Consulenza Questioni di Sex

Lettere a Dr. Walter La Gatta

Foto Dr. Walter La GattaQUESTIONI DI SEX
Archivio Storico  2012-2018
Pagina n. 20

Non gli basto più così come sono
#1 12-17-2014, 12:24 PM

Buongiorno Dottore,
Sono una ragazza di 25 anni, fidanzata da 5 e convivente da 2 con un ragazzo di quasi trent’anni.

All’inizio della nostra stori, tutto era meraviglioso e naturalmente anche la sfera sessuale andava alla grande, il desiderio di certo non mancava. Negli ultimo anno e mezzo, sono co
Il punto, quello che non capisce, è che io sono restia ad utilizzare “strumenti extra” perché, per come vanno le cose ultimamente, lo percepisco come un “non mi basti come sei, come sei non mi fai provare niente”. Per quello che mi riguarda, penso che finché non ristabiliremo una bella e sana intimità e intesa “normale e quotidiana”, in cui mi faccia di nuovo sentire bella e seducente proprio così come sono, continuerò a vedere tutto il resto come semplici artifici che servono solo a mascherare quella che sono veramente perché così come sono, evidentemente non vado più bene. E dire che sono una ragazza, dicono affascinante, penso di aver tutte le curve al posto giusto… eppure non basto! Oltretutto, al contrario suo, sebbene possa avere anch’io parecchio da dire sul suo conto per quello che riguarda la sessualità (dalla scarsa durata ad altre cose), ho sempre evitato di farlo, o almeno di farlo così brutalmente come fa lui con me, proprio perché sono consapevole che si tratti di situazioni che, se non fatte presenti nel modo giusto, possono solo ferire e distruggere l’autostima senza di fatto portare a risultati positivi.
Quello che vorrei capire, è semplicemente se davvero sono io quella sbagliata, quella strana (come mi sento dire), se c’è qualcosa di concreto che posso fare nel rispetto delle mie e delle sue esigenze, per migliorare la nostra vita di coppia e ritrovare quella bella passione che ci faceva fare l’amore ovunque e in qualunque momento, oppure se tutta questa situazione è un chiaro segnale che se non soddisfo – col sorriso stampato in faccia – tutte le sue fantasie, bardata come a carnevale, a sua voglia e piacimento, andrà presto a bussare alla porta di qualcun altro. Cosa che peraltro, potrei benissimo fare anch’io.

Gentilissima,

Nella sua lettera purtroppo manca una parte, ma si capisce che il suo ragazzo le stia chiedendo di utilizzare dei sex toys, di indossare biancheria intima particolare, ecc. perché altrimenti non riesce ad eccitarsi.

E’ difficile che la passione sessuale resti immutabile per la stessa persona e per tutta la vita: è normale dunque che, con il trascorrere del tempo, la coppia cerchi sempre nuovi adattamenti, variando tempi, luoghi, modi, ecc. L’importante tuttavia è che tutto questo avvenga in un clima di complicità e condivisione.

Mi pare invece di capire che lei sia stanca di queste “mascherate” che lui le chiede e che la lasciano del tutto fredda, quasi come se si sentisse una prostituta al servizio del suo miglior cliente.

Se fosse così, non resta che parlarne apertamente: l’importante è non aspettarsi di ritrovare la passione dei primi tempi, ma di cercare nuovi modi, piacevoli per entrambi, di incontrarsi nell’intimità.

Saluti cordiali.

Confusione totale, vogliamo tornare la coppia felice di un tempo
#1 12-09-2014, 06:58 PM

Sono una ragazza di 22 anni, sto con il mio ragazzo di 9 anni più di me.Stiamo assieme da circa 3 anni e siamo sempre stati una bella coppia,la classica coppia modello.Ma da qualche mese non è più così.Premetto che a casa mia c’è sempre una situazione di tensione e nervosismo che mi provoca tanto stress e molte volte mi capitava di andare da lui nervosa ma poi passando il tempo con lui mi calmavo e stavo bene.Ora invece sono perennemente nervosa anche con lui e non so come rimediare,se prima avevamo tante cose in comune,ora non le riconosco più.Se prima ero abbastanza d’accordo sulla futura casa di convivenza,ora non mi piace più del tutto, ma x quella scenderei lo stesso a compromesso anche se immagino sarà tutto difficile dato che abbiamo gusti molto diversi.Considero anche il fatto che ho una forte paura di finire come mia madre,ovvero un matrimonio infelice a causa dei suoceri che vivono sotto lo stesso tetto coniugale e tutt’ora si è sotto tensione per questo.Nel mio caso sarebbe diverso perché la casa si trova accanto a quella di sua madre e comunque io vado d’accordo con lei.Ma la cosa che mi ha spaventata di più è che da qualche mese è totalmente scomparso il desiderio sessuale da parte mia.Ormai sono quasi tre mesi che sono diventata intoccabile e questo mi fa stare malissimo perchè prima il sesso con lui era una cosa bellissima che non mi faceva pensare più a nulla ma solo a me e lui e il nostro amore, ora invece sono intoccabile,non può sfiorarmi che mi arrabbio subito.Lui invece verso di me ha ancora tanto amore e desiderio sessuale. Tutto questo mi fa stare male perchè io vorrei tornare la coppia felice di un tempo ma ho paura che non lo saremo più.Noi ci vediamo e sentiamo tutti i giorni anche solo per 5 minuti e per me questo sta diventando un peso, perché a volte mi capita di fare ritardo a casa per passare a salutarlo e poi litigo con i miei è sempre stato così ma solo ora mi fa peso.Nonostante stiamo insieme da tanto i miei non ci hanno mai lasciato dormire assieme tranne che in qualche occasione speciale ed io essendo un po’ ribelle a volte dormo da lui lo stesso e poi litigo con i miei.Mio padre molte volte mi dice cose cattive e non vere su di lui.Dato che la mia situazione in casa è così opprimente e la convivenza ora non si può fare perché lui a causa della crisi è senza lavoro sto pensando di andare a vivere da sola. Anche lui è d’accordo perché gli dispiace vedermi stare sempre così male e tanto la casa è ancora da ristrutturare e ci vorrà tempo.Ne ho parlato con alcune mie amiche alcune mi hanno consigliato la classica pausa di riflessione mentre altre mi hanno detto di lasciarlo. Io non voglio lasciarlo nonostante in un momento di disperazione mi sono lasciata scappare che non è il ragazzo giusto per me, ma non so se lo penso davvero sono confusa e ho paura di confondere l’abitudine con l’amore.Tutto questo mi fa stare male perché io vorrei soltanto tornare la coppia felice di un tempo

Gentilissima,

Se lei è in grado di mantenersi e a casa sua c’è troppa tensione, la cosa migliore da fare al momento è sicuramente quella di andare a vivere da sola.

Questo le permetterebbe di vedere il suo ragazzo con maggiore frequenza (ma non lo lasci venire a vivere da lei, dato il suo momento di confusione!), per capire quale è la scelta migliore da fare.

