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Lettere a Dr. Giuliana Proietti

Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti, psicoterapeuta sessuologa

DENTRO E FUORI DI TE
Archivio Storico  2012-2018
Pagina n. 20

 

Paura, Ansia, Depressione
#1 05-29-2013, 12:24 AM

Salve Dottoressa,
mi chiamo Emilia e ho 25 anni.
Le espongo brevemente il mio problema: mi odio.
Odio tutto di me a partire dal carattere per finire al corpo. Purtroppo la mia vita è stata un po’ burrascosa: fino agli 8 anni ho vissuto un’infanzia felice (o almeno credo… non ho molti ricordi) poi è morto mio padre e ho dovuto fare i conti con un altro aspetto della vita. Con mia madre non vado molto d’accordo anche perché le recrimino di non essermi stata vicino nel mio periodo adolescenziale e di aver scelto per me troppe volte. Ero una ragazzina chiusa, con problemi ormonali (attualmente ho un ciclo anormale di 40 giorni), sovrappeso (100kg), senza amici (tranne quelli che passavano dalla mia parte perché ero brava nello studio). Ho trascorso i cinque anni delle medie superiori a studiare per un qualcosa che non volevo e finite le superiori ho intrapreso la carriera universitaria senza mai concluderla perché c’erano problemi economici molto gravi e ho iniziato una carriera lavorativa che non rispecchiava per niente le mie aspettative. Intanto il rapporto con mia madre peggiorava nei miei confronti e andava a migliorare nei confronti di mia sorella: più piccola e che aveva più bisogno. Sono arrivata al punto di pensare seriamente al suicidio più di una volta ma non ho mai avuto il coraggio di farlo.
Nel contempo andavo da un dottore per capire le cause del mio ciclo instabile: microcisti nell’ovaia sinistra. Sono affetta da oligomenorrea e solo recentemente ho scoperto che potrei essere incapace di concepire un figlio.
Avevo perso peso ma poi ho rimesso tutto con gli interessi.
La mia ultima esperienza lavorativa mi ha causato un grave problema alle ossa del calcagno, da risonanza magnetica sono risultate delle cisti nelle ossa.

Mi sento da buttare via… Ho un ragazzo da tre anni ma lui ha trovato lavoro a firenze e praticamente siamo lontani 12 mesi l’anno con l’impossibilità di raggiungerlo perché mia madre ha deciso che deve sposarmi ma attualmente le possibilità per un matrimonio sono ridotte allo zero e con la recente scoperta che ho fatto sull’infertilità, sinceramente, non me la sentirei di condannarlo ad una vita con me.

Gentile Emilia,

La prima cosa che mi viene da dirle è che lei ha 25 anni ed è ora che cominci a “volare da sola”. Non si capisce infatti perché lei voglia vivere ancora in famiglia, in attesa che sua madre si decida a “sposarla” (oggi tutti i ragazzi convivono: perché lei sogna ancora il matrimonio da principessa?).

Probabilmente lei avrebbe bisogno di due cose: la prima è riconquistare la fiducia in sé stessa, cosa che le sarà possibile solo attraverso il lavoro, o anche riprendendo a studiare (ha 25 anni e non 50!), la seconda è la conquista di un po’ di autonomia personale, in modo da distaccarsi definitivamente dal suo passato, dalle sue gelosie verso sua sorella o dall’astio verso sua madre. Tutto questo è il suo passato e davanti a lei c’è la sua vita da costruire.

Cerchi inoltre di riconquistare presto il peso forma e già questo le permetterà di stare meglio in salute e di sentirsi più sicura di sé stessa, poi provi ad andare a trovare il suo ragazzo, anche per brevi periodi e cerchi di vedere se può essere possibile costruirsi una vita con lui, o vicino a lui.

Non so se queste idee potranno piacerle: potrebbero forse esservene di migliori, conoscendo meglio la situazione. L’unica certezza è che lei deve imparare ad affrontare la vita da sola, senza aspettarsi l’aiuto di altri: si impegni per costruire il suo futuro, anziché continuare a piangere sul suo passato.

Quanto all’infertilità, i progressi della medicina fanno passi da giganti e non è detto che lei non possa avere un figlio: in ogni caso, poiché il suo ragazzo è al corrente di questo problema, lasci che a scegliere sia lui e non si auto-punisca anche per questo!

Le auguro molte cose belle.

LEI MI HA DETTO CHE ORMAI NON CE’ PIU’ NULLA DA FARE
#1 06-05-2013, 07:22 AM

Premetto che non posso accettare l’idea di vivere in una famiglia dove è solo l’uomo ad amare la donna.
Io ho 39 anni e mia moglie 38, ci conosciamo da 20 anni e sposati nel 2003.
Abbiamo un figlio di 4 anni stupendo!
Lavoriamo entrambe, ma è solo lei a governare casa, lavare, pulire, cucinare, 3 volte alla settima in palestra e ogni sacrosanto venerdì esce con le sue colleghe per andare a chiaccherare.
Quando eravamo fidanzati abbiamo avuto parecchie guerre: distacchi, riprese, litigi…ma da una o dall’altra parte siamo sempre sopravvissuti. Condividevamo tante cose e l’idea di un figlio quando sfiorava lei, non sfiorava me e vicevesra.
Poi senza cercarlo è nato…Io mi sono accorto subito del suo allontanamento da me per dedicarsi a lui, ma l’ho accettato sapendo che era normale e tutto si sarebbe aggiustato.
Invece di consolarmi nella maniera più facile per un uomo mi sono dedicato totalmente alla bicicletta, dimenticandomi di essere marito e padre e me ne rammarico in un modo che non riesco a descrivere.
Ogni tanto lei mi rappresentava che non la aiutavo a fare nulla in casa e non appena potevo lasciare il bambino ai miei genitori o ai suoi, l’ho facevo per andare con la mia bicicletta. Sapevo in cuor mio di non essere nel giusto, ma credevo di avere più tempo e che le sue manifestazioni di dissenso si concludessero così, senza alcuna conseguenza.
Circa un mese fa, lei per una piccolissima incomprensione è esplosa e mi ha detto che non sente più nulla! Ne ha dovete passare troppe e che “non mi ama più”. La faccio breve: ho limitato moltissimo le mie uscite in bici, non appena esco dal lavoro, sto con mio figlio, faccio tutto quello che posso in casa.
Questa è stata la mia reazione repentina!!
Dopo una settimana dal mio cambiamento, mi ha detto che ora le sto troppo sopra, troppo addosso di pensare solo al bambino e lasciare perdere lei e che ha bisogno di tempo….
Il sesso preima di un mese fa andava bene come è sempre andato, le ho cheisto come faceva a farlo con un uomo che ama più e lei mi ha detto che le piace farlo e basta.
Io le ho chiesto tempo per cosa? Lei:
Devo decidere se continuare a stare in questa famiflia per il bambino e sapendo che non ti amo più!!!
Tutte questo cose me le dice piangendo!
So che ho fatto una cosa terribile, ma a mali estremi, estremi rimedi e 2 sere fa, le ho chiesto di giurarmi se ci fosse stato un’altro…..Mi ha giurato di no, ma che aveva preso un caffè con un vecchissimo amico ritrovato su quel maledetto FACEBOOK!! Già, perchè lo consulta spesso e pubblica citazioni varie di personaggi famosi o scrittori.
Lei è molto fisata per la linea e la palestra, mangia pochissimo…
Vorrei sapre se per lei sono informazioni sufficienti, se cè qualcosa che posso fare oppure qualche segnale che non ho visto e non so interpretare…
Oppure è tutto finito per davvere ed è meglio separarsi e convivere sapendo di distruggere la vita di un innocente.
Grazie

Gentilissimo,

Credo che dopo tanti anni di vita insieme e un bambino piccolo da accudire, non si possa pensare che ciò che deve tenere unita la coppia sia l’Amore (cioè quello delle telenovele o delle favole che terminano con “…E vissero felici e contenti”).

Sapere dunque che sua moglie non l’ama più di quel tipo d’amore non dovrebbe essere sconvolgente per lei: è chiaro che, conoscendosi meglio, condividendo le responsabilità ed anche i problemi familiari, emergono anche i difetti delle persone, i loro piccoli e grandi egoismi e dunque viene anche a ridimensionarsi, nel tempo, quell’immagine edulcorata del/della partner che ci si era fatta nel periodo dell’innamoramento.

Detto questo, ciò che tiene unita la coppia è anzitutto la stima reciproca e il sentimento di fiducia, uniti al piacere di stare insieme e di condividere i momenti belli (e brutti) della vita. Questo significa che non va bene allontanarsi eccessivamente dalla famiglia per vivere dei piaceri privati, perché ciò rende meno stabile la coppia e fa si che i due partners tendano a diventare estranei. D’altra parte, non va bene neanche stare sempre insieme, senza far nulla di particolare, ad esempio senza progetti da realizzare, senza frequentare altre persone, perché la coppia verrebbe lentamente soffocata dallo stesso cappio che volontariamente si era messa al collo, per imporsi la vicinanza assoluta.

