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Consulenza online Dentro e Fuori di Te 13

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Dentro e Fuori di te

Lettere a Dr. Giuliana Proietti

Giuliana Proietti

Dr. Giuliana Proietti, psicoterapeuta sessuologa

DENTRO E FUORI DI TE
Archivio Storico 2001-2011  
Pagina n. 13

MESSAGGINI DI UN’ALTRA DONNA

Il mio nome è Lorena, ho una storia da nove anni con un ragazzo che per lavoro è lontano da me da circa sei anni. Nonostante tutto cerchiamo di non perderci mai ,ci sentiamo spesso per telefono,lui viene da me ed io vado da lui quando mi è possibile. L’ho sempre ritenuta una persona affidabile,ma qualche mese fa
sono andata da lui e ho scoperto su un fogliettino dei messaggini da parte di una donna che mi hanno sconvolta. Mi ha detto che era un momento in cui si sentiva fragile e non riusciva a dialogare con me. IO non ricordo nulla so solo che mi affidavo tanto a lui, perchè ero entrata in uno stato psicologico
particolare per via della tesi. In breve l’ho perdonato,ma solo apparentemente. é diventata un’ossessione sto male me li immagino insieme e non riesco più a fidarmi di lui. Continua a dire che con me non riesce a parlare di tutto e che devo cambiare. Ma io sono solo meno superficiale di lui e forse sono cosi’ coinvolta che non riesco ad essere fredda. Sta con me mi ama ma a dicembre si scambiavano messaggi un po’ caldi per i miei gusti. per lui era solo un ‘amica con la quale aveva avuto confidenze .Perciò era normale dirle ti voglio bene. Non so che fare , mi sto distruggendo ma non voglio perderlo. Spero in una vostra risposta.

Cara Lorena,

Purtroppo relazioni di coppia dove non si incontra mai il tradimento non esistono, o sono rarissime. Se si desidera avere un rapporto di lunga durata occorre, purtroppo, metterle nel conto e cercare di farsi il minor male possibile ogni volta che cose del genere si vengono a sapere. Altrimenti c’è una seconda opzione: avere storie brevi, ma all’insegna della fedeltà reciproca. Al primo ‘sgarro’ ci si lascia. Questa è la modalità che oggi mi sembra vada per la maggiore. A lei la scelta.
Cari saluti.

Dr.ssa Giuliana Proietti, Ancona

SONO IN UNA VERA CRISI

Buon giorno dottoressa,
sono credo in una vera crisi che mi sta letteralmente preoccupando. sono stata tradita e lasciata da una donna per la quale stavo rinunciando a tutto pur di vivere con lei, visto che non era accettata dalla mia famiglia ne lei ne la nostra storia. Da qualche giorno sto avendo strane reazioni, non mangio non ho sonno e ciò è decisamente strano per me, rimetto spesso e molte volte mi sveglio ,quando riesco a prendere sonno, con fortissime palpitazioni, mi manca il respiro e poi cosa molto strana mi è successo ieri ero a fare spese sola ed ero in mezzo ad altra gente e tutto ad un tratto mi sono sentita male, mi sentivo di soffocare mi girava la testa e cosi avendo paura ho chiamato lei che è accorsa a prendermi accompagnandomi. Al lavoro molto ma molto spesso ho crisi di pianto e a volte di risate sola sola come una pazza. So di aver bisogno di aiuto, cosa posso fare mi dica lei, è la prima volta che mi rivolgo a qualcuno soprattutto in rete. La ringrazio della cortese attenzione e di una sua eventuale risposta.
Sandra

Cara Sandra,

I suoi sono sintomi di ansia. La fine di un amore, etero o omosessuale non importa, lascia sempre un profondo dolore e le persone possono reagire in modi diversi: questo è il suo. E’ evidente inoltre che la richiesta d’aiuto alla sua ex è un modo per tenere in piedi il rapporto per non rassegnarsi ad una fine da lei né desiderata, né accettata. Che fare? Purtroppo devo risponderle che l’amore non è una malattia, anche se fa soffrire molto: fa parte della vita e bisogna imparare a conviverci, sia quando ci porta il riso, sia quando ci porta il pianto. Rivolgersi ad uno psicoterapeuta potrebbe esserle d’aiuto per cercare di ritrovare autostima, serenità e benessere e, soprattutto, per guardare alla vita da altre prospettive. Tutto sommato infatti, può darsi che la persona in questione non meritava tutto l’affetto e la dedizione che lei le ha dedicato e che forse solo in futuro si renderà conto dell’immensa fortuna che le sta capitando.

Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona

E’ INCINTA?

sono un ragazzo di 22 anni di B. e volevo avere rassicurazioni più che fare una domanda. 22 giorni fà ho avuto un rapporto sessuale con la mia ragazza conlusosi con il coito interrotto. premetto che uso sempre il preservativo sono un pò agitato anche perchè proprio al 22esimo giorno la mia ragazza mi dice di
avere ancora l’ovulazione (le si presenta sottoforma di gelatina bianca sulla vagina)e nessun sintomo premestruale (come indurimento del seno ecc.) cosa devo fare?devo preoccuparmi?g raziE

Caro ragazzo di B.,

Per sapere se l’ovulazione è in corso ci sono degli strumenti che assicurano una sicurezza totale (dunque ci si può affidare tranquillamente ad essi, invece di farsi prendere da inutili ansie, ad esempio controllando il muco vaginale o la temperatura, come si faceva una volta). La sua ragazza inoltre può fare un test di gravidanza lo stesso giorno in cui dovrebbero arrivarle le mestruazioni (con taluni kit lo si può fare anche prima, mantenendo un certo grado di sicurezza). In ogni caso, il primo segnale dello stato di gravidanza è l’assenza di mestruazioni: non ce ne sono altri. Se fosse così facile ‘riconoscere’ lo stato di gravidanza, perché avrebbero inventato i test? Lo dica alla sua ragazza e, per stare più tranquilli, continuate ad usare il preservativo…

Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona

COS’E’ CHE NON VA? NON LO SO!

Vi racconto un po’ la mia situazione per avere un parere. La mia vita, vista dal di fuori e razionalmente, è quasi perfetta. Ho un marito che mi adora e che amo alla follia, una famiglia di origine e una acquisita che mi riempiono di affetto, 3 amiche fidate e tanti amici per divertirsi. Lavoro in linea con gli studi, di responsabilità e con buone prospettive. Cosa c’è che non va? non lo so, ma non riesco ad essere completamente serena. Sul lavoro una collega se ne è andata e mi curerò anche delle sue mansioni, tanto lavoro ma anche tante soddisfazioni, ma ecco l’ansia e l’insicurezza che riappare. All’università è stata lo stesso, dovevo finire prima e meglio di tutti, ce l’ho fatta ma che periodaccio!!! Ora in più ho un capo con cui non riesco a discutere e no riesco a farmi valere, mi prende l’ansia e non dormo la notte. Non riesco più ad andare avanti. Sono “malata” di eccessivo perfezionismo, credo, e di poca autostima. tutti sono meglio e tutti sono in grado di fare le cose…ma io no, Sono combattuta tra l’andare avanti o mollare…cercare un lavoro tranquillo, ma appena si presenta un periodo tranquillo in ufficio il mio orgoglio riesce e mi fa nuovamente essere scontenta. Anche quando ho gente a casa, pur amando la compagnia, per me è un problema. Tutto deve essere perfetto e sotto controllo…io non ce la faccio più!
Grazie per ogni consiglio.
Michela

Cara Michela,

Nella sua lettera più volte ricorre la riflessione sul fatto che lei desidera essere perfetta, tenere tutto sotto controllo, ecc. Dunque i miei consigli non andranno che a confermare quello che lei già sa benissimo: occorre saper accettare i propri limiti e le proprie debolezze e non perdere la propria autostima se non sempre si riesce ad esprimere il meglio di sé. Come lei capirà sicuramente, questo bisogno di perfezione che lei sente viene da una profonda insicurezza di sé. Cerchi allora anzitutto di costruire le sue sicurezze internamente, si voglia bene ‘a prescindere’ dai suoi risultati e dalle sue prestazioni.
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti – Ancona

PERCHE’ MI HA TRADITO?