Resta il fatto che, in una coppia di lunga durata, l’amore è anche abitudine, fatto che da una parte rende la coppia unita e stabile e dall’altro crea dubbi ed incertezze, perché sempre più raramente si provano le belle sensazioni che hanno creato lo stato di innamoramento e che vi hanno spinti a mettervi insieme.

Questa tuttavia è la vita: accettare un rapporto di lunga durata comporta pro e contro. L’intelligenza della coppia sta nel cercare di prendere i “pro”, senza lasciarsi travolgere dai “contro”, il che, detto in altre parole, significa che non basta volersi bene: occorre fare anche qualcosa per rendere il rapporto sempre vivo e coinvolgente.

Cordiali saluti.

Calo del desiderio e dell’erezione
#1 12-14-2014, 05:30 PM

Salve Dottore sono un uomo di 36 anni e circa due anni fa ho notato un forte calo del desiderio. Nello specifico ho notato una marcata diminuzione del desiderio di masturbarmi e poi con le donne ho constatato che riuscivo a raggiungere l’erezione solo con la stimolazione diretta dei genitali e non riuscivo a mantenerla durante il rapporto (in precedenza la sola vista di una donna nuda mi provocava immediatamente l’erezione).
Mi sono così rivolto ad un andrologo, il quale a parte un’infezione da streptococco beta alla prostata, non ha rilevato altro; i livelli ormonali erano buoni, ma mi ha comunque consigliato integratori naturali a base di erbe per aumentare il testosterone.
La mia situazione è comunque migliorata per quanto riguarda la masturbazione, ma con le donne è sempre la stessa. Inoltre mi sento nervoso prima e durante il rapporto e credo che questo influenzi l’erezione. Ma fino a che punto? Possibile che è necessaria una costante stimolazione diretta dei genitali per avere un’erezione? E’ un problema comune agli uomini della mia età oppure è solo un mio problema? Uno psicologo in che maniera potrebbe aiutarmi? Grazie Saluti 

Gentilissimo,

Si tratta probabilmente di ansia da prestazione, ovvero quel tipo di ansia che le procura pensieri disturbanti durante il rapporto, per cui il solo stimolo della fantasia erotica non basta a mantenere l’erezione.

Ciò che uno psicoterapeuta-sessuologo potrebbe fare per lei è cercare intanto di capire il modo in cui lei si relaziona con una donna e darle suggerimenti pratici sullo stile di comportamento, sullo stile del pensiero, sulla regolazione ottimale della sua eccitazione.

Poiché il problema nel suo caso riguarda non solo la relazione con una donna, ma anche l’autoerotismo, è probabile che lei stia vivendo un momento di apatia e scoraggiamento, per cui il terapeuta potrebbe esserle utile anche per sondare questo terreno.

Saluti cordiali.

Disfunzione erettile
#1 12-21-2014, 05:17 PM

Ho una domanda da porle. Premetto che oggi ho 53 anni e nel 2007, ho avuto un infartino, ben superato grazie lastica. Sono in cura con metoprololo 100 mg (1/2 compressa x 3),cardioaspirina, atorvastatina 40 mg.
Nel 2011 cominciai ad avere una saltuaria disfunzione erettile. L’andrologo mi eseguì un ecocolordoppler penieno dinamico e mi diagnosticò un “lieve deficit arterioso” e un “meccanismo veno-occlusivo continente”. Mi prescrisse cialis 5 mg con ottimi risultati, e a volte ho avuto rapporti soddisfacenti anche senza assumerlo. E fino a poco tempo fa avevo rapporti un giorno si e uno no in relazioni lunghe con partner diverse. Da due mesi ho una nuova partner e qualcosa è cambiata: il mio desiderio sessuale è diminuito al punto che ho un solo rapporto alla settimana. Se la mia compagna vuol rifarlo il giorno dopo, proprio non mi va. Inoltre durante il rapporto perdo l’erezione, nonostante assumo cialis da 5 mg. Ho provato anche ad assumere cialis da 10 mg ma non è cambiato nulla.
Perché questo calo di desiderio? Perché questa disfunzione erettile nonostante prendo il cialis? Ovviamente in questo contesto mi è sopraggiunta l’ansia da prestazione! Così mentre da un lato vorrei fare bella figura con questa nuova partner per non sfigurare rispetto al suo ex, dall’altro lato le defaillances mi fanno fare invece una pessima figura! Ed essendo che la mia partner è nuova, non è il caso di puntare sul dialogo. Non se ne parla! Preferisco inventarmi delle scuse del tipo: sono stanco, ho il ferro basso ecc. Ma non posso recitare all’infinito. Che mi consigliate? Sto male moralmente…Ecco i miei ultimi esami: colesterolo totale 130, hdl 39, ldl 74, trigliceridi 114, glicemia 90, azotemia 49, sideremia 49, ferritina 102, acido folico 3,45, psa 1,19, testosterone 8,40, testosterone free 24,5.
Attendo con ansia una sua risposta. Grazie.

Gentilissimo,

Probabilmente la differenza sta nel fatto che mentre nelle altre relazioni lei era abbastanza sicuro di sé e non sentiva il bisogno di dare dimostrazioni di virilità, in competizione con chicchessia, questa volta la situazione è diversa.

Mi sembra di capire che lei tenga molto a questa persona e che voglia dimostrarsi sessualmente più disponibile e durevole del precedente partner della signora.

E’ ovvio che, se queste sono le sue preoccupazioni, lei arriverà al rapporto con un elevato stato di ansia, il che le impedisce poi di abbandonarsi al piacere, dato che tutte le sue attenzioni sono rivolte all’evitamento della brutta figura e alle tante scuse da inventarsi per non ammettere la realtà.

Il suggerimento è quello di dare ciò che lei sa e può dare, senza misurarsi con altri, senza pretendere da se stesso delle performances olimpioniche: con un po’ di serenità e di naturalezza lei riuscirà benissimo ad essere quello che è, è stato e probabilmente sarà ancora a lungo (tenendo naturalmente sempre in conto il fatto che, come succede alla maggior parte degli uomini, l’età può modificare in modo sostanziale la qualità della performance sessuale).

Cordiali saluti.

Durata penetrazione
#1 01-05-2015, 10:22 PM

Le scrivo x un dubbio che mi perseguita da sempre.
Mi vergogno quasi a parlarne.
Innanzitutto sono un maratoneta.
Correre è la mia vita.
Le scrivo perchè ho paura di essere troppo veloce a letto.
Ho paura di durare poco.
Le mie compagne non si sono mai lamentate ma io non sono soddisfatto forse perchè da buon sportivo cerco sempre il meglio e non mi accontento.
Premetto faccio tutti i preliminari senza alcun problema.
Il problema sussiste che quando inizio con la penetrazione,non cambio posizione e non mi concedo pause. Penetro di continuo e il tutto non l’ho mai conteggiato ma a me sembra sempre troppo breve. Credo il tutto duri 5 minuti.
In pratica penetro senza soste.
Vorrei durare di più e mi domando se è normale il mio comportamento o devo preoccuparmi.
La mia fissa è quella di essere veloce anche se le mie compagne non si sono mai lamentate.