Dunque, a mio parere a questo punto lei dovrebbe cercare di spiegare il perché delle sue tante fughe in bicicletta: quali erano i suoi malesseri, perché cercava di lenire in questo modo le sue ansie e altrettanto potrebbe fare sua moglie, spiegando e raccontando la sua passione per Facebook. Questo potrebbe aiutarvi a riaprire la comunicazione e a spiegare/comprendere le ragioni che vi hanno tenuti lontani per tanto tempo.

Inoltre, sarebbe importante trovare una nuova organizzazione per il ménage familiare: questo lo faccio io, questo lo fai tu. Dove ci sono regole chiare, che vengono rispettate, è difficile che nascano incomprensioni e litigi.

Il bambino: la sua felicità dovrebbe essere il punto centrale della vostra agenda di vita. Dovreste comportarvi da genitori responsabili, presenti nella sua vita quando lui ne ha effettivamente bisogno e non per dimostrare al/alla partner la propria disponibilità nei confronti della famiglia.

Il sesso: se nonostante tutti i problemi, siete riusciti a mantenere vitale questo aspetto della vita di coppia, ciò significa che fra voi c’è ancora attrazione e piacere di stare insieme. Si tratta dunque di spiegarsi un po’ e di cambiare le vostre abitudini, in modo che il piacere di stare insieme non riguardi più solamente le ore trascorse sul talamo.

Quanto all’amico ritrovato… Se è stato lontano per tanto tempo, si vede che non c’era il bisogno di cercarlo, o di farsi trovare da lui. Si tratta ora di “curare” quel bisogno, affinché possa tornare comodamente a riposare nel regno dei ricordi.

Cordiali saluti e tanti auguri.

Marito mi ha lasciata
#1 06-21-2013, 03:03 PM

Buongiorno.
36 anni, figlio di quasi 4 anni, 10 anni di fidanzamento e 6 di matrimonio.
Mio marito mi ha lasciata dicendo di non amari più ma volermi solo bene. Se ne andrà di casa a giorni dopo incontro con psicologa per indicare come comunicarlo al piccolo.
Io sono distrutta..ho implorato ma lui è freddo , distaccato
Adduce come motivazione iniziale che io sia cambiata dopo il figlio. Sono stata solo madre per 4 anni. Nn più donna, amante o amica
Mio figlio e’ sempre stato impegnativo , me ne caricavo sempre io.
Lui il minimo.sessualmente io non li cercavo mai perché causa parto ho avuto un serio problema. Lui non ha mai capito benché ne parlassi cosa mi comportava. Spesso ammetto di averlo rifiutato. Siamo arrivati dopo 4 anni ad avere rarissimi rapporti. Da un anno e arrivata l’incomunicabilita. Da qui un tentativo di terapia ma solo due incontri perché lui poi mi ha lasciata dicendo che non facevo nulla di quanto richiesto.
La motivazione poi è’ stata che io per lui nn vado bene perché sono lamentosa, negativa etc.. Insomma mi ha ora buttato addosso 16 anni rinnegando tutto
Ora dice che finalmente vede la luce e che vuole essere felice.
Abbiamo colpe entrambi anche se lui imputa a me. Dice di esser stato male prima ed ora basta. Lui è’ molto chiuso
Io lo amo pazzamente, ora più di prima e risento a livello sessuale di desiderarlo come non mai.
Ma lui non mi sta neppure accanto.
Non voglio credere che sia finita.. Non riesco.. Troppo dolore
A volte vorrei fargli capire che lo desidero ma ho paura mi rifiuti
Lui ormai ha deciso
Cosa posso fare?
Grazie per l’attenzione

Gentile Ariel,

Nei matrimoni non bisognerebbe mai dare nulla per scontato. Lei, dopo la nascita di suo figlio, si è concentrata esclusivamente sui suoi bisogni personali e su quelli del bambino, dimenticandosi completamente di avere un partner. Probabilmente ne avrete parlato molte volte, avrete litigato anche duramente, ma lei sentiva di non correre rischi, vista la stabilità del vostro rapporto e la nascita del bambino.

La situazione, come si è evoluta, dimostra invece che la fiducia e l’amore del/della partner vanno conquistati giorno dopo giorno, anche attraverso piccole o grandi rinunce. Quando avete deciso di andare a fare la terapia di coppia, che lei ben sapeva essere l’ultima spiaggia (o forse ancora si sentiva sicura di poter fare qualsiasi cosa, senza correre il rischio di perdere suo marito?) lei non ha seguito neanche i suggerimenti del terapeuta…

Ora dice che lo ama pazzamente, ma solo perché teme davvero di perderlo. Prima, quando era sicura della sua dedizione, non gli dedicava né cure, né attenzioni.

Non so se lei riuscirà a recuperare il rapporto, ma in ogni caso spero che questa esperienza riuscirà a farle capire che, per essere felici, non occorre desiderare ciò che non si ha, ma imparare a desiderare ciò che si ha.

Dal punto di vista pratico le suggerirei una terapia individuale, che possa aiutarla a diventare una persona più consapevole. Chieda a suo marito, se può, di rimandare la sua decisione, visto il passo importante che si appresta a compiere.

Solo quando lei si sentirà più consapevole e sicura di sé stessa, dovrà tornare alla terapia di coppia, con un atteggiamento completamente diverso da quello fin qui dimostrato. Credo che questa, in linea generale e senza conoscere i particolari della sua storia, sia una buona indicazione per tentare di salvare il suo matrimonio.
Cordialmente,

Un senso di vuoto dentro
#1 07-07-2013, 11:49 AM

Ciao, sono una giovane donna di 32 anni, sposata da meno di un anno e fidanzata da 12!
Ho un gran senso di vuoto dentro, non vivo la sessualità con mio marito e pensavo di essere sola, ma a quanto pare non è così. Lui ha iniziato ad avere “blocchi” tre anni fa, alla mia domanda “che succede?” Rispondeva “niente, pensieri ma tu non centri “..e così siamo andati avanti…. poi il matrimonio, ho pensato che si sarebbe sbloccato…e invece …. quando tutto va bene , dopo mie richieste , facciamo l’amore due volte al mese o anche niente!
Mi sento brutta, non amata … piango …. e lui lo sa , continuo a gridarglielo in faccia il perchè sto male …ma lui rimanda il problema , dice che ci sarà sicuramente una vacanza che lo sbloccherà o altre cavolate simili. Ormai quando ci incontriamo per un rapporto è solo perchè vuole dimostrarmi che sono solo mie paranoie e va tutto bene …… io desideravo e desidero un uomo pieno di passione che mi abbracci e mi faccia sentire il desiderio…. che mi baci in maniera diversa da come mi bacia la sera prima di addormentarci…….così non riesco ad andare avanti…. avesse almeno il coraggio di dirmi qual’è il vero problema! Ed io, poi , mi vergogno a parlarne con qualcuno …sono sola e triste …tanto triste!

In questi casi non c’è cosa migliore del tentare una terapia di coppia. In quel contesto riuscirete a dirvi tutto quello che fin qui non vi siete detti e suo marito dovrà spiegare quali sono i blocchi che sente di avere nel rapporto sessuale con lei.

Le cause potrebbero essere psicologiche, così come ci potrebbero essere problemi di salute, insicurezze sulla prestazione sessuale, cali di autostima, calo del desiderio, dipendenza da pornografia, interesse per altre persone…. E tanto altro ancora.

Inutile perdere altro tempo prezioso ed inutile continuare a parlarne da soli.

Molti auguri.

