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Consulenza online Questioni di sex 15

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Lettere a Dr. Walter La Gatta

Foto Dr. Walter La GattaQUESTIONI DI SEX
Archivio Storico  2001-2011
Pagina n. 15

 UN PROBLEMA CHE STA DIVENTANDO SERIO

Salve ho un problema che mio malgrado sta diventando serio. Ho 36 anni e sto con una ragazza di 34 da quasi 2 anni, ancora fidanzati, non viviamo insieme. Sessualmente tra noi c’è stata intesa dall’inizio, come capita in quasi tutti i rapporti inizialmente, avevamo rapporti sessuali molto frequenti, poi gradualmente meno (2/3 a settimana). Nel giro di un anno ho notato un vero e proprio calo di desiderio in lei (rapporti ogni 10 e più giorni quasi sempre “richiesti da me”), il nostro rapporto è stretto nonostante non viviamo insieme ci vediamo praticamente tutti i giorni e dormiamo insieme freuentemente, allora ho cercato di parlargliene ma con scarsi risultati, anzi, spesso forse per come ponevo la questione lei si sentiva accusata ed erigeva un vero e proprio muro riguardo all’argomento. Dopo circa 18 mesi ho scoperto casualmente sul suo computers che guarda film porno di frequente (più volte in un mese anche per 2/4 giorni di seguito).
Visto come stava andando sessualmente tra di noi, la cosa mi ha inibito, scoraggiato e ha ingenerato in me un forte senso di frustrazione. Inizialmente non ne ho fatto parola con lei, ma poi, i nostri rapporti sessuali sono diminuiti ulteriormente ( 2 massimo 3 al mese) e allora ho deciso di parlargliene. Lei mi ha mentito dicendomi che non li guarda assiduamente, ma al massimo una volta al mese. Non ho discusso su questo, ma le ho chiesto se per caso non le davo piacere, o se potevo far qualcosa per migliorare arrivando a proporle di guardarli qualche volta insieme i film porno, se a lei poteva far piacere. Le cose sono migliorate per un po’senza averli mai guardati per altro (rapporti con frequenza settimanale per circa 4 mesi) ma tutto è precipitato di nuovo, peggio di prima, nonostante il nostro rapporto, per il resto, sia “stranamente” solido, costruttivo e piacevole guai a parlare di sesso!. Mi sono preso anche dell’insoddisfatto e del maniaco sessuale. Non sono certo che li guardi ancora i film porno, ma il fatto che abbia programmato il suo computer (che per altro io non uso mai) in modo che non salvi la cronologia web…
Volevo chiederle cosa ne pensa.
Mi scuso per l’italiano contorto, e non proprio corretto, ma la frustrazione di cui sopra ha accompagnato la scrittura di questo quesito.
Grazie in anticipo

Gentilissimo,

In genere sono le donne a lamentarsi dei partners che guardano la pornografia online. Quello che le sta capitando però dimostra che, come del resto si sa da tempo, anche le donne stanno diventando consumatrici di pornografia, talvolta fino a sviluppare una vera e propria dipendenza sessuale. Non credo che la ragione per cui una donna decide di guardare la pornografia sia diversa da quella di un uomo: fondamentalmente lo si fa per curiosità, per l’immediata e gratuita disponibilità del porno su Internet. Può capitare che le persone trovino questi momenti molto eccitanti o “strani”, comunque diversi dalla propria realtà, tanto da rimanerne incuriosite ed affascinate, fino alla ricerca di scene sempre diverse, con attori diversi, atti erotici diversi. C’entra tutto questo con la sessualità reale? Si e no. In molti casi infatti la pornodipendenza potrebbe spegnere il desiderio per il/la partner, altre volte potrebbe spingere a fare richieste sessuali “fantasiose” che l’altro non condivide,mentre altre volte può rimanere un segreto di uno dei due partners, che non ininfluisce minimamente nel rapporto di coppia. E’ possibile che, dopo anni di frequentazione, il desiderio fra voi sia diminuito e che la sua ragazza abbia pensato di “risolvere” la cosa ricorrendo al porno e all’autoerotismo (evitando così la necessità di trovare appagamento in un poco gradito rapporto sessuale): anche se potrebbe sembra la via più facile, non è sicuramente la più risolutiva, perché un tale comportamento può parzialmente risolvere un problema individuale, ma certamente non il problema della coppia. Molto meglio sarebbe dunque affrontare apertamente l’argomento in un ambiente protetto, come durante una psicoterapia di coppia: perché certi discorsi non è sempre facile farli ed ancor meno facile è trovare le soluzioni più adeguate.
Cordialmente,