La ringrazio anticipatamente x l’attenzione,

Gentilissimo,

Per quanto possano esservi delle analogie fra lo sport che lei pratica e il sesso, direi che lei dovrebbe tentare di scindere le due cose, in quanto la prestazione sessuale è cosa ben diversa da una maratona.

Dalla sua descrizione, mi sembra infatti che lei durante il rapporto sia totalmente concentrato sulla sua durata e non sul piacere che sta eventualmente provocando nella sua partner e sui ritmi da lei desiderati.

Il fatto che le sue partner non le abbiano detto nulla riguardo al suo modo di avere rapporti non ci permette di pensare che le donne che sono state con lei non siano rimaste soddisfatte, ma purtroppo non ci dà neanche prova del contrario…

A mio avviso una maggiore attenzione ai desideri della partner potrebbe rendere la sua prestazione molto più gradevole, al di là dei minuti che le indica il suo cronometro.

Saluti e auguri.

Problema nei rapporti
#1 01-24-2015, 01:07 AM

Risolto il problema tecnico della registrazione, riposto la mia problematica che era stata prima pubblicata gentilmente dallo straff con il mio profilo e dato che non ho ancora ricevuto risposta o opinioni .

Da sempre ho avuto un problema nei rapporti, quando sono con una donna con cui non ho ancora avuto rapporti, mi capita che inizio ad avere l erezione, quindi da un punto di vista fisico tutto funzionerebbe, avviene sia solo accostandomi a lei che coni preliminari, con i vari giochini, masturbazioni rapporti orali arrivo anche bene a mantenerla fino al coito, ma se mi avvicino alla vagina la perdo, appena inizio a toccarne la superficie col glande e come se provo una sensazone di non so cosa cmq è strano e la perdo.
Con le precedenti ragazze e sempre successo con qualcuna e durato un giorno e sono riuscito a risolvere con altre ci ho messo anche 4 giorni.
La mia ultima lunga storia con una ragazza durata tre anni dopo 4 giorni sono riuscito a ovviare a questo problema, dopo di che tutto è andato a gonfie vele rapporti stupefacenti mantenimento dell erezione anche in situazioni poco agevoli, con rapporti degni dei suoi complimenti, passati tre anni cosi pensavo di averlo ormai sconfitto del tutto invece dopo sei mesi che ci siamo lasciati mi trovo con un altra ragazza e risuccede la stessa cosa… ora qualcuno mi dira… “vabbene aspetta e poi vai,” ma io sinceramente vorrei riuscire a superare questo problema innanzitutto per godere anche di possibili rapporti occasionali che possono avvenire come è normale che sia, poi anche per una mia maggiore sicurezza nell approccio quando voglio conoscere una ragazza, spesso questa situazioine mi crea svariati freni anche nel conoscere, perche mi viene da pensare, e se poi mi trovo nella situazione e risuccede?…. cosa posso fare?

Gentilissimo,

Si tratta di un eccesso di zelo: la sua lettera è già in lista d’attesa e quanto prima riceverà risposta. Inoltre, questo non è un forum classico, ma solo uno strumento per la consulenza online: una domanda, una risposta.

A presto.

Fobia della sessualità ?
#1 01-31-2015, 04:07 PM

Buongiorno,
Sono Eleonora, ho 20 anni e ho scoperto dopo anni di negazione totale di avere il terrore della sessualità.
Anche solo il pensiero di qualsiasi genere di contatto fisico con un individuo maschile mi crea ansia, attacchi di panico e vero e proprio terrore.
Inutile dire che non ho mai avuto esperienze di tipo sessuale (nemmeno un bacio) e forse ho sempre fatto in modo di evitarle però questa cosa ora sta diventando per me insostenibile.
Ho delle forti crisi nei momenti in cui ci penso di più (ultimamente molto spesso), ho provato ad andare da una psicologa ma niente da fare, non riesco a parlarne e anche solo scrivendo qui mi tremano le mani.
Il fatto è che ho provato ad accettarmi così ma proprio non riesco; sogno di avere qualcuno accanto a me che mi capisca, amore, una famiglia e un giorno dei bambini ma questa, che per tutti sembra essere una cosa così normale, a me sembra un sogno sempre più irrealizzabile e a cui dovrò rinunciare.
Ormai la solitudine di una vita si fa sentire e questo peso enorme con il tempo che passa non fa che peggiorare.
Non so che fare, non vedo vie d’uscita e ho davvero bisogno di aiuto.
Grazie

Gentilissima Eleonora,

Si, potrebbe trattarsi di una fobia sessuale. Sarebbe utile capire come possa essersi generata e a questo scopo lei dovrebbe provare a ricordare la sua infanzia, in particolar modo per quanto riguarda l’autoerotismo, i giochi sessuali fatti fra bambini, eventuali accarezzamenti sospetti da parte di qualche persona adulta, rimproveri e umiliazioni subite, discorsi “terroristici” sugli uomini e sulla possibilità di restare incinta…
Non è facile ripensare a cose del passato che si sono volute rimuovere dalla coscienza se lo si fa da soli e per questo è assolutamente indispensabile rivolgersi ad uno psicologo che possa aiutarla.
Nel suo caso la terapia non ha funzionato, non perché la psicologa non era in grado di comprenderla e di guidarla verso la guarigione, ma perché lei non ha avuto il coraggio di tirare fuori l’argomento.
A questo punto il suggerimento è quello di cercare un altro/a terapeuta con il/la quale lei possa sentirsi più a suo agio e, se proprio non ce la facesse a parlarne, può proporre di scrivere alcuni suoi problemi in un biglietto (ad esempio con i contenuti della mail che ha inviato a me) che poi il/la terapeuta leggerà a parte.
Che ne dice? Non trovo altre alternative…
Saluti e buone cose.