Niente è per sempre
#1 07-07-2013, 11:40 AM

Sono una ragazza di 34 anni e ho una figlia di 6 avuta da una precedente relazione, con il padre di mia figlia i rapporti sono sereni e fino a pochi giorni fa anche con il mio attuale compagno andava tutto bene, almeno in apparenza,perché in un momento tutto è cambiato.
Amici comuni ci hanno fatto conoscere 4 anni fa,lui ha 12 anni più di me ma è un tipo molto giovanile,per alcuni aspetti siamo molto diversi, le nostre vite sono diverse, io con la responsabilità di una figlia, una casa da pagare e un lavoro dove devo timbrare il cartellino, lui libero da tutto e da tutti, lavoro compreso perché è agente di commercio; per altri molto simili: autonomi, indipendenti, abituati a fare da soli.
Siamo stati insieme 4 anni, con i nostri litigi e le nostre riappacificazioni, ha conosciuto mia figlia, si sono affezionati l’uno all’altra, è entrato in casa mia, ha dormito e mangiato con noi in questi anni pur continuando a vivere in un’ altra città.
Appena finite le scuole, a giugno, siamo partiti per le ferie, volute con forza da lui, io non navigo nell’oro perciò avrei fatto a meno di partire visto che sono sempre stata abituata a pagarmi le cose mie e di mia figlia e non farle pagare a lui. La settimana è andata benissimo, abbiamo fatto l’amore molte volte, siamo stati bene come sempre, anzi mi ha detto cose che non gli ho chiesto io: dobbiamo cercare di stare più insieme, sei l’amore della mia vita, un giorno facendo l’amore mi ha stretto forte e mi ha detto di non abbandonarlo, essendo divorziato mi ha perfino detto che con me aveva pensato a cose che non aveva mai pensato neanche con la moglie. Un giorno alla mia battuta ” niente è per sempre” mi ha risposto che noi dovevamo impegnarci e far si che tra di noi fosse per sempre. Beh fino a qua tutto bene sembra…. Torniamo di domenica, dorme da noi e il lunedì va al lavoro, mi chiede se può tornare a dormire la’ la sera, io gli dico che non importa, aveva anche tutta la roba da lavare, non volevo farlo tornare giù…. E’ venuto lo stesso perché voleva stare con me. Il giorno dopo siamo stati in spiaggia insieme e nel pomeriggio è andato a casa per incontrarsi con degli amici. Per 3 giorni ci siamo sentiti al telefono come sempre, il venerdì è tornato a dormire da me, il sabato mattina io sono andata al lavoro, lui è uscito di casa dandomi un bacio e dicendo ciao amore…… ed è sparito!!!!!!!!
Non mi sono preoccupata inizialmente perché io lavoravo sia sabato che domenica quindi ho pensato che fosse andato in spiaggia con gli amici, dopo 3 giorni l’ho chiamato e non ha risposto. Arriva un sms in cui mi dice ” sono molto in crisi e voglio essere lasciato in pace”. Io rispondo va bene perché era andato ad un funerale e avendo perso la mamma solo da pochi mesi pensavo fosse in crisi per il lutto non ancora superato. Silenzio totale. Gli mando un sms pregandolo di dirmi qualcosa, non era solo il pensiero della madre a turbarlo.La mattina seguente mi chiama piangendo e mi dice che non sa più cosa fare e che è in crisi con tutto e sta andando dalla psicologa.
Cavolo io non mi prendo in considerazione, almeno non subito. Dopo un po’ mi si accende una lampadina in testa:ma perché allontana me se sta male per la madre? Dopo un mio sms abbastanza duro nel quale gli dico di non prendermi in giro mi chiama e mi dice che il problema sono io non la madre, dalla psicologa sta andando perché è in crisi con me. Sono caduta dalle nuvole, non mi ero assolutamente accorta di niente!!!! Non risponde al telefono, ai messaggi, di farsi vivo neanche l’idea. Che confusione, e tutte quelle belle parole?
Cosa devo fare? Come mi devo comportare? Io vorrei chiarire, vorrei sapere perché è scappato come un ladro, dopo 4 anni pensavo di meritarmi un po’ più di rispetto, le cose possono finire, ma non così!!!!!
Grazie.

Gentilissima,

Purtroppo so troppo poco di lei e per questo non sono in grado di darle le risposte che lei desidera (in particolare “perché sia scappato come un ladro”). Le situazioni possono infatti essere tante: è possibile che lui non si trovasse bene con lei e che quelle parole dolci lui le pronunciasse proprio per evitare di pensare qualcosa di negativo sul vostro rapporto, contrastando così pensieri negativi interferenti che si presentavano sempre più ossessivamente.

Volendo vedere invece il lato più materiale, lui potrebbe essere scappato dalle responsabilità genitoriali che un rapporto e una convivenza con lei potrebbero rappresentare: forse, essendo ormai in un’età matura, vuole prendersi solo il meglio della vita, senza avere responsabilità e impegni con altri.

Un’altra ipotesi potrebbe essere, sempre nel campo materiale, una certa preoccupazione a dover condividere il suo reddito con voi: forse ha dei figli verso i quali per questo motivo si sente in colpa (lei non dice nulla della sua prima famiglia).

Tutto questo però non giustifica la ragione per cui lui abbia sentito il bisogno di fuggire, letteralmente, e di andare da una psicologa… Volendo pensare male o malissimo, potrebbe esserci qualcosa nel vostro rapporto che lo turba profondamente: fantasie aggressive o sessuali che lo spaventano?

Forse lei dovrebbe semplicemente cercare di saperne di più su questa persona, visto che vive lontano da lei e, da quello che mi pare di capire, lei non ne conosce né la famiglia d’origine, né i conoscenti, né gli amici.

Infine, se tutto quello che le ho prospettato fosse da escludere e il suo compagno fosse semplicemente un uomo in crisi (con sé stesso, con il lavoro, con la famiglia, ecc.) provi a chiedergli di fare insieme una terapia di coppia.

Saluti cordiali.

Cotta per un collega…ma sono sposata (e con prole!!)
#1 07-17-2013, 11:58 PM

Ciao a tutti,
sono rientrata da poco a lavoro dopo dieci mesi di maternità…ma mi sono resa conto di avere preso una bella cotta per un collega!! cotta cotta cotta…quasi ossessionata!
la mia azienda non è grandissima e con questo ragazzo (single timido e impacciato ed è di un altro ufficio) prima della nascita della mia bimba non avevo un rapporto strettissimo, semplici amici-colleghi che han preso qualche caffè insieme.. tutto qui.. ma ho sempre sospettato d’interessargli, sin da molto prima della gravidanza, da certi atteggiamenti che ha avuto, cose che ha fatto e che ha detto…
Comunque il mio problema per cui Vi sto scrivendo è che ora che sono ritornata a lavorare non faccio che pensare a lui..neanche fossi una ragazzina adolescente…ma io sono sposata e ho appunto una bimba piccola, tanto desiderata con mio marito e tanto tanto tanto amata…!! i segni di questa cotta sono tanti: ogni volta che esco dall’ufficio spero d’incontrarlo, quando lo vedo ho il battito accelerato e vorrei sempre invitarlo per un caffè (anche se il 90% delle volte non lo faccio per non destar sospetti, sia a lui che ai miei colleghi ficcanaso)… e poi sogno di avere una relazione con lui oppure passo ore notturne a fantasticare su come sarebbe stato mettermi con lui anziché con il mio compagno.. ma poi mi sento in colpa nei suoi confronti (del marito, intendo) e allora razionalizzo e mi dico che questo collega vorrei averlo come “amico d’ufficio” visto che non ho mai legato con nessuno della mia azienda (e faccio spesso pause caffè da sola e ci soffro parecchio).
Che mi sta succedendo? Perché tutto questo proprio ora, ovvero, è collegato al rientro a lavoro dopo la maternità oppure devo iniziare a riconsiderare il mio matrimonio? E con il collega come devo comportarmi? Meglio iniziare a distaccarmi (ed evitarlo a tutti i costi) oppure …boh…cosa?
Grazie

Gentilissima,

Evidentemente questo suo collega è una preda troppo facile da interessare e da coinvolgere, un po’ perché sa di piacergli e un po’ perché lui è timido, solo ed impacciato… Come potrebbe rifiutare le sue attenzioni?

C’è da chiedersi come mai in questo momento lei abbia bisogno di fantasticare l’amore: forse, con l’arrivo della bambina, il suo matrimonio è diventato meno romantico? Forse il dovere prende molto più spazio del piacere? Forse avrebbe bisogno di sentirsi valorizzata come donna, oltre che come mamma?

Sembra che lei voglia quasi costruirsi un film con questo collega, in cui lei è l’interprete principale, il regista e il produttore, mentre lui è poco più di una semplice comparsa. (Nelle sue fantasie infatti lei può proiettare su di lui tutti i pensieri e i desideri che lei desidera che lui abbia, visto che lui è un tipo poco socievole e quindi non abituato a confidarsi e a raccontarsi).

Il suggerimento migliore penso sia al momento quello di evitare le fantasie che potrebbero portarla fuori strada e cercare piuttosto di cambiare qualcosa nel suo rapporto di coppia, affinché lei possa sentirsi più appagata e più felice, non solo come mamma, ma anche come compagna e come amante.

Se ce ne fosse necessità, può considerare anche un percorso terapeutico di coppia.

Suocera invadente
#1 07-20-2013, 12:25 PM

Salve, ho 26 anni e sono sposata da due annetti. Ho un bimbo di 4 mesi e non ne posso più di mia suocera! Per carattere suo è sempre stata particolarmente apprensiva con suo figlio! E’ una donna con la mentalità ferma a 80 anni fa e che nonostante ha solo 50 anni, ha un modo di pensare molto arretrato!Da circa 4 anni suo marito l’ha lasciata xkè il suo modo di far la mamma anche a suo marito , anzicchè la moglie è diventato pesante. Per lei esiste solo la sua famiglia: sua mamma suo padre, sua sorella.. Ogni festa di natale, pasqua, compleanno è scontato ke sia con la sua famiglia, é sempre stato cosi e appunto x questo motivo suo marito per anni è stato lontano dai suoi fratelli e dalla sua famiglia! Ciò che dice e fa lei è sempre giusto e migliore degli altri e per completare il quadro è ipocondriaca! Basta un minimo fastidio e dolore che si mette a letto come se stesse per morire e chiama me e mio marito per dirci di venirla a trovare! La situazione da sposati sembrava migliorata e io stessa non ci credevo! Ero felicissima di questo e dato che andavamo d’accordo ero sempre disponibile e gentile con lei! La andavo a traovare, la chiamavo e qualche volta facevamo shopping insieme. Da quando però è nato mio figlio è diventata impossibile! appena partorita mi toccava averla a casa mia ogni giorno dalle 3 di pome alle 10 di sera!!! In più organizzava le visite di amici e parenti suo a casa mia!!! Io stanca delle nottate che facevo con il piccolo avrei voluto riposare e invece lei m stressava! Ho pianto per un mese e mezzo. Ero nervosa con tutti e persino con mio marito che lavora dalla mattina alla sera! Ho avuto nausee e mal di testa da stress e nn ho più potuto allattare il piccolo perchè nn mangiando il latte è andato via! Adesso la situazione è migliorata, nel senso ke viene con meno frequenza ma un giorno si e uno no al max viene a qualunque orario! alle 14, alle 21 e 30..per giunta si permette pure di dire come devo badare a mio figlio, ke cibi devo dare ecc… Non so come fare , non riesco a evitarla perchè abitiamo di fronte e basta che lei veda la macchina davanti casa mia per suonare e venire a massacrare il bimbo con le sue storielle e canzoncine odiose per oltre 2 ore, mentre io ho mille cose da fare a casa o mentre preparo la cena! Sarebbe gradito se venisse ogni tanto anche per darmi una mano, dato che sono da sola! Non ne posso più, ormai nutro troppa antipatia nei suoi confronti! Mio marito ha più volte chiesto a sua madre di essere meno apprensiva e invadente nei suoi confronti e lei nn lo ha mai capito!Credo dunque che non possa mai capire me! E’ sempre lei al centro di tutto e di tutti, gli altri nn contano mai!!!