Sono Mary ,una ragazza di 24anni…sei mesi fa il mio ragazzo mi ha tradito …io gli ho dato un’altra possibilità perchè è da sette anni che stiamo insieme e lo amo davvero tanto e poi anche perchè lui mi ha detto che non provava niente per l’altra ragazza…io mi sono fatta ancora più male facendomi raccontare tutto quello che aveva fatto e adesso e da sei mesi che piango di nascosto e al telefono con lui che lavora lontano e ci vediamo una volta ogni due mesi…non riesco a darmi pace ….immagino lui con un’altra…che non sono io..lui mi dice di non sapere il perchè l’ha fatto mi promette di non farlo più ..mi dice che mi vuole sposare…. che mi ama..ma io non riesco a capire come fa una persona ad amare e fare un’azione così brutta….anche adesso piango…mi basta poco …sentire una canzone..vedere un film…che mi riporta a sei mesi fa quando dopo i miei sospetti perchè lo sentivo strano me l’ha confessato…cerco di andare avanti…non ci riesco il mio pensiero è sempre lì…forse (mi dico) l’ha fatto perchè si è stancato di me..non gli piaCcio più e quant’altro….soffro anche perchè per vergogna non lo ho detto a nessuno tranne ad una cara amica che cerca di capirmi ma non può….dentro ho dolore che non sopporto e che devo nascondere a volte anche a me stessa…non so più cosa fare..non nego che ho pensato di fare delle “sciocchezze”ma poi ….come posso superarlo? aspetto con ansia una risposta…

Cara Mary,

L’esperienza del tradimento è sempre molto brutta e la gelosia è un sentimento molto doloroso, ma inevitabile, quando si vuole bene a qualcuno. Credo però che questa sensazione di dolore sia in lei acuita dalla impossibilità di vedere il suo ragazzo con maggiore frequenza e di potersi perciò rassicurare del suo amore per lei. Essere traditi comunque non è una vergogna, ma un qualcosa che purtroppo accade anche nelle migliori famiglie: dunque non si senta una vittima predestinata e cerchi di guardare alla vita con maggiore ottimismo. Dia al suo ragazzo una seconda chance e non parli di questa cosa, così intima, che riguarda solo e soltanto voi due, con persone che potrebbero non capire e rendere le cose più complicate. Un amore che dura da sette anni non può finire per un banale incidente di percorso! Se vi è possibile tuttavia, cercate di vedervi più spesso: due mesi sono veramente lunghi da passare, anche per la persona più innamorata del mondo!
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona

IL NOSTRO PROBLEMA E’ IL SESSO

Ho 23 anni e il mio ragazzo 24 . il nostro problema( che lui non vuole affrontare ) è il sesso. entrambi abbiamo avuto una brutta esperienza di violenza da piccoli. a me non ha condizionato nella vita sessuale forse perchè troppo piccola invece lui l’ha vissuta a 16 anni da un estraneo che ha approfittato della sua ingenuità ,comprandolo con regali e non so altro perchè non riesce a parlarne neanche con me. ci conosciamo/frequentiamo da 7 anni. quando eravamo fidanzatini non avevamo problemi di preliminari, addirittura lui prendeva iniziative. dopo tanto abbiamo fatto l’amore, per il primo anno raramente ma eravamo lontani quindi non gli davo peso. il problema è iniziato con la convivenza. la prima settimana era tutto perfetto. poi lui temeva che ero rimasta incinta e ha voluto aspettare la conferma negativa. da allora è calato sempre di più il desiderio. prima una volta a settimana, poi ogni dieci giorni ora a distanza di tre anni anche una volta a mese. inizialmente cercavo di creare l’atmosfera con candele, abbigliamento, iniziative, e tentavo di non farne un dramma dei suoi rifiuti, ma con il tempo è cresciuta la mia insicurezza, ovviamente i rapporti durano poco ed io non sono soddisfatta(lui non lo sa) , anzi li vivo con ansia perchè penso chissa quando sarà la prox volta, rifiuta anche i preliminari. capisco anche che io non ho un corpo sexi ma lui dice che la colpa non è mia e si chiude in se stesso. non vuole andare da un esperto credo che si vergogni. come posso aiutare lui e noi? so che ci vuole delicatezza ma se non riesce nemmeno a parlarne come potrei riuscire a farglielo superare? la prego di rispondermi presto.

Gentilissima,

Sicuramente, se c’è stata una violenza nel passato ed il ragazzo non riesce ancora a parlarne liberamente, potrebbe essere una buona idea cercare di spingerlo a fare una psicoterapia individuale, ma la avverto che, se la persona intraprende tale percorso con scarsa convinzione e senza collaborare, c’è veramente poco da fare. Se invece il problema fosse quello del suo aspetto fisico, che lei stessa definisce poco sexy, bé anche in questo campo si possono fare miracoli, con qualche dieta ben fatta, un po’ di palestra ed una maggiore cura di sé. Credo tuttavia che la cosa più importante da fare sia cercare di trovare il tempo di parlarne tra di voi. Lei potrebbe raccontargli dei suoi stati di ansia, della sua non completa soddisfazione sessuale, del troppo tempo trascorso fra un rapporto e l’altro… Veda come reagisce. Se la conversazione fra voi su questi temi fosse troppo difficoltosa,piena di silenzi e di imbarazzi, allora la cosa migliore da fare è una terapia di coppia. Di fronte ad un terapeuta esperto delle dinamiche di coppia infatti, sarà più facile esprimersi, dialogare e capirsi.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti – Ancona

LA MIA SITUAZIONE PEGGIORA DI GIORNO IN GIORNO

Carissima Dott.ssa, questa non è la prima volta che le scrivo, ho aspettato con ansia una sua risposta per un lungo periodo, la mia situazione peggiora di giorno in giorno. Sono una ragazza di 27 anni fidanzata da ben 14 anni. La mia storia non va per niente bene, anzi direi proprio che non va a causa mia. Da circa 2 anni mi sono resa conto di nn provare nulla nei confronti del mio lui, a volte sono pure infastidita dalla sua presenza, dai suoi comportamenti e le sue dimostrazioni di affetto nei miei confronti o addirittura a volte non riesco nemmeno a fare l’amore.
Non riesco più a sopportare questa mia situazione, non riesco più a fingere, ma non posso lasciarlo, ci ho provato diverse volte o meglio sono stata ad un passo. Le spiego, lui è molto innamorato esageratamente innamorato fa di tutto per me e me lo dimostra in tutti i modi possibili ed immaginabili, io mi sento in colpa per questo non vorrei prenderlo in giro, il problema è che purtroppo lui è circondato da migliaia di problemi (economici, familiari) e so che se lo lasciassi in questo momento farebbe qualche pazzia, me l’ha detto pure e non è soltanto la frase tipica che si dice, me lo dimostra pure quando litighiamo lui fa di tutto per farsi del male. Mi creda, io non riesco più a vivere, mi sento una larva, devo fingere tutti i giorni della mia vita, piango tutte le sere, mi sento in trappola, perchè non posso decidere cosa fare della mia vita?
Questa è la prima volta che esterno questo mio problema, non riesco a confidarlo a nessuno, ho paura di fare del male al mio lui, ma nel frattempo mi sto rovindando la vita. Vorrei qualche consiglio in merito. Grazie

Gentilissima,

Colgo l’occasione di questa sua lettera per ringraziare le tante persone che quotidianamente ci mandano mail per avere una consulenza su questo sito. Purtroppo non possiamo rispondere a tutti, ma per i casi più urgenti abbiamo istituito il servizio di consulenza telefonica del giovedì mattina, dalle 11.00 alle 12.30, tel 349 590 7 591). Ed eccoci a noi.
E’ logico che un fidanzamento che dura da 14 anni e che è cominciato quando lei ne aveva solo 13, non è certo la situazione migliore per sentirsi profondamente innamorati e reciprocamente attratti. Tutti gli amori si trasformano con il tempo e certe sensazioni dei primi anni vanno via via sostituendosi con altri sentimenti, che sono altrettanto belli, ma che certo non fanno sentire ‘le farfalle nello stomaco’ quando si sta insieme, come invece accade nei primi tempi. Credo che il rapporto con il suo ragazzo abbia più o meno seguito questa strada e che ora questa persona le appaia più come un parente che come un un fidanzato. Non posso certo darle io il suggerimento di restare insieme a lui o di lasciarlo: questa decisione spetta solo a lei. L’unico consiglio che posso darle è quello di non agire di impulso, di darsi un tempo ragionevole per pensarci bene e poi decidere una volta per tutte, senza ripensamenti. Qualora la decisione fosse quella di lasciarlo, dovrà farlo molto, molto gradualmente, in modo che lui possa elaborare quanto gli sta accadendo e trovare il modo per adattarvisi.

Dott.ssa Giuliana Proietti – Ancona

LA GENTE NON MI INTERESSA

salve sono anna, sono single e da tempo ormai non riesco a trovare interesse nella gente. non esco perchè non trovo la compagnia interessante e così facendo però, mi sto accorgendo di essermi isolata un po’. Eppure sono una donna vitale, mi piace stare in compagnia, amo viaggiare ecc… ma non uscendo, non ho amici; anche perchè sono tutti sposati e con prole ed io invece single da sempre!Mi piacerebbe avere un compagno ma, la vedo dura. Che faccio?cordialmente saluti

Anny.

Cara Anny,

Come lei mi chiede, le darò dei suggerimenti per uscire dal guscio nel quale si è rifugiata. Non so se li troverà adeguati o risolutivi: probabilmente no, perché dietro il suo ritiro dal mondo potrebbero esserci paure e fobie che non ha trovato ancora il coraggio di affrontare e di risolvere. Lei si difende con la razionalizzazione, cioè si dà delle spiegazioni apparentemente plausibili, logiche, che in realtà nascondono i veri motivi di certi comportamenti, sepolti nel profondo, più legati al mondo delle emozioni che dei ragionamenti. Perché ad esempio non ha ancora un compagno? Perché gli altri per lei non sono ‘interessanti’? Queste sono le domande che dovrebbe cominciare a porsi. Ed eccoci ai consigli.

10 modi per trovare amici e fidanzati (non in ordine di importanza):

1. Frequentare un corso (burraco, yoga, cinese, tennis, ecc.)
2. Iscriversi ad una seria agenzia matrimoniale
3. Chattare su Internet e poi incontrare gli amici ‘virtuali’
4. Fare volontariato
5. Organizzare una festa (con i vicini di casa, con i vecchi compagni di scuola, ecc.)
6. Fare un viaggio organizzato
7. Cambiare lavoro
8. Cambiare look e rendersi più interessanti per gli altri
9. Frequentare regolarmente un luogo di incontro (biblioteca, pub, negozi, giardini pubblici, spiaggia, ecc.)
10. Cambiare completamente, ogni mese, almeno uno dei comportamenti disadattvi che l’hanno portata a vivere così.