Nato col pene piccolo
#1 02-05-2015, 01:12 AM

Mi sono deciso a scrivere a uno specialista approfittando del pc e di internet nonché di email. Sono nato col pene piccolo. Di questo me ne resi subito conto non appena ebbi un “confronto” diretto coi miei coetanei già ai tempi dell’asilo. Non detti subito importanza alla cosa perché essendo io piccolino sentivo sempre dire che poi -crescerà-. Rimasto orfano molto presto, la mia infanzia e adolescenza la trascorsi fra collegi e orfanotrofi, dove gli ospiti erano solo maschietti, e anche in quei siti ebbi la conferma della mia “menomazione” quando ebbi spesso il confronto con i miei coetanei nei bagni e nelle docce. Poi giunse il momento di fare il militare, e anche lì peggio che peggio poiché un ragazzo di vent’anni ormai ha terminato lo sviluppo. Nel fare la doccia con gli altri cercavo di uscire sempre per ultimo per la vergogna di essere visto anche da quei commilitoni che consideravo amici. Finito il militare, tornando a lavorare per la ditta che mi aveva conservato il posto, ebbi l’occasione di fare un corso a XX. Nell’ hotel dove albergavamo conobbi una bellissima ragazza mora che si dimostrò subito interessata a me. Non per vantarmi ma a vent’anni ero un bel ragazzo, alto un metro e ottanta fisico slanciato, capelli neri. Mi chiese l’indirizzo e ci scrivemmo per lunghi anni, ma io non ebbi mai il coraggio di dichiararmi vista la mia menomazione. A trenta anni, spronato dagli amici e colleghi di lavoro, i quali ritenevano che averlo piccolo non fosse un problema, basta che “funzionasse”, andai un giorno a un compleanno e, invitato a ballare, mi piacque una ragazza che nonostante molto attraente non era fidanzata; le chiesi se aveva piacere di uscire con me, ma mi creda mi costò una gran fatica, vista la mia pochissima esperienza con l’altro sesso. Dopo qualche mese che ci frequentavamo mi disse che i suoi mi volevano conoscere. per farla breve ci fidanzammo e STRANAMENTE mi chiese lei di sposarla. Ci sposammo ma solo tre mesi dopo fui operato e per imperizia dei medici, fui sottoposto ad altri interventi fra atroci sofferenze per le medicazioni, senza avere più rapporti con mia moglie (anche se quando c’erano non erano mai soddisfacenti, ne per me, ne per lei). Nel xx mia moglie chiese dapprima separazione e poi divorzio. E da allora vivo solo come un cane, non avendo nessuno. Mi scuso per la lungaggine ma se non posso parlare con nessuno almeno a scrivere non ho problemi. Adesso mi chiedo: è giusto che questa vita miserabile non debba cambiare per me? Possibile che non trovi una compagna che del mio poco sesso non se ne importi ma che mi voglia lo stesso un po’ di bene? Spero riesca a leggere anche questa mia, nonostante immagino il grande lavoro che ha da svolgere con la sua nobile professione, e la saluto caramente.

Gentilissimo,

Da quello che leggo lei non dovrebbe più essere giovanissimo e ciò che noto è che quella che lei chiama una “menomazione” l’ha talmente condizionata da rovinarle, almeno fin qui, la vita, il matrimonio, i rapporti con l’altro sesso.
Sarebbe utile che lei smettesse di identificarsi con la lunghezza del suo pene: lei ha sicuramente altre qualità su cui poter contare per rendersi piacevole agli altri, in particolare a una donna (potrebbe infatti cercare di rendersi simpatico, gentile, galante, spiritoso, informato, colto, capace di fare delle cose…). Che senso ha lasciarsi ossessionare per tutta la vita da una cosa di così scarsa importanza, come le misure del pene?
Se vivessimo in una società primitiva, in cui la grandezza dei genitali poteva essere sinonimo di fertilità e di origine divina, capirei il suo disagio, ma in una società evoluta, come quella in cui viviamo mi sembra veramente riduttivo pensare al proprio valore basandosi sulla dimensione dei genitali.
Se però per lei questa cosa ha avuto una così grande importanza, posso ipotizzare due cose: la prima è che lei sia un frequentatore di siti pornografici, per cui il confronto che lei fa con i divi del porno è sempre imbarazzante (ma forse sarebbe utile ragionare sul fatto che tali attori sono selezionati fra molti aspiranti e solo in base alle dimensioni dei genitali, dal momento che caratteristiche di tipo superiore non sono richieste); la seconda cosa che mi viene in mente è che lei viva nel mito che un organo sessuale grande dia più piacere alle donne rispetto ad uno piccolo. Non posso escludere che in alcuni casi sia così, ma considerando che solo 3 donne su 10 hanno un orgasmo vaginale, il pene grande che dà più piacere alle donne è solo un mito, senza alcuna base di tipo scientifico, perché la maggior parte delle donne ha orgasmi di tipo clitorideo.
In conclusione, lei secondo me dovrebbe dare una sterzata vigorosa al suo modo di vivere e di pensare, dimenticando i suoi genitali e concentrandosi di più sul suo cervello (che è il vero e il più grande organo sessuale che tutti abbiamo). Per fare questo è utile rivolgersi ad un terapeuta sessuologo che possa dimostrarle, con i fatti e non con le chiacchiere, che tutta la sua vita è stata fin qui sbagliata, ma che sicuramente può esserci ancora il modo e il tempo per rimediare.
Le auguro buone cose.

Ansia da prestazione sessuale
#1 04-22-2015, 03:20 PM

Salve dottore, le devo parlare di un grave problema che mi sta uccidendo. Sono un ragazzo di 20 anni e soffro di ansia da prestazione sessuale.
Vi voglio parlare della mia prima volta poichè ritengo che sia essa la causa della mia ansia.
Tutto è cominciato all’età di 17 anni durante un periodo della mia vita abbastanza delicato (mia madre era molto malata), lo feci con una ragazza di cui NON ero particolarmente attratto, anzi praticamente per nulla, e fu solamente la voglia di provare che mi spinse a farlo.
Fino ai preliminari tutto bene, il problema sorse quando cominciammo la penetrazione, infatti sia con il preservativo che senza non sentivo praticamente nulla e persi l’erezione piu volte. Non riuscimmo a terminare il rapporto.
Io da ingenuo detti la colpa al fatto che lei non mi piacesse e mi rifiutai di rivederla.
Rimasi single per molti mesi, finche mi fidanzai con una nuova ragazza, che questa volta mi piaceva veramente.
Arrivò anche con lei il fatidico momento e ovviamente fu un fiasco, ma questa volta fu molto peggio… Non riuscì ad arrivare neanche alla penetrazione perché perdevo l’erezione già nei preliminari. La nostra relazione durò all’incirca 4 mesi e non riuscimmo mai ad avere un rapporto completo. Già nei preliminari infatti sentivo il cuore che cominciava a battere forte, la mente che si concentrava sull’erezione, i movimenti che diventavano macchinosi e di conseguenza perdevo l’eccitazione.
Ora sono nuovamente single e non so più che fare… vorrei provarci con un sacco di ragazze ma questo pensiro mi blocca, io so (spero) che sono problemi unicamente psicologici poichè se faccio da solo funziona perfettamente.
Io sono un ragazzo un po’ ansioso (come avrete notato) ma spesso riesco ad utilizzare l’ansia come una spinta in più, infatti negli studi è solo “grazie” all’ ansia che nei periodi pre-esami riesco a dare il massimo di me. Vorrei riuscire ad utilizzare l’ansia da prestazione sessuale come uno stimolo in più e non come un blocco. In generale io sono un ragazzo normale, non soffro di particolari problemi spicologici (oltre questo) e sono convinto che un giorno riuscirò a superarlo.
Cosa mi consiglia di fare? Uscire con una nuova ragazza, provarci di nuovo e chiederle di aiutarmi a superare il problema potrebbe essere la soluzione, o devo per forza andare da uno spicologo privatamente?