Dr. Walter La Gatta

SONO AFFETTO DA UNA DIPENDENZA?

Ho 40 anni ed ho la ragazza da circa 1anno.non so quale sarà il mio futuro con lei,se sarà o meno la donna della mia vita.però spesso abbiamo dei forti litigi e inconprensioni. E quando ciò accade mi viene voglia di cercare conforto con altre donne,addirittura con lo scopo di fare del sesso riuscendoci spesso;non solo ma la cosa ancora più grave è che questo desiderio persiste anche quando le cose con
lei vanno bene, e se non trovo altre ragazze sono spesso costretto a masturbarmi davanti a video porno. Visto che non sono più un ragazzino, questo mio comportamento comincia a preoccuparmi, tanto che non vorrei a lungo andare compromettere una mia futura vita coniugale. Vorrei sapere se sono affetto da una dipendenza o disturbo sessuale e se così fosse, vorrei, se possibile,
disintossicarmi quanto prima. Resto in attesa, grazie.

Gentilissimo,

Un sex addicted sente il bisogno di fare sesso continuamente e questo bisogno compromette seriamente la sua vita sociale, sentimentale e lavorativa. In questo caso, il sesso è il primo e l’ultimo pensiero della giornata e molte ore vengono spese nella continua ricerca di persone con cui compiere un atto sessuale. Da quello che racconta nella lettera non parrebbe ravvisarsi questa gravità della situazione, anche se sicuramente la sua ipersessualità, il suo bisogno di altre donne a sua disposizione nei momenti di crisi, potrebbe nascondere qualche difficoltà di tipo psicologico. Dopo un litigio o una incomprensione, lo scappare da un’altra donna, una qualsiasi evidentemente, è chiaramente una fuga dalla relazione, una fuga da sé stesso: è probabile che tutte le sue ansie e le sue insicurezze vengano placate dal rituale del rapporto sessuale (o dell’autoerotismo), del tutto fine a sé stesso. Sicuramente potrebbe essere molto più sano e tranquillo, per la sua vita sentimentale, imparare a gestire meglio la relazione ed i momenti di conflitto, oltre ad imparare a controllare meglio le emozioni, cercando gratificazioni diverse da quelle da lei descritte. Penso che qualche seduta psicologica potrebbe farle sicuramente molto bene.
Cordialmente,

