Farmaci antidepressivi e rischi di suicidio

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Dr. Walter La Gatta

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Prove sempre più numerose suggeriscono che l’uso di antidepressivi  è aumentato negli ultimi anni: gli  SRRI  (dall’inglese selective serotonin reuptake inhibitors) sono gli antidepressivi più comuni prescritti per i disturbi depressivi e d’ansia.

Come funzionano gli SSRI?

Si ritiene che questi psicofarmaci siano in grado di modificare la concentrazione nel cervello di alcuni neurotrasmettitori responsabili della regolazione del tono dell’umore e in particolare di aumentare la concentrazione della serotonina, bloccando il principale processo biologico di eliminazione di questa dal vallo sinaptico (reuptake).

Gli SSRI vengono usati anche per altre patologie?

Si, ad esempio per curare la fibromialgia, la prevenzione dell’emicrania, la neuropatia diabetica, i disturbi del sonno, l’eiaculazione precoce.

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Quanto è comune il rischio di suicidio?

Il suicidio è una delle principali cause di morte, con un tasso di 534,3 per 100.000 anni-persona nei pazienti con depressione maggiore. I suicidi si verificano più frequentemente nei giovani che negli adulti, soprattutto per effetto dell’influenza dei social media. Per ogni adulto che muore per suicidio, più di altri 20 lo tentano.

Quali farmaci sono più adatti per prevenire il suicidio?

Tra i fattori di rischio modificabili per il comportamento suicidario ci sono i disturbi dell’umore, per i quali i farmaci antidepressivi sono la principale opzione di trattamento farmacologico.

Cosa sono i farmaci SSRI?

Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) sono una classe di farmaci antidepressivi prescritti per il trattamento della depressione e di altri disturbi dell’umore.

Qual è l’effetto degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) sul pensiero e il comportamento suicidario?

La Food and Drug Administration (FDA) ha messo in allerta, nel 2004, sull’associazione fra farmaci SSRI e rischio di pensieri e comportamenti suicidari, soprattutto nei bambini e negli adolescenti. Nel 2007, l’avviso è stato ampliato per includere anche i giovani adulti (di età compresa tra 18 e 24 anni).

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Quali sono le evidenze attuali sull’associazione tra l’uso di antidepressivi e il comportamento suicidario nei bambini e negli adolescenti?

Le evidenze attuali provenienti da studi randomizzati controllati (RCT), che sono il più alto livello di evidenza, non sempre sono coerenti. Alcuni studi suggeriscono, infatti, un aumento del rischio di ideazione e comportamento suicidario nei pazienti pediatrici depressi trattati con gli SSRI, mentre altri studi non confermano questa associazione in modo definitivo. L’uso di venlafaxina è risultato associato a un aumento del rischio di comportamento o ideazione suicidaria nei giovani, ma il rischio degli altri antidepressivi rimane poco chiaro.

Cosa sono l’emergenza terapeutica o il peggioramento dell’ideazione suicidaria e quali sono i fattori associati ad essi?

L’emergenza terapeutica o il peggioramento dell’ideazione suicidaria si riferisce all’ideazione suicidaria e al comportamento che si sviluppa durante il trattamento della depressione. I predittori includono fattori di rischio sociodemografici e clinici, come l’insorgenza della depressione in età giovanile, il genere, la gravità della depressione, il dolore fisico e la scarsa risposta agli antidepressivi. Ci sono anche fattori di rischio genetici associati ai tentativi di suicidio nel corso della vita.

Qual è l’importanza di identificare il rischio suicidario legato agli antidepressivi?

Il suicidio è una delle principali cause di morte, e i giovani possono essere una popolazione in tal senso vulnerabile, soprattutto attraverso i social media (emulazione, sfide, cyberbullismo, ecc.). Pertanto, è di grande importanza identificare il rischio suicidario associato all’uso di antidepressivi, soprattutto nei bambini e negli adolescenti.

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Cosa raccomandano le linee guida?

Le linee guida cliniche raccomandano un monitoraggio attento dei comportamenti suicidari dopo l’inizio del trattamento antidepressivo. E’ importante sapere che negli adolescenti e nei giovani adulti, gli SSRI possono essere associati a un lieve aumento del rischio di ideazione suicidaria durante le prime settimane di trattamento. Questo aumento del rischio di pensieri suicidari è generalmente temporaneo e tende a diminuire nel corso del tempo, quando cominciano i benefici di lungo termine.

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Fonti principali:

Lagerberg, T., Fazel, S., Sjölander, A. et al. Selective serotonin reuptake inhibitors and suicidal behaviour: a population-based cohort study. Neuropsychopharmacol. 47, 817–823 (2022). https://doi.org/10.1038/s41386-021-01179-z

Front. Psychiatry, 26 May 2022 Sec. Child and Adolescent Psychiatry Volume 13 – 2022 | https://doi.org/10.3389/fpsyt.2022.880496, Risk of Suicidal Behaviors and Antidepressant Exposure Among Children and Adolescents: A Meta-Analysis of Observational Studies

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