Gentilissima,

Le persone diventano invadenti quando viene consentito loro di esserlo. In un primo tempo infatti, sebbene lei conoscesse i problemi familiari di suo marito (separazione dei genitori, ipocondria della madre, ecc.), lei ha avvicinato questa persona, le ha permesso di venire a casa sua, ci ha trascorso da sola il suo tempo libero (es. shopping), le ha chiesto (deduco) di aiutarla nei lavori domestici…

Non è dunque solo responsabilità di sua suocera se oggi si sono venute a creare queste condizioni di vita familiare che la preoccupano e la stressano.

Con gentilezza dunque, ma con fermezza, cerchi di spiegare a sua suocera che le cose, dopo la nascita del bambino, sono cambiate: la vostra famiglia ha bisogno di maggiore tranquillità e privacy. (Ad esempio, potrebbe fissare gli orari in cui sono ammesse le visite dei familiari e gli orari in cui queste visite non sono considerate opportune).

Eviti inoltre accuratamente ogni aiuto domestico da parte di sua suocera, perché è meglio avere la casa sporca e i vestitini di suo figlio non perfettamente stirati, piuttosto che una suocera invadente in casa, con la quale rovinarsi la vita.

Riducendo le sue esigenze, vedrà che avrà sempre meno bisogno di aiuti esterni e potrà così conquistarsi la sua meritata privacy.

Cordialmente,

Come se tutto fosse finito
#1 07-24-2013, 11:53 AM

Buongiorno, scrivo qui per raccontare brevemente cosa mi succede…è un anno ormai che sono in crisi profonda, una tristezza costante e continua, iniziata con il compimento dei 30 anni e che ha poi travolto tutto, anche e soprattutto la mia storia d’amore che dura da 7 anni. Sono in terapia da un anno e posso dire che la tristezza ormai mi sovrasta, perché mi rendo conto di essere un pò depressa e che quello che pensavo sarebbe stata la mia vita improvvisamente non è più ciò che mi rende felice. Ho 30 anni e non ho ancora realizzato nulla di concreto per me stessa. Sento che il tempo passa passa e non tornerà più. Mi sento prigioniera della mia vita,
è uno strano modo di percepire le cose, mi sembra di essere legata ad una vita che non sento mia… ad una vita che non cambierà più, come se il matrimonio ed il fare famiglia non fossero cose adatte a me… oppure come se non mi fossero concesse nemmeno per il futuro. 7 anni di relazione e non sono riuscita a fare sesso completo, mi blocco quando arriviamo al momento della penetrazione, terrore puro, paura di perdere qualcosa, paura folle di perdermi…non lo so. Ora il mio rapporto è in crisi e provo una profonda tristezza con lui, come se fosse tutto finito, fosse finita una vita che ricordo a stento, come una foto ingiallita anche se alle volte mi sembra di averla solo vista in tv, quasi non riuscissi più a sentire me stessa. Ecco, non sento me stessa, non voglio neanche sentirmi…sin dall’adolescenza ho avuto problemi col mio essere donna, problemi a crescere con un padre che voleva tenermi bambina e oggi mi sento così, non riesco nemmeno a pensare di farmi un bagno caldo perché mi viene una tristezza infinita al pensiero di stare con me stessa, a contatto con me…eppoi ho questo senso di perdita continua, di lutto, come quando all’inizio della crisi pensavo ai miei che stanno invecchiando, pensavo a me e al fatto che non ho più 20 anni, mi guardavo le mani e vedevo mille lineette sulla pelle che prima non avevo. Vivo un malessere profondo e mi sembra quasi che la colpa sia solo del mio rapporto col mio compagno, perché non sento più l’amore, ma tutti i problemi che vivo adesso sono gli stessi di una vita…solo che sono amplificati e mi fanno lentamente morire di tristezza e di dolore. Mi scuso per la confusione di questa lettera, ma ho scritto un pò di getto…
grazie
Valentina

Gentile Valentina,

Dopo un anno di terapia trovarsi ancora a questo punto non mi sembra una buona cosa. Probabilmente nel tempo questa terapia si rivelerà ottima per migliorare il suo equilibrio e il suo benessere, ma credo sia necessario fare qualcosa che si mostri efficace anche nel momento presente, quando dovete provare a superare i blocchi psicologici che vi impediscono di avere rapporti sessuali, così come scegliere con consapevolezza il vostro futuro.

A mio avviso dunque sarebbe opportuno iniziare al più presto (anche in contemporanea con l’altra terapia) una terapia di coppia con un/una terapeuta/sessuologo/a che possa sostenervi e consigliarvi in primis sulle modalità per superare le difficoltà sessuali, ma anche per aiutarvi a capire se ciò che vi tiene insieme è l’abitudine e il timore di non essere “normali”, oppure se c’è un sentimento forte che vi unisce, anche se ora non riuscite a dimostrarvelo, presi come siete dal senso di delusione e di fallimento che provate nei confronti della vostra relazione.

Con molti auguri.

Situazione difficile che ancora non riesco a capire
#1 08-06-2013, 10:14 AM

buongiorno, prima volta che scrivo qui, quindi non so ancora bene come funziona, il mio problema per il quale chiedo consiglio è questo.
ho 42 anni,sono sempre stato ansioso e mai coraggioso, forse perchè da bambino avevo un legame morboso dei miei genitori e avevo sempre paura che gli succedesse qualcosa, timidezza etc,ma nella vita poi mi sono sempre costruito un personaggio che è sempre stato in primo piano, quindi anche se soffrirvo di queste paure ho sempre girato il mondo e fatto tante cose nella vita e ccoltivato tanti interessi e amicizie. da circa un anno a seguito di stress vari ..acquisto casa e lavoro ho intrapreso un viaggio con 2 amici, allorchè durante questo viaggio dal poco dormire penso o dallo stress di aver organizzato questo viaggio in un momento difficile ho avuto un cedimento e sono svenuto, osa che nella mia vita mi successe altre due volte sempre in viaggio e semre nella stessa situazione. da quel momento non sono riuscito piu ad riavere la mia sicurezza e voglia di viaggiare, aggiunta al fatto che mi sono innamorato di una donna che dopo ualche giorno ha scoperto di avere un tumore ed è dovuta partire negli usa per essere operata, adesso lei mi chiede di andare da lei ma non trovo il coraggio di affrontare questo viaggio perchè sento questa angoscia ogni volta che penso ad un viaggio e in piu ho sempre questa sensazione di avere una bassa stima di me stesso…anzi…quasi a zero…..mi aiuti per favore, mi dia un consiglio, attualmente prendo 7 gocce di en la notte.

Gentilissimo,

Se lei è riuscito a fare tutto quello che ha fatto (girare il mondo, fare tante cose belle e coltivare tanti interessi e amicizie), nonostante la scarsa tranquillità interiore e la scarsa autostima, non ha che da ringraziare sé stesso. Potrebbe considerare questo aspetto della sua vita come un ottimo punto da cui iniziare a ri-costruirsi dopo questo momento di cedimento.

Ciò che le sta capitando è qualcosa che può succedere davvero a tutti, se lo stato di stress supera la potenza degli argini che il soggetto può mettere a disposizione. Per fare un nome su tutti, lo stesso Freud svenne due volte durante un viaggio, a causa dello stress. (http://www.psicolinea.it/quando-freud-sv…veri-1909/ e http://www.psicolinea.it/1912-secondo-sv…-di-freud/)

Rifletta anche sul fatto che andare negli USA oggi potrebbe crearle angoscia non tanto per il viaggio in sé, quanto per l’idea di dover affrontare il tema della malattia e della morte, che sono universalmente i temi più angoscianti che esistono per l’essere umano. In uno stato psicologico come quello che vive attualmente, in cui sente di aver perso l’equilibrio e si sente svuotato di ogni risorsa interiore, è abbastanza naturale che lei preferisca la fuga alla lotta (le due tipiche risposte allo stress).

Detto questo, penso sia inutile fare l’eroe, se non si sente pronto per farlo: una persona che sta male ha bisogno di avere qualcuno vicino che le infonda coraggio e non qualcuno che si pianga addosso per il suo mal di vivere.