Dr. Walter La Gatta

UNA QUESTIONE SPINOSA E DOLOROSA

Buonasera Dottore, le vorrei sottoporre una questione spinosa (e dolorosa) che solo in parte è già stata trattata in precedenza, ma non mi fornisce elementi esaustivi alla miglior comprensione del mio caso. Da qualche anno ho una relazione con un uomo molto più grande di me, del quale sono stata sicuramente innamorata nei primi tempi ma verso cui nutro sentimenti contrastanti da parecchi mesi. Il motivo principale della mia confusione affettiva si può attribuire alla grave superficialità con cui il mio compagno mi ha esortata a lasciare la mia città, lavoro ed amici, per trasferirmi da lui, proponendomi di costrurci una famiglia. Ben presto è emersa la sua totale incapacità di far fronte alle esigenze economiche di una coppia, tantomeno di un’intera famiglia. Le difficoltà sono cresciute a tal punto e così rapidamente da obbligarmi a rinunciare alle mie aspirazioni professionali per far fronte a mia volta al mantenimento di entrambi. Ora lui vive una situazione lavorativa precaria, aggravata da precedenti debiti gravosi di cui ero all’oscuro fino a poco tempo fa, ed io, non sopportando più la situazione, ho lasciato il lavoro frustrante che mi ero trovata per sostenerlo e mi sono presa un periodo sabbatico tornando a far base temporanea dalla mia famiglia, più che mai decisa a rimettere insieme i frammenti della mia vita a partire dal settore professionale, in cui mi sono buttata a capofitto con già qualche primo risultato gratificante.
E’ però accaduta una cosa impensabile che mi ha completamente messa sottosopra: dopo poche settimane, si è rifatto vivo il mio ex “storico”, l’uomo più importante della mia vita, dal punto di vista emotivo e professionale, con cui la storia era finita in seguito al suo comportamento patologicamente anaffettivo, lasciandomi un grosso senso di vuoto e di sconforto. Non ci sentivamo nè vedevamo da anni, impossibile sapesse la mia situazione (non abbiamo mai avuto amici in comune), eppure è arrivato proprio ora… Ci siamo rivisti, è accaduto quanto era prevedibile e non me ne dispiace, credo anzi riaccadrà. E’ stato bello ed emozionante per entrambi. Ora però mi trovo fra due uomini dei quali uno mi ama ed io non so cosa provo, mentre probabilmente amo l’altro che però non sa cosa prova. La soluzione migliore sarebbe proobabilmente allontanarmi da entrambi, ma so già che non lo farò. Quindi, in concreto, cos’è meno peggio: decidere di stare con un uomo che amo ma che non sa cosa prova (e che quindi non fa progetti a lungo termine e poi magari un giorno sparirà com’è già successo, e non per un’altra ma per star solo con se stesso), o vivere accanto ad uno che mi ama e ci sarà sempre, ma mi rende impossibile provare emozioni e -come l’altro anche se per motivi diversi- fare progetti di vita? Mi scuso per la prolissità e ringrazio per l’attenzione

Gentilissima,

A mio avviso non vi è un “meglio” e un “peggio” netto e definito: quello che ad esempio potrebbe essere meglio per la sua vita sentimentale potrebbe essere peggio per la sua carriera o per la sua situazione economica, e così via. Del resto, è difficile e spesso impossibile scegliere di stare insieme a due persone che, come in questo caso, si completano a vicenda. Il suggerimento che appare più opportuno dunque, come lei stessa evidenzia, è quello di allontanarsi da entrambi. Poiché però lei sa già che questo non lo farà, le dico che sicuramente la scelta che appare più rischiosa è quella di mettersi nelle mani di chi “non sa cosa prova”: se fosse lei a non sapere cosa prova, potrebbe comunque prevedere varie opzioni/soluzioni, mentre nell’altro caso non le resterebbe che accettare gli eventi.

Auguri.

Dr. Walter La Gatta

UN RAPPORTO COMPLESSO E DIFFICILE

Sono una ragazza di 20anni; da 2 anni sto con un ragazzo di 29 anni con il quale vivo un rapporto molto complesso e difficile: soprattutto nella sfera sessuale. Lui evita il contatto fisico con il mio corpo: non viviamo mai il rapporto completo, nel senso che tutto si esaurisce nel sesso orale ( verso di lui) , non si spoglia, evita di toccarmi e di baciarmi. Anche io resto completamente vestita accanto a lui. inoltre lui, non è particolarmente dotato e non ha una gran erezione:. quando cerco di accarezzarlo durante l’amplesso si infastidisce e mi allontana le mani. Anche nella quotidianità se ne sta in disparte e addirittura quando mi capita di sfiorarlo o di avvicinarmi a lui si spaventa. Che vuol dire? Grazie