Gentilissimo,

La causa del problema sta nell’ansia da prestazione, ma anche nell’inesperienza. Con l’esperienza infatti si riesce a dominare meglio la propria erezione.

Purtroppo è un serpente che si morde la coda: come fare esperienza se si ha una disfunzione erettile proprio sul più bello?

Il consiglio è quello di rivolgersi ad un terapeuta sessuologo, per ricevere i giusti consigli ed essere seguito e supportato nei vari approcci con le ragazze.

Escluderei di chiedere ad una ragazza qualsiasi di diventare la sua psicologa/sessuologa: perché chiederlo a chi non ha le competenze necessarie e che potrebbe deriderla per questo nel gruppo degli amici, quando ci sono professionisti formati, che possono darle i giusti consigli e rispettare la sua privacy?

La saluto, con molti auguri.

“Petting”..?!
#1 03-22-2015, 10:44 AM

Qualche giorno fa, il mio ragazzo mi stava facendo, come si suol dire, un “ditalino”. All’improvviso, dentro me, ho sentito qualcosa che si rompeva (come una bolla che si fa con la bocca).
Può essere che mi abbia sverginata con le dita?!?

Può essere, può non essere…
L’unica persona che potrebbe dirglielo è una ginecologa, dopo una visita.
Saluti.

Help chiarimenti..rapporto non protetto..pddg ellaone..ritardo..paura..stress
#1 05-01-2015, 10:28 PM

buonasera,
sono una ragazza di 20 anni
le spiego il mio problema e spero davvero che mi possa aiutare..

il mio ultimo ciclo ha avuto data di inizio il 25 marzo 2015.. credo sia durato più o meno 4 giorni..
il giorno 3 aprile 2015 verso le 22.15 ho avuto un rapporto non protetto (dove Lui dice di NON ESSERE VENUTO)..
per sicurezza, il giorno dopo (4 aprile 2015) verso le 11.30 di mattina, ho assunto la pillola del giorno dopo EllaOne..
il ciclo sarebbe dovuto ricomparire il giorno 24 aprile 2015.. ma fino ad oggi nulla.. sono a 8 giorni di ritardo..

i miei dubbi sono molti:

1) è possibile che sia incinta?

2) dopo aver assunto la pillola del giorno dopo, non ho avuto nessuna perdita ematica…è normale? ho sentito dire che se ci sono quelle perdite vuol dire che la pillola ha fatto il suo lavoro :/

3) dopo aver assunto la pillola, la sera e i giorni successivi, mi sono masturbata.. è possibile che c’era qualche goccia di sperma all’interno della vagina, e che essendomi masturbata quello abbbia provocato una gravidanza?

4) la pillola ellaone sballa di molto il ciclo? quanti giorni di ritardo ci possonon essere di solito dopo l’assunzione di questa pillola?

premetto che il mio ciclo a volte non è regolare…

la prego di una risposta al più presto..sono molto stressata 🙁 e ho anche molta paura….

Gentilissima,

Se lei ha un ciclo non regolare, sarebbe opportuno rivolgersi ad una ginecologa perché possa consigliarle il migliore contraccettivo e darle i migliori suggerimenti, affinché possa evitarequesti stress.

Cercherò di chiarirle i dubbi che sono di competenza della mia disciplina:

1. Per saperlo non c’è nulla di meglio che fare un test di gravidanza: con poca spesa, trova il kit anche al supermercato.

2) Questo dovrebbe chiederlo ad un medico.

3) Non c’è alcuna relazione fra masturbazione e fecondazione dell’ovulo.

4) Questo dovrebbe chiederlo ad un medico

Saluti e auguri.

Tradimento?
#1 05-13-2015, 08:31 PM

Buonasera,
ho 53 anni e sono sposata da 30!
Nel mese di dicembre scorso ho scoperto (grazie a mio figlio di 16 anni) un messaggio di whats app di mio marito rivolto ad una sua collega. il testo era questo:
sei tutta da godere
amore mio
sei fantastica…
Lei prima gli scriveva che lui era prezioso , che non doveva distrarsi scrivendo in macchina e che addirittura doveva avvisarla del suo arrivo a casa.
Immagini il mio stato d’animo in quel momento, anche perchè non sapevo (e non so) se mio figlio avesse letto il messaggio che era indirizzato ad un certo Flavio. Chiaramente il nome della donna era Flavia. Ho parlato subito con lui, e la sua versione è stata quella che si trattava di un “cazzeggio”, che aveva conosciuta Flavia da due mesi, al lavoro, che era una bella persona, che si era creato un certo feeling tra di loro e ciò che lo affascinava di più in lei era il suo prendersi molta cura del marito (a differenza di me come dice lui). Lui nega che ci sia stato qualcosa io gli ho detto che anche se fosse stato così lui avrebbe voluto. Sono rimasta molto delusa perchè non lo ritenevo capace di mettere a repentaglio la nostra famiglia, i nostri tre figli e la famiglia di lei.
Tutto questo è successo due mesi dopo la morte della mamma alla quale lui era molto legato, non so se questo abbia influito in quanto lui ci teneva ad essere perfetto per lei e mi è sembrato come se finalmente avesse via libera….
Io sto cercando di dargli un’altra possibilità ma non riesco a dimenticare purtroppo le parole che lui ha rivolto ad un’altra mi ronzano sempre nella testa.
Io ho parlato con lei per telefono e mi ha detto di non essere una rovinafamiglie e che lui è stato prezioso perchè l’ha aiutata in un problema personale che riguardava sua figlia.
sembrava veramente dispiaciuta….
Oltretutto da quando è successa questa cosa mio marito, che ha sessanta anni, non riesce ad avere un’erezione se non stimolato. Non so se questo sia collegato a ciò che è successo o è solo una coincidenza!
Questa donna ora non lavora più con lui ma io mi rendo conte di avere perso la fiducia, di controllarlo in maniera ossessiva soprattutto sul tempo che lui perde su whats app e non so cosa fare…
Grazie
Buona Serata

Gentilissima,

Piuttosto che concentrarsi sulle parole che suo marito ha rivolto all’altra, riterrei più utile riflettere sulle parole che suo marito ha detto a lei, parlando dell’altra. In particolare lui le ha detto che la cosa che maggiormente lo affascinava dell’altra era “il modo in cui si prendeva cura del marito…”

Forse questa piccola crisi ( che dopo 30 anni di matrimonio tranquillo mi sembra davvero poca cosa…) è dovuta al fatto che suo marito si sente un po’ trascurato. Ha provato a chiedere cosa c’è che non va, cosa desidererebbe di più, cosa fa l’altra che lei non fa?