Affronti dunque il suo malessere non con le gocce, ma con l’unica terapia che potrebbe aiutarla (la psicoterapia) e, quando si sentirà meglio, se lo vorrà, provi a recuperare il rapporto con questa persona, cercando di esserle vicino nella convalescenza post operatoria, che certo non sarà né breve, né facile, anche nel caso augurabile di una perfetta guarigione.

Cordialmente,

Crisi sentimentale
#1 08-11-2013, 06:21 PM
Buonasera a tutti e grazie per avermi fatto iscrivere al vostro simpatico ed utile forum.
Avrei bisogno di un consiglio femminile per una storia d’amore per me molto importante. E’ abbastanza complicata ed articolata, come tutte del resto, e quindi cercherò di essere il più possibile sintetico per poi specificare in base alle risposte e consigli che riceverò. La situazione è questa: Ci innamoriamo improvvisamente e senza premeditazione. Io sono ancora insieme ad una donna ma, con quest’ultima, pur vivendo sotto lo stesso tetto, non c’è più sentimento. Iniziata la storia con la “nuova”, pur aiutando la “vecchia” nel suo lavoro, ometto di vivere ancora insieme dicendo che vivo da parenti. La nuova sospetta ma ci scherza sopra fino a chè io non ammetto di essere ancora dalla “vecchia”. Lei rimane male, accetta mal volentieri questo e mi chiede di decidermi lasciandomi una settimana di tempo. Decido, la chiamo per incontrarci e, a metà del nostro incontro appare la “vecchia” che fà un disastro cercando di screditarmi agli occhi della nuova, pur ammettendo che non c’era più sentimento tra noi. Volano le “solite” parolacce e la “nuova” va via dicendo che non ne vuole sapere più nulla. E’ vero, io ho detto delle menzogne al riguardo ma l’ho fatto per cercare di non ferire la “vecchia” e per trovare un escamotage che facesse meno danni collaterali possibili. La storia con la “nuova” andava avanti da tre mesi, la”vecchia” da tre anni. Con la “nuova” è stato veramente un amore incondizionato, sensibile, profondo ed appagante per tutti e due. Dopo questa sceneggiata, le mando fiori a iosa, alla “nuova”, cercando di riparlarne ma lei, pur scrivendomi che ero gentile, mi dice che per lei è definitivamente chiusa, pur scrivendo su Fb di stare molto male. Mi aiutate per favore? Come posso riconquistare questa donna che amo veramente? Grazie a tutte/i
Mauro

Gentilissimo,
Francamente non saprei cosa consigliarle, se non che da ogni esperienza della vita c’è sempre qualcosa da imparare. Una relazione sentimentale si basa anzitutto sulla fiducia e lei, per non scontentare né la “vecchia”, né la “nuova” compagna, le ha deluse profondamente entrambe. Cosa c’è da dunque da imparare da questa storia? 1. Che nella vita occorre fare delle scelte ed assumersi sempre le responsabilità per le conseguenze che esse comportano; 2. che occorre a volte il coraggio di fare scelte difficili, specie se il non scegliere potrebbe far soffrire due persone anziché una sola.
Secondo me è improbabile che la sua “nuova” compagna possa tornare con lei, anche perché la signora avrà a questo punto capito benissimo che, anche se lei le mandasse un giardino intero di rose, è possibile che in un momento inaspettato, per lei possa arrivare un ulteriore amore, bello e intenso come quello attuale, per cui quella che oggi è la “nuova” compagna automaticamente si troverebbe a recitare il ruolo, deja vu, della “vecchia”. C’è una buona ragione per accettare questa situazione? Se si, provi a farla valere…
Auguri.

Sono un disastro in tutto
#1 08-17-2013, 07:42 PM

Buona sera,
sono un ragazzo di 23 anni e scrivo per cercare una soluzione a qualche mio problema o almeno per capirne le radici.
Come da titolo, sono un disastro in tutto. Ho un fisico devastato da mille problemi di salute, alcuni irrisolvibili. Ho provato a migliorarlo facendo sport e palestre adatte da quando avevo circa 12 anni ma peggioro a vista d’occhio. Per di più sono brutto e questo mi ha dato non pochi problemi di socializzazione dalle medie in su, anche se fino all’età di 15-16 anni non ci davo peso; successivamente però gli insulti e le delusioni sono stati talmente tanti che ben presto ho iniziato a soffrire lo stare in pubblico. Questo non mi ha totalmente fermato e sono riuscito a farmi qualche amicizia, puntualmente conclusa perché era a convenienza da parte loro che sparivano una volta avuto ciò che gli serviva. Sono un fallimento in ogni cosa; non sono andato all’università perché lo studio non fa per me, ma non sono riuscito neanche a trovare lavoro nonostante il mio impegno. Mi piace quasi tutto quello che offre la vita, ma non so fare assolutamente nulla e anche se mi impegno ad iniziare corsi o progetti (soprattutto verso le varie arti) finisco per mollare nel giro di 2 giorni bene che vada. A volte sono quasi euforico nell’iniziare un nuovo progetto, mi impegnò per qualche ora è poi mi passa la voglia. Credo che in parte possa centrare il fatto che mia madre non mi abbia mai accettato e fin dall’infanzia mi ha fatto una grande violenza psicologica per questo. In più non è un bel periodo e probabilmente mi restano ingiustamente pochi mesi di libertà e, dopo una vita del genere, considerando anche i gravi problemi di salute che ho, mi chiedo ogni giorno se valga la pena vivere. Non parlo di suicidio, ma sinceramente spero che questa sofferenza finisca presto. Grazie in anticipo per la consulenza e scusate probabili errori di battitura dovuti al mio iPod.

Gentilissimo,
Anzitutto noto che la sua giustificazione finale, quella dei probabili errori di battitura (e dunque non di ortografia) che potrebbero essere dovuti al suo iPod (e dunque non alla sua impreparazione personale) potrebbe parlare di lei molto più di tutto quello che ha scritto nel resto della lettera… E’ probabile infatti che, dietro la sua infelicità, si nasconda un tipo perfezionista, una persona che non accetta la mediocrità e i disagi e che non è mai soddisfatto di sé stesso e di quello che fa. Se questo fosse vero, il consiglio potrebbe essere quello di cercare di diminuire le sue aspettative, imparando a concentrarsi più su quello che ha, piuttosto che su quello che non ha, cercando di convivere con le sue malattie, utilizzando e valorizzando i suoi punti di forza.
In ogni caso, visto che nella lettera non ne parla, le consiglierei senz’altro di rivolgersi ad un terapeuta, per essere ascoltato, sostenuto e consigliato.
Saluti cordiali.

Possibilità di diventare etero o bisex?
#1 08-20-2013, 07:05 PM

Ciao a tutti, mi chiamo Marco, ho 18 anni, e sono gay da quando ho 13 anni; per tutto questo tempo ho sempre tenuto questa cosa nascosta e non l’ho mai detto a nessuno, neanche ai miei… il problema è che questa cosa io non la accetto, per vari motivi: primo, il non venire accettato dagli altri, o meglio solo da donne (e non tutte) e da altri gay e questo non mi va, perché mi fa sentire inferiore; secondo, sento di amare gli uomini solo fisicamente, nel senso che oltre all’attrazione fisica, non c’è assolutamente nulla… invece mi sono innamorato anche di alcune ragazze, solo che fisicamente, purtroppo, non provo nulla…, e per ultimo io non voglio essere omosessuale perché non voglio essere sempre diverso dagli altri: sono sempre stato quello poco sportivo, insomma quello che i compagni più “fichi” scartavano, e questo l’ho anche accettato, però sono stufo di sentirmi sempre quello “diverso”.
La mia domanda è: se uno lo vuole, esistono delle terapie che permettono di diventare se non etero, almeno bisex?
Essendo bisex credo che accetterei molto meglio il fatto che gli uomini mi piacciono, dato che non mi dovrei giustificare con nessuno, visto che andrei anche con le donne…
Vi prego, non prendetela come razzismo, io rispetto gli omosessuali, anzi, li capisco, dato che siamo in una società che non ci rispetta per niente, e basta vedere quel povero ragazzo di 14 anni che qualche giorno fa si è suicidato… quindi se qualcuno è a conoscenza di una possibile soluzione lo prego di dirlo.

Gentilissimo,
Non esiste nessuna terapia per cambiare orientamento sessuale. Eventualmente può esistere la forza di volontà, che porta a fare delle scelte che non si sentono naturali. E’ il caso del sacerdote che sceglie di condurre, contro natura, una vita di castità; è il caso della mamma che, per amore dei figli che hanno bisogno di lei rinuncia alla sessualità; è il caso della persona sposata che sceglie la fedeltà, anche quando si sente attratto/a da una relazione extra-coniugale.
Con un atto di volontà, quando si è fortemente motivati, si può ottenere tutto, anche andando contro le proprie tendenze, i propri desideri e perfino i propri bisogni.
Resta una domanda, che non è affatto retorica, ma che richiede una risposta ampia e argomentata: è sicuro che nel suo caso sia davvero necessario fare questa scelta? Si dia una risposta e poi scelga di conseguenza.
Saluti cordiali.