Gentilissima,

Chiaramente vuol dire che lui ha dei seri problemi sessuali, dovuti o a complessi riguardo alle dimensioni del pene, o relativi alla sua funzionalità. Credo che la cosa migliore sia parlarne apertamente.
Cordialmente,

Dr. Walter La Gatta

UN POEMA

Salve Dottore!! La prego, legga se può….Mi scusi…le scriverò un poema…spero lo legga e possa darmi una mano, se può…lei è la mia unica speranza…Sono un ragazzo di 25 anni ed ho passato un anno ed un mese con una splendida ragazza di 17 anni, che da due mesi ne ha compiuti 18. Inaspettatamente, dopo che lei si era lasciata per l’ennesima volta col suo ex-ragazzo, col quale stava insieme tra tira e molla, da 2 anni, ci siamo trovati, ed è stato, piano piano, scoprirsi Innamorati l’uno dell’altra, in maniera indissolubile, tanto che abbiamo sempre fatto spontaneamente progetti per il futuro insieme. Però, c’è stato sempre di fondo un problema mai risolto, il fatto che desiderassi ci vedessimo 2 volte alla settimana, che mi lamentassi spessissimo che avesse sempre qualche impegno e che mi sembrava non mi considerasse una delle sue principali priorità nella vita, se non più importante dello studio, quantomeno, sullo stesso piano, problema dovuto secondo me alla differenza di età, di maturità e di vita, io studente Universitario, più grande, con più libertà ovviamente, lei studentessa Liceo Classico, più piccola, donna e quindi soggetta a minore libertà anche a causa di genitori vecchio stampo.
Mi sono adattato completamente a questa situazione, per Amor suo, essendo più grande a cercando di fare il possibile. Le ho fatto sempre sorprese, trattandola veramente come una Principessa, tanto che lei mi diceva sempre che ero l’Uomo della sua vita…ma lei mi ha sempre fatto capire alla fine che se non stava bene con sè stessa, non riusciva a stare bene neanche con me, ma che il Suo Amore era uguale al mio, solo che lo dimostrava in modo diverso. Questo voleva dire dare comunque priorità quasi assoluta allo studio, alla famiglia e dare molta importanza alle amiche, con le quali comunque và a scuola in classe insieme e si vede tutti i pomeriggi dalle 16 alle 19.30-20.00 dal lunedì al venerdì per studiare, ed ora anche il Sabato per uscirci, visto che non stiamo più insieme. Guardi, nonostante la giovane età, lei è molto più matura delle coetanee, e mi ha sempre detto che mi vedeva come un futuro padre dei suoi figli ed un compagno perfetto, che mi voleva sposare e che un altro ragazzo come me non lo avrebbe mai trovato, che avrebbe rinunciato volentieri, per una storia seria, a fare alcune cose tipiche della sua età, tipo uscire sempre con le amiche, o cambiare ragazzo ogni secondo. Non mi sembra di averla soffocata, il problema è che alle volte mi comportavo da padre nei suoi confronti, mettendo becco nella gestione della sua paga mensile, poichè quando uscivamo, lei coi soldi stava sempre tirata, non perchè voleva che pagassi io, assolutamente, ma perchè si andava a comprare roba di accessori e abbigliamento, e magari poi doveva misurarsi al millimetro…poi mettevo becco nel suo modo di studiare, dicendole che se studiava così alle superiori figuriamoci cosa avrebbe fatto all’Università…ma lei vedeva queste cose come una violazione della sua libertà…e in ultimo forse la riempivo di lamentele, poichè ripeto, in palestra ci andava, al corso di patente và attualmente, quando alcuni giorni non aveva compiti usciva a fare shopping oppure a prendersi un aperitivo con le amiche in zona sua…però per me il tempo, tolto il sabato che era sacrosanto, era sempre difficile da trovare…o comunque ero sempre in bilico..non so spiegarmi come questa situazione abbia potuto prendere questa piega…Adesso, ho compreso i miei errori..il non aver voluto accettare un’altra persona, col suo modo d’amare, di essere, di comportarsi, aver esagerato coi consigli “paterni”, ed essermi concentrato troppo su di lei, trascurando me stesso, soffocandola….considerando, in ultima analisi, anche la sua giovane età ed il diverso modo di concepire le medesime cose…è la mia prima esperienza, ma non per mancanza di alternative, anzi, ma proprio perchè cercavo QUELLA persona con la quale condividere tutto donando tutto me stesso…

