Che fare, oltre che divorziare? Consulenza online

divorziare

Ho conosciuto mio marito nella mia città natale,x motivi di lavoro e ci siamo trasferiti nella sua, dopo il matrimonio.Anche se laureata ho avuto difficoltà per inserimento lavorativo, quindi poca indipendenza economica iniziale.Appena tornato nel ‘suo mondo’ il marito ha subito ‘cambiato’ carattere, tornando alle sue abitudini familiari.Sono iniziate le umiliazioni verbali, del tipo ‘non capisci niente e sei pure laureata’ (lui è diplomato), oppure ‘certo che se con gli altri ti esprimi così fai certe figure..mi vergogno per te’.. fino ad arrivare a dire durante le discussioni ‘beh, se non ti va di stare qui prendi la tua roba e vattene’ (sono anni che investo i miei risparmi nella casa intestata a lui ufficialmente ma che apparterrebbe in parte anche a me da dichiarazione olografa firmata da entrambi). Mi occupo di tutto ciò inerente la famiglia (per fortuna non abbiamo figli): dal dottore, all’avvocato, alle pulizie ecc. Ho provato + volte a esprimere il mio disappunto e la non condivisione della coppia (lui è sempre stanco e disteso sul divano a guardar tv) che viene quasi deriso perchè sarei l’isterica disadattata, che non vede quanto mi ama e che nonostante il suo caratteraccio tutto sommato sono fortunata perchè non c’è giorno che non mi dice ti amo (e a sentir lui nn mi cornifica).
In realtà sono molto stanca di tutto ciò e questo mi porta ad esser distratta anche nella vita e nel lavoro. Oltre ad essere sempre + distaccata nei suo confronti.
che fare? (oltre a divorziare….?)

Gentile Signora,

Stando a ciò che scrive, la cosa che sembra al momento maggiormente legarla a suo marito è l’interesse economico, visto che lei ha investito denaro in questa casa e visto che ormai, nella nuova città, ha trovato un lavoro che le permette di guadagnare. Quanto agli insulti che riceve, probabilmente se lei non facesse pesare a suo marito di avere una laurea, lui non avrebbe motivo di attaccarla proprio su questo punto: non è la laurea infatti che rende una persona più intelligente, o più capace di stare insieme ad altre persone. Cerchi dunque anzitutto di farsi valere per ciò che è, prescindendo dal titolo di studio (del resto lei sapeva che suo marito era solo diplomato e le è andato bene così). In secondo luogo, le suggerirei di definire meglio le due posizioni economiche, in modo che una rottura del vostro matrimonio sia di fatto possibile in qualsiasi momento, senza strascichi legali. Sistemando gli aspetti legali-economici, ogni giorno che starete insieme, sarà per libera scelta e non per convenienza (e sarete reciprocamente più consapevoli dell’interesse che provate – o meno – per il futuro del vostro rapporto).
Cordialmente,

Dr. Giuliana Proietti, psicoterapeuta, Ancona

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Dr. Giuliana Proietti
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1 commento su “Che fare, oltre che divorziare? Consulenza online”

  1. Da cosa si deduce che la signora fa pesare al marito il fatto di essere laureata, o che “usa” il fatto di essere laureata per ritenersi migliore? Mi sembra un giudizio abbastanza affrettato… All’inizio specifica solamente che, nonostante la laurea (che in teoria dovrebbe dare più sbocchi lavorativi, o almeno migliori sbocchi lavorativi), c’è stata una difficoltà nel trovare lavoro.

    Non è certo colpa della signora, se è laureata… potrebbe tranquillamente essere una specie di complesso di inferiorità del marito (visto che è diplomato)…

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