Ansia e malessere insostenibile
#1 08-22-2013, 06:36 PM

Buongiorno,
le scrivo perchè sono in una situazione che non riesco più a sopportare e a gestire; credo di avere diversi problemi e di averli lasciati in sospeso e ora sono ritornati tutti assieme e non so proprio come uscirne. Mi spiego: ho avuto un mese fa una grossa delusione al lavoro (ma in realtà si tratta di un dottorato) una delusione che ha riguardato me perchè non sono riuscita a fare un buon lavoro e la vergogna e il senso di umiliazione non mi permettono di accettarmi; delusione perchè in parte è stata una situazione esagerata e che ha rivelato la malafede dei miei superiori e soprattutto la loro meschinità, persone che ho sempre stimato e preso a modello, sbagliando. Mi sono sentita tradita e presa in giro, a questo bisogna aggiungere la stanchezza di un anno difficile per preoccupazioni familiari ed economiche, e la paura di avere fallito e di dover lasciare quello che era (era e ora non è più) un sogno e una realizzazione. So di essere infantile e di avere esagerato, fatto sta che da un mese che piango e non riesco più a lavorare, mi chiedo se ne vale la pena, se sono sbagliata io o se è sbagliato quell’ambiente e soprattutto se è il caso che io continui; al rituale di degradazione che ho subito (non esagero) in parte ingiusto sono seguiti conflitti (più o meno limpidi) con i docenti, e ora sono bloccata, con il terrore di ritornare a settembre, con loro che mi rispondo alle mail e non so che cosa fare. So solo che ho una stretta allo stomaco (vera, forte e continua) che non va via e che non ho mai provato prima, ho superato momenti ben più difficili come la morte di mio padre ma ora non so perchè ma per questa sciocchezza non riesco a ritornare serena, prendo valeriana tutto il giorno ma non mi fa niente. Sto male e non riesco più a stare così, a sentire questo, e ho paura, ho paura del prossimo confronto, ho paura di far vedere che sono debole e di stare peggio. A ciò bisogna aggiungere che sono timida ma non l’ho mai considerato un vero problema perchè non mi ha mai impedito di fare niente, ma continuano a ribadirmi che non sono normale, trovano ogni parola, ogni gesto per umiliarmi e degradarmi, sono stanca ma forse sono sbagliata io perchè dovrei passarci sopra. Lo so questo è solo uno sfogo ma la prego mi dia qualsiasi consiglio, come posso far sparire questa sensazione di angoscia che mi tortura?

Gentilissima,

Resto colpita dal tono usato dai suoi colleghi, che l’hanno fatta addirittura sentire una persona “non normale”, solo per non essere stata in grado di portare a termine un lavoro nel modo atteso… Mi chiedo anche un’altra cosa: il suo sentirsi “infantile”, la consapevolezza di “aver esagerato” potrebbero forse significare che lei, una volta resasi conto di aver sbagliato nel lavoro e nell’incapacità di gestire le sue frustrazioni, abbia avuto atteggiamenti inadeguati nei loro confronti?

Per rialzarsi da questo stato di abbattimento psicologico in cui è precipitata, le suggerirei intanto di assumere un atteggiamento maturo e responsabile: chieda scusa per i suoi comportamenti scorretti ed ammetta, con sé stessa e con gli altri, di non essere riuscita a centrare l’obiettivo.

Secondo step: perché non ha centrato l’obiettivo? Aveva fatto troppo conto sulla benevolenza dei suoi capi e non si è impegnata abbastanza? Ciò cui si è dedicata non è alla sua portata? Anche questo dovrebbe essere affrontato e risolto: è giusto nella vita raccogliere le sfide, ma non bisogna mai fare delle cose che sono al di là delle nostre possibilità. La crescita, personale e professionale, non può che essere progressiva e gli obiettivi pertanto devono essere scelti in base al proprio livello di effettiva preparazione. Si dia dunque, da oggi in avanti, degli obiettivi più facili e si prepari bene per eseguirli al meglio, per poi dedicarsi a qualcosa di sempre più complesso.

Non abbia inoltre timore di mostrarsi debole, o di ammettere i suoi errori: per fare questo ci vuole coraggio, maturità e buone capacità di introspezione. Non si torturi dunque con il ricordo della sua “umiliazione”, ma usi questa esperienza per ricostruirsi dal basso. Vedrà che nel tempo riacquisterà tutta la fiducia in sé stessa che oggi le sembra irrimediabilmente perduta e farà sempre meglio (anche se gli errori e le umiliazioni potranno sempre esserci: pretendere la perfezione da sé stessi non è né razionale né realizzabile).

Saluti e molti auguri.

Ultraquarantenne fuori dalle statistiche
#1 08-23-2013, 08:50 AM

Buongiorno Dottoressa

sono arrivato a questo forum cercando statistiche sulla frequenza dei rapporti tra ultraquarantenni, il mio problema e’ semplicissimo: pare che a mia moglie sia scemato il desiderio, e siamo arrivati negli ultimi anni ad avere un rapporto ogni 6 mesi se non oltre

la premessa e’ che siamo sposati da 20 anni, non abbiamo figli, andiamo d’accordissimo, lei e’ sempre piena di premure per me (tranne quelle sessuali), tra l’altro ci siamo sposati a 28 anni quindi era ben finita l’era degli “ormoni impazziti”, lei pure reduce da un precedente matrimonio… insomma una cosa fatta con la testa non un colpo di fulmine casuale, e io non sono certo un maniaco feticista,fisicamente siamo entrambi normali e almeno manteniamo la linea… insomma una coppia normalissima,

parliamo spesso, e di tutto, e quando affronto l’argomento la risposta e’ sempre e solo la solita: siamo troppo complici, parliamo (appunto) di tutto, ti voglio bene bla bla… insomma messa giu come se pretendessi di essere il suo migliore amico invece che il marito, il problema e’ che a me quello che dice… sembra normalissimo! quando conosci una persona da 25 anni mi pare quasi normale che l'”amore” sfumi in un piu complesso “bene” in cui si e’ complici, cosa si pretende alla soglia dei 50 di essere dei ragazzini in calore (anche se all’inizio lo eravamo, come tutti credo) ?

io non capisco piu nulla, mi sento angosciato, demoralizzato, mi pare di fargli schifo, anche se conoscendola so’ benissimo che cosi’ non e’ … err… almeno spero
ho considerato anche l’attuale situazione economica: lei e’ diventata precaria, e lo stress, non solo suo purtroppo, puo’ sicuramente portare ad una sorta di frigidita’ pero’… una volta all’anno oramai mi sembra troppo, mi sembra disumano

potrebbe gentilmente darmi un consiglio? esistono delle cure? quantomeno mi puo’ confermare che non e’ normale? perche’ se glielo dico io non ci crede

grazie in anticipo e scusate la lunghezza

Gentilissimo,
Cosa significa per lei la “normalità”? Dal punto di vista teorico infatti due persone che stanno bene insieme in tutti gli aspetti della vita, “normalmente” stanno bene anche nella sessualità… E’ ovvio dunque che la cronica assenza di rapporti sessuali non possa definirsi in alcun modo “normale”.

Dal punto di vista pratico però, devo dirle, la maggior parte delle coppie che chiede una consulenza sessuologica, almeno nella mia personale casistica, la chiede per calo del desiderio, soprattutto della donna. Se dunque normalità significa “rientrare nella norma”, allora la vostra situazione non è poi così dissimile da quella di molte altre coppie.

Sono stati condotti molti studi e da tempo si sta cercando di mettere in commercio una sorta di Viagra rosa che possa migliorare la situazione del desiderio femminile: malgrado i molti prodotti messi sul mercato tuttavia, nessuno ha dato risultati soddisfacenti. A mio parere questo filone di ricerca non andrà lontano se non ci si renderà conto che la sessualità femminile non è fatta solo di ormoni, ma anche di psicologia.

Perché la donna mantenga l’interesse per la sessualità nella coppia va curato, molto più di quanto accade per l’uomo, l’aspetto psicologico. Occorre far si che non vi siano rituali scontati, atteggiamenti e comportamenti che possano piacere all’uno (ma non necessariamente all’altra), così come assenza totale di atmosfera e di romanticismo. Direi che il più importante organo sessuale della donna è il cervello e per questo, se il cervello non è eccitato, gli organi sessuali femminili da soli non riescono a dare grandi soddisfazioni.

Il mio suggerimento dunque è quello di rivolgervi ad un terapeuta della coppia, perché possa aiutarvi a capire meglio i vostri desideri e a cambiare le vostre abitudini e la vostra routine. In terapia molte cose difficili da dire in situazioni diverse riescono ad essere ammesse e discusse e ciò permette di comprendere meglio le ragioni e le emozioni dell’altro/a, il che migliora la relazione ed aiuta moltissimo anche a recuperare il desiderio.

Saluti e auguri.

