche di un cane;
    troppe amicizie; troppe uscite di casa e, mille altre angherie che Lei, a parti invertite, farebbe passare per violenza domestica
    I N S O S T E N I B I L E.

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