Last but not least: frequenti sito, blog e forum di http://www.clinicadellatimidezza.it/

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

ANSIA DA PRESTAZIONE

Gentile dottore, trovo finalmente il coraggio di esprimere il mio problema. Sono un ragazzo di 20 anni e credo di soffrire di ansia da prestazione. Finora i miei rapporti sessuali non sono andati bene perchè non riesco a mantenere l’erezione (praticamente non sono mai arrivato alla penetrazione). Con questo non voglio dire che non la raggiungo ma non riesco a mantenerla nel momento che precede la penetrazione. Inoltre, diciamo nel periodo dei preliminari, ho delle perdite anomale che non riesco a controllare e che non so come definire perchè se fosse un’eiaculazione dovrei almeno sentire un po di piacere (o sbaglio?). Cmq mi ritengo un tipo abbastanza insicuro (almeno in ambito sessuale) e mi è sorta quasi una paura nei confronti dell’atto per via di questi problemi esposti. Spero di risolvere al piu presto questo mio problema e la ringrazio anticipatamente per la consulenza

Gentile Ventenne,

L’ansia da prestazione riguarda un particolare stato di agitazione, psicologico e fisiologico, in cui una persona perde il controllo sui propri pensieri e comportamenti, in particolare quando si trova ad affrontare alcune situazioni in cui si sente giudicata, maldestra, inesperta, inadeguata.
Cosa fare? 1. provare ad avere un maggiore controllo sulle proprie emozioni (es. training autogeno) 2. Cercare di rimenere concentrati sul compito, non lasciarsi condizionare da pensieri interferenti 3. Non sentire la prestazione come un esame, in cui si deve essere giudicati, valutati, confrontati con altri: lasciarsi andare completamente, lasciando fare alla natura. (In questo senso, più si è ‘naturali’ negli atteggiamenti, più si asseconda e si facilita l’atto sessuale, la cui competenza in proposito è giù scritta nel nostro corredo genetico). 4. Essere inesperti fa ovviamente sentire anche inadeguati: dunque, fare esperienza migliora le competenze e infonde sicurezza. (E’ un po’ come guidare la macchina: il primo giorno non è facile coordinare i movimenti per muovere allo stesso tempo i pedali con i piedi e il cambio con la mano destra. Dopo un certo periodo, questi movimenti vengono in modo spontaneo e non rappresentano più il minimo problema). E’ così anche nella sessualità. Quanto alle perdite che lei nota, anche queste sono naturali, ‘fisiologiche’ ed hanno lo scopo di facilitare la penetrazione.
Non mi ha parlato dell’uso del preservativo… Può contare sul fatto che la sua ragazza non abbia mai avuto rapporti a rischio? Capisco che, data la sua situazione del momento, le suggerisco una ‘aggravante’, ma la salute conta più di ogni altra cosa. Ai preliminari si potrebbe aggiungere anche il ‘gioco’ del preservativo.
Cordiali saluti.

Dott. Walter La Gatta

SONO UNA VISIONARIA?

Da anni ho avuto modo di dubitare che mio marito sia bisex (chat,sms ecc). Lui nega l’evidenza, per me è stato un trauma terribile, ma ci vogliamo molto bene e siamo ancora insieme. Ero una donna bella e sessualmente sana. Quando l’ho scoperto non ho avuto più alcun desiderio sessuale nè per lui, nè per altri uomini(credo di odiare gli uomini) Mi sono trasformata e da un anno sono ammalata (sto diventando sorda e mi gira spesso la testa). Un crollo pauroso.Ora ho scoperto che lui si depila i genitali , scroto compreso. Lui dice che lo fa per igiene, che molti uomini (di 60 anni???) si depilano….Io credo che sia molto furbo e non voglia perdere nè me, nè il suo vizietto. E’ molto gentile con me e pieno di attenzioni. Sarò ingenua io o diabolico lui???E’ normale che un uomo si depili i genitali e riceva sms del tipo “caro sono sotto la doccia e non vedo l’ora di prendere………da un bel maschione come te??” Perchè non ammette tutto invece di tenere il piede in due scarpe?? Perchè dice che io sono una visionaria??Perchè è così disonesto??Purtroppo il mio stato di salute non mi permette di reagire in nessun modo e per giunta non lavoro. Cosa devo fare???

Gentile Signora,

Lei parla di un ‘vizietto’ di suo marito, ma potrebbe essere qualcosa di molto più complesso. Le consiglierei pertanto, visto che non è riuscita ad ottenere nulla da suo marito con le sue domande e con i suoi sospetti, di rivolgersi ad un terapeuta, per iniziare una terapia di coppia. Solo in questo modo potrete tentare di salvare ciò che rimane di vivo nella vostra unione.
Il vostro rapporto infatti potrebbe essere diventato un legame di reciproca convenienza: lui ha scoperto che vi sono altri mondi, diversi da quello domestico, che lo attraggono di più e lei si è probabilmente resa conto che, senza un reddito personale, poche sono le strade da poter percorrere, per allontanarsi da questa situazione. L’unica cosa che differenzia la sua posizione da quella di suo marito è che, mentre lui sta sta benissimo e cura la sua immagine, lei si sta ammalando. E per questo ha assolutamente bisogno di un supporto psicologico: se non sarà possibile la terapia di coppia, non rinunci a farne una a livello individuale. Visto che suo marito è così premuroso nei suoi confronti, non gliela negherà e lei ritroverà sé stessa e la sua felicità (che potrà riscoprire in altre cose, in altre persone, in altri interessi, capaci di darle soddisfazione e gioia di vivere).
Cordialmente,

Dott. Walter La Gatta Ancona

IL MIO MIGLIORE AMICO

cara dottoressa la ringrazio anticipatamente per la sua attenzione.mi chiamo barbara ho 21 anni e sono una studentessa universitaria.la mia vita negli ultimi tre anni ha subito qualche scossone sentimentale. precisamente dopo la fine del liceo ho perso i contatti con il mio migliore amico,il ragazzo che per due anni aveva occupato il mio cuore. è stato tutto per me,abbiamo trascorso dei momenti bellissimi insieme.tutti pensavano che prima o poi saremmo finiti insieme… ma così non è stato,dato che mai nessuno dei due ha avuto il coraggio di oltrepassare quel confine per non rovinare quello che avevamo.il problema è che le nostre strade si sono separate definitivamente con l’inizio dell’università.lui a C. e io a P.. lui era diventato indifferente nei miei confronti,e io dopo un anno di disperati tentativi di mantenere viva la nostra amicizia,ho mollato la presa dopo una telefonata tremenda in cui sono volate parole spiacevoli e così abbiamo chiuso.la mia vita è precipitata da quel preciso momento.è andato tutto storto:l’università per prima,anche se mi sono tuffata nello studio ho fatto più danni che altro.la cosa più triste è che non riesco più a dare fiducia alle persone. tante volte ho pensato di chiamarlo per sistemare le cose,ma non ci sono mai riuscita,perchè ho pensato che sarebbe stato come sempre:lui che dice che ha sbagliato e che vuole ricominciare e io
che gli dico di si…e poi dopo due settimane lui sparisce e io divento paranoica.che devo fare?come posso uscirne?da 3 anni non vivo più e.ho bisogno di un consiglio.

Cara Barbara,

Il suo amico (o meglio, ex amico) potrebbe essere una persona che in tempi passati l’ha molto apprezzata come amica. Oppure lei per lui era solo un mezzo: per essere accettato nel gruppo, per semplice opportunismo, per timidezza, per mancanza di altri affetti… Chissà. Fatto sta che non era innamorato di lei, altrimenti il coraggio per fare il primo passo alla fine lo avrebbe trovato: al limite, visto che lei non manca di intraprendenza nel cercarlo e nel proporsi (seppure come ‘amica’), il ragazzo le avrebbe potuto inviare i segnali giusti per far compiere a lei il primo passo. Altrimenti si sarebbe potuto servire dell’intermediazione di qualche amico, avrebbe potuto scriverle quello che non riusciva a dire a voce e così via. Credo dunque che il suo allontanamento e le sue ‘sparizioni’ abbiano un unico significato: non siete più amici. Il consiglio è questo: esca dal guscio, cerchi un maggiore contatto con la realtà e limiti al massimo il tempo della fantasia. Non lo cerchi più, ma soprattutto non lo pensi più. Lui, inoltre, non ha alcuna colpa, non ha sbagliato niente: le amicizie finiscono, ed anche gli amori.
Cari saluti,

Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona

LA SUA FAMIGLIA NON MI ACCETTA

sono sposato da circa un anno dopo oltre 10 anni di fidanzamento. Dal primo giorno che ci siamo conosciuti con mia moglie ho avuto problemi con la sua famiglia perchè non mi accettavano per un loro capriccio. Durante gli anni di fidanzamento il mio rapporto con loro è stato altalenante, con il matrimonio la situazione non è migliorata anzi sotto alcuni aspetti è degenerata. Tutto ciò si ripercuote sul rapporto con mia moglie, portandoci a litigare spesso in modo esagerato, io non mi sento capito da lei perchè li giustifica sempre, forse per non farmi litigare con loro. Preciso che con mia moglie ci amiamo tantissimo e tra qualche mese avremo un bambino. Spero di avere un consiglio da lei sulla strada da seguire. Distinti saluti