Gentilissimo,

Più che come una Principessa, lei trattava questa ragazza come potrebbe fare un tutore, un educatore: non si può pretendere che una diciassettenne faccia progetti per il futuro come potrebbe farli un venticinquenne, il quale dovrebbe essere ormai prossimo alla laurea, se non già laureato (e dunque pronto ad entrare nel mondo del lavoro, a costruirsi una vita propria). E’ vero, in molti casi l’età non conta, ma quando non conta è perché uno dei due partners accetta di comportarsi come potrebbe fare un coetaneo dell’altro. In questo caso la ragazza, saggiamente direi, non aveva voglia di farsi “educare” da lei e di assumere un atteggiamento adulto, che l’avrebbe completamente scollegata dalla sua realtà. Lei, altrettanto giustamente, non aveva né desiderio, né propensione a proporsi, alla sua ragazza e alle sue amiche, come un simpatico scavezzacollo, inconsapevole della sua età. Ecco perché è finita tra di voi e direi che, a posteriori, è forse meglio così…
Cordialmente,

Dr. Walter La Gatta

LEI AMA LEI E LA VORREBBE TUTTA PER SE’

Ho 40 anni e sono una donna,amante di una donna sposata ,da circa due anni.Il marito di lei sa di noi,e dopo una crisi al momento della scoperta,molto dolorosa per tutti e tre,la relazione tra me e la moglie è ripresa.Hanno ance due figlie. Io sono molto innamorata di questa donna,come lei di me. Ma non vuole rompere la sua famiglia.Ora è intervenuta anche una nuova circostanza in cui ,a quanto pare, lui ha una storia con una diciottenne. Loro hanno anche fatto un percorso di terapia di coppia.Ecco, nonostante la mia “fidanzata” tenti di indurmi a conoscere una donna libera con cui vivere una relazione equilibrata e sana per me, io non ci riesco. Io amo lei, quello che vorrei è vivere la mia vita con lei.C’è una intesa mentale, emotiva,e sessuale completa ed intensa.E’ come se la conoscessi da sempre.A me pare che il loro matrimonio sia solo una questione di “facciata”, e un modo per “salvaguardare” le bambine. Sarei ipocrita se non ammettessi che vorrei che si lasciassero, nonostante ,non riesca a volere male a lui,dal momento che lo conosco e frequento la loro casa come “amica” …ho speranze che un mutamento possa esserci? io la amo ,e la vorrei tutta per me (ovviamente nel senso di una separazione dal marito,non dalle figlie).

Gentilissima,

Purtroppo nessuno è in grado di dirle se un mutamento potrebbe esserci. Certamente il fatto che la sua “fidanzata” le abbia proposto di iniziare una relazione con un’altra donna farebbe pensare che per lei, almeno in questo momento, sia più importante conservare il matrimonio, seppure di facciata, in favore della serenità delle figlie. Se lei facesse un passo indietro nella frequentazione di questa famiglia, potrebbe forse rendersi meglio conto, dalle reazioni della sua amica a questo suo allontanamento, di quali siano i reali sentimenti che lei prova per lei, e cioè se si tratti veramente di un sentimento d’amore profondo e condiviso, oppure se questa sia per la sua amica una banale situazione di convenienza (mantenere il matrimonio di facciata e avere l’amica-amante, che desta pochi sospetti e rende il marito meno geloso rispetto alla storia con un altro uomo).
Cordialmente,