E’ vero infatti, siete una bella famiglia, con tre figli e tanti anni di matrimonio alle spalle, ma… Siete ancora una coppia? La coppia non si estingue con la famiglia e se non c’è più intesa, non c’è più intimità, non c’è più voglia di ridere insieme, anche quando non si è più giovanissimi, non basta vivere di nostalgia: può capitare che ci si guardi intorno.

Sa cosa aiuta le coppie a superare ogni crisi? La comunicazione: parlare, parlare, parlare. E se questo non bastasse, fatevi aiutare da un terapeuta della coppia.

Saluti e auguri.

Orgasmo e pensieri
#1 05-26-2015, 08:32 PM

Salve, sono una donna di quarant’anni e penso di avere problemi sessuali.
Ho avuto il primo orgasmo clitorideo a trent’anni anche se avevo una vita sessuale apparentemente nella normalità secondo me. Il mio problema è il modo in cui mi eccito. Ho un’amico da tanti anni , per me è come se fosse un fratello. Un giorno eravamo in spiaggia e inizia a farmi un massaggio. Il massaggio però diventa un pò osè e pur sapendo che stavamo facendo una cosa sbagliata(non mi piace assolutamente questo amico) l’ho lasciato fare perchè sentivo che stavo provando piacere…un piacere che mi avrebbe portato all’orgasmo. Naturalmente eravamo in un luogo pubblico e la cosa si è interrotta anzi da paarte mia è calato una sorta di imbarazzo e vergogna di me stessa. Dopo diversi giorni in cui faccio pensieri strani su questa cosa lo rivedo e mi lascio toccare da lui pur sentendo una specie di vergogna che però mi fa eccitare. Tra di noi non c’è mai stato un bacio e io non ho mai fatto niente a lui. Non riesco a capire il perchè questa cosa mi possa eccitare cosi tanto..non abbiamo mai avuto nessun rapporto sessuale ma il fatto che lui mi tocchi e mi faccia sentire cosi…senza difese mi fa avere un’orgasmo clitorideo immediato(non ho mai avuto un orgasmo da penetrazione).
Io vorrei riuscire ad avere una vita sessuale normale…vorrei stare bene con il mio compagno che amo e che mi ama ma non ci riesco…mi piace tantissimo baciarlo e fare l’amore con lui ma pur essendo eccitata e lubrificata non arrivo al piacere.
Secondo lei ho un problema che si può risolvere? a chi posso rivolgermi per essere aiutata?
Grazie.

Gentilissima,

Il fatto che lei provi l’orgasmo clitorideo tramite la stimolazione di una persona che non le piace, con la quale non ha alcuna relazione sentimentale o sessuale e che lei considera solo un buon amico, mentre non riesce a raggiungere il piacere con l’uomo che ama, potrebbe significare che nella vostra vita di coppia probabilmente l’eros sta via via scomparendo per lasciare spazio solo all’affettività, espressa fra l’altro anche nelle abitudini sessuali.

Mentre con l’altro c’è evidentemente il gusto del proibito, il piacere della trasgressione, che sono di per sé degli elementi eccitanti, con il suo uomo tutto sta probabilmente diventando fin troppo scontato e prevedibile (o forse lo è sempre stato).

Una buona idea potrebbe essere quella di parlarne con il suo compagno, per cercare insieme una soluzione alla sua anorgasmia: è una cosa ragionevole pensare che nella coppia entrambi i partners possano accedere al piacere per sentirsi ugualmente soddisfatti della loro vita intima. E’ importante cambiare il modo in cui fate l’amore (non solo le posizioni, ma anche i tempi, i luoghi, le atmosfere, ecc.) o rivolgersi ad un sessuologo che potrà aiutarvi.

Cordiali saluti.

Vulva
#1 06-26-2015, 04:10 PM

Salve a tutti,
volevo chiedere un consiglio.. Ieri il mio ragazzo mi è venuto sulla vulva (una parte del liquido era sulla pancia) e dopo essere venuto mi ha levato il liquido (facendo attenzione a non entrare) e poco dopo mi sono lavata (con solo acqua, facendo attenzione a non entrare perchè sono vergine).
Potrei essere rimasta incinta?
Grazie millie, scusate il disturbo e la terminologia non appropriata..

Gentilissima,

Sei ampiamente scusata per la “terminologia non appropriata” visto che probabilmente sei giovanissima. Perché tu ti senta maggiormente a tuo agio quando devi parlare di queste cose con persone adulte, ti suggerisco anche come potresti, la prossima volta, porre il problema:

“Ieri il mio ragazzo ha eiaculato in prossimità della mia vulva (o ingresso vaginale) e una parte del liquido spermatico era sulla mia pancia. Dopo aver raggiunto l’orgasmo lui….ecc.

Venendo alla risposta, ci sono scarsissime probabilità che tu possa rimanere incinta in questo modo, ma non si può escludere completamente la presenza del rischio.

Sarebbe dunque più opportuno che lui, specialmente in prossimità dell’ovulazione (fra la seconda e la terza settimana del ciclo) usasse il preservativo.

Saluti e buone cose.

Niente sesso: sbagliata io o poco comprensivo lui?
#1 06-30-2015, 11:41 AM

Salve, sono Ilaria e ho 22 anni. L’oggetto di questo scritto è il motivo per cui non chiudo più occhio la notte. E’ qualcosa che desta in me molta preoccupazione e provo a raccontarvelo per cercare di vederci un po’ chiaro. Sono fidanzata con il mio ragazzo da 3 anni ( lui attualmente ha 24 anni) : ci siamo innamorati e abbiamo deciso di porre le nostre giovani vite l’uno nelle mani dell’altra. I primi rapporti sessuali sono venuti dopo circa 10 mesi dall’inizio della nostra storia : è stata la prima volta per entrambi e da allora la nostra vita sessuale è stata sempre attiva fino a che mi si sono presentati fastidi intimi seppure di lieve entità che mi impedivano di avere rapporti. Il medico curante allora mi disse che qualora non fossero andati via, avrei dovuto sostenere una visita ginecologica ed eventualmente un pap-test . La visita ginecologica allora non l’ho mai sostenuta perché ritenevo fossi troppo giovane e timida e l’idea di presentermici mi imbarazza molto e poi siccome sono anche molto sincera avrei dovuto senz’altro parlarne con i miei genitori e si sa che parlare di sessualità con i propri genitori è molto complesso. Quando questi fastidi dopoqualche mese cominciarono a venir meno, a impedire rapporti sessuali sereni c’era la paura di contrarli di nuovo, ma anche una seria difficoltà pratica giacchè risultavo molto tesa e preoccupata. E Ogniqualvolta facevamo cilecca, ne suguiva uno stato d’animo dilaniante perché me ne sentivo molto responsabile, e mi sentivo colpevole dell’insuccesso. Seppure non abbiamo mai smesso di ricorrere ad altre forme diverse dalla rapporto sessuale completo, il mio ragazzo spazientito ha cominciato a sostenere l’idea che senza rapporti sessuali non si può andare avanti nella storia. Questo suo modo di pensare mi ha messo parecchio in crisi perché ha scardinato un po’ l’idea di relazione basata sull’amore innanzitutto che ci eravamo promessi nel primo giorno. Le sue minacce di rompere la relazione sono divenute più frequenti e mi rendono molto ansiosa, oltre al fatto che mi rendono emotivamente fragile. Per non rompere ho preso sempre l’impegno di provarci ma quando proviamo mi fa molto male e le sue reazioni successive mi scoraggiano :e ha smesso di credermi ogni qualvolta provo a dirgli che anche io lo desidero. Per questo problema tutto sta cambiando. Io, do a questo atto molta importanza affettiva ma sembra quasi sia divenuto indispensabile per tenerci legati. Sono ormai 1 anno e mezzo che non ci riusciamo,Io lo capisco e capisco anche che gli uomini abbiano necessità diverse da quelle femminili, ma sono molta confusa perché attualmente non so cosa fare e cosa pensare. Sono sbagliata io? E’ una storia un po’ lunga ma ho voluto scriverle per vederci meglio. La ringrazio in anticipo