Gentilissimo,

Mi pare strano che dei genitori con una figlia sposata, che stanno per diventare nonni, facciano i ‘capricci’… Il fatto che lei ometta qualsiasi altra informazione su questo argomento lascia capire quanto lei sia convinto di stare dalla parte della ragione e quanto poco si metta in discussione. Chiaramente non ho elementi per poter dire se lei ha ragione o torto (e in ogni caso non è questo il mio mestiere), ma questo atteggiamento così rigido, che non cerca alcuna mediazione con l’altra parte, non mi sembra il migliore per evitare il conflitto. In questo modo, lei sta mettendo sua moglie fra due fuochi, facendole vivere un forte stress, che è quello di essere la responsabile della serenità familiare: se sua moglie fallisce in questo compito, succede il patatrack. Una donna che aspetta un bambino meriterebbe forse di essere aiutata e sostenuta, anche nelle responsabilità che come coppia e come futuri genitori vi siete assunti. Dal punto di vista psicologico, credo che la strada da seguire sia quella di perseguire un clima di serenità familiare, per voi e per il bambino che nascerà. Faccia dunque un passo indietro ed aiuti sua moglie in questo difficile compito di mantenere la pace in famiglia.
Cordialmente,

Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona

SITUAZIONE POTENZIALMENTE MOLTO GRAVE

Situazione potenzialmente molto grave, la mia. Vi spiego. Sono sposato da quasi 9 anni ed ho due figlie di 6 e 3 anni. Un mese fa mia moglie mi ha detto che non prova più attrazione fisica per me da almeno tre anni (!!!), che non accetta che la passione nei miei confronti sia a suo dire finita e che vorrebbe “sperimentarsi” ancora, trovare nuove strade, per usare parole sue. Mi ha giurato che non mi ha tradito finora, ma solo “perchè non le è capitato”, per usare parole sue. E’ dimagrita di quasi 20 chili dopo le gravidanze, è da tre anni in psicoanalisi. In questo momento non la riconosco più. MI sembra impazzita, quasi un’altra persona. Non mangia, ma compra vestiti e scarpe in continuazione. Con le mia figlie è assente o sembra svolgere un compitino educativo freddo, il giusto come per “allenarsi” a vivere senza di me. Mi dice che mi vuole ancora molto bene, che ero e resto l’uomo più importante della sua vita, ma è come se volesse tenermi “in caldo” con un rapporto di tipo funzionale (le servo per la spesa, per le commissioni, per andare a cena fuori, per proteggerla ed aiutarla quando serve, etc.) e non più, mai più temo, con un rapporto di tipo finalizzato A ME come oggetto d’amore (come eros in senso largo, cioè). Sono molto amareggiato, confuso, non so che fare, ho le bimbe ancora piccole, sento che hanno troppo bisogno di me. Non sopporterei un tradimento di qualsiasi tipo, neanche un progressivo decadimento (già in atto comunque) del rispetto nei miei confronti (esce con le amiche e fa le 4 di notte staccando il telefonino, pretendendo che al ritorno a casa io non muova un muscolo). Si trincera dietro l’espressione che “è in crisi”, che le crisi a 40 anni le hanno tutte le donne madri, che tutti in realtà sono infelici nella coppia e che non lo dicono. Quasi vorrebbe un plauso da parte mia perchè lei ha avuto la coerenza di confessarmelo!! Legge riviste fatue per donne emette da parte articoli sui nuovi “rapporti a tempo determinato” che tanto vanno di moda, sembrerebbe. Sui party d’addio che si fanno Vorrei proporle una terapia di coppia. Ma so per certo che farà enormi resistenze, perchè vuole che faccia psicoanalisi come lei (ma io mi sento benino con me stesso, per la verità, sono solo molto preoccupato della mia relazione con lei !!!!) e perchè lei fa già l’analisi per sè.
Aiutatemi.

Gentilissimo,

La sua situazione, come direbbe Flaiano, è grave, ma non è seria. Che senso ha infatti mettersi alla finestra ad osservare e prendere nota di tutte le ‘malefatte’ di sua moglie, senza fare assolutamente nulla per riconquistare il suo affetto, la sua stima, il suo interesse per lei? Essere bravi genitori non significa dimenticare di essere coppia… E, per essere una coppia felice, non basta che i due partners si limitino a proteggere, aiutare, fare la spesa e le commissioni ecc. ecc:: occorre anche interessarsi dei problemi e dei desideri dell’altro, andargli/le incontro, cercare, al di là della routine quotidiana, di essere desiderabili, affascinanti, un poco misteriosi, seducenti, ecc. ecc. Non so quanto queste mie parole potranno sembrarle aderenti alla realtà, ma le assicuro che in una coppia stabile, sono questi i comportamenti che producono risultati. Oggi le persone non stanno più insieme tutta la vita perché hanno firmato un pezzo di carta: ogni giorno ci si deve impegnare, per salvaguardare il proprio rapporto, in una sorta di eterno fidanzamento.
La terapia di coppia sarebbe ottima, ma perché sia efficace, entrambi i coniugi devono desiderare di ‘rimettere insieme i cocci del loro rapporto’. Sua moglie non è pronta. Sta a lei prepararla, impegnandosi a fare qualcosa, a cambiare qualcosa, invece di restare immobile e impotente a guardare lo spettacolo della fine del vostro rapporto.

Cordiali saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona

PROBLEMI CHE POTREBBERO DEGENERARE

buogiorno dottoressa, sono un ragazzo di 27. Mi rendo conto di avere dei problemi che a mio avviso potrebbero degenerare in qualcosa di serio, in senso negativo intendo, se nn riuscirò ad affrontarli e soprattutto a risolverli nel breve termine.
Mi spiego meglio, il mio problema più grande che mi porto tutti i giorni sulle spalle è la dipendenza. Io sono dipendente purtroppo dal gioco d’azzardo come poker on line, slot ecc. (ho perso cifre ingenti) inoltre associo (soprattutto mentre gioco) l’uso di cannabis 2,3 volte la settimana (2/3 g la settimana) g e il consumo di birra/vino circa 1 l di birra o 0.75 di vino giornalmente esclusi i giorni di festa in cui mi capita pure di superare di gran lunga le dosi che ho scritto prima. dottoressa io non vivo più!!
purtroppo tutto questo ha avuto inizio 4 anni fa. Inizialmente nn ci davo peso più di tanto, mi divertivo. poi ho cominciato ad ingrassare (20 kg) ed a perdere la voglia di fare , ricercando sempre più spesso lo sballo, quella voglia di dimenticare tutto il mondo che ti circonda e creartene uno tutto tuo. ma purtroppo il ritorno alla realtà (che capita sempre più in fretta se nn bevo un altra birra o accendevo un altro spinello) è sempre più catastrofico. penso di aver cominciato perchè sono una persona debole caratterialmente, ho inoltre perso 7 anni fa mio padre per un tumore quindi mi è mancata la costrizione alla dritta via che avrebbe saputo impormi sicuramente lui, uomo dal carattere molto autoritario, infatti qyando c’era lui si rigava tutti
dritto. Io sto cercando di reagire, soprattutto ultimamente che sono riuscito a risolvere qualche problemuccio legato alla mia carriera universitaria che fortunatamente sono riuscito a portare a termine con successo, sembra che le cose un pochino vadano meglio, e anche grazie alla presenza della mia ragazza che amo moltissimo, ma che disconosce il problema della mia dipendenza, a cui nn lo dirò mai me ne vergogno troppo, diventerei un vile ai suoi occhi, noi ci dovremmo sposare un giorno. dottoressa, le chiedo che cosa posso fare per smettere di uccidermi giorno dopo giorno e per ricominciare a sorridere alla vita??

Caro ventisettenne,

C’è una sola risposta alla sua domanda: capire che la SUA vita è nelle SUE mani, che tutto può cambiare se troverà in sé la forza di reagire a questa apatia esistenziale che la sta portando verso il baratro. Se non c’è più suo padre a stabilire i confini oltre i quali non è consigliabile andare, deve fare in modo di crearli lei questi confini, imponendosi delle regole da rispettare (piccole regole, piccoli obiettivi da raggiungere, per poi aumentare gradualmente). Ogni volta che ce la farà in qualche cosa, si faccia un premio.
Se può, cerchi un aiuto psicologico: il percorso non è semplice e non va preso alla leggera.
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona

UN MARITO PIU’ GIOVANE

sono sposata da 4 anni e mio marito è + giovane di me di 5. ultimamente ho riscontrato dei problemini ke durante 10 anni di fidanzamento nn si sono verificati. lui arriva al piacere troppo in fretta lasciandomi perennemente insoddisfatta. dice ke lo eccito troppo e nn riesce a controllarsi. abbiamo provato anke con i preliminari ma nn è servito anzi,è stato peggio! nn so + cosa fare e ho paura di fare l’amore x nn restare a metà! mi dia un consiglio!
grazie

Gentile signora,

Il consiglio è di avere rapporti più frequenti, in modo che suo marito riesca a controllare meglio l’eccitazione e l’eiaculazione. Per quanto riguarda il suo ‘restare a metà’, provi a riconsiderare l’ipotesi dei preliminari.