Dr. Walter La Gatta

NON RIUSCIAMO A FARE L’AMORE

Gentile/i dottore/i, sono una ragazza di diciannove anni e da 7 mesi ho una relazione con un ragazzo, il mio primo ragazzo, e non riusciamo a fare l’amore nonostante ci amiamo e, come dire, “ci impegnamo”. Per entrare nello specifico, il pene non riesce ad entrare nemmeno di un centimetro pieno poichè si scontra con un muro e provoca molto ma molto dolore. La ginecologa (dalla quale mi sono dovuta recare di nascosto, poichè i miei genitori non accetterebbero mai il fatto che a “soli” diciannove anni io voglia avere una vita sessuale – ho avuto un’educazione molto bigotta, restrittiva, riassumibile in “Corpo=Vergogna”) a malapena è riuscita a visitarmi e mi ha diagnosticato una forma di vaginismo. Sono disperata, il mio ragazzo è caduto in una forma di depressione/disperazione e non riesce nemmeno più a vedermi, io non ho soldi per potermi pagare mille sedute dallo psicologo, vi prego, sto malissimo, aiutatemi, datemi qualche consiglio, qualcosa da fare per poter fare passi avanti, qualche esercizio anche fisico, qualche centro in cui potermi recare,in cui mi possano dare delle dritte, vi prego, per la prima volta avevo trovato qualcuno con cui poter essere me stessa e non voglio perderlo, la mia famiglia fa schifo, io mi sento umiliata da questo problema fisico, ho bisogno di lui, mi hanno detto che il vaginismo può essere risolto anche in poche settimane di terapia e io VOGLIO PROVARCI..scusate per la confusione ma non riesco nemmno a rileggere questa mail, vi ringrazio per qualsiasi risposta potrete darmi.

Gentilissima,
Su Internet potrà trovare molti articoli sul vaginismo, fra cui le segnalo questo. Per quanto riguarda la psicoterapia, ciò che le è stato detto è vero: per avere miglioramenti visibili bastano poche sedute (non “mille”, come dice lei: se tutto va bene in 10-30 sedute il problema in genere si risolve). Provi dunque a fare da sola e, se non ci riesce, si rivolga ad un sessuologo/a.
Il primo passo per la soluzione del problema è l’auto-osservazione, attraverso uno specchio, dei propri genitali, per poi passare alla manipolazione diretta e all’introduzione del dito.
Cordialmente,

Dr. Walter La Gatta

L’ANSIA DEL PRIMO RAPPORTO SESSUALE, A 36 ANNI

Salve dottor La Gatta, solo una domanda ma che mi assilla parecchio. Ho 36 anni, ho avuto diverse ragazze con cui sono stato diversi anni, ma – diciamo così -per remore religiose, scelte dlle mie ragazze che ho accettato per amore etc, non ho (quasi) mai avuto rapporti completi. Dico “quasi” perchè una volta con la mia ex con cui sono stato 6 anni ci avevamo provato. Ero un pò ubriaco però(brillo)e il mio pene ha ritratto l’erezione poco dopo l’inizio della penetrazione. Non mi sono più di tanto preoccupato però. Non ho mai avuto problemi di erezione che, caso mai, a volte mi imbarazza anche. Detto questo con questa ragazza e con le altre ho sempre fatto tutto tranne il rapporto completo con piena soffisdazione e senza problemi. Forse con qualche mio problema di eiaculazione precoce forse, per cui preferivo prima stimolare e far avere l’orgasmo alla mia lei, e poi in seconda istanza far “risolvere la mia pratica” in maniera pressocchè veloce. Detto questo, la domanda mia è la seguente.
Ho conosciuto da poco una ragazza che ha la mia stessa età e con la quale sto iniziando una relazione. Al contrario di me, però, lei nelle sue storie passate ha fatto regolarmente sesso. Ho timore e vergogna a dirglielo e vorrei evitare. Nei prossimi giorni sicuramente ci sarà l’occasione di far l’amore e io adesso ne ho decisamente voglia. Ma anche paura per il mio essere inesperto. Premetto che lei si dice una ragazza che da importanza più all’Amore, al sentimento, al feeling, prima che al sesso. Dice che le piace, è importante ma non la prima cosa. Per questo mi sta facendo attendere qualche giorno prima di farlo. E’ una ragazza non superficiale. Come fare a non risultare imbarazzante la prima volta? E’ normale che, per vari motivi, un uomo di quasi 36 anni non ha mai fatto l’amore? Vorrei non dirlo a questa ragazza subito ripeto… magari dopo quando avrò più confidenza. Che consigli “tecnici” mi da per non avere la cosiddetta ANSIA DI PRESTAZIONE? Io pensavo a fare mooolti preliminari, stimolarla fino a quasi farle avere l’orgasmo oralmente o manualmente e poi…solo in ultimo…la penetrazione..che ne pensa? Può essere un utile stratagemma? Per non venire subito può servire masturbarsi prima? Grazie Chinasky 75