Gentilissima,

Mi sembra di capire che il problema principale sia il senso di colpa che lei prova nei confronti dei suoi genitori, per avere un’attività sessuale completa.

Credo che lei debba cercare di superare questo senso di colpa, per vari motivi: 1. E’ una ragazza ormai maggiorenne, che dovrebbe cominciare a vivere la sua vita compiendo le sue scelte ed assumendosi le sue responsabilità; 2. Se le è difficile parlarne con i genitori di questo argomento, non è un problema suo, dovuto alla sua timidezza, ma alla sbagliata educazione sessuale che lei ha ricevuto dalla famiglia, per cui la sessualità è vista come un argomento tabù; 3. Visto che il rapporto con il suo ragazzo dura da tanto tempo, anche i suoi genitori daranno ormai per scontato che lei ha rapporti sessuali completi e dunque credo sia del tutto inutile mantenere questa ambiguità.

Le suggerirei dunque di prendere un appuntamento con una ginecologa e di farsi visitare, perché probabilmente lei ha una banale infiammazione vaginale, che rende dolorosi i rapporti. Dalla ginecologa riceverà istruzioni sull’igiene intima da seguire e suggerimenti per prevenire la gravidanza indesiderata.

Quanto alla visita ginecologica, credo sarebbe il momento di parlarne apertamente anche in famiglia: dica di avere dei disturbi e la necessità di essere visitata. Andare dal ginecologo è come andare dal dentista: per una donna è una necessità, non è un vezzo.

Potrà anzi usare questo argomento, che riguarda la salute, per “normalizzare” anche il discorso sulla vita sessuale in famiglia: se i suoi la considerano ancora una bambina, il problema direi che riguarda loro, non lei.

Accetti dunque la sua vita adulta e, da qui in avanti, provi a fare le sue scelte in maggiore autonomia.

Non mi dilungo sui discorsi che riguardano la relazione e la sessualità di coppia perché sono convinto che una volta superati gli ostacoli materiali e i pregiudizi che ancora la trattengono dal superare questo problema, tutto tra voi si risolverà in modo più che tranquillo.

Auguri.

Riaccendere Libido nella post-menopausa
#1 07-17-2015, 02:06 PM

Salve, la mia richiesta è più orientata a un trattamento farmacologico, piuttosto che a quello psicologico; spero sia una richiesta possibile.

La mia partner ha 56 anni e da almeno 3 anni, in particolare da quando è stata sottoposta a ovariectomia bilaterale, il suo desiderio sessuale è letteralmente azzerato!

In passato (anche soltanto FINO A POCO PRIMA dell’intervento) siamo stati amanti appassionati e focosi; la mia passionalità era pienamente ricambiata.

Ultimamente ho rinunciato a insistere troppo, e infatti il nostro ultimo rapporto risale a 3 mesi fa, ed era dovuto a una mia richiesta insistente, così come in tutte le ultime occasioni (distanziate di circa un mese dall’una alla successiva).

Non ho rinunciato però a corteggiarla e a farla sentire desiderata, benché cerchi di non farla sentire mai sotto pressione. Finora la mia strategia NON ha ottenuto alcun miglioramento della situazione, che anzi si è ormai “congelata” stabilmente.

Lei ha respinto la mia proposta di consultare degli esperti, e anzi NON gradisce affrontare il dialogo sull’argomento.

Sarà anche possibile che il problema abbia anche una componente psicologica, ma ritengo che la componente FISIOLOGICA abbia un peso determinante. Solo fino a non molto tempo fa lei affermava di NON gradire di lavarsi subito dopo i nostri rapporti, per poter mantenere il mio odore su di sé il più a lungo possibile. Oggi quei tempi sembrano distanti ere geologiche, e anzi oggi mi fa spesso rilevare come le magliette che indosso “puzzino” o i miei baffi siano maleodoranti quando non li rado per 2 o 3 giorni (abbiamo mantenuto l’abitudine del bacio quando uno dei due esce di casa; prima era un bacio alla francese, oggi è appena sfiorato). Ma posso assicurare che le mie abitudini igieniche sono sempre le stesse, anzi sono ancora più scrupoloso nella mia igiene personale negli ultimi tempi, e mi cambio ancor più spesso!

Dato tutto quanto sopra, ho pensato a una soluzione farmacologica. Credo che, se le chiedessi di provare una terapia farmacologica, potrebbe essere favorevole. Infatti so che lei soffre per questa situazione.

Mi potete consigliare verso quali principi attivi potremmo orientarci, salvo il fatto di rivolgerci poi di persona a un medico? Pur nella limitatezza delle mie conoscenze, suppongo che otterrebbe dei risultati rilevabili, ad esempio, una terapia tesa ad aumentare in modo stabile la concentrazione del testosterone libero nel suo organismo, o a inibire la conversione di esso in estrogeni. Sono in errore?

Grazie anticipate

Gentilissimo,

Le sue abitudini, igieniche, comportamentali, sessuali, ecc. saranno pure rimaste invariate, ma lei non può negare che il tempo sia passato: sia per voi, sia per la vostra relazione.

E’ normale che le relazioni si evolvano e che si debbano cercare degli aggiustamenti, in base alle nuove esigenze delle persone. Ci sono vari studi che dimostrano che il desiderio sessuale femminile possa diminuire sensibilmente dopo una ovariectomia, ma in ogni caso il desiderio sessuale, in particolare femminile, è sempre un argomento molto delicato in una donna non più giovanissima.

Questo non significa che occorra rinunciare alla sessualità, ma che la sessualità debba trasformarsi ed adattarsi all’età dei partners. alla durata della propria relazione, allo stato di salute e alle nuove esigenze che possono venirsi a creare nei due partners, argomenti sui quali occorrerebbe avere un rapporto molto franco.