Cordialmente,

Dr.ssa Giuliana Proietti, Ancona

NON SONO UN EIACULATORE PRECOCE, MA UN PO’ SI

Buongiorno dottoressa, per 9 hanni ho avuto una fidanzata che poi è stata per un anno mia moglie con la quale non sono mai riuscito ad avere un rapporto sessuale, lei ad ogni approccio aveva male, si irrigidiva ed ovviamente poi a me passava la fantasia. Questo per un sacco di tempo, noi ci eravamo costruiti una sessualità alternativa che escludeva la penetrazione ma ovviemante non era una soluzione. Poi (9 anni fa) ho conosciuto la mia attuale compagna con la quale ho scoperto un mondo nuovo ma penso di non vivere la mia sessualità come vorrei Non penso di essere un vero eiaculatore precoce ma un po’ si… ho una durata di magari 1 min poi devo sospendere ed ovviamente la mia partner ne risente…lei non me lo fa pesare ma mi piacerebbe risolvere questo problema. Poi un po’ di mesi (8) or sono lei mi ha tradito. E’ stata una cosa occasionale, ci siamo chiariti ed abbiamo superato la crisi ma penso di aver accusato troppo il colpo e che questa storia abbia aumentato la mia insicurezza.
Grazie
A.

Gentile A.,

Cominciamo dalla sua strana ‘negazione non richiesta’: “non sono un eiaculatore precoce, ma un po’ si”. Una frase così lascia subito pensare che in realtà lei si senta il vero responsabile della vostra infelicità di coppia e del tradimento della sua compagna.
L’eiaculazione precoce è un problema che si può guarire. Anzitutto dovrebbe consultare un andrologo (o urologo) per fare una visita e gli eventuali esami diagnostici che il professionista le chiederà. Se, dal punto di vista organico, tutto sarà ‘normale’, occorrerà decidere se potrebbe essere più efficace per lei una terapia psicologica individuale, mirante al rafforzamento dell’autostima e al trattamento dell’ansia da prestazione, oppure una terapia sessuologica di coppia. Lascerei che a deciderlo siano i professionisti cui vi affiderete.
Cordialmente,

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

LEI E’ TROPPO ANZIANA

io 42 anni,lei 53,ne dimostrava meno.ci siamo conosciuti 18 mesi fa, feeling stupendo, sessualmente ok, poi dopo 6 mesi, la mia crisi,mi chiedevo se realmente poteva essere la donna della mia vita,visto che incominciavo a notare il fisico,il comportamento ,della sua eta’.mi tormentavo sempre piu’,ma lei allo stesso tempo mi piaceva.ho incominciato a tradirla con ragazze piu’ giovani,poi io l’ho lasciata.trascorsi 2 mesi l’ho riconquistata e siamo stati bene fino agiugno di quest’anno.poi altra crisi mia, conosciuto una mia coetanea, breve storia,ma pensavo sempre a lei,per anestesia ero con l’altra, cioe’ per dimenticare lei!!lascio anche quest’ultima e 20 giorni fa incomincio a ricercare il mio amore, si il mio amore.lei adesso ,anche se e’ ancora presto,non mi accetta piu’, io insisto,riesco a parlarle,dei miei errori,ma non gli ho mai detto che la cosa che mi spaventa e’ quella riguardante la differenza d’eta’.non ho aspettative,dottoressa la prego,mi faccia capire quello spiraglio di luce che solo lei comprende.non ho mai amato una donna in questo modo,mi sento completo con lei.sono consapevole dei miei errori,ma almeno capire per un domani…magari con lei.
cordiali saluti,
pierpaolo

Gentile Pierpaolo,

Credo che all’inizio lei si sia interessato a questa signora semplicemente perché le sarà parsa una facile conquista. Poi però si è spaventato, perché si è reso conto che con questa persona in fondo stava bene. E così ha cominciato a scappare da sé stesso, più che da lei.
Desiderare una partner più giovane, più bella, con la quale magari avere dei figli, sono tutte aspirazioni comprensibili per la sua età: in questo caso però lei dovrebbe riconsiderare il significato che attribuisce alla parola ‘amore’. E’ ‘amore’ illudere, tradire, umiliare una persona che ha il solo, unico torto, di essere nata 11 anni prima di lei?
Probabilmente lei, tutto preso dai suoi dubbi e dai suoi turbamenti, ha dimenticato che dall’altra parte c’è una persona che soffre, alla quale viene di fatto impedito di ritrovare un suo equilibrio e di fare dei progetti di vita. Da come descrive questo rapporto, sembra che la soddisfazione maggiore che lei ne ricava sia tutta nel lasciarsi tentare da questa situazione attraente, ma potenzialmente ‘pericolosa’, per poi riuscire a vincere su sé stesso, strappandosi le catene di dosso… E una volta liberato, riprovarci ancora. E’ un gioco d’azzardo, una trappola, nella quale lei stesso alla fine potrebbe cadere, rovinando la sua vita, oltre che quella del suo ‘amore’.
Cordialmente,

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

GELOSIA MORBOSA

Gentilissima dottoressa, sono una ragazza di ventidue anni, le scrivo per un problema che affligge la mia famiglia da un anno. Purtroppo mia madre è entrata in un stato di gelosia morbosa verso mio padre; controlla il suo cellulare , le sue uscite e diventa gelosa di qualsiasi persona che parli con mio padre , naturalmente del sesso opposto. Quando siamo a casa lei fa scenate terribbili di gelosia e questo purtroppo scatena violenti litigi. Mio padre gli ha spiegato varie volte che lui non ha nulla da nascondere e che ama solo lei, ma lei non l’ascolta. Abbiamo varie volte tentato di portarla da uno psicologo ma lei risponde che non vuole andarci dicendo che non è pazza. Mia madre ha 54 anni e non riesco a capire da dove nasce questa gelosia, ho parlato con mio padre e lui mi ha giurato che non l’ha mai tradita e io gli credo. Le scrivo sperando di darmi un consiglio anche perchè non so che fare visto che mia mamma non vuole assolutamente andare da uno psicologo . Grazie

Gentilissima,

Forse la sorprenderò, ma quello che vorrei consigliarle è di non farsi coinvolgere ulteriormente da questa vicenda, poiché non la riguarda. Capisco che, vivendo insieme ai suoi genitori, le sia venuto spontaneo intervenire, cercare di mediare, fare da paciere, ma purtroppo questa cosa devono risolverla all’interno della coppia, giacché qualsiasi intervento esterno potrebbe diventare controproducente. Essendoci un testimone infatti, che poi diventa un giudice (lei) ogni cosa verrebbe esasperata, per portarla alla attenzione del ‘giudice’ , in modo che possa essere finalmente emessa una sentenza e stabilito chi dei due ha torto e chi ha ragione (come si sa poi la ragione non sta mai da una sola parte…). Visto che sua madre non vuole andare dallo psicologo “perché non è pazza”, come dice lei, suggerisca ai suoi genitori di intraprendere una psicoterapia di coppia. In un ambiente protetto, alla presenza di una persona estranea e soprattutto esperta, essi potranno litigare, spiegarsi, riappacificarsi, senza amplificare ulteriormente i conflitti. In ogni caso, suo padre non è tenuto a raccontare a sua figlia se ha mai tradito la moglie e sua madre potrebbe conoscere delle cose che lei non sa: dunque il consiglio è quello di tenersi alla larga da questa vicenda coniugale (vale sempre il vecchio adagio “tra moglie e marito non mettere il dito”, anche se si tratta dei propri genitori). Quello che lei, come figlia, potrebbe invece fare, è cercare di riportare in famiglia un po’ di ottimismo, con qualche iniziativa che serva a stemperare il clima di sospetto e di sfiducia che si è venuto a creare.
Cordialmente,