Vorrei capire cosa mi succede
#1 09-21-2013, 05:02 PM

salve…è la prima volta che scrivo in un forum del genere!sono una ragazza e ho 17 anni.Non riesco a capire cosa mi stia succedendo.tutto è iniziato quando l’anno scorso ho cambiato scuola per seguire “la chimica”,ma seguendo gli studi,ho lasciato i miei compagni e proprio questo è stato l’iniziodi tutto.I miei compagni erano(e tutt ora sono)le uniche persone con le quali riuscivo a essere me stessa, a ridere ,a scherzare,e a non farmi problemi per niente!ci sono ancora ma non è come prima,ero abituata a starci 7 /8 ore o addirittura giornate intere mentre ora li vedo pochissimo !e nella nuova scuola ho trovato una classe bruttissima piena di gente pronta agiudicare,a offendere e a insultare!nella nuova scuola era venuto insieme a me un mio compagno della vecchia scuola che quest’anno hanno bocciato. ora la mia situazione detta in breve è questa:vivo male la scuola perchè ho pochissima autostima in me stessa e i nuovi compagni la fanno scendere ogni giorno di più,in classe mi isolo spesso perchè mi vergono e sento di non poter essere me stessa e mi sento persa senza il mio compagno,sono fidanzata da quasi un anno ma litighiamo spesso per motivi sciocchi e futili,e la cosa che mi pesa di più che neanche con il mio ragazzo posso essere me stessa,i miei genitori,non saprei a volte per loro è come se non esistessi fanno finta di non sentirmi ,faccio domande e non rispondono,mi devono sempre contraddire ,non posso vestirmi come voglio,non posso tagliare i capelli come voglio,non posso andare dove vanno tutti i ragazzi della mia età ,niente discoteche ,spesso e volentieri non mi fanno uscire neanche il sabato e come se non bastasse 1 mese fa è morto un mio caro amico e questa cosa mi ha stremato!i miei non mi sono per niente stari vicino mia madre non mi ha mai chiesto come stai?o non mi ha mai abbracciato!e questa cosa mi fa rabbia perchè persone “estranee” lo hanno fatto loro no!spesso soffro di attacchi di panico e di ansia,i miei neanche ne ne accorgono,mi sento a disaggio ovunque mi sento sempre fuori luogo e mai all’altezza di qualcosa!avrei solo voglia di tornare a sorridere come un bel po di tempo fa,di ridere davvero e non di fingere.Non ce la faccio più a volte anche senza motivo scoppio in lacrime mi salgono i nervi e mi sento la testa scoppiare,troppo stress,troppa oppressione..vorrei solo capire che mi succede!

Cara Martina,
Non ti succede nulla di particolare: questa è la vita, con i suoi momenti belli e meno belli…

Hai cambiato scuola, se non ho capito male, perché hai deciso di seguire una tua passione, la chimica, e questo al momento non ti fa stare bene perché i nuovi compagni non ti piacciono e tu ti senti un po’ isolata dal gruppo. Abbi un po’ di pazienza e vedrai che anche qui, piano piano, riuscirai ad inserirti e a farti qualche nuova amicizia con la quale potrai sentirti te stessa, come con i tuoi vecchi amici. Cerca di individuare una persona a te affine e proponile tu di uscire, di fare i compiti insieme, di andare in palestra… Non è detto che tutti abbiano il coraggio di avvicinarsi ad una persona nuova, appena arrivata: prova a farlo tu. Poi, cerca di concentrati nello studio: segui le tue passioni e preparati per diventare la persona che vorresti essere, pensando che questo è solo un breve percorso che ti porterà, entro breve tempo, a fare ciò che ti piace fare.

Quanto al rapporto coi genitori, il periodo che vivi è probabilmente quello nel quale si registrano le maggiori incomprensioni familiari: a volte i genitori non ascoltano e non comprendono, ma è anche vero che molto spesso i ragazzi della tua età tendono a tenersi tutto dentro e a parlarne solo con i propri amici, anziché coi genitori. Succede dunque che se non c’è dialogo, c’è incomprensione e se c’è incomprensione, non c’è dialogo: si tratta solo di interrompere questo circolo vizioso… Ma chi dovrebbe farlo? I genitori? I figli? Secondo me chi lo capisce per primo 😉
Ciao e buone cose.

Violenza
#1 09-12-2013, 10:59 AM

ho 32, e fino ad oggi non ho mai fatto parola con nessuno di quello che è successo. un mio amico pochi giorni fa, ha intuito, non so come, ha sollevato il problema. da allora è come se mi si fosse riaperta una ferita dolorosa. è successo sei anni fa, adesso ho due bimbi, non voglio affrontare tutto questo ma sento di star male. il mio amico dice di parlargli, di raccontare cosa è successo quella sera. ha aperto un vaso di pandora che doveva rimanere chiuso. non so come affrontare la cosa.

Gentilissima,
Il vaso di Pandora lei lo deve effettivamente aprire, ma non con il suo amico. Si rivolga ad uno/a psicologo/a e rassicuri il suo amico parlando di una incomprensione. In seguito, quando starà meglio, potrà decidere con maggiore consapevolezza se confidarsi con il suo amico oppure no.
Saluti e molti auguri.

Recuperare un rapporto…
#1 09-19-2013, 03:57 PM

Salve,
mi chiamo Elisa e ho 29 anni.
sono stata lasciata a marzo dal mio ragazzo in quanto non provava più amore.
siamo stati insieme 2 anni: momenti bellissimi alternati a momenti drammatici (a giugno dello scorso anno ho scoperto di avere una grave patologia e ho messo lui in secondo piano e a volte ho cercato pure di allontanarlo per non fargli pesare la cosa).
Quando finalmente la vita sembrava prendere la piega giusta arriva la sua doccia fredda: non provo più nulla forse è il caso che rimaniamo amici.
Io ho cercato in tutti i modi di recuperare il rapporto ma lui era fermo nella sua posizione. Quando ci vedevamo però non si comportava molto d’amico (mi baciava in bocca etc…) e io ero sempre più convinta che era solo confuso.
Ad agosto il mio ricovero in ospedale lui il giorno dopo si precipita e mi fa sentire la sua presenza: ero al settimo cielo! Lui però ha ribadito il concetto sono qui come amico.
Da allora ho cercato di evitarlo e di non contattarlo per vedere una possibile sua reazione… mi ha cercata diverse volte lui con qualche strana scusa…
ieri la mia ricaduta: lo chiamo per dirgli l’esito di un esame e lui mi continua a dire se hai bisogno ci sono, non sento la tua mancanza e vorrei che tu vedessi in me un amico sul quale poter contare sempre!
ora sono ferma ad un bivio: accettare la sua amicizia o evitarlo (per vedere se realmente gli manco).
Lo vedo parecchio confuso e visto che lo amo da morire e non è successo nulla di grave tra noi vorrei cercare di recuperare il rapporto, voi che ne pensate?
Essere sua amica nella mia situazione attuale risulta molto difficile.
non so veramente che fare. spero in un vostro aiuto.
grazie infinite Elisa

Gentile Elisa,
A mio avviso quello che lei in questo momento deve fare è pensare in primis a sé stessa e alla sua salute. In tutto ciò, se vedere questa persona come amico (come lui chiede) la fa sentire bene, lo faccia, ma se vederlo è per lei motivo di angoscia, lo eviti.

Con i migliori auguri.

Probabilmente si ricorderà di me…
#1 09-09-2013, 07:05 PM

gentile dottoressa.
si ricorda di me? sono la sublimatrice.
si ricorda anche del cappello del mago?
ecco, non aveva ancora finito di riservarmi sorprese.
beh, l’ho lasciato.
allontanandomi gradualmente e cercando di fargli capire che non doveva ripetere lo stesso errore.
doveva apprezzare quello che aveva, e smettere di dannarsi la vita per ciò che non aveva. e soprattutto doveva cercare di volersi bene e di ripartire da se stesso. doveva bastare a se stesso.
ma tutto quello che ho detto mentre cercavo di recuperare il rapporto e tutto quello che ho detto dopo averlo lasciato non è servito a niente.
7 anni insieme, 3 mesi separati. e questi 3 mesi sono stati sufficienti.
tre mesi dopo si è portato tutto via con sè, giù da quel ponte.
tre mesi dopo si è suicidato.
lasciando i genitori e le due sorelle nel niente.
distruggendo quel minimo di pace che ero riuscita a trovare dentro il mio cuore.
adesso, di sicuro, non posso amarlo più.
adesso vorrei soltanto rimuovere 7anni della mia vita.
perchè non sono riuscita a fare niente, perchè i sensi di colpa sono miei, il dolore è mio e la tristezza pure.
lui è libero. contento lui scontenti tutti.
secondo me era borderline, forse mi sbaglio, ma secondo me aveva un disturbo borderline di personalità.
la nostra storia è stata esattamente di quel tipo.
e secondo me da parte sua c’era solo una forte dipendenza affettiva.
non saprei, secondo lei esageravo?
ma non è questa la domanda che volevo porle.
la domanda è: una persona che fa un gesto del genere può provare amore? e poi ne ho un’altra: sbaglio nel pensare che non sarebbe mai cambiato? e l’ultima: sbaglio nel pensare che se mi amava mi avrebbe lasciata andare e avrebbe semplicemente aspettato?
e la prego, non mi dica che è stato un attimo perchè non è vero.
e non mi dica ciò che pensa io voglia sentirmi dire.
quello lo fanno tutti. mi dica ciò che pensa e basta.
mi fermo qui.
la ringrazio.