Cordiali saluti,

Mente distaccata
#1  10-26-2015, 01:17 PM

ciao sono Marta ho 34 anni, il mio problema è il seguente:
Sono fidanzata con il mio partener da due anni e fra 6 mesi ci sposiamo, all’inizio della nostra storia facevamo sesso molto spesso ed era tutto fantastico. Mano a mano che le cose sono andate avanti, la mia voglia è calata, ma la cosa peggiore è che molte volte mi rendo conto che quando lo facciamo la mia mente comincia a volare da tutt’altra parte quasi estraniandosi da dov’ è(lista della spesa, cose da fare nella giornata, panni da ritirare etc etc) . Non è la prima volte che mi succede, di solito infatti quando i rapporti precedenti si stavano esaurendo con essi si esauriva anche il mio coinvolgimento sessuale. Questa volta però è molto diverso, perché questo rapporto è tutto tranne che esaurito, io sono molto innamorata e lui anche, oltretutto lui sessualmente è molto attivo , ed è per questo che non mi spiego questo comportamento. Non ho mai avuto problemi a raggiungere orgasmi, o nel provare piacere, ho sempre vissuto la sessualità in modo molto tranquillo, e anche con lui abbiamo un rapporto molto aperto nel manifestare cosa ci piace e cosa no, nello sperimentare cose nuove, ed è per questo che tutto questo è molto frustrante e quando lui mi approccia, io non mi concedo come vorrei perché so che poi mentre lo facciamo mi allontano con i pensieri e non sono coinvolta come vorrei.
Visto che come ho specificato prima ci stiamo per sposare, voglio fare il possibile per superare qual si voglia problema e vivere il rapporto con l’uomo che amo al meglio.
help!

Gentilissima,

L’errore sta nella conclusione della sua lettera, quando dice: ” io non mi concedo come vorrei perché so che poi mentre lo facciamo mi allontano con i pensieri e non sono coinvolta come vorrei”.

Nella sessualità occorre essere spontanei e non perfezionisti: ci sono volte (o periodi) in cui la sessualità va benissimo e volte (o periodi) in cui è un argomento assai poco attraente.

Questo non dipende solo da come si vive la sessualità o dal proprio atteggiamento verso il sesso, ma può dipendere da innumerevoli fattori, quali stato di stress, tono dell’umore, stanchezza fisica, periodo di scarse soddisfazioni personali, di preoccupazioni, ecc.

Nella sua vita matrimoniale la sessualità non sarà come una linea retta tracciata in orizzontale, ma sarà un po’ come le montagne russe, un po’ su, un po’ giu, a seconda dei periodi della vita che attraverserete insieme.

Le suggerisco dunque di non cercare perfezionismi in questa materia, perché che il sesso (come le altre cose) vadano sempre benissimo in un rapporto di lunga durata lo si può riscontrare solo nei fotoromanzi e nelle serie tv: non nel mondo reale.

Molti auguri per il suo matrimonio.

Troppa eccitata?
#1 08-19-2015, 12:26 PM

Buongiorno Dottore,
Sto ormai da un anno e mezzo con il mio ragazzo, coetaneo di 28 anni, e abbiamo rapporti sessuali molto intensi e molto vicini a come li ho sempre cercati, motivo per il quale mi rendo conto di bagnarmi moltissimo già dall’inizio del rapporto, creando oltretutto rumori sonori che mi imbarazzano. Il mio ragazzo una volta mi ha detto che ero talmente bagnata che non sentiva più nulla, e non perde occasione per dirmi ironicamente che spesso sono “un laghetto”… e mi rendo oltretutto conto che preferisce di gran lunga il rapporto anale, anche per questo motivo. C’è qualcosa che posso fare per arginare o gestire questa mia eccessiva eccitazione?

Grazie molte

Gentilissima,

Se a lei il rapporto anale da fastidio e preferirebbe la penetrazione vaginale, può chiedere che questa avvenga all’inizio, quando il “laghetto” non si è ancora formato.

In ogni caso credo sia un po’ esagerato dire che lui non senta più niente perché lei è troppo lubrificata… Propenderei a pensare che lui trovi maggiore gratificazione nell’altro tipo di rapporto, perché magari soddisfa maggiormente le sue fantasie sessuali.

Cordialmente,

Masturbazione compulsiva
#1 07-21-2015, 12:13 AM

Salve Dottore,
ho 35 anni e non ho mai fatto sesso in vita mia. Il perché è una storia lunga… per dirla in due parole sono sempre stato molto timido, e il fatto di non essere granché attraente ha fatto il resto. La mia esperienza sessuale è stata quindi sempre limitata alla masturbazione.
Negli ultimi tempi… grazie a una psicoterapia, al cambio di lavoro e di città (sono andato a vivere in una metropoli), sono diventato molto più spigliato ed aperto, ho potuto conoscere centinaia di ragazze, ho sviluppato tanti rapporti simpatici con loro, apprezzano la mia compagnia, mi trovano intelligente, spigliato e divertente… Peccato che nessuna pensi nemmeno alla lontana di accettare una relazione con me, nemmeno alla lontana. Anzi, nessuna accetta nemmeno che le offra un caffè. Purtroppo ciò mi ha fatto meritare una fama di morto di f**a, di personaggio da commediola erotica che ci prova con tutte ma non riesce con nessuna, di cui mi vergogno moltissimo, tanto che, all’ennesimo fallimento, ho deciso di lasciare perdere con le ragazze. Il problema purtroppo non si limita a questo. Da che frequento più ragazze, le mie tentazioni si sono moltiplicate e… mi masturbo moltissimo, molto più di quando ero ragazzino. Un giorno ho addirittura avuto una sessione non-stop di sette ore consecutive, mi sono perfino procurato delle abrasioni al pene. Ormai la voglia di masturbarsi è così forte che spesso le mani mi scendono nei pantaloni senza che io me ne accorga, spesso perfino quando sono da solo in ufficio. Un mio amico, conscio del problema ha cercato di risolverlo portandomi a put****, ma senza alcun esito, la cosa 
Gentilissimo,

Grazie alla psicoterapia, al cambio di lavoro e di città lei ha risolto molti problemi di timidezza, acquisendo competenze sociali che le permettono di conoscere molte persone.

Il lavoro terapeutico però non mi sembra completo, visto che lei non riesce a frequentare una ragazza e neanche ad offrirle un caffè… Deve esserci qualcosa nel suo modo di comportarsi che ancora non va.

Le suggerisco dunque di completare il lavoro svolto facendo questa volta una terapia da uno psicoterapeuta con formazione in sessuologia, in modo da ricevere i consigli giusti, per gestire l’autoerotismo e per stabilire relazioni più approfondite con le ragazze.

Può cercare un sessuologo nella sua città in questi due albi:

Centro Italiano di Sessuologia:
http://www.cisonline.net/index.php?optio…5&catid=19

Federazione Italiana Sessuologia Scientifica
http://fissonline.it/albo/albo.php

Saluti cordiali

Dr. Walter La Gatta

WLG

Dr. Walter La Gatta

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