Dr.ssa Giuliana Proietti – Ancona

FARE CHIAREZZA

Salve. Mi chiamo Elena ho 29 anni e vorrei un aiuto per cercare di fare chiarezza su cosa mi stia capitando. Sono fidanzata da 11 anni e lo scorso anno io ed il mio ragazzo abbiamo fatto il corso prematrimoniale con l’idea che non appena la casa da ristrutturare fosse venuta pronta ci saremmo sposati. Ero convinta sulla mia vita futura con lui, volevo dei bambini, ho immaginato tanto la nostra vita insieme poi ad ottobre dello scorso anno sono nati 3.000 dubbi. Il tutto nato da una fiera dove ho conosciuto un ragazzo con il quale ho scambiato due chiacchere…ma che adesso batte sempre nella mia testa come un’ossessione. Sono mesi che penso al perchè e per come, e mi sembra solo di aver creato una tale confusione dentro di me da sentire lontana tutta la mia grande storia di 11 anni. La nostra storia l’ho sempre considerata una grande storia: con gli alti e bassi di una relazione lunga ma fondata su basi solide. Gli ultimi anni sono stati un po’ “duri” abbiamo dovuto affronatre un imprevisto tanto inaspettato quanto ingiusto come l’arresto di mio padre, questo evento ha sconvolto la vita della mia familgia e di conseguenza il nostro rapporto ne ha risentito. Come famiglia abbiamo cercato di reagire all’accaduto rimboccandoci le maniche e pensando al futuro, avevamo subito un’ingiustizia ma noi eravamo una famiglia unita e come tale abbiamo cercato di reagire. Mio padre ha perso la presidenza della società dove lavorava ma in cambio ha ottenuto la mia assunzione. Ho accettato di entrare in quella azienda con la speranza (mia e della famiglia) di poter riappropriarsi un giorno di quello che ingiustamente ci era stato tolto, senza considerare però che la mia “ferita” non si sarebbe mai rimarginata..o comunque che costantemente ogni giorno il pensiero sarebbe tornato a mio padre. Nell’attesa della risoluzione della questione di mio babbo, ho cercato di pensare al nostro matrimonio, al nostro futuro ma il mio ragazzo mi diceva: “la tua famiglia ha bisogno di te ora” in parte condividevo quello che diceva ma in parte sentivo che per star bene io dovevo stare con lui, iniziare la nostra vita insieme, dimenticare e lasciare fuori dalla porta tutti i pensieri e problemi che non erano nostri. Così abbiamo deciso di iniziare a ristrutturare (anche per limitare i costi!) un appartamento sopra l’appartamento del mio ragazzo, ma anche qui i tempi si sono rilevati essere più lunghi di quanto previsto. Lo scorso anno abbiamo fatto il corso prematrimoniale…è stato uno dei periodi più spensierati e sereni degli ultimi anni, mi sentivo così vicina lui e piena di energia perchè finalmente il nostro avvenire si stava avvicinando, finalmente tutti gli sforzi fatti sarebbero stati ripagati… finalmente inziava la nostra vita insieme, finalmente saremmo stati solo noi due soli con la nostra vita davanti, la nostra voglia di creaci una famiglia… Ho bisogno di una luce per non distruggere quanto pazientemente costruito e costudito negli anni! Grazie.

Gentilissima,

Qui entra in gioco la teoria del bianco, del nero e del grigio. Purtroppo una storia di lunga durata non è immune da queste ‘sbandate’, da questi fugaci innamoramenti. Non so di cosa avete parlato nel corso prematrimoniale, ma io riterrei che anzitutto i futuri coniugi vadano avvertiti su questo: che una storia d’amore, per quanto intensa, può conoscere momenti di crisi, di dubbio. L’amore nel tempo si trasforma, non è mai uguale a sé stesso, e comunque nel tempo perde sicuramente la capacità di far emozionare l’altro/a come accadeva nei primi tempi della relazione. Una persona nuova, sconosciuta, misteriosa, ha invece questo potere in sé e a volte lo esercita contro la volontà della sua ‘vittima’.Questo non significa che il sentimento verso lo/a sconosciuto/a che si propone sia amore: forse è solo attrazione, curiosità, interesse. Aspetti questi che, se ci si pensa bene, denotano interesse per la vita e intelligenza, profondità, sensibilità: tutte qualità positive. Dunque, lei non deve sentirsi in colpa se nella vita le capita (e le capiterà ancora), di imbattersi in persone che le fanno provare questo genere di emozioni, così come non dovrà colpevolizzare il suo compagno se gli accadrà, come è probabile, la stessa cosa. Se vi impegnerete a far durare la vostra lunga e bella storia, essa richiederà certamente qualche rinuncia, ma anche qualche compromesso. Sarebbe bello, per tornare alla teoria dei colori di cui le parlavo all’inizio, che tutto fosse bianco o nero, per capire dove sono il bene e il male assoluto: purtroppo viviamo tutti in una zona ‘grigia’, fluttuando fra il bianco e il nero a seconda degli eventi che ci capitano, delle persone che incontriamo. Sta ad ogni singolo individuo prendere consapevolezza di questa situazione e cercare di tenere ben saldo nelle mani il timone della propria barca, per dirigersi dove veramente si vuole andare, senza farsi sballottare di qua e di là.
Cari saluti e moltissimi auguri.

Dr.ssa Giuliana Proietti – Ancona

SEGUIRE IL MARITO?

Gentile Dott.ssa, sono sposata da quasi cinque anni ( ma da ben 15 anni frequento mio marito) e ho un bambino di otto mesi. Siamo una famiglia tranquilla e quando si è verificato un problema, col dialogo abbiamo sempre chiarito. Ma adesso si è fatto avanti un problema di cui è difficile trovare soluzione. Noi siamo di origini del sud italia e per motivi di lavoro ci siamo trasferiti al nord. Siccome mio marito è un insegnante, ha deciso di fare trasferimento e ritornare giù nella sua città, ma io non sono d’accordo poichè dove mi trovo ora ho ho le aspettative giuste per gli scopi che mi sono prefissata professionalmente e questo vale anche in futuro per il mio bambino. Lui però non sente ragioni, dice che io dovrei seguirlo ovunque lui va o altrimenti torna da solo giù. Ho provato a suggerire quache soluzione, tipo rimanere qualche mese durante le vacanze estive, ma non gli basta. Ma ahimè, il problema non si circoscrive alle sole mie aspettative di lavoro, ma anche alla sua famiglia che mi tratta come un estranea, facendo stupidi paragoni con altre persone facendomi sentire poco accettata, nonostante io sia rispettosa ed educata verso di loro. Ho parlato a mio marito di questo disagio e lui stesso ammette che ho ragione , ma in un secondo momento, basta una mia lamentela su un atteggiamento sbagliato della madre verso di me, che fa finta di niente accusandomi di essere paranoica e addio discorso di qualche giorno prima. Io mi sento poco capita e per quanto possa capire io che sia legato alla sua famiglia, davanti all’evidenza di alcuni fatti si copre occhi e orecchie e non reagisce. Ho un bel rapporto con mio marito ma ho paura che questa situazione possa logorarci col tempo. Lei come suggerisce di comportarci? In attesa di una risposta porgo Cordiali Saluti Simona

Gentile Simona,

Credo che lei sbagli nell’esporre le sue priorità. Infatti, se lei vuole restare al Nord per ragioni di tipo ambientale, nel senso che lei pensa sia più facile trovare un lavoro, oppure se pensa che la qualità della vita per suo figlio sia migliore ecc., queste sono le cose che dovrebbe dire per opporsi al trasferimento. Se invece i motivi che porta all’attenzione di suo marito riguardano solamente un senso di malessere nei confronti della famiglia di lui, è scontato che la sua reazione sia quella che è, perché lui non si rende conto dei suoi problemi, non li capisce. E non è detto che abbia tutti i torti: in ogni caso infatti, anche tornando al “natìo borgo selvaggio”, lei avrà pur sempre una sua casa ed una sua famiglia, e starà a lei farsi rispettare dai suoceri e dagli altri parenti, imponendo le sue regole del gioco riguardo alle visite, ai pranzi domenicali, al baby sitting ecc. Ne parli con suo marito già da ora: stabilite delle regole (meglio scritte), che la facciano stare tranquilla rispetto al trasferimento. Detto questo, la storia che la moglie segue sempre il marito è stata inventata nell’età del bronzo e ormai appare decisamente superata: se lei non vuole tornare al Sud, non ci torni.
Ha da potersi mantenere? Ha un lavoro stabile? Ha chi le potrebbe guardare il bambino? Questi sono i problemi da porsi.
Cari saluti e auguri.

Dr.ssa Giuliana Proietti – Ancona

UNA PERICOLOSA CHAT

Salve, vorrei parlarle della situazione di disagio in cui mi trovo. Premetto che sono sposato felicemente da 18 anni e abbiamo due ragazzi di 16 e 11 anni, mia moglie e un insegnante e io appartengo ad una forza di polizia.
Tutto comincia dal giorno in cui mia moglie decide di iscriversi ad una chat per poter comunicare con qualcuno in inglese per poter migliorare le sue conoscenze della lingua ed io inizialmente la aiuto nei vari passaggi informatici. Con il tempo però mi accorgo che provo un fastidio sempre maggiore per il fatto che lei conversi quotidianamente con altri uomini, e qualcuno di essi delle volte si spinge oltre la normale conversazione, con allusioni pesanti che mia moglie ha respinto ma non con la decisione che mi sarei aspettato, dicendomi che sa quello che fa e di non preoccuparmi.
Da quel momento la mia vita è diventata un continuo pensare ai momenti in cui lei conversa con queste persone e mi rode una forte gelosia che è sfociata in alcune scenate molto animate. Anche il fatto che sono delle persone che vivono in Inghilterra non cambia molto la situazione, perchè quest’estate lei andrà a Londra per un viaggio studio e il solo pensiero che possa incntrarli mi fa stare male. Ho provato a chiedere a mia moglie di non chattare più con alcuni
di essi, ma la sua risposta è stata che dopo le avances iniziali tutto era rientrato in un rapporto di semplice amicizia a cui lei teneva. Io ho cercato di farmene una ragione ma non ci riesco. Cerco sempre di leggere di nascosto il resoconto delle sue conversazioni, che effettivamante nella maggior parte dei casi sono innoque, per potermi tranquillizzare ma poi tutto ricomincia la volta successiva.
Spero mi possa essere d’aiuto.
Cordiali saluti