Gentilissimo,

Avere qualche rapporto sessuale non dà la patente del buon amatore: lei pensa che se lo avesse fatto prima (una, due, tre, cinque volte, ecc.) oggi sarebbe migliore? La sua prestazione sarà tanto più soddisfacente quanto più lei si convincerà che avere rapporti sessuali è un comportamento del tutto naturale, e dunque immensamente semplice, che si pratica, su questa terra, da moltissimi millenni. Ciò che può renderlo realmente difficile sono i pensieri ossessivi e disturbanti al riguardo, che servono solo a complicare la vita delle persone e che pertanto andrebbero accuratamente evitati.
Se soffre di eiaculazione precoce, una lunga astinenza prima del rapporto potrebbe accentuare il problema.
Cordialmente,

Dr. Walter La Gatta

LA PORNOGRAFIA E’ UNA PRIMA FORMA DI TRADIMENTO?

salve!volevo esporre un quesito che mi assilla da 9 mesi a questa parte. premetto,ho quasi terminato la mia prima gravidanza tra momenti di euforia stress ecc ecc…il mio compagno e coetaneo afferma di non aver mai avuto piacere nel guardare un film hard,di essere disinteressato e preferire altro.ma più di una volta in questi difficili 9 mesi l ho sorpreso guardare del materiale pornografico..se devo essere sincera la cosa mi reca 2 generi di emozioni,eccitazione perchè riconosco in questo l attività,diciamo così,sessuale del mio compagno ma dall altra invece mi sento come tradita e non piu attraente o eccittante come lo puo essre una sconosciuta..la domanda che mi viene spontanea è:puo essere un inizio di tradimento,cioè da questo poi si passa a tutto il resto?e poi soddisfarsi autonomamente o comunque cercare altro significa che un uomo non è piu attratto dalla sua compagna?grazie.

Gentilissima,

Se suo marito realmente non aveva mai sentito prima il bisogno di avvicinarsi alla pornografia, è possibile che in questo periodo di gravidanza, in cui i rapporti sessuali fra voi potrebbero essersi diradati, lui abbia avuto bisogno di un supporto per le sue fantasie, nella pratica dell’autoerotismo.
Una volta che i rapporti fra voi torneranno frequenti e soddisfacenti, non c’è motivo di pensare che questo comportamento sia presagio di futuri tradimenti.
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta

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Dr. Walter La Gatta
Dr. Walter La Gatta

Libero professionista ad Ancona ,Terni , Fabriano e Civitanova Marche

Si occupa di:

Psicoterapie individuali e di coppia
Terapie Sessuali (Delegato Regionale del Centro Italiano di Sessuologia per le Regioni Marche e Umbria) 
Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

Riceve ad Ancona,Terni , Fabriano, Civitanova Marche e via Skype, su appuntamento.

Per appuntamenti telefonare direttamente al: 348 – 331 4908

Co-fondatore dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

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