Gentilissima,

Mi perdoni, ma ritengo l’argomento troppo serio per essere trattato in questo spazio. (Le suggerisco caldamente di trovare uno psicologo con cui poter parlare de visu di questa sua esperienza.)
L’unica cosa che sento intanto di dirle, con la sincerità che mi chiede, è che probabilmente sarebbe accaduto lo stesso, anche se non lo avesse lasciato: sicuramente un gesto del genere non può essere imputato solo ad una delusione d’amore; probabilmente c’era dell’altro e forse le vere ragioni che lo hanno spinto a prendere quella decisione lei non le conoscerà mai.
Cerchi di essere forte e magari, se le fa bene, provi a scrivere un romanzo, lei che è così brava con le parole, per raccontare questa storia.
I migliori saluti e auguri.

Situazione complicata..
#1 09-11-2013, 11:10 AM

Buon giorno! Mi sono appena iscritta quindi non so bene come funziona questo sito!
Il mio problema riguarda il mio ragazzo.
Prima di tutto penso sia bene precisare che abbiamo 8 anni di differenza (lui 25 io 17). Ci siamo conosciuti tramite una amica in comune ed è stato lui a provarci con me. All inizio io ero un po’ contraria a stare con lui, per l età ..per le differenze caratteriali..e anche perchè (lo ammetto) non è proprio un bel ragazzo! Ma conoscendolo mi sono innamorata! All inizio andava tutto bene. dopo i primi mesi lui iniziò ad insistere per farmi dire che ero innamorata di lui…dopo qualche insistenza io gli ho detto le due paroline famose..e appena toccava a lui rispondere mi ha detto che non era pronto..cioè: era innamorato ma voleva esserne sicuro al 100 %.. Comunque dopo poco anche lui ne è stato sicuro , e da lì tutto bene! Ma arrivata l estate sono iniziati i problemi ..gelosie (da parte mia) e cose del genere ci hanno portato spesso a litigare. Ci siamo lasciati e rimessi insieme 3 volte. Ma lui che è un tipo molto riservato, con me ha fatto tanti passi avanti. Anche tra me e i suoi genitori..infatti non aveva mai creato un rapporto del genere con le sue ex. il problema arriva l ultima volta che mi ha lasciato. Infatti mi disse che si era accorto che non mi amava . Dopo 7 mesi si accorge che prova un sentimento fortissimo ma non è amore. Comunque dopo qualche giorno torniamo insieme anche se lui continua a sostenere di non amarmi. i suoi migliori amici mi dicono che è impossibile perchè non l hanno mai visto così preso.
Adesso a 9 mesi da quando ci siamo messi insieme lui ha deciso di partire per l africa per sei mesi. Mi ha detto che prima di partire mi dirà se vuole continuare con me oppure no. Ma negli ultimi giorni ha avuto dei comportamenti strani..che mi hanno fatto capire che aveva finalmente capito di essere innamorato. ma appena ho chiesto mi ha detto di no. ora continua a dire cose che fanno capire che vuole continuare con me anche quando partirà. Ma non so più che pensare! i miei amici mi dicono di farmi una nuova vita! ma io sono innamorata..davvero tanto. e non è una cotta da bambina. so di esserlo, ma mi creda il mio è un sentimento vero.
Che dovrei fare? Lui non mi ama veramente o sta fingendo?
p.s. : lui è un ragazzo strano. non manifesta molto il suo affetto . ha avuto una sola storia seria e tante storielle di poca importanza. è non è proprio un romantico. si vergogna un po’ dei sentimenti ..

Gentilissima,
Non saprei cosa risponderti, perché negli affari di cuore ognuno deve fare le sue scelte ed assumersi le sue responsabilità. Posso solo dirti che tu, data la giovane età e le scarse esperienze sentimentali che hai alle spalle, forse non sei ancora in grado di fare una scelta del tutto consapevole…

Per questo il mio consiglio è sicuramente quello di non cercare di auto-convincerti in positivo su questa persona: leggendo fra le righe mi sembra che tu nutra dei seri dubbi, sia sulla differenza d’età, sia sulla sua gradevolezza, fisica, così come sul suo “strano” carattere, su quel modo che ha di pretendere confessioni da te… Dai spazio anche a questo tipo di riflessioni e poi scegli autonomamente da che parte propendere.

Ciao, buone cose.

Desiderio di fare chiarezza
#1 09-18-2013, 05:15 PM

Salve, mi sono imbattuta nel vostro sito e vorrei chiedere il vostro parere, per cercare di fare chiarezza in me ed in quello che sto vivendo.
Ho 38 anni, sono sposata da 10 anni ed ho due bambini di 8 e 9 anni.
Il rapporto con mio marito, non è mai stato monotono, perché comunque abbiamo entrambi vitalità, ma comunque è sempre stato un rapporto travagliato, molto differente dal rapporto armonico e sereno che io spesso ho desiderato.
Io mi ritengo una persona tollerante ed empatica, lui in questi anni ha dimostrato (all’inizio meno) di avere un carattere aggressivo verbalmente, a mio parere un po’ litigioso, vuole sempre mettere i puntini sulle i, e in ogni occasione di discussione è sempre stato difficile trovare una soluzione che ad entrambi andasse bene, lui ha sempre alzato la voce per sopraffare.
Questo suo atteggiamento lo ha sempre avuto nei confronti di ogni persona.
Dopo le ultime discussioni, stanca di questo continuo “combattimento”, ho comunicato la mia intenzione di volermi separare.
Questo pensiero a dir la verità l’ho avuto diverse volte durante il corso degli anni, ma per paura delle sue reazioni e per i bambini, l’ho sempre scartato.
Dopo avergli comunicato la mia intenzione, la sua prima reazione è stata un po’ aggressiva, ha comunicato subito che non intendeva separarsi dai bambini e che secondo lui il matrimonio deve continuare nonostante le discussioni.
Nei giorni a seguire, vedendomi distaccata e “determinata”, ha improvvisamente cambiato i suoi atteggiamenti. Da due mesi è diventato mansueto, ha dimostrato molte premure nei miei confronti, ha abbassato il “tono” della sua voce e non lascia più trasparire quel suo senso di aggressività. Pregandomi di riprovarci, perché proprio adesso, si è reso conto di tutto ciò che il suo carattere ha causato, promettendomi ed assicurandomi da tutto cambierà in meglio.
Tutto ciò mi lascia spiazzata, sono contenta per lui se realmente ha capito che in una coppia, la cura e le attenzioni verso l’altra persona sono fondamentali, e che l’orgoglio bisogna anche saperlo mettere da parte, ma io ad oggi oltre a non provare più “passione” e desiderio di condividere intimità con lui, ormai da tempo, non so cosa sia più giusto fare…..sento di volergli bene, mi strugge questo suo star male…ma non riesco a capire se il muro che ho alzato nasconde dentro di me un sentimento che non riesco o non voglio più trovare, oppure è proprio finito il sentimento.
Forse l’allontanamento emotivo, il pensare di ricominciare una nuova vita, forse l’avere conosciuto negli ultimi mesi un’altra persona, mi ha allontanato definitivamente…

Gentilissima,

La prima cosa da dire è che conoscere questa nuova persona le ha fatto finalmente capire che un’altra vita e un altro tipo di relazione sono possibili (e questo le ha dato il coraggio di imporre a suo marito un cambiamento, che è infatti avvenuto, apparentemente con successo).

Questo incontro è stato dunque per il momento molto importante per lei e, indirettamente, anche per la sua famiglia. Penso tuttavia che l’idea di cominciare una nuova vita con questa persona, per quanto appaia liberatoria e foriera di benessere e di serenità, sia un po’ azzardata, in quanto da quello che capisco la conoscenza è recente (e dunque la persona potrebbe nascondere lati del carattere che potrebbero non piacerle) ed inoltre lei non può tornare indietro, come fosse un film, al momento del suo matrimonio, per cambiare persona, perché nel frattempo sono nati due figli.

Secondo me dunque il senso di smarrimento che oggi prova deriva dal fatto che non si aspettava una reazione positiva di suo marito, almeno non in questi termini. Per lei sarebbe stato sicuramente più facile dirgli addio, se lui non fosse cambiato, spinta da un’esasperazione che non riusciva più a tollerare. Lui del resto questo lo ha capito benissimo, e per questo è rapidamente e inaspettatamente cambiato.

Forse si tratta di un cambiamento non sentito, spinto dall’emergenza di contrastare la sua determinazione. In ogni caso tutto questo ci dimostra che dei cambiamenti sono possibili: resta da capire come fare a renderli stabili.

Il mio consiglio sincero dunque, anche in relazione ai figli ancora da crescere, è quello di tentare una terapia di coppia.

Se questo percorso servirà a farvi ritrovare anche quell’armonia sentimentale e sessuale che le sembra ormai perduta, la crisi avrà avuto un esito favorevole. Se invece le cose rapidamente torneranno come prima e il senso di lontananza emotiva con suo marito tornerà a prevalere, allora andrebbe forse presa in considerazione l’opzione che le offre l’altra persona, valutando però molto bene tutti i pro ed i contro, non solo per sé, ma anche per la sua famiglia.

Per dirla in altre parole: lei non sarà mai davvero felice se non lo saranno anche i suoi figli. Nel caso decidesse per la separazione dunque, valuti bene come farla nel modo migliore e si lasci consigliare più dal buon senso che dalla passione.

Cordialmente,

Dr. Giuliana Proietti

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