Gentilissimo,

Spero anch’io di poterle essere d’aiuto, ma tutto dipenderà anche dalla sua buona volontà a seguire i ragionamenti che le proporrò. Sua moglie è un’insegnante e nella sua vita lavorativa incontra centinaia di uomini, con i quali, se lo desidera, può avere una storia di sesso. Andando in Inghilterra, ad esempio, non è necessario che, per andare a letto con qualcuno, debba sceglierne per forza uno con il quale ha chattato per un intero anno: volendo, questo qualcuno potrebbe essere un collega, il direttore dell’albergo, un cameriere… Se sua moglie, invece che l’insegnante, facesse la casalinga, non sarebbe diverso: le stesse opportunità le potrebbero capitare con l’idraulico, il postino, il vicino di casa. E mi fermo qui. Quello che vorrei dirle è che non c’è bisogno di essere innamorati per tradire il partner, se lo si vuole fare. Queste conversazioni in chat, anche se non nego che possano darle qualche fastidio, non sono direttamente collegate ad una possibile infedeltà di sua moglie: sono solo una delle mille opportunità che sua moglie potrebbe avere per conoscere un possibile partner e tradirla. Lei si sta concentrando sull’osservazione ossessiva di un albero e non si rende più conto che intorno a lei c’è una intera foresta… Dunque, per conservare l’amore e il rispetto di sua moglie, abbia fiducia in sé stesso, in lei e nella vostra relazione di coppia: vale forse essa così poco che un qualsiasi cretino di inglese, magari un po’ ‘bevuto’ e in vena di allusioni piccanti, potrebbe metterla in crisi? Coraggio!
Cari saluti.
Dr.ssa Giuliana Proietti – Ancona

DIFFICILE SITUAZIONE ECONOMICA

Buongiorno dottoressa, mi chiamo Marco 33 anni di …, dopo 5 anni di matrimonio e 6 di fidanzamento, io e mia moglie siamo arrivati forse alla fine?Abbiamo tre figli, di cui uno derivante dal suo precedente matrimonio, ma come se fosse mio conosciuto quando aveva 3 anni e cresciuto fino ad adesso, altri due figli diciamo nostri di 5 anni e di 18 mesi.Il problema nasce dal fatto che la gestione econimica l’ho sempre gestita io,ed è da qualche anno che abbiamo enormi problemi finanziari legati alla routine della vita quotidiana e per andare avanti mi sono rivolto a due finanziarie,senza dirle nulla, come del resto non le ho mai detto nulla sulla gestione economica.Una settimana fa ha scoperto questa situazione, ed è successa una catastrofe,dice di volermi lasciare che non si fida più di me di essere andata da un avvocato per la separazione.Il mondo mi è crollato addosso, certo gli avrei dovuto dire della nostra situazione, ma non l’ho fatto per non farla preoccupare e per tenerla fuori, non sono andato a giocarmi i soldi o a donne, ho cercato di mandare avanti una famiglia.Cosa devo fare?Realmente si è rivolta ad un avvocato?L’idea di perdere la famiglia mi distrugge.Grazie saluti

Gentilissimo,

Sinceramente non saprei dirle se effettivamente sua moglie possa essersi rivolta ad un avvocato: penserei di no, a meno che il quadretto che lei mi ha fatto della situazione non manchi di qualche altro importante particolare, che per qualche ragione lei ha ritenuto di non dover raccontare. Infatti, è molto strano che una donna decida di mettere al mondo tre figli e al tempo stesso non si curi di sapere se vi siano o meno le risorse per mantenerli. Allo stesso modo è strano che lei si sia rivolto a ben due finanziarie senza sentire l’esigenza di condividere un segreto così penoso e preoccupante con la madre dei suoi figli. E’ possibile che il vostro atteggiamento poco prudente sia stato per entrambi ‘a fin di bene’, per non far preoccupare l’altro: in una coppia che funziona tuttavia, tutti gli argomenti più spinosi dovrebbero essere affrontati, in modo da trovare nell’altro/a idee, sostegno e condivisione dei problemi. Forse questa è l’occasione buona per rivedere i vostri comportamenti all’interno della coppia e gettare le basi per un comportamento più responsabile da parte di entrambi.
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

LA PRIMA COSA BELLA

Salve. Mi rivolgo a voi perchè è da ormai troppo tempo che ho piena coscienza di continuare a sbagliare nel lasciarmi travolgere dalle tenebre che alienano il mio io più profondo. Ho una forte paure. Mi sento insicura, trovo indizi negativi in tutto, ho mille paranoie. Sto vivendo un amore grande, un amore vero, ricambiato, quell’amore che ho sempre cercato, per il quale darei tutto,per il quale mi pongo anche domandevb che prima non consideravo neanche come ad esempio “perché creare problemi inutili? quando ci amiamo alla follia”. Beh,questi problemi inutili non riescono ad essere sotterrati dalla mia presa di coscienza. C’è una continua lotta tra loro e la mia ragione. So perfettamenteche sono inutili ma continuano a viaggiare nella mia mente, distruggendomi psicosomaticamente oltre tutto. Non riesco a fidarmi quando so che potrei,. Non riesco a credere che il suo passato non esista più, che mi ama davvero, che non è un tipo infedele e via dicendo. Sono figlia di genitori divorziati in pratica da sempre. Mia madre ha avuto altre storie finite male di cui una con l’uomo che sembrava “perfetto” il quale si è poi rivelato il contrario di tutto ciò che professava: menzone, tradimenti etc. Mia sorella ha divorziato dopo due anni. La gente non fa che tradire.L’amore sembra non interessare nessuno…ed io che finalmente l’ho trovato perdo tempo utile al nostro amore per metterlo in discussione grazie alle mie stupide paure.Grazie.Orchidea

Cara Orchidea,

Coraggio, la sua è la normale, umana direi, paura di perdere la conquista di una cosa bella, specialmente quando si è vissuta una vita in cui di cose belle ne sono accadute pochine… Paradossalmente però, più si ha paura di perdere qualcosa, più si creano le condizioni per cui questo accada davvero (in psicologia si parla infatti di ‘profezia che si autorealizza’). Il modo migliore per uscire dal problema è quello di tenere la mente impegnata in altre cose e di confortarsi con il pensiero positivo, ripetendosi continuamente ‘tutto va bene ed io sono felice’ (anche quando si pensa esattamente il contrario).
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

MI HA FATTO BATTERE IL CUORE

Gentile dottoressa,
il mio problema è iniziato qualche mese fa quando ho conosciuto un ragazzo che mi ha fatto battere il cuore. Il problema è che io ce l’ho un ragazzo e che amo pure tanto. La cosa mi ha sconvolta perchè non ho problemi di nessuna natura appunto con il mio fidanzato. Abbiamo una figlia splendida, una vita sessuale appagante, tanta complicità…insomma perchè mai dovrei provare qualcosa per uno sconosciuto in fondo? L’ho conosciuto durante un periodo in cui facevo volontariato, lui affascinante, simpatico, praticamente irresistibile. In quei giorni ero vulnerabile e quando tornavo la sera stanca avevo una gran voglia di fare sesso col mio ragazzo, ma non pensavo all’altro, semplicemente ero eccitata. Non ho mai pensato al tradimento perchè mi fa orrore pensare di poter ingannare la persona che amo e poi non ho realmente desiderato farlo. Il mio problema è che quest’altra persona entra nella mia vita onirica e non posso controllare questo mio aspetto. Dopo i turbolenti sogni mi sveglio col pensiero di lui che mi accompagna per gran parte della giornata e quel sapore in bocca come di aver consumato quella situazione in cui lui mi bacia o semplicemente mi appare in sogno. Cosa accade nel mio cervello? Perchè mi accade questa cosa? do la colpa al mio inconscio ma forse la colpa è solo mia. Sono innamorata di questa persona e non voglio ammetterlo e cerco di rimuoverlo? Premetto che questa persona mi attrae e basta, non è che la conosca al punto di potermici innamorare. Questo dubbio mi tormenta e non trova risposta, mi piacerebbe avere una sua opinione. La ringrazio tanto
M.

Cara M.,

La mia opinione è questa: il desiderio sessuale non è un problema di testa, ma di ormoni. Dunque, non dovrebbe sentirsi colpevole della sua ‘normalità’ e non dovrebbe giustificare un’attrazione prettamente sessuale con un possibile innamoramento, come in genere fanno le donne. La persona che ama è il suo compagno: l’altro è solo qualcuno che al momento sollecita la sua curiosità e le provoca desiderio sessuale. Se avrà un rapporto di lunga durata con il suo uomo, si accorgerà che situazioni del genere le capiteranno spesso e con diverse persone, per cui non c’è bisogno di allarmarsi, di farsi troppe domande: c’è solo da scegliere, di volta in volta, consapevolmente, quale comportamento mettere in atto per stare bene con gli altri e con sé stessa. E su questa scelta, ovviamente, mi astengo dal darle consigli… 🙂
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona

COSA VOGLIO FARE DELLA MIA VITA?

Sono disperata… Ho 21 anni e non riesco ancora a capire cosa voglio fare della mia vita. Sono passata per mille disastri, errori con l’università (scelta per far contenta la famiglia), un anno di volontariato all’estero ed ora mi ritrovo qui senza sapere bene dove andare. Ero molto brava a scuola eppure ora non riesco più a trovare uno stimolo,un motivo,una ragione per intraprendere un percorso. Sto cercando un lavoro (senza grandi successi…) ma anche da quel punto di vista,quando mi chiedono che tipo di lavoro vorrei fare io non so rispondere.Il problema è che tutto mi fa paura, tutto mi sembra troppo difficile o troppo doloroso. Il vero dramma è cominciato con la scelta universitaria, anche se avevo manifestato segni di malessere già durante gli anni del liceo con abbuffate eccessive e incontrollate e incapacità a comunicare con gli altri. vengo da una città piccola collocata in una zona svantaggiata geograficamente ed economicamente. Ho sognato a lungo il momento in cui avrei potuto lasciare quel luogo per andare a vivere in una città più grande, con più stimoli, tante persone e più possibilità. Eppure quando è arrivato il momento di scegliere mi sono ritrovata davanti a scelte già fatte in gran parte dalla famiglia: avevano deciso in quale città avrei abitato, che avrei condiviso l’appartamento con mia sorella (con cui non ho nessun tipo di comunicazione e che per me rappresenta una presenza negativa, essendo lei troppo nervosa, prepotente e agitata) e avevano già limitato la possibilità di scelta del percorso di studi. Tutto questo in modo non chiaro ma subdolo, “ricattandomi” e facendo presa sul mio senso di colpa non ho potuto rifiutare le loro decisioni perchè secondo loro ero già molto fortunata ad avere la possibilità di studiare e di essere mantenuta mentre a loro questa possibilità era stata negata. Così sono entrata in questa situazione non desiderata in modo passivo e da lì non mi sono più rialzata. Sono sempre stata una ragazza piena di iniziativa e di idee, ho sempre avuto ottimi voti a scuola e molte passioni ma da quel momento mi sono come spenta, ho perso fiducia in me stessa e in tutto quello che mi circonda e vedo il negativo in ogni situazione. Sono troppo idealista e non riesco a vivere nella vita reale. Non posso parlarne con nessuno,la mia famiglia è già sufficientemente arrabbiata con me e gli amici di un tempo hanno intrapreso le loro strade e li ho persi. I miei genitori, dopo avermi costretta ad agire contro la mia volontà varie volte, approfittando della mia debolezza, ora mi guardano come se fossi perduta e appena provo a muovermi in una qualsiasi direzione mi scoraggiano. Mia madre è molto ansiosa e già prevede una serie di tragedie nel mio futuro, un fallimento dietro l’altro. In più devo continuamente confrontarmi con mia sorella più grande e più in gamba, che porta avanti le sue scelte con determinazione e ottimi risultati e che è l’orgoglio della famiglia. Negli ultimi due anni pieni di delusioni ho smesso di agire e ora non riesco a farlo…Non riesco a vedere un futuro positivo per me… Vedo il tempo passare e me ne dispiaccio, vorrei agire ma ho troppa paura di sbagliare di nuovo, di mettermi in altre situazioni che mi fanno soffrire. Ho vissuto per così tanto tempo cercando di compiacere gli altri che ho perso di vista i miei desideri e per molto tempo ho vissuto questi ultimi con senso di colpa a causa dell’educazione molto rigida fatta di doveri, obbedienza e poca comunicazione.
Ho passato un periodo terribile l’anno scorso (sono arrivata a tentare il suicidio perchè non sopportavo più gli insulti e le critiche dei miei genitori che tutt’ora fingono che non sia mai successo…) ed ora, dopo essere stata lontana da loro per un pò mi sento meglio ma non riesco tutt’ora a rimettermi in azione, temo di tornare a pensare e ad agire secondo il volere altrui. Nutro rancore nei confronti della famiglia e soffro quando sono a casa con loro (ho sempre avuto una sensazione negativa ma ora è davvero intollerabile).
Voglio lasciarmi tutto alle spalle e ricominciare, credere in me stessa e avere fiducia nel futuro. Ma certe cicatrici non possono sparire, certe paure e sensazioni negative non credo mi abbandoneranno mai… Il fatto è che ho ancora molto bisogno del riconoscimento e dell’appoggio esterno e troppo spesso mi sento scoraggiare. Per gli errori che ho fatto negli ultimi due anni traggono già la conclusione che io non ho speranze nella vita e perciò mi abbatto facilmente… Vorrei trovare più forza in me stessa e il coraggio di vivere nella realtà… Di tornare ad uscire, a non avere più paura di essere giudicata, di incontrare qualcuno che conosco e che fa parte della vita della “vecchia me e “di ricevere domande sul mio passato… ma non so come fare…
La ringrazio anticipatamente… Silvia

Cara Silvia,

Sebbene la sua lettera sia molto lunga e ricca di particolari, francamente non capisco bene quale sia in realtà il suo problema. Infatti, se non ama la sua famiglia, se non vuole sentirsi controllata e guidata, se non vuole essere condizionata, confrontata con la sorella, giudicata per ciò che fa (e che non fa), cosa resta a fare in famiglia? Ha 21 anni: si cerchi un lavoro qualsiasi con il quale mantenersi all’università che preferisce, si laurei, si cerchi un’occupazione stabile e si impegni a costruire il suo futuro, per diventare davvero la persona che desidera essere e per avere tutto ciò che desidera avere. Il troppo pensare toglie tempo e spazio al fare: ma è sul fare che dobbiamo puntare per costruire delle alternative alle situazioni che ci fanno soffrire.
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona

L’OSSESSIONE DELL’ALTRO

Salve. Mi chiamo Matilde ho 28 anni sposata da 8 mesi con un mio coetaneo, siamo stati fidanzati 11 anni. Questo matrimonio io l’ho molto desiderato, ora che è arrivato mi sembra di stare cadendo in depressione, le spiego pochi mesi prima di sposarmi mi sono accorta di provare del trasporto, un attrazione verso un altro ragazzo, ho cominciato a stare male, avere sensi di colpa nei confronti del mio futuro marito, a non aver voglia di non fare più niente e ha piangere in
continuazione, stare angosciata, e avere tanta paura di perdere mio marito e quello che avevamo costruito. Mia madre e mia sorella mi hanno detto che anche loro prima del matrimonio avevano avuto momenti simili ed sono cose possibili.
Mi sono sposata un giorno bellissimo sia per me che per mio marito. Per un un breve periodo di tempo mi e sembrato che questa attrazione (fisica) fosse passata, invece no dopo il viaggio di nozze sono ripiombata in una forte confusione, questa persona e diventata un ossessione, non riesco più ad avere una vita serena non riesco ad avere una vita sessuale serena con mio marito, nei nostri momenti di tenerezza ed intimita la mia mente mi riporta l’immagine di quest’altro ragazzo io cerco di allontanarlo con tutta me stessa ma sta là e rovina la mia vita. Qesto ragazzo e un nostro carissimo amico fidanzato felicemente con una nostra carissima amica, delle volte questa persona mi ha fatto dei complimenti ho apprezzato il mio modo di vestire, ha me piace vestirere bene ed essere alla moda,. Sono una persona molto insicura , con poca stima in me stessa e molto ansiosa non mi piaccio molto fisicamente e tendo a sottovalutarmi spesso in passato ho vissuto un altro momento difficile dopo la laurea. Mio marito e una persona stupenda, sempre premuroso nei miei confronti e molto affettuoso sempre attento alle mie esigenze. Io penso che questo mio momento di confusione possa essere dettato dal fatto che io non ho avuto altre esperieze amorose, mio marito è stato l’unico uomo della mia vita. Penso che questa cosa mi abbia fatto cofondere manifestazioni d’affetto da parte di questo mio amico per qualcosa di diverso? Forse dopo 11 anni di fidanzamento e in un momento di forte cambiamento come il matrimonio possono succedere queste cose questi momenti di dubbio?
In questo momento sono queste le domande che mi pongo, penso anche che in ho investito 11 anni in questo mio rapporto e non voglio perdere tutto, amo e stimo mio marito ho voglia di recuperare questo rapporto, ho sempre creduto nel matrimonio, mi sono sposata per essere felice per avere una famiglia bellla unita e felice, ora mi sembra di non poterci riuscire più, ho una sofferenza dentro di me piango molto, ho paura di far soffrire mio marito.
Sto male vorrei uscire da questa situazione ho anche preso contatti con una psicoterapeuta per capire pechè sto vivendo questo momento di crisi in un momemto che dovrebbe essere di felicità. Ultimamente ho letto molte risposte che ha dato a persone con problemi di coppia, lei e una persona molto umama e molto preparata complimenti, gradirei che mi dicesse la sua opinione riguardo alla mia situazione mi aiuti. Grazie mille anticipatamente. Matilde

Cara Matilde,

Grazie anzitutto delle gentili parole. La passione che sta vivendo al momento per questa persona prescinde secondo me dalla persona stessa: è semplicemente una sua curiosità per la vita e per l’altro sesso, viste anche le sue poche esperienze. Del resto, seppure la curiosità sia sempre sinonimo di intelligenza, non sempre è possibile fare o sperimentare davvero tutto quello che ci attrae e ci intriga… Dunque, la cosa migliore da fare è godersi questo momento di ‘risveglio emozionale’, provocato dall’attrazione che sente per questa persona, ma senza attribuire alla cosa una importanza che, sul piano razionale, essa non ha. Meno si sentirà in colpa per quanto le accade, meno si sentirà una scheggia impazzita nelle mani del destino, più sarà tranquilla, sicura di sé e capace di prendere ogni volta la decisione giusta, su ciò che va fatto e su ciò che non va fatto. Si goda dunque le sue emozioni, ma non se ne lasci travolgere e si assicuri di fare sempre scelte intelligenti e consapevoli, qualunque esse siano.
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona

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Dr. Giuliana Proietti
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Psicoterapeuta Sessuologa
ANCONA FABRIANO CIVITANOVA MARCHE
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